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Comunicato stampa

PIAZZA SAN CARLO, IL DIBATTITO IN SALA ROSSA DOPO LA COMUNICAZIONE DELLA SINDACA

La comunicazione in aula svolta dalla sindaca Chiara Appendino sui drammatici eventi di piazza San Carlo (vedi precedente comunicato stampa), è stata seguita da un dibattito, del quale riportiamo di seguito la sintesi :

Osvaldo Napoli (Forza Italia)
Ribadisco ancora oggi pomeriggio la mia avversione alla rissa e allo sciacallaggio politico, ma di fronte a dichiarazioni come quelle di Luigi Di Maio e del senatore Airola mi chiedo se sono rappresentative del movimento grillino. E i tweet favorevoli alle loro dichiarazioni cosa significhino per il movimento stesso.
Sono solidale rispetto ai fatti accaduti sabato sera, ma al tempo stesso mi chiedo cosa non ha funzionato. La piazza era senza vie d’uscita, questo è il nocciolo della questione. Tanto che mi chiedo ancora chi ha approvato il piano della sicurezza, perché finora non è stato reso noto.
Ora è bene che la Magistratura svolga le necessarie indagini, occorre dare tempo al tempo alle iniziative politiche.
Roberto Rosso (Direzione Italia)
Signor sindaco, ha citato le grandi città sedi di gravi atti di terrorismo. Ma questa è un’altra vicenda, là si trattava di attentati qui si tratta di un falso allarme che ha generato un ecatombe di 1.520 feriti.
Il vero problema è che da quella piazza non si poteva uscire, che in quella piazza non c’erano contenitori per smaltire il vetro (che peraltro si poteva proibire).
Mi chiedo quali sono le sue responsabilità personali, quelle del Prefetto e del Questore. Se le responsabilità sono a suo carico lei dovrebbe dare le dimissioni. Se, viceversa, le responsabilità sono a carico del Prefetto e del Questore chieda le loro dimissioni. Mi aspetto, signor sindaco, una parola di chiarezza.
Silvio Magliano (Moderati)
I fatti di sabato dimostrano l’efficienza della macchina pubblica negli aiuti e nei soccorsi duranti i momenti critici.
Purtroppo viviamo tempi nei quali l’idea di essere sotto attacco è molto diffusa.
Tuttavia in questo specifico episodio non convince il modo in cui viene stipata la gente in una grande piazza, i pochi controlli che sono avvenuti sui venditori abusivi, e sull’accesso al parcheggio della piazza. E’ cambiato il mondo e invece l’Amministrazione vive alla giornata.
Eleonora Artesio (Torino in Comune)
Come hanno affermato Sindaca, Prefetto e Questore, Torino deve continuare a vivere di piazze. Sono concorde, ma dobbiamo ricostruire il rapporto di fiducia con i torinesi, mettendosi nei panni dei cittadini che frequentano le piazze e immaginano venga scelta ogni volta la soluzione logistica migliore. Per sabato scorso, sono state valutate tutte le opzioni possibili? È stata chiesta alla Juventus la disponibilità dello Stadium? Si è detto che sono state adottate procedure consolidate e protocolli sperimentati, ma evidentemente non è stato sufficiente rispetto alla percezione di sicurezza dei
cittadini, diversa rispetto agli anni scorsi. Lei, Sindaca, ha detto di rappresentare i cittadini, ma loro si sentono ancora rappresentati da Lei?
Francesco Tresso (Lista civica per Torino)
Le due emergenze che questa Amministrazione ha sinora dovuto affrontare – l’alluvione di novembre e l’evento di sabato scorso – hanno mostrato lacune enormi rispetto alla prevenzione. La Sindaca ha parlato di ragioni ignote e prassi consolidate adottate, ma non si può più ragionare in questo modo: è cambiata la percezione del rischio e bisogna valutare misure più adeguate. C’erano persone che vendevano bibite con borse che nessuno ha controllato!
Ci sono stati un danno all’immagine e alla sicurezza dei cittadini. Chiedo quindi, Sindaca, che individui una delega specifica per l’ordine pubblico e criteri per gestire situazioni analoghe in futuro.
Fabrizio Ricca (Lega Nord)
Mi unisco al ringraziamento alle Forze dell’Ordine presenti, ai tassisti, a Gtt, alle strutture sanitarie sovraccariche e ai tanti torinesi che si sono trasformati in volontari. A Torino ci sono però tanta delusione e tanta rabbia. La gestione della piazza è stata scandalosa! Non si può pensare di agire come nel 2015. Troppo pochi 106 agenti di Polizia Municipale e un solo schermo, che peraltro bloccava una via di fuga. Chi non ha cacciato i venditori abusivi che hanno trasformato la piazza in un tappeto di vetro? Sindaca, in questa settimana, deve dare a Torino i nomi dei responsabili e chiederne le dimissioni. Se non sa trovarli, deve dimettersi Lei. A San Giovanni non vogliamo che i Torinesi non vadano in piazza per la paura!
Alberto Morano (Lista Morano)
E’ semplice trovare le responsabilità, sono sue sindaca perché governare è la capacità prevedere, individuare le criticità e l’assunzione delle responsabilità.
Chiedo chi si è posto il problema dei 30mila cittadini in una piazza senza reali vie d’uscita? Questa è solo una delle domanda, nei fatti lei sindaca è stata incapace perché questo è stato un disastro, e non è stata in grado di prevedere le misure di sicurezza in un evento speciale.
Con l’Ordinanza del 1° giugno del 2017 si vietava il parcheggio in piazza San Carlo. E questo è tutto? Ciò è preoccupante Oggi lei sindaca non ha scaricato le responsabilità sulla legislatura precedente, io l’avrei fatto perché Fassino avrebbe gestito la sicurezza, messo a disposizione risorse mentre lei era allo stadio di Cardiff.

