... CITTA' SANE IN BREVE ...
Prodottto da CIPES Città Sane Piemonte
A cura di E. Chiara, coordinamento tecnico gruppo Città Sane.

COS'E' " CITTA' SANE?"
"Città Sane" è un progetto dell'Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS) che, facendo seguito ad importanti Documenti condivisi dalle nazioni del mondo (Alma Ata, Carta di Ottawa per la Promozione della Salute), si propone di FAVORIRE UN'AZIONE LOCALE DI "SALUTE PER TUTTI".
E' UN PROGETTO FINALIZZATO AL MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO LOCALE?
No: Città Sane non si limita alla sola sanità e non va intesa, in senso più generale, come una "Politica dei servizi". Si tratta infatti di passare da una politica dei servizi ad una politica della Salute. Città Sane mira al coinvolgimento diretto, consapevole, responsabile dei Cittadini singoli ed in comunità oltre che dei loro rappresentanti (dai ruoli istituzionali alle libere associazioni) nel contrastare i fattori che limitano il diritto di ognuno a vivere pienamente la propria esistenza, il proprio bene-essere.
CHI SONO ALLORA I PROTAGONISTI DEL PROGETTO CITTA' SANE?
Città Sane non è un progetto tecnico nè tanto meno un progetto settoriale ma un programma di azione locale di promozione della salute svolto secondo principi di intersettorialità ed interistuituzionalità. Deve perciò coinvolgere tutti i protagonisti di un "processo di salute", politici tecnici, cittadini.
QUALI POSSONO ESSERE I RUOLI DEI DIVERSI ATTORI IN CITTA' SANE?
I POLITIC
I, in quanto rappresentanti della comunità sono i decisori e responsabili ultimi dell'aspetto legislativo, devono cioè tradurre il processo tecnico e partecipativo in atti formali sulla base di scelte di priorità effettuate secondo un criterio di valutazione polifattoriale.
I TECNICI, in quanto esperti settoriali in merito ai numerosi fattori capaci di incidere sulla salute cittadina, dall'ambiente alla sanità, al lavoro, all'istruzione, alla viabilità, all'urbanistica, alla cultura, ai servizi socioassistenziali, al commercio, alla produzione, al grande tema dell'equità, sono tenuti a sviluppare analisi quali-quantitative capaci di "pesare" quanto ciascun determinante influisce sulla salute cittadina.
I CITTADINI, sono il "target", il "bersaglio" principale delle azioni di promozione della salute e sono chiamati ad agire in modo partecipe, consapevole, responsabile, non comportandosi come semplici "fruitori" di servizi ma come protagonisti attivi del loro stesso benessere. In questo senso si intendono tutti i cittadini sulla base di un pre-requisito di eguaglianza ma anche nel riconoscimento di una specificità personale adeguata al "grado di abilità" di ciascuno.
TUTTO QUESTO SEMBRA COSI' "BELLO E IMPOSSIBILE"...
Si, è vero. La complessità spaventa e disorient. In realtà esistono numerosi strumenti con cui il Progetto può essere attuato senza necessariamente un gran consumo di risorse. Il passo più difficile è "l'adozione politica" che un'amministrazione deve fare nei confronti di un progetto tanto globale quanto responsabilizzante (perchè soggetto a verifica) nei confronti delle scelte operate da un'amministrazione cittadina.
Gli strumenti sono dati dagli indicatori elaborati dalle commissioni tecniche dell'OMS, oppure elaborati localmente sulla base delle caratteristiche territoriali specifiche o, infine, sono quelli utilizzati per misurare aspetti particolari ma pure fondamentali per stabilire "lo stato di salute" di una città (ad esempio l'indice di deprivazione).
Altri strumenti sono poi le strutture che un'amministrazione rende disponibili. L'ideale è la creazione di un "ufficio di progetto" in ogni città. Per le realtà più piccole si può pensare ad una sede unica e condivisa, collocata, ad esempio, nel comune principale di un'area omogenea (comunità montana o distretto)
Importante è inoltre tutto ciò che concerne la comunicazione specie per il coinvolgimento attivo della cittadinanza. _Si trata cioè di passare da un metodo "educativo" ad uno "partecipativo".
NON MI SEMBRA ANCORA CONVINCENTE. COSA NE FACCIAMO DI TANTI DATI? E' "COSA DA EPIDEMIOLOGI"?
No. Dobbiamo distinguere il tipico "Report" sullo stato di salute dove un gruppo di tecnici relaziona in merito ad una serie di dati (mortalità, malattia, indici capaci di misurare fenomeni socialmente importanti come le povertà, determinanti non sanitari come istruzione, lavoro, abitazione, viabilità...) da quello che l'OMS definisce "Profilo di salute cittadino".
