
Il tifeto della Pellerina,
stagno e vegetazione palustre

Il tifeto della
Pellerina in veste invernale
la
posizione della Circoscrizione
4:
"Come
Circoscrizione 4 nell' opuscolo
del 2004 sulla Pellerina
si era sottolineata l'importanza
di questo piccolo specchio
d'acqua 'naturale'.
Con il settore del Verde
si era convenuto della necessità
di collocare sia visibili
cartelloni esplicativi che
quelli di "attenzione"
e divieto di avvicinarsi
allo stagno per non disturbare
le varie forme di vita che
possono essere ospitate.
Per evitare rischi per i
bambini frequentatori del
parco una staccionata potrebbe
essere collocata non attorno
alla zona umida ma come
ulteriore segno limite dell'area
attorno ai giochi posti
sulla vicina collinetta".
Ferdinando CARTELLA
Vicepresidente
Circoscrizione 4
e coordinatore
Commissione Ambiente e Verde
Pubblico
|
|
(dal
sito del Verde Pubblico,
vedi scheda
su Parco Carrara)
ZONA
UMIDA
Il Parco della Pellerina ospita uno stagno nato
a seguito dell'allagamento
occasionale verificatosi
durante l'alluvione del
2000.
La permanenza di acqua stagnante
in questa zona depressionaria
del Parco ha dato origine
alla spontanea formazione
di una ZONA UMIDA di discrete
dimensioni, con profondità
variabile da 10/15 cm. a
80 cm., sui cui bordi è
possibile distinguere un
CANNETO ben sviluppato.
E'questo
il regno della canna di
palude (Phragmites communis),
condiviso con la tifa a
foglie strette (Typha
angustifolia) e il
giunco di palude (Juncus
effusus).
L'area è stata ritenuta
dall'Amministrazione Comunale
un habitat da proteggere
e preservare, in quanto
ecosistema di fondamentale
importanza dal punto di
vista naturalistico, perché
caratterizzato da una flora
estremamente specializzata
e sensibile ai cambiamenti
ambientali, ove possono
trovare vita molte specie
di uccelli, anfibi e rettili.
Il
termine zona umida viene
impiegato per indicare una
serie di ambienti naturali
con funzioni ecologiche
importantissime, in quanto
habitat di una flora e di
una fauna caratteristiche
e, in particolare di uccelli
acquatici; si tratta di
aree palustri, acquitrinose
e torbose, o comunque specchi
d'acqua naturali o artificiali,
permanenti o temporanei,
con acqua ferma o corrente,
dolce, salmastra, o salata,
ivi comprese i tratti di
mare con profondità
in bassa marea non superiore
ai 6 metri.
Tale definizione è
formulata nell'Articolo
1 della Convenzione di Ramsar,
(Convenzione sulle zone
umide di importanza internazionale,
soprattutto come habitat
degli uccelli acquatici)
trattato internazionale
firmato nel 1971 a Ramsar,
Iran, e ratificato dall'Italia
nel 1976.
La
convenzione, che è
il principale strumento
internazionale sulle zone
umide, ha l'obiettivo di
tutelare, valorizzare e
favorire l'esistenza di
queste aree, in quanto elemento
fondamentale per la conservazione
della biodiversità
e habitat primario per la
vita degli uccelli acquatici,
i quali, per raggiungere
stagionalmente i differenti
siti di nidificazione, sosta
e svernamento, devono percorrere
particolari rotte migratorie
attraverso vari Stati e
Continenti.
|
|
|
Il tifeto della
Pellerina
corso Regina
Margherita angolo via Pietro Cossa
Su
La Stampa di domenica 31 maggio
2009 è apparso un articolo di Gian
Paolo Ormezzano con titolo Pellerina,
vicino ai giochi uno stagno pericoloso.
Si parla del terzo laghetto del Parco
Carrara, lo stagno nato alla fine del
2000 dopo l’alluvione, accanto ai
due preesistenti (vedi
scheda sul nostro sito, da I Luoghi della
Quattro).
