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Comunicato stampa

BILANCIO 2017, IL DIBATTITO IN SALA ROSSA

L’intervento della sindaca Chiara Appendino (vedi comunicato precedente) è stato seguito dal dibattito in aula, nel quale hanno preso la parola i rappresentanti delle forze politiche in aula. Le votazioni sugli emendamenti e sulla stessa delibera di Bilancio sono previste per mercoledì 3 e giovedì 4 maggio prossimi.
Di seguito, una sintesi del dibattito, concluso dalla replica della sindaca.


Alberto Morano (Lista civica) ha qualificato il bilancio come irricevibile, sia per la procedura seguita dalla maggioranza per giungere alla sua approvazione, sia da un punto di vista di merito e sia per la prospettiva di visione politica. Alberto Morano ha poi fatto notare che nel bilancio illustrato dall’assessore Rolando, non c’è traccia del ricorso presentato al Tar dai capigruppo di minoranza, per l’illegittimità sull’uso degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente (che potrebbe compromettere gli equilibri dei bilancio futuri). Nella sua relazione l’assessore Rolando - ha proseguito Morano - ha evocato la possibilità che la Città richieda la dichiarazione dello stato di pre-dissesto , atteggiamento definito gravemente imprudente perché queste affermazioni dell’assessore sono state rese senza che lo stesso valutasse il rischio che le agenzie di rating modifichino il rating del debito della Città. Se ciò dovesse accadere – ha continuato il consigliere Morano - il debito verrebbe necessariamente riqualificato come Junk Bond (questa infatti è la qualificazione successiva a BBB con outlook negativo oggi dato al debito di Torino) con conseguente incremento del costo del debito stesso e con la probabile preclusione per la Città di potersi ulteriormente finanziare a debito come invece previsto nel Bilancio di Previsione per l’importo, circa, di Euro 38 milioni circa.
Il capogruppo Morano ha posto l’attenzione anche sulle entrate previste dalle sanzioni al codice della strada dicendo che definirle ordinarie in quanto ripetitive nella serie storica appare un ragionamento rischioso. Per il consigliere vi è uno stato di incertezza così come sulle entrate provenienti dalla Regione Piemonte e da Unicredit così come sulla questione Ream che non è un debito fuori bilancio.
La Città ha un debito con Infra.To che nel corso del 2017 e il capogruppo Morano ha chiesto come si pensa di far fronte. Così come ai debiti verso Gtt e al contratto Westinghouse verso il quale il capogruppo ha chiesto se la Giunta è consapevole sulle conseguenze di un decadimento del contratto.
Per questi motivi Morano ha espresso la totale contrarietà al Bilancio di Previsione. Questo bilancio – ha concluso – non esprime sviluppo, risanamento dei conti ma cerca solo di coprire le emergenze e si sarebbe aspettato un atto di coraggio, spiegandolo ai cittadini.
Stefano Lo Russo (PD) ha criticato l’inadeguatezza di Sindaca e Giunta, accusandoli di mancanza di progettualità e di aver aumentato le tasse e tagliato i servizi, a fronte dell’assenza di strategie sulle entrate e di qualsiasi progettualità per Torino, a cominciare dall’urbanistica. Accusata la maggioranza di avere falsificato il bilancio del 2016, il capogruppo PD ha proseguito criticando la proposta di un bilancio che non sta in piedi, con voci di entrata definite surreali quanto incerte (contravvenzioni, oneri di urbanizzazione…) che già in autunno si scopriranno non essere concretizzabili. Lo Russo, denunciato l’abnorme anticipazione di tesoreria - ad oggi 405 mln di euro - ha concluso stigmatizzando una scorretta gestione della macchina comunale e infine accusando il M5S di avere creato aspettative enormi tra i suoi elettori e di averle poi disattese, non lavorando o limitandosi a portare avanti progetti della precedente amministrazione.
Antonio Fornari (M5S), ha aperto il suo intervento ponendo l’attenzione sul fatto che questo Bilancio di previsione si distacca nettamente da quelli prodotti dalle amministrazioni precedenti, sottolineando anche che si tratta di un Bilancio di previsione e in quanto tale non può essere paragonato a quello di Rendiconto. Ha proseguito dichiarando che fino al 2016 ci sono stati mutui per 55 milioni destinati alle strade, al verde, alle scuole, così come la Legge permette di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per la manutenzione.
Osvaldo Napoli (Forza Italia) si è rivolto alla giunta contestandole di aver fatto esattamente il contrario di quanto annunciato in campagna elettorale. In rapporto alle difficoltà finanziarie della Città, Napoli ha detto di non poter attribuirne la responsabilità all’amministrazione attuale o a quelle precedenti, ma ha criticato l’uso da parte dell’assessore Rolando della parola “pre-dissesto” e l’assenza di risposte all’accusa di aver adottato procedure non regolari per l’iter di approvazione del bilancio. Infine ha invitato Sindaca e Giunta ad avere un rapporto di fiducia con la dirigenza, che ha conoscenza delle leggi e sola può evitare incidenti di percorso.

