Il bene comune può tradursi in tante forme, anche in semplici azioni quotidiane di amore verso il prossimo.
La Caritas diocesana di questo pensiero non ne fa uno slogan, bensì un modo di essere attraverso cui la fede opera nella carità, meglio ricordata da San Paolo con la parola amore.
Un instancabile lavoro nei fatti prima ancora che nelle parole, per dire alla società torinese che la Chiesa non esiste fine a se stessa, ma ha un compito da svolgere e, in questa missione, il primato assoluto è quello della carità.
Riportare come stile di vita quotidiano il senso della responsabilità, il significato autentico dei diritti e dei doveri e il valore della prevenzione sono alcuni tratti del contributo culturale che il direttore della Caritas torinese Pier Luigi Dovis, recentemente insignito della cittadinanza onoraria dalla Sala Rossa, sta offrendo alla nostra Città.
Nello spirito della carità ha infatti cercato di operare in ogni settore del vivere civile, laddove la fame tocca anche gli animi e le menti più ricche e dove la vera povertà non è solo tra le fasce socialmente più deboli.
Con l'attenzione costante all'educazione e cura dei minori, ai malati, alle persone "irregolari", ai carcerati, o verso chi è incappato nel tunnel della droga, ci ha senza dubbio aiutati a crescere in sensibilità verso tutte quelle nuove povertà fatte di emarginazione sociale, prima ancora che di miseria e di sopravvivenza.
Ciò vale un sincero ringraziamento, con la fiducia che questo significativo impegno sia esempio per il bene della nostra comunità.
Giovanni Maria Ferraris