Si è chiusa la maratona del bilancio di previsione 2008, con i soliti rituali a cui siamo abituati ormai da tempo in Sala Rossa; con le migliaia di emendamenti ostruzionistici dell'opposizione ed i siparietti degli interventi per gran parte utili solo a fare nottate di chiacchiere fini a se stesse. Un bilancio comunque difficile e per molti versi "anonimo". Un bilancio che non apre al futuro gestisce le scarse risorse tra gli appetiti mai sazi dei diversi assessorati, più attenti a soddisfare politiche di parte piuttosto che i reali bisogni dei cittadini. Ci si è barcamenati in uno slalom difficile, tra malumori, accuse e toni spesso troppo alti. Il buon senso di responsabilità il più delle volte non alberga in chi queste responsabilità l'ha ricevuta con il voto dei cittadini stessi. Si è chiuso perché chi ha impostato il bilancio ha fatto il possibile. Da parte nostra un senso di impotenza perché si vorrebbe fare di più e meglio ed invece alla fine resta sempre un po' d'amaro in bocca.