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CONVITTI SCUOLA RINASCITA PER EX PARTIGIANI E REDUCI
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Nel
1945, deposte le armi si ritorna ai libri scolastici
MOSTRA STORICA FOTOGRAFICA SUI CONVITTI
giovedì 19 aprile 2007, ore 10-17
Largo Montebello, Torino
Introducono
la Mostra:
Piero Ramasso Presidente della Circoscrizione
7
Franco Berlanda ex Preside del Convitto
Fernando Gattini ex allievo del Convitto
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| UNA
SCUOLA DIVERSA |
Nel
62° anniversario della liberazione dal nazi-fascismo
gli ex studenti hanno riproposto la straordinaria esperienza
didattico-pedagogica dei Convitti Scuola della Rinascita,
affinchè non si dimentichi il contributo della
Resistenza al rinnovamento della scuola italiana e per
ripercorrere insieme una piccola breve storia di grande
significato culturale e democratico e per riaffermare
i valori fondanti della nostra Costituzione.
Così era nata l'dea dei Convitti per una scuola
nuova.
Caduta la Repubblica Partigiana dell'Ossola, nel 1944,
i partigiani della 10° Brigata "Rocco",
detenuti in un campo di prigionia in Svizzera, decidono
di riprendere gli studi per recuperare gli anni perduti
a causa della guerra.
Nell'aprile 1945 il gruppo rientra a Milano e dopo la
liberazione del Nord Italia vi organizza una scuola
prima in locali di fortuna e poi in un'ex caserma concessa
in uso dalla Giunta comunale. L'esperienza si sviluppa
e nel settembre del 1945 a Torino nasce una struttura
analoga dapprima in locali in via Principe Amedeo e
successivamente in collina nella Villa Rey già
sede di un comando tedesco che viene messa a disposizione
dall'amministrazione comunale.
Villa Rey viene risistemata alla meglio da studenti
e professori che vi si insediano organizzandovi la propria
scuola; nel 1948 avviene un ultimo trasferimento all'istituto
Fornaca in Regio Parco.
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| A
SCUOLA COME IN FABBRICA |
Nel
Nord Italia nel 1945 nascono 11 convitti-scuola che introducono
elementi innovatori nell'esperienza della scuola italiana.
La loro idea guida è quella di ricostruire una
scuola che sia anche un'esperienza di democrazia partecipata,
per
questo viene stilato uno statuto democratico e partecipativo.
Le decisioni importanti vengono assunte dall'assemblea
generale che, per il disbrigo dei problemi ordinari, elegge
un comitato direttivo che affianca la figura del Preside,
anch'esso ex partigiano.L'autogestione, che si realizza
e perfeziona giorno per giorno, rappresenta lo strumento
principale per affrontare le difficoltà e per realizzare,
sin dai primi giorni di vita dei convitti, un altissimo
rendimento culturale. |
| AUTOGOVERNO |
| Un
tipo di scuola, nato nel 1945 e fondato sul diritto allo
studio, sull'autogoverno, sulla solidarietà, sulla
prevalenza del sociale ad arricchimento della personalità
che avrebbe dovuto costituire la matrice della scuola
italiana dopo la liberazione ma rimase un'esperienza isolata,
avversata per motivi politici e burocratici. |
| DEMOCRAZIA |
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La
regola fondante nei Convitti è quella della democrazia
partecipata, della piena responsabilizzazione sia degli
studenti che del corpo docente mentre le materie di
studio sono direttamente legate alle necessità
espresse dal mondo del lavoro e della fabbrica.
Nei convitti si tengono corsi di avviamento professionale
per disegnatori, per tracciatori meccanici, c'è
il biennio di scuola tecnica industriale per periti
meccanici, chimici e per geometri.Solo nella sede torinese
di Villa Rey tra il 1945 ed il 1951 studiano oltre 300
giovani che provengono dalle varie Regioni d'Italia
e vengono formati non solo per affrontare il mondo del
lavoro ma per dare un contributo alla costruzione dell'Italia
democratica.
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