Apprendiamo con sempre più stupore gli aggiornamenti sulla fusione GTT-ATM e ringraziamo i quotidiani che sono ad oggi l'unica vera fonte ad informarci sullo stato dell'arte. Abbiamo discusso dell'ipotetica fusione GTT-ATM in Sala Rossa il 4 febbraio. Avevamo fatto dichiarazioni che sorprendentemente ritroviamo nell'editoriale su La Stampa di oggi di Luigi La Spina, che non possiamo certamente ascrivere alle forze della Sinistra che rappresentiamo.
Avevamo infatti domandato quali studi fossero stati eseguiti o in corso per confrontare un'alleanza orizzontale come quella GTT-ATM con una regionale aggregando le aziende attive nelle varie province, o se fossero state valutate possibili alleanze con operatori stranieri.
Avevamo dunque chiesto la garanzia, a questo punto del tutto disattesa, che fosse comunque possibile alla fine della valutazione anche la cosiddetta opzione zero, cioè se fosse possibile azzerare tutto nel caso di un percorso non vantaggioso per GTT.
Non c'è dato al momento conoscere il documento di 23 pagine, che sarebbe il frutto dello studio di fattibilità della fusione. Anche se apprendiamo che sarebbe addirittura prevista già per il 9 luglio la domanda all'Antitrust. E' stato redatto un piano industriale?
Lasciamo ad altri la discussione sugli assetti di potere interni a GTT, che tanto appassionano il management e le correnti del Pd, molto presenti nell'azienda. Francamente pensiamo che la polemica sui componenti del consiglio di amministrazione non possa essere slegata da valutazioni di merito sulla bontà dell'operazione per GTT.
Al momento l'unico elemento che conosciamo e che è alla base della scelta di ATM come partner è dato dal profilo patrimoniale dell'impresa milanese, che gode di significativa liquidità, grazie allo sviluppo della sua rete metropolitana. E' certamente importante per una decisone, ma riteniamo non determinante.
E' evidente invece il pericolo di un'incorporazione di GTT in ATM, che rischierebbe di disperdere il patrimonio tecnico ed umano acquisito in questi anni da GTT.
Siamo preoccupati dalla superficialità estrema con cui la politica non sta affrontando una materia così delicata, che investe il futuro dei lavoratori e della qualità del trasporto pubblico. La drammatica crisi del petrolio di queste ore rende ancora più strategico il potenziamento del servizio pubblico, la cui richiesta è cresciuta ovunque nelle grandi metropoli.
Forse 23 paginette sono riduttive per fare una scelta così importante per la GTT, i suoi dipendenti e i cittadini torinesi che ne sono gli azionisti, rappresentati dai Consiglieri Comunali, che in questo momento risultano invece completamente esautorati dal loro ruolo.
La Sinistra non ha pregiudizi nella ricerca di una maggiore competitività, ma desidera che sia ricercata la soluzione migliore per GTT e Torino, garantendo la centralità dell'indirizzo del Consiglio Comunale ed anche un maggior coinvolgimento dei lavoratori dell'azienda.
Non crediamo che in questo momento queste condizioni siano garantite.
Luca Cassano