Come ha detto il Ministro Brunetta, la pubblica Amministrazione "deve essere trasparente come una società quotata che risponde agli azionisti. In questo caso ai cittadini".
Se la trasparenza è conseguita attraverso il rispetto della procedura e delle norme sulla privacy si favorisce la competizione virtuosa all'interno degli enti e si libera efficienza. A metà maggio, il Comune di Torino ha presentato il "Progetto Qualità" che oltre a premiare l'utente finale dei servizi, intende anche razionalizzare le risorse e valutare il lavoro dei dipendenti e dell'intera struttura. L'operazione trasparenza per essere efficace deve riguardare i bilanci, i redditi, i risultati. Solo così il grande potenziale di produttività si può liberare e consentire un incremento stimabile nel 20/30%, generando migliori servizi e o minori costi.
Oggi non esiste una norma che obblighi gli Enti locali a pubblicare i redditi dei propri dipendenti. Si deve costruire un'operazione di trasparenza locale che parta dai costi delle strutture e dai redditi dei dirigenti. E' importante esplicitare tutti gli indicatori, da quelli finanziari a quelli qualitativi, partendo dai curricula dei dirigenti fino ai dati relativi all'assenteismo.
Poiché una struttura retributiva piatta non premia il merito, è necessario differenziare gli stipendi. In Comune i dirigenti, a seconda della fascia di appartenenza, sono tutti uguali. Se di trattasse di una regola retributiva di un'azienda privata, che si confronta con il mercato, sarebbe già fallita. Non c'è il mercato nella pubblica Amministrazione, ciò non significa che non si possa prendere dal mercato ciò che di buono ha insegnato.
Il vicepresidente
Michele Coppola