“Uno stagno bruttino, circondato
da canneti e, può uccidere”
scrive Ormezzano. “Il laghetto,
dal perimetro di circa 300 metri non è
recintato… a pochissima distanza,
neanche 50 metri c’è uno
spazio attrezzato per i giochi dei bambini,
terribilmente possibile che un piccolino
dei tanti sfugga ad ogni attenzione e
finisca lì, dove l’acqua
alta anche un metro è pronta ad
inghiottirlo.
Su Specchio dei tempi (La
Stampa) del 3 giugno 2009 troviamo
la risposta del Presidente di Pro
Natura Torino, che pare opportuno
riportare:
"Esprimo stupore
per il tono drammatico dell’articolo
pubblicato su La Stampa del 31
maggio con il titolo: Pellerina, vicino
ai giochi uno stagno pericoloso.
L’articolo sembra evocare la tragedia
dei campi sportivi della Juventus a Vinovo,
in cui due giovani calciatori caddero
in un bacino idrico e morirono.
Pro Natura Torino ritiene doveroso precisare
che un piccolo stagno, o meglio una zona
umida con canneto, formatosi spontaneamente
(come ricorda l’articolo) dopo l’alluvione
del 2000, profondo pochi centimetri non
può essere considerato un pericolo,
anche se in prossimità di un area
giochi, accuratamente recintata come si
vede dalla fotografia che illustra l’articolo.
Un’altra zona umida esiste nel Parco
dell’Arrivore e alcune piccole zone
umide si formano naturalmente, con cadenza
stagionale, nel Parco del Meisino.
E che dire allora delle sponde fluviali
di Po, Dora, Stura, Sangone su cui si
affacciano parchi cittadini e dei ruscelli
del Giardino Roccioso al Valentino e delle
fontane cittadine? Non possiamo pensare
di recintare tutto e anche una mentalità
ipergarantista deve trovare un limite
nel buon senso di cui i giornalisti devono
farsi interpreti.
Una piccola zona umida come quella in
questione richiede rispetto dall’invadenza
dei frequentatori dl Parco, in quanto
costituisce un’attrattiva per l’avifauna,
uno spazio di sosta e nidificazione, un’area
di riproduzione per ranocchi, raganelle
e altri anfibi; andrebbe salvaguardata
e segnalata per il contributo fornito
dalla biodiversità e alla diversificazione
del paesaggio, perché un parco
non deve essere soltanto un’area
con prati rasati, aiuole fiorite, attrezzata
per i giochi, con zone pic-nic e barbecue,
piscine, chioschetti per bibite e gelati.
Pertanto Pro Natura Torino ritiene
che sarebbe utile la presenza anche in
altri parchi cittadini di 'zone umide'
valorizzate come attrattiva e non viste
come pericolo".
vedi anche:
(dal
sito della Circoscrizione 4,
per la serie I
Luoghi della 4, guida
al territorio della Circoscrizione,
scheda
sul tifeto della Pellerina)
Le
acque: il tifeto della Pellerina
corso
Regina Margherita angolo via
Pietro Cossa
Lo stagno
naturale, l’unico
esistente in Torino, si
differenzia nettamente dai
vicini laghetti artificiali
(lago grande e lago piccolo),
creati nel 1979 a scopo
ornamentale e ludico. E'
nato in seguito all’alluvione
del 16 ottobre 2000 in un
avvallamento del Parco della
Pellerina, corrispondente
al vecchio alveo della Dora
precedente alla rettifica.
Si è così
originata in modo spontaneo
una zona umida di discrete
dimensioni, con profondità
variabile dai 10 agli 80
cm, sui cui bordi si è
sviluppato un canneto, presto
colonizzato da canne di
palude e tife a foglie strette.
è facile scorgervi
gabbiani, folaghe e gallinelle
d’acqua.
L’area è stata
ritenuta dall’amministrazione
comunale un habitat da proteggere
e da conservare, in quanto
ecosistema di fondamentale
importanza dal punto di
vista naturalistico.
da
vedere e da fare:
|
|
|