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Comunicato stampa

CONFRONTO IN SALA ROSSA SULLA PARTECIPAZIONE AL CORTEO NO TAV DI SABATO SCORSO

Dibattito in aula, a partire da una richiesta del consigliere Fabrizio Ricca, sulla partecipazione del vicesindaco Guido Montanari, in forma ufficiale e con fascia tricolore, alla manifestazione contro la realizzazione del tunnel ferroviario TAV svoltasi sabato scorso in Valle di Susa.
Il vicesindaco ha rivendicato la coerenza della partecipazione alla manifestazione con il programma sulla quale l’attuale maggioranza è stata votata dai torinesi, sottolineando come il dissenso dell’Amministrazione comunale rispetto alla TAV sia stato più volte espresso. Montanari ha anche fatto notare la presenza nel corteo di numerosi sindaci e rappresentanti di amministrazioni locali.
Da parte sua, il capogruppo PD Stefano Lo Russo ha sostenuto che le posizioni contrarie alla linea ad alta velocità sono minoritarie nel Paese ma anche a Torino. Il vicesindaco, rappresentando tutta la città, non avrebbe dovuto indossare la fascia tricolore, ha polemizzato Lo Russo, precisando che si tratta di una questione istituzionale e non politica. Il capogruppo Dem ha infine invitato la sindaca a non partecipare, per coerenza, al prossimo incontro in programma presso l’Unione Industriale, nel corso del quale saranno illustrate le ricadute economiche dell’alta velocità Torino – Lione sul territorio torinese e piemontese.
Anche Osvaldo Napoli (Forza Italia) ha definito improprio l’uso della fascia nel corso della manifestazione di sabato scorso, alla quale, ha sostenuto, erano presenti più i centri sociali e le delegazioni provenienti da altre regioni più che il popolo valsusino. Napoli ha anche ricordato come quelli utilizzati per la TAV siano fondi vincolati e non spendibili diversamente, evidenziando anche come Torino non sia interessata da ulteriori opere legate al progetto. L’esponente di Forza Italia ha poi concluso evidenziando la crisi economica che affligge la Valle di Susa, affermando che non basta rifiutare l’alta velocità se non si hanno programmi alternativi per l’economia.
La massiccia presenza al corteo di sabato di persone provenienti da fuori regione è stata evidenziata anche da Fabrizio Ricca (Lega Nord), che ha ricordato come a Torino le forze politiche favorevoli al progetto TAV abbiano raccolto i due terzi dei voti alle elezioni amministrative dello scorso anno. L’adesione ufficiale alla manifestazione, ha aggiunto il consigliere leghista, è stata una scelta di schierarsi con gli autonomi contro le forze dell’ordine, a pochi giorni dalla discussione sui fatti del Primo Maggio.
Il capogruppo di Direzione Italia, Roberto Rosso, ha rievocato i dibattiti al Parlamento Subalpino sulla realizzazione dell’attuale traforo ferroviario del Frejus, al quale diversi parlamentari si opponevano. Comprensibile che si protesti contro ciò che non si condivide, ha aggiunto Rosso, ma ritirarsi dall’Osservatorio sulla Tav è stato un errore. Infine, Rosso ha chiesto conto alla maggioranza del perché non si attivi per pretendere che le ingenti somme risparmiate dagli sprechi sulla rete ordinaria siano destinate su Torino.
Viviana Ferrero (M5S) ha polemizzato contro la demonizzazione che viene fatta contro il movimento NO TAV, sostenendo che il modello di sviluppo veicolato dall’alta velocità è fallimentare, mentre ingenti risorse vengono sottratte ai servizi per i cittadini, i quali hanno il diritto di essere informati correttamente. Ad essere in discussione, ha insistito Ferrero, non è solo il territorio valsusino ma un intero modello di sviluppo.
Francesco Tresso (Lista Civica per Torino), ha lamentato il fatto che, a fronte di posizioni diverse, non sia stato promosso un momento di dibattito e riflessione. La città non è unilateralmente schierata, per il consigliere serve di conseguenza un dialogo pacato, un confronto con esperti.
Il consigliere PD Mimmo Carretta, ha polemizzato sul fatto che Torino sia oggi amministrata da persone che scimmiottano le proteste, atteggiandosi a rivoluzionari dopo aver votato i supermercati e Zoom, in un duplice dialogo con poteri forti e centri sociali.
Ha difeso la partecipazione al corteo Roberto Malanca (M5S), evidenziandone la natura di protesta popolare, sostenuta da tanti amministratori locali, contro un’opera dannosa per il territorio valsusino e – visti i costi – per tutto il popolo italiano. Malanca ha poi attaccato l’ideologia delle macro-opere come panacea per la crisi, mentre sono in realtà risorse sprecate a detrimento di crescita economica e politiche sociali.
Maura Paoli, anch’essa M5S, ha segnalato come il traffico merci transalpino non stia crescendo da dieci anni, mentre la valle di Susa è già ora attraversata da una linea ferroviaria in grado di sostenere un traffico molto superiore a quello attuale e sulla quale già transitano i TGV tra Milano e Parigi. La consigliera ha concluso ribadendo che le vere priorità oggi sono le abitazioni, la messa in sicurezza del territorio, le bonifiche ambientali e la mobilità sostenibile.
Il vicesindaco Montanari ha quindi concluso il dibattito accusando i partiti di minoranza di aver sempre cercato di impedire il dibattito democratico su questo tema, e respingendo l’idea che un’amministrazione comunale non possa manifestare le proprie posizioni politiche, nell’ambito di un corteo pacifico nel quale abbondavano le presenze istituzionali. Montanari ha poi evidenziato come nel corteo si manifestasse contro la lontananza del governo centrale dalle esigenze dei cittadini, cosa che – nell’interesse della comunità – avrebbero dovuto fare anche le precedenti amministrazioni della nostra città.
C.R. - Ufficio stampa del Consiglio comunale


Pubblicato il 8 Maggio 2017

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