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Tutti gli abitanti di una città
avranno diritto a fruire, in piena libertà ed uguaglianza,
dei mezzi e delle opportunità di formazione, di svago
e di sviluppo personale offerti dalla città stessa. Perché
ciò sia possibile si dovrà tenere conto di tutte
le categorie, ognuna con le proprie particolari esigenze.
Si dovrà promuovere una
educazione alla diversità destinata a favorire la comprensione,
la collaborazione e la pace internazionale. Un'educazione che
eviti l'esclusione per motivi di razza, di sesso, di cultura,
di età, di handicap, di condizione economica o altre forme
di discriminazione.
Per quel che concerne la pianificazione
e il governo della città saranno adottate tutte le misure
necessarie ad eliminare ogni tipo di ostacolo ivi comprese le
barriere architettoniche che impediscono l'esercizio del diritto
all'uguaglianza. Di ciò saranno responsabili tanto l'amministrazione
comunale quanto le altre amministrazioni presenti sul territorio
e su tale obiettivo saranno coinvolti i cittadini stessi, sia
personalmente che attraverso le diverse associazioni di cui fanno
parte.
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I comuni eserciteranno con efficacia
i poteri di cui dispongono in materia di educazione. Qualunque
sia la portata di tali competenze essi formuleranno una politica
educativa esauriente e globale che comprenda tutte le modalità
dell'educazione formale e non formale, le diverse manifestazioni
culturali, le fonti d'informazione ed i mezzi per la scoperta
della realtà cittadina.
Il ruolo dell'amministrazione
comunale consiste, da un lato nell'ottenere le appropriate disposizioni
legislative da parte delle altre amministrazioni statali e regionali
e dall'altro nel mettere a punto opportune politiche locali,
promuovendo al tempo stesso la partecipazione dei cittadini al
progetto comune, a partire dalle istituzioni e dalle altre forme
di organizzazione della società civile e di partecipazione
spontanea.
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La città adotterà
un approccio globale nel predisporre le opportunità di
formazione.
L'esercizio delle competenze in ambito educativo deve realizzarsi
nel più ampio contesto della qualità della vita,
della giustizia sociale e della promozione dei suoi abitanti.
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Per realizzare l'intervento adeguato
i responsabili della politica comunale di una città dovranno
essere in possesso dei dati precisi circa la situazione e le
esigenze dei cittadini. A tale scopo promuoveranno studi e ricerche,
aggiornati nel tempo e resi pubblici, e formuleranno le proposte
concrete e di politica generale che potranno derivarne.
- 5 -
Sempre nell'ambito delle proprie
competenze l'amministrazione comunale dovrà essere a conoscenza,
favorendone rinnovazione, sia dello svolgimento dell'azione formativa
che si realizza nei centri d'insegnamento presenti nella città,
siano essi comunali o statali, pubblici o privati, sia delle
iniziative di educazione non formale dal punto di vista del curriculum
o degli obittivi concernenti la conoscenza reale della città,
la formazione e l'informazione che i suoi abitanti devono ricevere
per diventare cittadini responsabili.
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L'amministrazione comunale valuterà
l'impatto delle proposte culturali, ricreative, informative,
pubblicitarie o di altro genere che bambini e giovani ricevono
senza alcuna mediazione se riterrà opportuno cercherà,
senza imporsi, di intraprendere iniziative che portino ad una
spiegazione o ad una interpretazione ragionevole. Farà
in modo che si stabilisca un equilibrio tra il bisogno di protezione
e la ricerca di autonomia attraverso la scoperta. Fornirà
inoltre ambiti di dibattito, inclusi gli scambi tra città,
affinché i propri cittadini possano assumere pienamente
le novità che si manifestano nella realtà urbana.
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Il soddisfacimento delle esigenze
dei bambini e dei giovani presuppone, per quanto dipende dall'amministrazione
comunale, che si offrano loro, così come a tutti i cittadini,
spazi, attrezzature e servizi adeguati per il loro sviluppo sociale,
morale e culturale. Nel prendere le proprie decisioni l'amministrazione
ne valuterà l'impatto in tal senso.
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La città offrirà
ai genitori una formazione che permetta loro di aiutare i propri
figli a crescere ed a servirsi della città in uno spirito
di rispetto reciproco; metterà a punto progetti analoghi
rivolti agli educatori in generale e divulgherà le istruzioni
necessarie a tutti coloro (privati, funzionari, pubblici impiegati)
che sono a contatto con i bambini; vigilerà inoltre affinché
tali istruzioni siano fatte proprie dagli organismi di sicurezza
e di protezione civile che dipendono direttamente dall'amministrazione
comunale.
