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Comunicato stampa

CONSIGLIO COMUNALE, DIBATTITO SUGLI SCONTRI DEL 1° MAGGIO

Su richiesta del consigliere Fabrizio Ricca (Lega Nord) la Sala Rossa ha dibattuto in Consiglio comunale sugli incidenti tra forze dell’ordine e antagonisti al corteo torinese del 1° maggio.

A nome della Giunta, la sindaca Chiara Appendino ha detto: “Le scene che si sono materializzate il 1° maggio nelle vie centrali della Città non sono state affatto di festa e vedere un corteo spezzato a metà non può che creare un forte dispiacere. La violenza è sempre sbagliata, ma non credo spetti a quest’ Aula e più in generale alla politica definire quali siano le corrette decisioni da attuare in materia di gestione nell’ordine pubblico e della sicurezza. Esistono organi preposti a cui va il nostro rispetto e il ringraziamento per il difficile lavoro quotidiano. Provo rammarico e dispiacere nell’aver appreso che l’atteggiamento di pochi abbia rovinato la festa dei lavoratori impedendo a molte persone pacificamente presenti al corteo di manifestare.
Tra i compiti della Città di Torino non rientrano la gestione della piazza e le complesse valutazioni che soggiacciono alle difficili scelte assunte nella breve frazione di un momento per la garanzia dell’ordine pubblico.
Al di là della contingenza, la politica è chiamata a interrogarsi sulle ragioni delle crescenti tensioni sociali che caratterizzano sempre più il nostro Paese. Una domanda sorge spontanea: è possibile isolare i violenti prima che scendano in piazza e far diventare le eventuali manifestazioni del dissenso un momento di pacifica dialettica democratica?
E’ bene ricordare che a tutti deve essere concessa quella agibilità nello spazio pubblico, l’agorà, che è condizione necessaria per il confronto pubblico e democratico.
Lo spazio non a caso è definito “pubblico” proprio perché non è di una parte o di un individuo o della forza politica che governa pro-tempore bensì di ciascuno di noi. Il diritto di poter manifestare le proprie idee in una piazza, di organizzare una manifestazione come quella del primo maggio di qualche giorno fa, è corollario dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione e deve essere garantito a tutti: partiti, sindacati, associazioni e liberi cittadini”.
Riportiamo qui di seguito una sintesi degli interventi dei Consiglieri comunali:
Osvaldo Napoli (Forza Italia): La sindaca ha detto cose che vanno nella direzione opposta rispetto a quanto alcuni consiglieri hanno fatto. Da parte di alcuni dei consiglieri del Movimento 5 Stelle non sono state condannate le violenze mentre, al contrario, è stato chiesto il perché dell’intervento delle forze dell’ordine. Forse c’è un debito politico da parte di alcuni di voi che fanno parte dei centri sociali. Non si va ai cortei con i bastoni. Dire no alla piazza per i sindacati, da parte di un presidente di Commissione, rappresenta un problema. Con questi comportamenti fate del male al sindaco, passa a livello nazionale un messaggio estremamente negativo di cosa sia il sindaco e di cosa sia la Città di Torino. La mettete in difficoltà perché lei era giustamente in prima fila al corteo dei sindacati mentre al vostro interno c’era chi diceva di non dare la piazza ai sindacati. Mi auguro che capiate chi siete e che avete il dovere di dare una mano al sindaco.

Alberto Morano (Lista civica Morano): L’intervento del sindaco è realmente molto deludente. Ci saremmo aspettati una chiara e netta presa di distanza dalla posizione di alcuni consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno partecipato alla manifestazione e si sono trovati coinvolti in situazioni che non portano onore e decoro alla città. Lei fa un plauso alle forze dell’ordine ma nulla dice sul comportamento di questi consiglieri. Non possiamo far passare l’immagine che ci sono consiglieri che dileggiano le forze dell’ordine. Non è consentito nella quarta città italiana, non è consentito in un Paese democratico.

Silvio Magliano (Moderati): Mi aspettavo dalla sindaca un intervento simile a quello fatto a suo tempo in Aula quando prese le distanze dal responsabile della comunicazione che aveva dato, sui social, dell'ignorante ai torinesi. Me lo aspettavo verso quei consiglieri della maggioranza che invece di esprimere solidarietà per le forze dell'ordine, chiedono conto del loro operato: nessuna solidarietà verso chi, in divisa, ha difeso un corteo sceso in piazza per chiedere, in modo unitario: lavoro, lavoro, lavoro. E' profondamente sbagliato chiedere conto alla Polizia e non, invece, ai soliti personaggi che, periodicamente, mettono a ferro e fuoco la nostra città. Mi aspettavo, inoltre, un richiamo particolare ad una consigliera della maggioranza che ha, sempre attraverso i social, prospettato l'ipotesi di non concedere più la piazza ai sindacati in occasione del primo maggio. Un richiamo a studiare la storia dei sindacati, che hanno contribuito alla grandezza di questo Paese, sarebbe stato più che opportuno. Perché i regimi cominciano, non quando si bloccano i violenti che scendono in piazza ma, quando si vogliono zittire coloro che, come i sindacati, manifestano democraticamente.

