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COS'E'
" CITTA' SANE?"
"Città Sane" è un progetto dell'Organizzazione
Mondiale per la Salute (OMS) che, facendo seguito ad importanti
Documenti condivisi dalle nazioni del mondo (Alma Ata, Carta di
Ottawa per la Promozione della Salute), si propone di FAVORIRE
UN'AZIONE LOCALE DI "SALUTE PER TUTTI".
E' UN PROGETTO FINALIZZATO AL MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO
LOCALE?
No: Città Sane non si limita alla sola sanità e
non va intesa, in senso più generale, come una "Politica
dei servizi". Si tratta infatti di passare da una politica
dei servizi ad una politica della Salute. Città Sane mira
al coinvolgimento diretto, consapevole, responsabile dei Cittadini
singoli ed in comunità oltre che dei loro rappresentanti
(dai ruoli istituzionali alle libere associazioni) nel contrastare
i fattori che limitano il diritto di ognuno a vivere pienamente
la propria esistenza, il proprio bene-essere.
CHI SONO ALLORA I PROTAGONISTI DEL PROGETTO CITTA' SANE?
Città Sane non è un progetto tecnico nè
tanto meno un progetto settoriale ma un programma di azione locale
di promozione della salute svolto secondo principi di intersettorialità
ed interistuituzionalità. Deve perciò coinvolgere
tutti i protagonisti di un "processo di salute", politici
tecnici, cittadini.
QUALI POSSONO ESSERE I RUOLI DEI DIVERSI ATTORI IN CITTA' SANE?
I POLITICI, in quanto rappresentanti della comunità
sono i decisori e responsabili ultimi dell'aspetto legislativo,
devono cioè tradurre il processo tecnico e partecipativo
in atti formali sulla base di scelte di priorità effettuate
secondo un criterio di valutazione polifattoriale.
I TECNICI, in quanto esperti settoriali in merito ai numerosi
fattori capaci di incidere sulla salute cittadina, dall'ambiente
alla sanità, al lavoro, all'istruzione, alla viabilità,
all'urbanistica, alla cultura, ai servizi socioassistenziali,
al commercio, alla produzione, al grande tema dell'equità,
sono tenuti a sviluppare analisi quali-quantitative capaci di
"pesare" quanto ciascun determinante influisce sulla
salute cittadina.
I CITTADINI, sono il "target", il "bersaglio"
principale delle azioni di promozione della salute e sono chiamati
ad agire in modo partecipe, consapevole, responsabile, non comportandosi
come semplici "fruitori" di servizi ma come protagonisti
attivi del loro stesso benessere. In questo senso si intendono
tutti i cittadini sulla base di un pre-requisito di eguaglianza
ma anche nel riconoscimento di una specificità personale
adeguata al "grado di abilità" di ciascuno.
TUTTO QUESTO SEMBRA COSI' "BELLO E IMPOSSIBILE"...
Si, è vero. La complessità spaventa e disorient.
In realtà esistono numerosi strumenti con cui il Progetto
può essere attuato senza necessariamente un gran consumo
di risorse. Il passo più difficile è "l'adozione
politica" che un'amministrazione deve fare nei confronti
di un progetto tanto globale quanto responsabilizzante (perchè
soggetto a verifica) nei confronti delle scelte operate da un'amministrazione
cittadina.
Gli strumenti sono dati dagli indicatori elaborati dalle commissioni
tecniche dell'OMS, oppure elaborati localmente sulla base delle
caratteristiche territoriali specifiche o, infine, sono quelli
utilizzati per misurare aspetti particolari ma pure fondamentali
per stabilire "lo stato di salute" di una città
(ad esempio l'indice di deprivazione).
Altri strumenti sono poi le strutture che un'amministrazione rende
disponibili. L'ideale è la creazione di un "ufficio
di progetto" in ogni città. Per le realtà più
piccole si può pensare ad una sede unica e condivisa, collocata,
ad esempio, nel comune principale di un'area omogenea (comunità
montana o distretto)
Importante è inoltre tutto ciò che concerne la comunicazione
specie per il coinvolgimento attivo della cittadinanza. _Si trata
cioè di passare da un metodo "educativo" ad uno
"partecipativo".
NON MI SEMBRA ANCORA CONVINCENTE. COSA NE FACCIAMO DI TANTI
DATI? E' "COSA DA EPIDEMIOLOGI"?
No. Dobbiamo distinguere il tipico "Report"
sullo stato di salute dove un gruppo di tecnici relaziona in merito
ad una serie di dati (mortalità, malattia, indici capaci
di misurare fenomeni socialmente importanti come le povertà,
determinanti non sanitari come istruzione, lavoro, abitazione,
viabilità...) da quello che l'OMS definisce "Profilo
di salute cittadino".