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La città dovrà
offrire ai propri abitanti la speranza di occupare un posto nella
società; deve fornire loro consigli sull'orientamento
personale e professionale e deve rendere possibile la loro partecipazione
ad una vasta gamma di attività sociali. Nel settore specifico
del rapporto educazione-lavoro è importante segnalare
la stretta relazione che dovrà intercorrere tra la pianificazione
educativa e le esigenze del mercato del lavoro. Le città
dovranno definire strategie di formazione che tengano conto della
domanda sociale e collaboreranno con le organizzazioni dei lavoratori
e degli industriali per la creazione di posti di lavoro.
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Le città dovranno essere
consapevoli sia dei meccanismi di esclusione e di emarginazione
presenti al loro interno, sia delle modalità con cui essi
si esplicano e dovranno intraprendere gli appropriati interventi
compensativi. Una particolare attenzione sarà rivolta
ai nuovi arrivati, immigrati o profughi, che hanno diritto a
sentire liberamente la città come propria.
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Gli interventi tesi a correggere
le disparità possono assumere forme molteplici, ma devono
partire da una visione globale della persona, da una concezione
dell'individuo che soddisfi gli interessi di ognuno e al tempo
stesso l'insieme dei diritti di cui sono titolari. Qualsiasi
intervento significativo in questa direzione presuppone la garanzia,
attraverso la specificità delle responsabilità,
del coordinamento delle amministrazioni interessate e dei loro
servizi.
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La città incoraggerà
la costituzione di associazioni al fine di formare i giovani
a prendere decisioni, indirizzare le loro azioni al servizio
della comunità, ottenere e divulgare l'informazione, i
materiali e le idee destinate a promuovere il loro sviluppo sociale,
morale e culturale.
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Una città educativa dovrò
insegnare ai propri abitanti ad informarsi. Dovrà individuare
gli strumenti utili ed il linguaggio adeguato perché le
sue risorse siano alla portata di tutti su un piano di parità
e verificherà che l'informazione raggiunga effettivamente
i cittadini di ogni condizione sociale e di ogni età.
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Qualora le circostanze lo richiedano,
i bambini avranno a disposizione dei punti specializzati di informazione
e, se necessario, di un consulente.
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Una città educativa deve
saper trovare, preservare e presentare la propria identità.
In tal modo ne farà qualcosa di unico che sarà
alla base di un dialogo fecondo con i propri cittadini e con
le altre città. La valorizzazione delle proprie origini
e dei propri costumi deve essere compatibile con gli stili di
vita internazionali. In tal modo sarà in grado di offrire
un'immagine attraente senza snaturare il suo ambiente naturale
e sociale.
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La trasformazione e la crescita
di una città dovranno essere presiedute da un rapporto
armonico tra le nuove esigenze e la conservazione di costruzioni
e segni visibili che costituiscono dei chiari punti di riferimento
del suo passato e della sua esistenza. La pianificazione urbana
dovrà tener conto del grande impatto dell'ambiente urbano
sullo sviluppo dei suoi abitanti, sull'integrazione delle loro
aspirazioni personali e sociali e dovrà lottare contro
la segregazione delle diverse generazioni che molto hanno da
imparare le une dalle altre. L'assetto dello spazio fisico urbano
dovrà evidenziare il riconoscimento delle esigenze ludiche
e ricreative e dovrà permettere un'apertura verso altre
città e verso la natura e terrà conto della loro
interazione con il resto del territorio.
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La città dovrà
garantire la qualità della vita, a partire da un ambiente
salutare e da un paesaggio urbano in equilibrio con il contesto
naturale.
- 18 -
La città favorirà
la libertà e la diversità culturale. Accoglierà
sia le iniziative d'avanguardia, sia la cultura popolare. Contribuirà
a correggere le disparità che compaiano nella promozione
culturale che si ispira a criteri esclusivamente commerciali.
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Tutti gli abitanti della città
hanno il diritto di riflettere e di partecipare alla messa a
punto di programmi educativi e di disporre degli strumenti necessari
per poter scoprire un progetto educativo nella struttura e nel
governo della propria città, nei valori da essa sostenuti,
nella qualità della vita offerta, nella manifestazioni
organizzate, nelle campagne promosse, nell'interesse di cui essa
dà prova nei loro confronti e nel suo modo di prestare
ascolto.
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Una città educativa non
separerà le diverse generazioni. I principi enunciati
sono il punto di partenza per lo sviluppo del potenziale educativo
della città rivolto a tutti i cittadini. Questa carta
quindi dovrà essere integrata da tutti quegli aspetti
che non sono stati trattati in questa occasione.
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