Francesco Tresso (Lista Civica per Torino) ha espresso una valutazione negativa dell’impianto complessivo del bilancio, all’interno del quale ci sono tagli pesanti a scuole paritarie e cultura, aumento delle tasse. In più, per Tresso, mancano invece sostegno alle fasce disagiate e investimenti che favoriscano l’occupazione, con importanti elementi di incertezza sulle entrate, un pressapochismo, ha concluso il consigliere, che rischia di accrescere l’indebitamento.
Francesco Sicari (M5S) ha polemizzato con l’opposizione, accusando le Giunte precedenti di non aver portato a termine gli annunciati progetti su trasporti, emergenza abitativa, equilibrio finanziario e altro. Per Sicari, è impossibile sostenere che la città sia stata ben amministrata negli scorsi anni e anche il centrosinistra, in passato, ha sempre fatto ricorso a forti anticipazioni di cassa. Il consigliere ha concluso affermando l’impegno a sistemare la città, partendo dalle condizioni nelle quali l’ha lasciata il Sistema Torino
Federico Mensio (Movimento 5 stelle) si è detto orgoglioso di votare questo bilancio che Sindaca e assessore Rolando hanno realizzato in un momento drammatico per il Paese e la Città, e riflesso su alcuni tagli operati. Mensio ha ricordato peraltro che molte poste, con sacrificio, non hanno subito tagli, come quelle per il welfare o quella per le manutenzioni ordinarie che passa da 5 MIO a 12 MIO. Mensio affermando che la sua parte politica non sente di partecipare ad una competizione tra maggioranza e minoranza ma si identifica con i cittadini torinesi, critica chi in mancanza di argomenti mette mano a carte bollate o a comunicati stampa. Il Consigliere ha infine ricordato la necessità per l’Amministrazione di un’assunzione di responsabilità per scongiurare la necessità di interventi esterni nel governo della Città, per affrontare la sfida amministrativa dei prossimi 50 mesi e mettere Torino in grado di crescere in modo sano e solidale.