COS'E' UN PROFILO DI SALUTE CITTADINO?
Per dirla con varie definizioni dell'OMS il Profilo è un rapporto sulla salute pubblica che descrive quantitativamente e qualitativamente la salute dei cittadini ed i fattori che la influenzano identfiicando problemi di salute e potenziali soluzioni e consentendo di avviare strategie e programmi di intervento per migliorare la salute della cittadinanza inducendo il cambiamento.
UN REPORT DESCRITTIVO, QUINDI.
Non solo. l'OMS dice ancora che un Profilo non si deve limitare a "descrivere" un fenomeno ma deve coinvolgere i protagonisti di quel fenomeno. Il coinvolgimento nasce dall'esigenza di indurre un cambiamento, ad esempio di abitudini scorette, facendo adottare comportamenti "sani". Questa capacità necessita anche di una valutazione su come ciascun cittadino percepisce la propria salute ed i fattori che la determinano. In questo senso vanno anche definite le priorità.
COME SI DEFINISCONO LE PRIORITA'?
La definizione delle priorità non deve limitarsi ad un fatto tecnico ma deve essere la risultanza di un processo "democratico" che coniughi il dato tecnico al "sentito comune" sino a produrre una sintesi politica da parte del governo locale.
Si dovrà quindi procedere ad un'illustrazione del dato tecnico ai ittadini, avviare una discussione sulle risultanze, ascoltare i loro suggerimenti. Questa procedura è naturalmente più facile se il Profilo è condotto su aree limitate. In questo senso dovremmo differenziare il "profilo di salute cittadino" dal "profilo di Comunità" che può coinvolgere aree subcomunali come una circoscrizione, una municipalità o anche un quartiere.
L'elemento politico sarà poi quello che operera le scelte. Queste saranno quindi condizionate anche dal tipo di governo locale, dalla sua ispirazione ideologica, dal programma che l'ha condotto a vincere le elezioni...
E COSA SI DOVRA' FARE DOPO IL PROFILO?
Si dovrà procedere elaborando un Piano Per la Salute (PPS).
COS'E' UN PIANO PER LA SALUTE?
Leggendo i lavori di Angelo Stefanini, uno dei nostri massimi esperti di settore ed operante presso l'Università degli Studi di Bologna e la regione Emilia-Romagna, il PPS è un Piano poliennale di azione elaborato da una pluralità di attori, coordinati dal governo locale che impegnano risorse umane e materiali allo scopo di migliorare la salute della popolazione anche attraverso ilmiglioramento dell'assistenza sanitaria. Rappresenta la sede e lo strumento di incentivazione delle collaborazioni istituzionali necessarie all'integrazione territoriale pur nella distinzione di filoni di finanziamento diversi per i rispettivi ambiti di attività.
MA CHI CONTROLLA IL RISULTATO FINALE?
E' la grande novità degli ultimi anni. Dobbiamo diffondere la necessità di un grande cambiamento culturale. Passare cioè dalla conosciutissima Verifica dell'Impato Ambientale (VIA) alla Verifica dell'Impatto sulla Salute (VIS o, per dirla in inglese, HIA, Health Impact Assessment).
DAL VIA AL VIS?
Si. In Europa il cambiamento è già in corso. Da troppo tempo abbiamo associato l'idea di salute soltanto a sanità ed ambiente. Agenda 21 non è "Salute per tutti (HFA, Healt For Al)". Ne è solo una parte. Così la VIS si definisce attraverso una combinazione di procedure, metodi, strumenti che consentono di giudicare una politica, un programa o un progetto in merito agli effetti sulla salute della popolazione ed alla loro distribuzione nella stessa. Questa dovrebbe essere applicata a tutte le decisioni dei governi locali.
PER TUTTO QUESTO PROCEWSSO OCCORRONO DEI DATI. DOVE SI POSSONO TROVARE?
Va innanzitutto stabilita una grande distinzione fra banche dati pubbliche e banche dati private. Le prime sono quelle che veramente ci interessano e sono operanti presso le grandi istituzioni da quelle nazionali a quelle regionali, provinciali, comunali. Vi sono poi alcuni Enti, dall'INAIL alle ASL alle agenzie regionali ( es. l'Agenzia Regionale Per l'Ambiente) ed altri ancora, che dispongono di dati assai utili.
DI CHI SONO I DATI? QUANTO COSTA AVERLI?
