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Comunicato stampa

CONFRONTO IN SALA ROSSA SUL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP). DOMANI LA DISCUSSIONE SUL BILANCIO

Dibattito in Sala Rossa, questo pomeriggio, sul Documento unico di Programmazione, in attesa della votazione che, unitamente a quella del Bilancio, è prevista per i giorni 3 e 4 maggio prossimi. Il Bilancio, presentato in aula la scorsa settimana dall’assessore Sergio Rolando, sarà discusso domani, 28 aprile.
Al termine del dibattito (del quale segue la intesi) l’ assessore al Bilancio Sergio Rolando ha comunicato che è giunto il parere del Collegio dei revisori dei conti, che verrà consegnato a consigliere e consiglieri. L’assessore ha dichiarato che i revisori dei conti hanno individuato come debiti fuori bilancio, ai sensi dell’art. 194 del Testo Unico degli Enti Locali, i 5 milioni di euro relativi all’operazione ex Westinghouse, nei confronti di Ream, che risalgono al 2012. Ha quindi annunciato che la Giunta avvierà immediatamente la procedura per il riconoscimento del debito, come previsto dal TUEL, e ritirerà l’emendamento presentato al riguardo. Rolando ha quindi segnalato un’altra osservazione di particolare rilievo, che riguarda i debiti nei confronti di Infra.To, quali potrebbero seguire la medesima procedura di cui all’art. 194 del TUEL. Nei prossimi giorni, anche alla luce delle risultanze della Corte dei Conti, l’Amministrazione approfondirà la questione.

Chiara Giacosa (M5S)
Il M5S è finalmente al governo della città di Torino e presenta ufficialmente quanto farà di concreto nei prossimi anni. Il M5S ci mette sempre la faccia anche quando le scelte sono difficili da fare e paiono non proprio così corrispondenti a quanto si era detto. Governare non è facile ma noi tutti ci mettiamo la faccia. Ci siamo tirati su le maniche e abbiamo cercato di capire dove e come poter intervenire affinché la voce del M5S, quindi quella dei cittadini torinesi che credono in noi, fosse sempre più forte e chiara. Il nostro programma di governo è nato dai cittadini, da anni di duro lavoro sul territorio di attivisti e dei simpatizzanti, dalla passione e dalla profonda conoscenza dei temi. Nessuno di noi ha fatto promesse. Nonostante piccoli inciampi ed enormi problemi, ce l’abbiamo fatta, anche grazie alla forza di volontà che ci contraddistingue. Noi non siamo “politici veri” ma cittadini prestati alle istituzioni e ci interessa solo il bene dei cittadini. E i cittadini siamo noi, perciò tutto quello che facciamo, e che è scritto nella delibera che voteremo, lo facciamo anche per noi stessi. Non ci interessano i giochetti politici, vogliamo creare qualcosa per tutti i cittadini. Ringrazio la sindaca, l’assessore Rolando e tutta la Giunta, esprimo il mio ringraziamento e la mia vicinanza in particolare all’assessora Giannuzzi: continui e sterili attacchi alla sua persona e al suo lavoro non hanno intaccato quanto di concreto è stato fatto in questi mesi né quanto è in procinto di partire. Sono orgogliosa di questo Documento Unico di Programmazione anche grazie a lei.
Eleonora Artesio (Torino in comune – La Sinistra)
Non riesco a rintracciare, su numerosi punti, la discontinuità tanto attesa. Da un punto di vista metodologico, è mancato l’allargamento del processo decisionale nei confronti del Consiglio comunale – dal quale, pure, qualche utile contributo poteva giungere – e non è stato avviato alcun percorso partecipativo che coinvolgesse quelle associazioni che pure si erano spese per sostenere il M5S in campagna elettorale. Su questo ho presentati una mozione sull’audit pubblico. Nel DUP non riscontro discontinuità ne nuove filosofie. La democrazia rappresentativa non è neutralità, è una scelta di campo, di rappresentanza sociale: il tutto richiede scelte che nel DUP non abbiamo riscontrato. Questa Amministrazione ignora i gruppi intermedi di rappresentanza, a partire dai sindacati, mentre si rinchiude sulla tutela di gruppi che l’hanno sostenuta: è il caso degli sgravi tariffari concessi ai soli commercianti ambulanti. Nella sua relazione, l’assessore Rolando aveva ricordato come il problema dei derivati risale al 2001-2006, ma non c’è nessun atto che ne metta concretamente in discussione le conseguenze. Una retorica formale, più che una discontinuità sostanziale. Mentre ci si interroga sulle prospettive dell’industria manifatturiera a Torino, questa Amministrazione è muta nei confronti di FCA, verso la quale ci pare non si apra alcun confronto. Ampie e strette, invece, le relazioni avviate con le Fondazioni bancarie. Un rapporto che però si configura non come un concorso di queste ultime alla programmazione ma come un affidamento a terzi, da parte del Comune, delle scelte in campi strategici, quali il welfare e l’istruzione. Si affida alle Fondazioni, di fatto, la direzione delle politiche pubbliche. Si direbbe che sia il Sistema Torino ad aver trovato nel M5S un’alternativa più consona alle proprie esigenze, non che il M5S rappresenti un’alternativa al Sistema Torino. Riconosco a questa maggioranza impegno e volontà, credo che in essa vi siano molte persone convinte di lavorare per il bene comune. Ma non basta, il sistema vi lascia fare sulle piccole cose, ma in sostanza oggi si riproduce con le stesse scelte del passato.