Stefano Lo Russo (PD): Sui gravi episodi del primo maggio, la sindaca ha perso un'occasione, incapace di uscire da una dinamica di cui è prigioniera per esprimere, senza se e senza ma, piena e totale solidarietà alle forze dell'ordine. Invece abbiamo ascoltato un intervento pieno di frasi fatte e di luoghi comuni, con un generico auspicio a garantire l'agibilità democratica. Un discorso cerchiobottista. Ma, ci sono momenti in cui il disagio sociale va interpretato e governato, e il ruolo del sindaco di Torino, non ammette ambiguità. E invece, delusi dalle sue parole, riscontriamo un atteggiamento ambiguo. Perché non si capisce il livello di solidarietà che esprime verso le forze dell'ordine che hanno garantito il corretto svolgimento del corteo del primo maggio e fa mancare una seria presa di distanza verso alcuni consiglieri della sua maggioranza che si sono schierati con gli antagonisti, protagonisti degli scontri. Per concludere: lei, sindaca, sta costruendo un clima di ambiguità e pericolosi spazi grigi. Se non condanna fermamente chi va a un corteo con le spranghe crea un precedente grave di cui si dovrà assumere tutte le responsabilità.

Eleonora Artesio (Torino in Comune): Il M5S aspira a essere movimento di lotta e di governo: alla Sindaca il ruolo di tutela delle relazioni istituzionali con le Forze dell’Ordine, ai Consiglieri il ruolo del movimento. Sull’accaduto vorrei ribadire che a tutti va data agibilità dello spazio pubblico, ma si sfila con fiori, coccarde, giornali, bandiere, striscioni. Il Primo Maggio nasce dalla condanna a morte di lavoratori anarchici a Chicago (una minoranza), nasce da una rivolta per diventare momento di aggregazione di tutti i lavoratori. Anche la Chiesa cattolica acconsentì alla partecipazione alla manifestazione dei lavoratori cattolici. La politica deve porsi il problema di come garantire libertà di espressione e dissenso. Non si può rispondere chiudendo le piazze ai sindacati, delegittimando il ruolo grandioso della rappresentanza. La dichiarazione della consigliera Albano è stato un errore, che va riconosciuto.

Fabrizio Ricca (Lega Nord): Esprimo la mia totale e incondizionata vicinanza alle Forze dell’Ordine, che sono state umiliate pubblicamente. Il Sindaco risponde dopo 48 ore e non parla del furgone che sfilava per le vie di Torino con i manichini appesi di poliziotti investiti. Il silenzio del Sindaco umilia le Forze dell’Ordine, umilia la Città. Si alzi e chieda scusa a Torino, Sindaco: non può più tacere. Deve decidere se stare con la Città o con chi manifesta con le spranghe. Se sta con i delinquenti, si dimetta ora per evitare altre umiliazioni a Torino.

Domenico Carretta (PD): Il Movimento non ha chiare le tematiche di cui si parla. Oggi bisogna parteggiare per il Primo Maggio, per chi vice quel momento come un’occasione di festa e rivendicazione. Lottare però non significa prendersi uova marce e doversi guardare le spalle. Lottare significa rivendicare diritti, rivendicare le proprie conquiste. La Sindaca ha espresso una condanna delle violenze, ha ringraziato la Polizia per il lavoro svolto, ma non ha preso le distanze dalle azioni e dalle idiozie espresse in maniera estemporanea da alcuni consiglieri, in maniera ufficiale dal capogruppo Unia. Ha perso un’occasione per cancellare una pagina nera per la democrazia torinese.

Roberto Rosso (Direzione Italia): In un momento in cui la globalizzazione esporta la nostra ricchezza ed importa poveri sottopagati bisogna canalizzare il dissenso, è vero, ma anche distinguere tra dissenso e violenza: sarà opportuna una parola di chiarezza da parte della Sindaca. Sulla manifestazione per la cannabis la colpa non è della Sindaca. La manifestazione è stata autorizzata dl Prefetto che per questo andrebbe censurato.

Maura Paoli (M5S): Il primo maggio quando la polizia ha spezzato il corteo ho cercato di mediare, mi sono qualificata e ho scongiurato di evitare tensioni: non sono stata ascoltata, anzi sono stata picchiata e non lo meritavo. Non sono una persona violenta, e come me molti altri manifestanti.

Daniela Albano (M5S): Non ho inteso negare a nessuno il diritto di manifestare in piazza. Le piazze devono essere a disposizione di tutti perché manifestare è un diritto di tutti ed è anche un dovere.

La sindaca Chiara Appendino ha concluso il dibattito esprimendo la sua posizione su un secondo episodio accaduto sabato scorso, dove nel corso di una manifestazione nel centro cittadino in favore della liberalizzazione della cannabis due fantocci ritraenti agenti della polizia erano stati incollati a un camion simulando un investimento. “E’ nota la mia posizione riguardo le liberalizzazioni ed è una battaglia politica che condivido. Quanto accaduto sabato è stata una provocazione di cattivo gusto e anche offensiva che ha oscurato del tutto le motivazioni di una battaglia che condivido. Ed è quindi un gesto che condanno”.

Ufficio stampa Consiglio comunale


Pubblicato il 3 Maggio 2017

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