Domenico Carretta (PD) ha affermato di aver sbagliato ritenendo che fosse finita la campagna elettorale. Carretta ha contestato i tagli alle agevolazioni Tari per le famiglie meno abbienti, quelli alla cultura e l’uso degli oneri urbanistici per le manutenzioni ordinarie e ad altre poste definendoli “un contrappasso appendiniano”. Il Consigliere ha censurato le critiche all’Organo di Revisione da parte della maggioranza, ed ha definito sconvolgente l’espressione “ratto delle sabine” usata a suo tempo dall’assessore al bilancio, contestando alla maggioranza di non avere lavorato per organizzare le entrate, di aver mascherato la propria inefficienza dietro le cosiddette scelte impopolari, e di aver fatto della macelleria sociale.
Valentina Sganga (M5S) ha affermato che per la prima volta si è fatta emergere la contraddizione tra democrazia e debito, una contrapposizione che riguarda l’intera cultura occidentale, in una fase nella quale è il debito a prevalere. Le amministrazioni precedenti, ha attaccato la consigliera, non si sono poste il problema del debito, lo fa la nuova maggioranza M5S a fronte di moniri risorse che sono il frutto delle scelte scellerate del passato. Per Sganga, la sfida è stata vinta, con il raggiungimento di un equilibrio di bilancio a partire da un saldo negativo di -90 mln. Il bilancio è trasparente e si basa su entrate certe, ha concluso.
Chiara Foglietta (PD) ha criticato i tagli per 6,6 milioni alle risorse per la cultura, ricordando che dietro le cifre ci sono persone, famiglie, progetti. Foglietta si è poi soffermata sul problema del Museo Diffuso della Resistenza, che non risulta più finanziato dopo il taglio dei 70mila euro precedenti. Per Foglietta, il taglio mette a rischio i lavoratori e i progetti culturali di un Museo che pure Appendino, da consigliera d’opposizione, aveva sostenuto. Un’istituzione culturale che in poco più di sei mesi ha avuto più di 8000 visitatori. La cultura, ha concluso l’esponente Dem, è lavoro, famiglie, imprese, identità e futuro di un territorio.
Alberto Unia (M5S), nel suo intervento ha ringraziato la Giunta, gli uffici e soprattutto l’assessore Rolando per aver svolto un grande lavoro, dimostra ancora di più dal fatto che vari consiglieri di minoranza lo abbiano attaccato nel corso del dibattito. Il Capogruppo ha infine concluso ringraziando tutti i consiglieri del gruppo Movimento5Stelle e il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci per come ha saputo gestire l’aula.
La Sindaca Chiara Appendino è intervenuta a conclusione del dibattito esprimendo rammarico per l’assenza dell’ex sindaco negli ultimi due giorni di lavori col quale, ha detto, avrebbe voluto confrontarsi. Appendino ha parlato di una narrazione incompleta della realtà da parte delle minoranze ricordando che i rientri, parziali, dalle anticipazioni di tesoreria negli anni 2013, 2014, 2015, sono stati possibili grazie al decreto legislativo 35 (non più vigente) che ha permesso di accedere a 516 MIO di risorse straordinarie. Si tratta di una cifra che la Città dovrà restituire in conto capitale fino al 2044. Una scelta legittima, l’ha definita Appendino, che però ridimensionerebbe un’altra narrazione: quella secondo cui il debito della Città sarebbe sceso in quegli anni e fino al 2016 da 3,3 a 2,9 miliardi di euro. Un fatto che Appendino definisce tecnicamente vero ma che, spiega, non tiene conto di quel nuovo debito di mezzo miliardo di euro e dei relativi interessi passivi. La sindaca ha contestato alla Giunta precedente di aver trovato più semplice non prendere atto di queste difficoltà strutturali, non affrontarle e spiegarle, come, invece, starebbe facendo la sua amministrazione. Appendino ha poi affrontato l’ipotesi di pre-dissesto cui aveva accennato nei giorni scorsi l’assessore Rolando, spiegando che occorre vagliarla come eventualità perché consentirebbe di accedere ad un fondo rotativo e portare denaro in cassa. Appendino ha quindi ringraziato e difeso il lavoro di coloro che hanno stilato il bilancio affermando che mentre la sua amministrazione opera nell’interesse della Città incurante del consenso, c’è chi tra le opposizioni ha sperato per fini elettorali che non si riuscisse a chiudere il bilancio.Non sono arrivate proposte concrete da parte delle minoranze, secondo Appendino, ma solo una negazione della realtà che vanifica il confronto. La Sindaca ha concluso con l’auspicio che anche la minoranza prima o poi comprenda invece che bisogna partire proprio dalla realtà.

SL CR TDN (Ufficio stampa del Consiglio comunale)


Pubblicato il 29 Aprile 2017

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