COS'E' UN PROFILO DI SALUTE CITTADINO?
Per dirla con varie definizioni dell'OMS il Profilo è un
rapporto sulla salute pubblica che descrive quantitativamente
e qualitativamente la salute dei cittadini ed i fattori che la
influenzano identfiicando problemi di salute e potenziali soluzioni
e consentendo di avviare strategie e programmi di intervento per
migliorare la salute della cittadinanza inducendo il cambiamento.
UN REPORT DESCRITTIVO, QUINDI.
Non solo. l'OMS dice ancora che un Profilo non si deve limitare
a "descrivere" un fenomeno ma deve coinvolgere i protagonisti
di quel fenomeno. Il coinvolgimento nasce dall'esigenza di indurre
un cambiamento, ad esempio di abitudini scorette, facendo adottare
comportamenti "sani". Questa capacità necessita
anche di una valutazione su come ciascun cittadino percepisce
la propria salute ed i fattori che la determinano. In questo senso
vanno anche definite le priorità.
COME SI DEFINISCONO LE PRIORITA'?
La definizione delle priorità non deve limitarsi ad un
fatto tecnico ma deve essere la risultanza di un processo "democratico"
che coniughi il dato tecnico al "sentito comune" sino
a produrre una sintesi politica da parte del governo locale.
Si dovrà quindi procedere ad un'illustrazione del dato
tecnico ai ittadini, avviare una discussione sulle risultanze,
ascoltare i loro suggerimenti. Questa procedura è naturalmente
più facile se il Profilo è condotto su aree limitate.
In questo senso dovremmo differenziare il "profilo di salute
cittadino" dal "profilo di Comunità" che
può coinvolgere aree subcomunali come una circoscrizione,
una municipalità o anche un quartiere.
L'elemento politico sarà poi quello che operera le scelte.
Queste saranno quindi condizionate anche dal tipo di governo locale,
dalla sua ispirazione ideologica, dal programma che l'ha condotto
a vincere le elezioni...
E COSA SI DOVRA' FARE DOPO IL PROFILO?
Si dovrà procedere elaborando un Piano Per la Salute (PPS).
COS'E' UN PIANO PER LA SALUTE?
Leggendo i lavori di Angelo Stefanini, uno dei nostri massimi
esperti di settore ed operante presso l'Università degli
Studi di Bologna e la regione Emilia-Romagna, il PPS è
un Piano poliennale di azione elaborato da una pluralità
di attori, coordinati dal governo locale che impegnano risorse
umane e materiali allo scopo di migliorare la salute della popolazione
anche attraverso ilmiglioramento dell'assistenza sanitaria. Rappresenta
la sede e lo strumento di incentivazione delle collaborazioni
istituzionali necessarie all'integrazione territoriale pur nella
distinzione di filoni di finanziamento diversi per i rispettivi
ambiti di attività.
MA CHI CONTROLLA IL RISULTATO FINALE?
E' la grande novità degli ultimi anni. Dobbiamo diffondere
la necessità di un grande cambiamento culturale. Passare
cioè dalla conosciutissima Verifica dell'Impato Ambientale
(VIA) alla Verifica dell'Impatto sulla Salute (VIS o, per dirla
in inglese, HIA, Health Impact Assessment).
DAL VIA AL VIS?
Si. In Europa il cambiamento è già in corso. Da
troppo tempo abbiamo associato l'idea di salute soltanto a sanità
ed ambiente. Agenda 21 non è "Salute per tutti (HFA,
Healt For Al)". Ne è solo una parte. Così la
VIS si definisce attraverso una combinazione di procedure, metodi,
strumenti che consentono di giudicare una politica, un programa
o un progetto in merito agli effetti sulla salute della popolazione
ed alla loro distribuzione nella stessa. Questa dovrebbe essere
applicata a tutte le decisioni dei governi locali.
PER TUTTO QUESTO PROCEWSSO OCCORRONO DEI DATI. DOVE SI POSSONO
TROVARE?
Va innanzitutto stabilita una grande distinzione fra banche dati
pubbliche e banche dati private. Le prime sono quelle che veramente
ci interessano e sono operanti presso le grandi istituzioni da
quelle nazionali a quelle regionali, provinciali, comunali. Vi
sono poi alcuni Enti, dall'INAIL alle ASL alle agenzie regionali
( es. l'Agenzia Regionale Per l'Ambiente) ed altri ancora, che
dispongono di dati assai utili.
DI CHI SONO I DATI? QUANTO COSTA AVERLI?
I dati di una popolazione corriispondono più o meno ai
dati di un paziente. Questi ultimi non sono proprietà dell'ospedale.