I dati di una popolazione corriispondono più o meno ai dati di un paziente. Questi ultimi non sono proprietà dell'ospedale. Ciascun paziente è l'unico vero titolare dei prorpi dati tant'è che il loro utilizzo è normato da una legge che ne garantisce l'uso da parte di terzi. Così i dati di una popolazione "sono della popolazione" e ad essa dovrebbero essere resi disponibili. Diverso può essere il discorso di una loro elaborazione fondata su specifiche esigenze. Resta comunque nei compiti delle agenzie pubbliche operanti nel settore fornire un supporto di elaborazione epidemiologica nell'ambito dello stesso sistema pubblico. Questa sussidiarietà tecnica dovrebbe rientare nei doveri degli Enti superiori rispetto a quelli che, non potendo avere strutture proprie, ne fanno richiesta.
ALLORA LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NON E' UN'UTOPIA?
No, affatto. Purtroppo non esiste una cultura della Salute così diffusa da renderla centrale in tutti i programmi di governo politico. Si continua a confondere salute con sanità. Si continua a ragionare in termini di servizi e di settore. I cittadini stessi tendono a favorire questa lettura riduzionistica ed a non pretendere, come sarebbe di loro pieno diritto, una diversa politica da parte dei loro rappresentanti.
CHE FARE ALLORA?
Città Sane è una risposta. Partire da che ha maggiore conoscenza e sensibilità ed avviare un progressivo coinvolgimento di tutti. Arrivare per primi più che un merito è un privilegio. E' un vantaggio per chi agisce in Città Sane, un guadagno reale anche in termini in economia generale.
Pensiamo al costo "monetario" degli incidenti stradali o domestici o sul lavoro. Pensiamo al costo sanitario causato dal diverso grado di accesso alle strutture ed al diverso esito delle cure fra chi ha miglior istruzione e reddito e chi è invece svantaggiato. L'importante è rendersene conto e poi agire di conseguenza.
ESISTE UN "MODELLO PIEMONTESE"?
Si, La determinazione regionale n. 243 del 16 luglio 2002 ha acolto la proposta avanzata dall'ANCI Piemonte che ha affidato la parte operativa del Progetto Città Sane Piemonte al CIPES Piemonte. Considerando che lo spirito dell'OMS è "fioriscano i cento fiori" e che l'azione dell'Organismo mondiale è quella di favorire comunque i processi di innovazione e sviluppo di politiche per la salute nel rispetto delle realtà locali, in Piemonte si è deciso di avviare un Progetto del tutto originale. Occorre infatti rtener presente che sul territorio regionale vi sono oltre 1200 comuni di cui poco più di 600 hanno meno di mille abitanti. A questa polverizzazione amministrativa corrisponde poi un'altrettanto marcata differenziazione delle culture, delle economie delle caratteristiche territoriali. Fatta salva l'adesione alla Rete europea che deve restare "singola" per ogni città aderente, si è deciso di ragionare in termini di "reti" di comuni aggregate per aree omogenee. Il territorio identificato come elettivo per garantire condizioni di omogeneità è quello del distretto sanitario. In questo caso uno o due comuni principali possono mettere a disposizione le loro risorse per i centri minori, garantendo così una rappresentanza estesa. Questa impostazione creerà qualche esigenza organizzativa in più ma garantirà una capillare e più efficace diffusione del Progetto sul territorio regionale.

BIBLIOGRAFIA
 OMS Associazione Città Sane, Milano. Venti passi per sviluppare un progetto "Città     Sane". La civiltà dell'acqua Ed., novembre 1992
•  OMS Ufficio regionale per l'Europa: How to report on health in your city". Healthy    Cities Project, WHO Healthy City Project Technical Group on City Health Profiles,
   Copenhagen,1995.
 OMS Ufficio regionale per l'Europa: "City health Profiles, a review of progress".        Healthy Cities Project, Copenhagen, 1998.
  Materiali del corso di formazione "Conoscenze per la decisione: la Valutazione    d'Impatto    di Salute", Bologna 9-10 marso 2004, Ass. "Rete Italiana Città Sane -    OMS"
-  Gothenburg Consensus Paper, ECHP, WHO Regional Office for Europe, 1999
-  Sintesi da Erica Ison "Resource for Health Impact Assessment", NHS Executive     London, October, 2000
-  Focusing on Healt: HIA, "Swedish Federation of County Council"

"Una città sana è quella che crea e migliora continuamente i suoi ambienti fisici e sociali, che consente lo sviluppo delle risorse comunitarie che permettono alle persone di aiutarsi, si sostenersi reciprocamente, nello svolgimento di tutte le funzioni della vita e che consentono di realizzare al massimo le potenzialità di ciascun individuo". T. Hancok e L. Duhl:
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