Viviana Ferrero (M5S)
Voglio iniziare con una citazione di Robert Kennedy (1968), che ricorda tra l’altro come il PIL “misuri tutto, tranne ciò che rende la vita degna di essere vissuta”, questo può ricordarci che non troveremo mai soddisfazione semplicemente chiudendo un bilancio e diventando buoni pagatori per i debiti che altri ci hanno lasciato. Il bilancio non riuscirà da solo a migliorare la qualità dell’aria, a far scomparire violenza di genere e bullismi, non modifica la qualità dell’educazione né eviterà che scompaia il ricordo degli uomini e donne che hanno creato la storia della città. Sono altri gli strumenti che dovremo individuare, ma c’è un bilancio sociale sul quale ci dobbiamo concentrare, per una città più vicina ai cittadini e capace di dare risposte. Dobbiamo aprire tavoli di lavoro con idee e proposte dei cittadini, facendoli tornare a partecipare all’amministrazione dei beni comuni. La democrazia dal basso si testa nell’amministrazione di una città. Parliamo di un bilancio che taglia e i tagli sono per loro natura sempre dolorosi. Ma c’è un bilancio aggiuntivo che mi fa sperare in una città solidale e giusta dove si proteggono i parchi e il verde, dove la cultura è per tutti. Un bilancio di speranza, che farà diventare Torino attrattiva per gli investimenti e il turismo, che protegge il welfare e riconverte gli edifici abbandonati. Come diceva Ivan Hillic, la crescita industriale non aumenta la ricchezza ma si limita a modernizzare la povertà: “la sopravvivenza della specie umana dipende dalla riscoperta della speranza come forza sociale”.
Monica Canalis (PD)
L’incipit del Dup presentato la scorsa settimana dall’assessore al Bilancio Rolando si riferisce al rapporto con il tempo. Ed è proprio questo il primo assunto errato; con tale documento di programmazione il rischio di deflagrazione è imminente. In sostanza si tratta di un libro dei sogni, sprovvisto dell’indispensabile supporto di fondi adeguati per sostenerlo.
E’ palese la disattenzione alla fasce deboli in una programmazione miope verso la cultura e il turismo cittadino tale da rendere la Città più piccola e provinciale che si pone senza la necessaria attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Penso ai poveri, ai lavoratori svantaggiati, ai bambini come nel caso dei tagli previsti per le scuole paritarie convenzionate.
Il fatto che il Dup sia un documento vuoto e illusorio è evidente anche dalle incertezze nella conduzione del Bilancio comunale; dal ricorso continuo alle anticipazioni di tesoreria all’indebitamento in continua crescita, dalle riduzioni del Fondo a tutela dei crediti in sofferenza all’aumento degli introiti per le contravvenzioni al codice della strada, fino al ricorso agli oneri di urbanizzazione per finanziare i capitoli della spesa corrente.
Infine rilevo l’irresponsabilità del legame di questa maggioranza con il passato. L’assessore Rolando non afferma il vero quando afferma che l’indebitamento di Bilancio si sia ridotto negli ultimi anni senza un’azione fattiva della precedente Amministrazione comunale, non riconoscendo il ruolo attivo della Giunta Fassino.
Marco Chessa (M5S)
Ricordo quando nel mese di luglio si disse che il programma relativo allo sport non fosse emendabile bensì tutto da rifare.
In realtà, in uno scenario dove la contrazione del budget di spesa è costante da parecchi anni, in pochi mesi la nostra amministrazione comunale ha dato il via a una fase istituzionale che opera scelte operative e gestionali, dopo un’adeguata conoscenza di tutta la realtà sportiva.
Ad esempio abbiamo riportato l’assessore negli uffici dell’assessorato; ascoltato tutte le realtà del territorio e stiamo continuando a farlo. Inoltre abbiamo approvato delle nuove linee guida per la concessione dei contributi a chi fa inclusione sul territorio e promuove attività di base.
Il nostro intento non è quello di essere una capitale dello sport sulla carta, negli Stati generali e nelle parole. In pochi mesi siamo riusciti a donare a Torino la credibilità da parte del mondo sportivo e siamo tornati a rappresentare una meta ambita per fare sport.
Ma era ora, ed è ora, di dare dignità alla politica sportiva cittadina.
Massimo Giovara (M5S)
Il documento di programmazione ricorda come negli ultimi posti per sedi e comparti locali, con 1.458 unità, vi siano le attività legate al comparto artistico, sportivo, di intrattenimento e divertimento.
Sembrerebbe chiaro che i criteri di promozione della produzione e diffusione culturale che parte da Torino possono essere soggetti ad ampi margini di miglioramento, nonostante gli investimenti messi in campo nei tre lustri passati.
Ma oggi mi preme ricordare che il compito di tutti, maggioranza e opposizione, è quello di interpretare tali richieste nel miglior modo possibile, al di là degli schieramenti politici, che dovrebbero esistere unicamente per proporre soluzioni alternative a problemi comuni, e che spesso invece diventano occasione di sterile scontro politico nella difesa di una bottega. Un modello dialettico utile nel passato, in un contesto sociale fatto di classi ben definite ma che ha ormai raggiunto la fine del suo percorso. Il compito di tutti noi, maggioranza e minoranza, è quello di operare un profondo cambio di prospettiva che non può riguardare unicamente l’aspetto amministrativo, ma che deve riflettere sul ruolo che ora può avere la politica nella nostra comunità, politica che può riavvicinarsi alla realtà dei tempi se parte dall’ascolto e se alla critica fa seguire con saggezza proposte costruttive e buone pratiche per il Governo della città.
C.R. - R.T. - M.Q. - Ufficio stampa del Consiglio comunale


Pubblicato il 27 Aprile 2017

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