Carta delle Città Educative INTRODUZIONE
Oggi più che mai la città, per piccola o grande
che sia, dispone di innumerevoli possibilità educative.
Essa racchiude in se stessa, in un modo o nell'altro,
gli elementi importanti per una formazione integrale.
La città educativa è una città con una sua propria
personalità ed è inserita nel paese in cui si trova.
Pertanto la sua identità è interdipendente con quella
del territorio di cui fa parte. E' anche una città
che non è rinchiusa in se stessa, ma mantiene delle
relazioni con l'ambiente circostante, con altri
centri urbani del suo territorio e con città simili
di altri paesi, cercando di apprendere, di realizzare
scambi e di conseguenza di arricchire la vita dei
suoi abitanti.
La città educativa è un sistema complesso in evoluzione
costante e può esprimersi secondo modalità diverse
ma darà sempre una priorità assoluta all'accrescimento
culturale e alla formazione permanente dei suoi
abitanti.
La città sarà educativa quando riconoscerà, eserciterà
e svilupperà, accanto alle sue funzioni tradizionali
(economiche, sociali, Politiche e di prestazione
di servizi) una funzione educativa ovvero quando
assumerà una intenzionalità e uria responsabilità
circa la formazione, la promozione e lo sviluppo
di tutti i suoi abitanti, a cominciare dai bambini
e dai giovani Le ragioni che giustificano questa
nuova funzione devono essere ricercate sia in motivazioni
di ordine sociale, economico e politico, sia soprattutto
in motivazioni di ordine culturale ed educativo.
E' la grande sfida del XXI secolo: investire nell'educazione
affinché ogni persona sia sempre più in grado di
esprimere, affermare e sviluppare il proprio potenziale
umano fatto di unicità, di costruttività, di creatività
e di responsabilità e possa nel contempo sentirsi
parte di una comunità, capace quindi di dialogare,
di confrontarsi e di cooperare.
Una città sarà educativa se offre generosamente
tutte le sue potenzialità, se le mette a disposizione
dei suoi abitanti e se insegna loro ad utilizzarle.
Le città rappresentate al 1° Congresso Internazionale
delle Città Educative, tenutosi a Barcellona nel
novembre 1990, propongono di raccogliere in una
Carta i principi fondamentali ai quali si devono
richiamare le scelte educative di una città, con
il convincimento che lo sviluppo dei propri abitanti
non può essere lasciato al caso.
La città peraltro dispone di un ampio ventaglio
di iniziative aventi origini, intenzioni, responsabilità
diverse. Ne fanno parte istituzioni formali, interventi
non formali con obiettivi pedagogici prestabiliti
accanto ad offerte o esperienze a carattere contingente
o che nascono con criteri commerciali. Per quanto
l'insieme delle proposte si presenti talora in modo
contraddittorio o evidenzi disuguaglianze preesistenti,
favorirà comunque l'apprendimento permanente e la
conoscenza di nuovi linguaggi ed offrirà opportunità
di conoscenza del mondo, di arricchimento individuale
e di condivisione di tali risultati.
Le città educative svilupperanno un sistema di collaborazioni
bilaterali o multilaterali per realizzare lo scambio
delle loro esperienze. In uno spirito di collaborazione
le città educative si sosterranno reciprocamente
per quanto concerne i progetti di studio e di investimento,
sia sotto forma di collaborazione diretta, sia come
intermediarie delle organizzazioni internazionali.
D'altra parte i bambini e i giovani non sono più
protagonisti passivi della vita sociale e della
città. La Convenzione delle Nazioni Unite del 20
novembre 1989 che sviluppa e rende vincolanti i
principi della Dichiarazione Universale del 1959
ne ha fatto dei cittadini a pieno diritto accordando
loro diritti civili e politici. Pertanto essi possono,
in funzione della loro maturità, associarsi e partecipare.
Per questa ragione la protezione dei bambini e dei
giovani nella città non consiste unicamente nel
privilegiare la loro condizione, ma nel trovare
il posto che spetta loro a fianco di adulti che
considerano una virtù civile quel reciproco rispetto
che deve essere alla base della coesistenza tra
generazioni.
In conclusione si afferma un nuovo diritto degli
abitanti della città: il diritto ad una città educativa.
Come primo passo in questa direzione occorre ratificare
a livello di città l'impegno che, a partire dalla
Convenzione, è stato assunto dal Summit Mondiale
per l'Infanzia tenutosi a New York il 29 e 30 settembre
1990.
La Carta della Città Educativa