Stefano Lo Russo (PD)
Esprimiamo la vicinanza ai 1527 feriti che sono ricorsi alle cure sanitarie e ringraziamo la rete dei pronto soccorso torinesi che è stata capace di affrontare l’emergenza. Le lacune organizzative e gestionali sono oggettive: non sono state previste vie di fuga, un solo maxischermo in una piazza San Carlo saturata da 30.000 persone, la totale assenza di controllo dei venditori abusivi di bottigliette di vetro. La maggioranza dei feriti è stata legata alla presenza dei cocci sul selciato. Un evento come quello accaduto andava previsto e tocca a lei sindaca e al comitato provinciale garantire la sicurezza ai cittadini che assistono a un evento. Torino ha una storia di grandi eventi (Olimpiadi invernali, Ostensione Sindone) e una reputazione che è stata bruciata e non si ricorda un fatto di cronaca simile. Il suo richiamo al 2015 fatto non tiene conto che la situazione di oggi è radicalmente cambiata. Oggi il panico nella folla non è un evento imprevedibile. Va previsto. Invece lei scarica le responsabilità su Turismo Torino, cioè di chi si è occupa dell’allestimento della piazza. Questo atteggiamento è grottesco e surreale.
Nella sua replica, Sindaca, ci attendiamo le sue scuse ai torinesi, a partire da quelli coinvolti nei tragici fatti di sabato, e agli italiani anche per la figuraccia che abbiamo rimediato a livello internazionale e auspichiamo che lei aiuti a individuare i responsabili operativi di quanto è successo con l’impegno per fare meglio nel futuro.
Piero Fassino (PD)
Vorrei aggiungere, a quanto espresso dal consigliere Lo Russo (il cui intervento condivido) alcune considerazioni. Non ci deve essere nessuna strumentalizzazione di eventi così drammatici ma l’accertamento delle responsabilità, questo sì è un dovere verso la città e chi ha sofferto. Da tutto ciò che si viene via via a sapere emerge una grave sottovalutazione dei rischi a cui era esposto l’evento, in una situazione completamente diversa dal 2015 e quindi la gestione doveva comportare l’adozione di misure supplementari e incisive. Invece c’è stata una assoluta insufficienza nel contrasto di venditori abusivi di bottiglie di vetro, così come inadeguato si è rivelato il controllo degli accessi. La piazza poi è stata trasformata in un campo trincerato, senza via di fuga. Eppure nel 2015 vennero installati 2 maxischermo permettendo una distribuzione delle persone, quadranti e vie d’accesso per i mezzi di soccorso e vie di fuga. C’è anche da chiedersi se, stante i rischi, non sarebbe stato più saggio utilizzare lo stadio della Juventus che, dotato di due maxischermo, avrebbe consentito a 40.000 persone di assistere alla partita in condizioni di sicurezza. Insomma: quel che è successo sabato richiede l’assunzione di responsabilità e lei sindaca, non può sottrarsi alle sue responsabilità.

Domenico Carretta (PD)
In un momento così grave il mio pensiero è rivolto alle vittime. Abbiamo perso un pezzo di città, e di immagine. Gli alberghi erano pieni e non c’erano solo torinesi in quella piazza. Quei 1600 feriti non sono frutto fatalità ma di errori e sottovalutazioni purtroppo evidenti. Dobbiamo riconquistare la Città, dobbiamo ricostruire una nostra credibilità e pensare ad una Torino meno terrorizzata dall’incapacità che abbiamo visto, affinché a partire da questa vicenda il futuro non sembri più difficile.

Aldo Curatella (M5S)
A nome del gruppo consiliare, siamo vicini ai feriti e ai famigliari e ringraziamo tutti coloro che hanno prestato aiuto a chi era in piazza. Il panico è una bestia ingestibile. Si fugge senza prestare attenzione a nulla, senza sapere perché, solo per allontanarsi. Il clima è cambiato e anche se non ne siamo coscienti nel profondo siamo tutti più sensibili, e qualunque segnale, un rumore, una frase può innescare il panico.
Quali siano le responsabilità non tocca a noi stabilirlo, ma l’inchiesta in corso che ci aiuterà anche a riflettere sul da farsi in futuro.
Come emerso e confermato dallo stesso questore, non c’è stata un’ordinanza antivetro perché incostituzionale. E’ pertanto necessario stabilire nuovi parametri che permettano di contrastare l’utilizzo di bottiglie. Risposte sono necessarie da parte del Ministero degli interni. Ma intanto non staremo fermi, ma saremo proattivi per mettere in campo azioni attorno alle quali speriamo ci sia il consenso di tutte le forze politiche in Consiglio. Azioni per cui servirà la collaborazione di tutte le istituzioni.
Per esempio si potrebbero attuare iniziative di formazione per le forze dell’ordine per la gestione coordinata delle azioni di prevenzione e controllo.
Speriamo che ora ci sia più consapevolezza anche in questa Sala e che a differenza di quattro mesi fa non ci siano espressioni di scherno mentre qui si discuteva di sicurezza.
(R.T.-M.Q.-T.DN.-S.L.) Ufficio stampa del Consiglio comunale)


Pubblicato il 5 Giugno 2017

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