CittAgorà
Periodico del Consiglio Comunale di Torino



La Commissione Servizi Sociali alle"Betulle" di Borgo S. Paolo

27-01-2012

Sbaglia chi pensa di sapere bene cosa sia la disabilità, magari quella psichica, e cosa occorra a queste persone o come si lavori con loro e con le loro famiglie. In questo campo, delicato e complesso, ci sono poche regole e nessuna ricetta da copiare, ma solo soluzioni originali da cercare con pazienza intelligente, caso per caso, storia per storia.
Lo sanno bene anche le famiglie degli ospiti di questa comunità alloggio, “Le betulle”, della cooperativa “Quadrifoglio”, accreditata dal Comune di Torino: 3000 dipendenti e decine di strutture soprattutto nel centro-nord Italia.
Comunità alloggio Le Betulle Parte dagli elogi riconoscenti che i genitori rivolgono all’équipe, l’illustrazione della vita della comunità, del suo percorso negli ultimi cinque anni, per l’assessore all’Assistenza, Elide Tisi, e la presidente della Commissione Servizi sociali Lucia Centillo, che assieme ai consiglieri commissari, sono andate a visitare la comunità.
Visita non proprio di routine, in questo caso, dato che personale, ospiti e famiglie sono reduci da un’incursione giornalistica generata dalle proteste di una mamma. Lei, addolorata, lamenta la parziale separazione dalla figlia disabile decisa dal giudice tutelare che l’ha affidata ad un’altra sua figlia e inserita nella comunità alloggio.
E anche da parte di questa sorella-tutrice, per la quale il servizio giornalistico, deve essere stato nuovo sale sulla ferita di quel contrasto interno alla famiglia, arrivano espressioni di apprezzamento nei confronti degli operatori, accompagnate da lacrime di commozione.
Per raggiungere questo livello di benessere degli utenti e di fiducia da parte dei loro parenti ci sono voluti alcuni anni, spiegano la nuova responsabile della Comunità e i funzionari dei Servizi Sociali presenti all’incontro. Una lunga messa a punto fatta di correzioni, progressi minimi da sommare a progressi minimi, sino a portare il barometro della comunità sul “bello stabile”.
Comunità alloggio Le Betulle
Ma per il bel tempo, si sa, serve l’alta pressione e questo significa che i nove ospiti della struttura di via Millio 20, ex fabbrica di cerchioni Fergat, sono impegnati in una quantità di attività: yoga, pittura, laboratorio d’ascolto, teatro, piscina, fotografia, orticoltura, danza. In comunità, nella struttura diurna del “Quadrifoglio” di corso Principe Oddone, sul territorio cittadino, con altre persone disabili o con persone normodotate.
Non tutti fanno tutto, ovviamente. Per ognuno il progetto educativo prevede un certo numero di attività individuate in base alle caratteristiche e inclinazioni personali, alle necessità e capacità di apprendimento o di mantenimento delle stesse.
L’alta pressione è dunque tutta sulle spalle dei sette operatori socio-assistenziali e dei due educatori e mezzo (anche la coordinatrice copre alcuni turni di lavoro), che devono organizzare la vita della comunità attorno ai tanti impegni personali degli ospiti.
Le norme per l’accreditamento che il Comune impone ai fornitori di servizi prevedono ampia accessibilità delle strutture ad uso delle famiglie degli ospiti, ma il “Quadrifoglio” ha sottoscritto con le associazioni di tutela delle persone con disabilità un accordo che spalanca decisamente le porte della struttura in qualunque momento e senza preavvisi a chi ha titolo per visitarla, a partire dai famigliari.
L’ultima visita di una commissione mista, formata da operatori sociali e associazioni di tutela si è svolta agli inizi di gennaio, ed è stata positiva.
La struttura è al primo piano del centro polifunzionale ricavato negli anni ‘90 dai locali dismessi della Fergat che ospitano anche l’ecomuseo urbano della circoscrizione, il centro anziani, la sede dell’associazione degli ex dipendenti Fergat. Ed è proprio nell’ecomuseo che, dopo una visita alla comunità, vengono accolti e intrattenuti assessore e consiglieri: il salotto della comunità è occupato dagli ospiti, come ogni pomeriggio intenti al te e ai pasticcini, in un va e vieni allegramente rumoroso e solo apparentemente disordinato. Perché, è importante ricordarlo, tutto ciò che succede in questi luoghi, anche le cose più semplici, rappresenta un equilibrio conquistato, un risultato a lungo cercato, anche se sempre migliorabile.

Nelle foto, dall'alto:
- Lucia Centillo, presidente della commissione servizi sociali, Maurizio Pia, dirigente del settore disabili dell'assessorato all'assistenza ed Elide Tisi, assessore, durante l'incontro in Comunità alloggio;
- Un momento dell'incontro con gli operatori della comunità e le famiglie degli ospiti
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Silvio Lavalle

Anno IX Numero 13 (641) 21 febbraio 2012

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