ANNO 9 - n.1 - Giugno 2007
ROSA NEL PUGNO

A qualcuno potrà sembrare fuori luogo una poesia nello spazio dedicato a un intervento politico. Ma può essere opportuno, ogni tanto, ricordarsi del perché, dopo tanti anni, e anche tante delusioni, qualcuno come me ha ancora voglia di occuparsi di politica e di problemi del comune e della circoscrizione"

Claudio Bellavita - Capogruppo

POESIA DI PABLO NERUDA

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita la passione,
chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore ed ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che esser vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

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