Ciascun paziente è l'unico vero titolare dei prorpi dati
tant'è che il loro utilizzo è normato da una legge
che ne garantisce l'uso da parte di terzi. Così i dati
di una popolazione "sono della popolazione" e ad essa
dovrebbero essere resi disponibili. Diverso può essere
il discorso di una loro elaborazione fondata su specifiche esigenze.
Resta comunque nei compiti delle agenzie pubbliche operanti nel
settore fornire un supporto di elaborazione epidemiologica nell'ambito
dello stesso sistema pubblico. Questa sussidiarietà tecnica
dovrebbe rientare nei doveri degli Enti superiori rispetto a quelli
che, non potendo avere strutture proprie, ne fanno richiesta.
ALLORA LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NON E' UN'UTOPIA?
No, affatto. Purtroppo non esiste una cultura della Salute così
diffusa da renderla centrale in tutti i programmi di governo politico.
Si continua a confondere salute con sanità. Si continua
a ragionare in termini di servizi e di settore. I cittadini stessi
tendono a favorire questa lettura riduzionistica ed a non pretendere,
come sarebbe di loro pieno diritto, una diversa politica da parte
dei loro rappresentanti.
CHE FARE ALLORA?
Città Sane è una risposta. Partire da che ha maggiore
conoscenza e sensibilità ed avviare un progressivo coinvolgimento
di tutti. Arrivare per primi più che un merito è
un privilegio. E' un vantaggio per chi agisce in Città
Sane, un guadagno reale anche in termini in economia generale.
Pensiamo al costo "monetario" degli incidenti stradali
o domestici o sul lavoro. Pensiamo al costo sanitario causato
dal diverso grado di accesso alle strutture ed al diverso esito
delle cure fra chi ha miglior istruzione e reddito e chi è
invece svantaggiato. L'importante è rendersene conto e
poi agire di conseguenza.
ESISTE UN "MODELLO PIEMONTESE"?
Si, La determinazione regionale n. 243 del 16 luglio 2002 ha acolto
la proposta avanzata dall'ANCI Piemonte che ha affidato la parte
operativa del Progetto Città Sane Piemonte al CIPES Piemonte.
Considerando che lo spirito dell'OMS è "fioriscano
i cento fiori" e che l'azione dell'Organismo mondiale è
quella di favorire comunque i processi di innovazione e sviluppo
di politiche per la salute nel rispetto delle realtà locali,
in Piemonte si è deciso di avviare un Progetto del tutto
originale. Occorre infatti rtener presente che sul territorio
regionale vi sono oltre 1200 comuni di cui poco più di
600 hanno meno di mille abitanti. A questa polverizzazione amministrativa
corrisponde poi un'altrettanto marcata differenziazione delle
culture, delle economie delle caratteristiche territoriali. Fatta
salva l'adesione alla Rete europea che deve restare "singola"
per ogni città aderente, si è deciso di ragionare
in termini di "reti" di comuni aggregate per aree omogenee.
Il territorio identificato come elettivo per garantire condizioni
di omogeneità è quello del distretto sanitario.
In questo caso uno o due comuni principali possono mettere a disposizione
le loro risorse per i centri minori, garantendo così una
rappresentanza estesa. Questa impostazione creerà qualche
esigenza organizzativa in più ma garantirà una capillare
e più efficace diffusione del Progetto sul territorio regionale.
BIBLIOGRAFIA
OMS Associazione Città Sane, Milano. Venti passi
per sviluppare un progetto "Città Sane".
La civiltà dell'acqua Ed., novembre 1992
OMS Ufficio regionale per
l'Europa: How to report on health in your city". Healthy
Cities Project, WHO Healthy City Project Technical
Group on City Health Profiles,
Copenhagen,1995.
OMS Ufficio regionale
per l'Europa: "City health Profiles, a review of progress".
Healthy Cities Project, Copenhagen,
1998.
Materiali
del corso di formazione "Conoscenze per la decisione: la
Valutazione d'Impatto di Salute",
Bologna 9-10 marso 2004, Ass. "Rete Italiana Città
Sane - OMS"
- Gothenburg Consensus Paper, ECHP, WHO Regional Office
for Europe, 1999
- Sintesi da Erica Ison "Resource for Health Impact
Assessment", NHS Executive London,
October, 2000
- Focusing on Healt: HIA, "Swedish Federation
of County Council"
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città sana è quella che crea e migliora continuamente
i suoi ambienti fisici e sociali, che consente lo sviluppo
delle risorse comunitarie che permettono alle persone di aiutarsi,
si sostenersi reciprocamente, nello svolgimento di tutte le
funzioni della vita e che consentono di realizzare al massimo
le potenzialità di ciascun individuo". T. Hancok
e L. Duhl: |
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