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Comunicato stampa

APPROVATO L’ATTO DI INDIRIZZO DELLA REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE

A distanza di 20 anni si può guardare al Piano regolatore con maggior distacco ed equilibrio considerando la mutazione dello scenario economico-sociale, sempre più segnato dalla crisi economica iniziata con il crollo della borsa del 2008, e che ha determinato la crisi dell’edilizia, l’aumento della disoccupazione e della sotto-occupazione e il diffondersi di nuove povertà. Ciò impone una revisione del Piano regolatore, inteso come strumento per costruire una città più incentrata sulla qualità e meno sulla quantità, più volta al riequilibrio e alla redistribuzione sul territorio di servizi e di opportunità.
Il Consiglio comunale ha approvato (23 voti favorevoli, 2 astenuti e 9 contrari) la variante di revisione del Prg in grado di rispondere alle necessità di trasformazione proponendo pochi parametri ma in grado di garantire standard di servizi e di qualità urbana diffusi sul territorio urbano. La revisione propone la città come luogo dell’eguaglianza, della redistribuzione e delle opportunità per tutti e in grado di favorire la partecipazione dei cittadini. Propone una città multicentrica con la riqualificazione delle periferie, il sostegno delle attività produttive (e artigianali) esistenti, l’incentivazione di nuove attività, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo della cultura e della ricerca. E ancora la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-architettonico compreso quello industriale privilegiando la manutenzione dell’edificato esistente (ciò per operare anche sul mantenimento del suolo in quanto risorsa limitata).
Sarà, infine, posta particolare attenzione all’efficienza energetica degli edifici, alla revisione del Piano acustico e alla priorità dell’emergenza abitativa che vede la carenza di case di edilizia residenziale pubblica che può essere affrontata anche con il riuso di immobili pubblici e privati.
Prima della votazione della delibera c’è stata in aula la dichiarazione di voto (riportata di seguito) di alcuni consiglieri con una replica finale del vicesindaco Guido Montanari.
Stefano Lo Russo – Partito democratico
La delibera di revisione del Piano regolatore che ci viene proposta si basa su analisi strutturalmente sbagliate perché non colgono lo sviluppo strategico della città. Il Piano regolatore del 1995 ha fallito perché nella logica di pianificazione guardava solo il Comune di Torino. E’ una logica vecchia che viene ripetuta. La nuova realtà territoriale poteva essere un punto di partenza per considerare i comuni intorno Torino, un Piano regolatore allargato. Così come non è stata tenuto in considerazione il rapporto tra le infrastrutture di trasporto pubblico e lo sviluppo urbano. La linea 1, ad esempio, della Metro non ha avuto solo importanza per il trasporto ma ha valorizzato immobili, attività commerciali, intere aree della città. Manca nella delibera la valorizzazione del rapporto di partnership pubblico/privato, mentre invece si resta relegati al solo concetto ideologico di proprietà pubblica. Nella delibera non c’è traccia delle nuove vocazioni della città, degli investimenti urbanistici (università, incubatori del lavoro, riqualificazione di aree industriali dimesse e della localizzazione degli spazi urbanistici intorno la città. Avevamo proposto un dibattito (preliminare alla delibera) tra la commissione urbanistica le associazioni di categoria coinvolte nelle trasformazioni urbane della città che non c’è stato. Per ragioni quindi di merito e di metodo siamo contrari alla delibera.

Roberto Rosso – Direzione Italia
Mi asterrò nella votazione perché questa è una delibera generica, non si comprende il punto verso cui si vuole tendere. L’unica cosa che si comprende è che non si vuole consumare ulteriore suolo pubblico e questo è un dato positivo. La Città metropolitana nella sua attuale configurazione estesa impropriamente al Canavese e alla Val Pellice, l’ha voluta il governo nazionale del Centrosinistra (territori come il Caramagnolese o il Canavese non hanno nulla a che vedere con il Comune di Torino). Invece la prima cintura torinese dovrebbe considerare all’interno di una medesima programmazione urbanistica e il Comune di Torino, per le infrastrutture e i trasporti. Auspico che ci sia una visione di come organizzare i trasporti come, ad esempio la linea metropolitana 2 o il prolungamento della Linea 1 fino a Moncalieri. Di questo non c’è scritto nulla nella delibera di revisione del Piano regolatore.
Alberto Morano – Lista civica Morano
Nel leggere i vari punti della delibera emerge una considerazione netta, evidente: l’assenza di visione di un progetto unitario della Città. Tanto che sembra la prospettiva di una città su misura per vecchi. E invece il documento di programmazione urbanistica dovrebbe imprimere una prospettiva, immaginare un volto alla Torino del futuro. Ma di tutto questo non c’è traccia.

Francesco Tresso – Lista civica per Torino
Mi asterrò al voto su questa delibera. Appare chiara la mancanza di una visione urbanistica della Città, con una sorta di proposta urbanistica al ribasso.
Dietro la sbandierata partecipazione dei cittadini, in realtà non si fanno delle scelte chiare. La delibera è un mero elenco di buone intenzioni, senza priorità e obiettivi. Occorrerebbero nuove occasioni di sviluppo e opportunità di lavoro, ma invece non c’è nulla di tutto questo. La riduzione di consumo di suolo non può essere l’obiettivo di fondo; non c’è traccia di innovazione, non appare in modo evidente il rapporto tra la Città e il territorio. E’ davvero preoccupante quanto emerge dallo strumento di programmazione urbanistica proposto dalla Giunta.
Viviana Ferrero (Movimento 5 Stelle): Questa revisione di piano regolatore coglie le esigenze dei cittadini, le mille manutenzioni delle quali abbiamo parlato in campagna elettorale. Il vecchio piano ha fallito nel rovinare lo skyline della città, nel progettare nuove case nate vecchie. Le nostre sfide rivaluteranno il patrimonio storico e identitario per far diventare Torino un’eccellenza turistica. Ogni quartiere avrà pari dignità. Deleteria la politica sui parcheggi in centro, attrattori di traffico, che ha fatto la ricchezza solo di una parte della città. Qualità della vita significa salvaguardare il verde, scelta che ci responsabilizza verso le nuove generazioni. La città non è solo progettata per anziani ma si tratta di un piano rivolto a tutti e tutte.
In conclusione di dibattito, il vice sindaco Guido Montanari ha ribadito che questa delibera rappresenta una manutenzione del piano regolatore, che lo renderà più stringente per alcuni aspetti e più flessibile per altri. Ha evidenziato come nel corso del dibattito, sia stato significativo il tema sottolineato dal consigliere Piero Fassino legato al ruolo culturale e di ricerca scientifica della città di Torino. In merito al consumo di suolo, il vicesindaco ha sottolineato come i dati evidenzino, negli ultimi cinque anni, un modesto consumo di suolo anche a Torino, dato contestato dal consigliere Enzo Lavolta che ha ribattuto come la città disponga di 24 metri quadri di verde pro capite, contro i 21 del 2010.
Montanari ha quindi concluso ricordando come sul piano regolatore sia già previsto un calendario di incontri con le Circoscrizioni, gli ordini dei professionisti e le associazioni ambientaliste.
(tdn-fda-rt) - Ufficio stampa del Consiglio comunale


Pubblicato il 22 Maggio 2017

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