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Architettura

A Torino convivono le grandi architetture del passato e del presente ( video ). Ai capolavori del Barocco e del Liberty si sommano le strutture disegnate dai grandi architetti che hanno segnato la trasformazione avviata negli anni Novanta e accelerata dai XX Giochi Olimpici di Torino 2006 , che hanno fatto conoscere al mondo una città più bella, più moderna, più accogliente, più attrezzata.

ll segno più antico è quello della Porta Palatina , testimonianza dell’insediamento romano di Augusta Taurinorum, tornato oggi a nuovo splendore grazie al progetto del Parco Archeologico che racchiude i remoti reperti romani. 

 

Torino Barocca  


Inserita per secoli nel perimetro “a scacchiera” di origine romana – che contraddistingue ancora oggi il centro cittadino – Torino vive un periodo di splendore dal Seicento in avanti, grazie all’impegno dei Savoia che chiamarono per impreziosire la loro capitale i più importanti architetti dell’epoca. A Torino giungono così insigni maestri come Ascanio Vitozzi , Carlo e Amedeo di Castellamonte , Guarino Guarini , Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. L’età del Barocco donerà alla città gioielli di grande splendore, a cominciare dalle chiese e dalla Cappella della Sacra Sindone - capolavoro barocco di Guarino Guarini - insieme alla chiesa di San Lorenzo , al Santuario della Consolata . Il barocco identifica lo stile anche di alcune tra le vie e le piazze più rinomate del centro storico, tra le quali via Po, piazza Castello, piazza San Carlo. Il cuore del sistema barocco torinese è la “ Corona delle Delizie ”: un circuito di 15 Residenze Reali – urbane, extraurbane e situate nel resto del Piemonte – dichiarate “Patrimonio dell’Umanità” nel 1997. In città ricordiamo: il Palazzo Reale , la residenza dei Savoia fino al 1865, Palazzo Madama , che ospita il Museo di Arte Antica e Palazzo Carignano , sede del Parlamento Subalpino e del primo Parlamento Italiano dopo l’Unità Nazionale. Fuori città: la Palazzina di Caccia di Stupinigi , la Reggia di Venaria Reale e il Castello di Rivoli , quest’ultimo progettato da Juvarra nel ‘700 secondo l’esempio di Versailles e collegato lungo un asse di 20 chilometri alla Basilica di Superga , anch’essa opera dell’architetto messinese.  

 

Ottocento e Novecento


Nell ’Ottocento e nel Novecento la città scopre nuove suggestioni. Sulla riva del fiume Po viene realizzata piazza Vittorio Veneto – precedentemente intitolata a Vittorio Emanuele I – il più grande spazio porticato d’Europa, e di là dal fiume la Basilica della Gran Madre di Dio , tempio neoclassico ispirato al Pantheon di Roma. Nasce l’Art Nouveau e Alessandro Antonelli costruisce l’edificio divenuto simbolo della Città: la Mole Antonelliana . Realizzata tra il 1863 e il 1889, è alta 167,5 metri e i suoi spazi ospitano oggi il Museo Nazionale del Cinema. Negli anni ‘20 e ‘30 del XX secolo, in stile Razionalista , vengono costruite la centrale via Roma e lo stabilimento Fiat del Lingotto firmato da Giacomo Matté Trucco , oggi uno dei principali centri polifunzionali d’Italia grazie alla ristrutturazione di Renzo Piano . E negli anni ’60 ancora la Galleria d’Arte Moderna , il Museo dell’Automobile ,  il Palazzo del Lavoro e Torino Esposizioni , firmati da Pier Luigi Nervi , il Palavela , il Teatro Regio firmato dopo l’incendio del 1929 da Carlo Mollino e le realizzazioni di nomi come Aldo Rossi, Roberto Gabetti, Aimaro Isola .

 

Torino Contemporanea


L’evoluzione architettonica della città inizia negli anni Settanta, gettando le basi della trasformazione attuale: quella delle nuove, avanguardistiche infrastrutture costruite in occasione dell’appuntamento olimpico come il Palasport di Arata Isozaki e Pier Paolo Maggiora, l’Oval di Hok Sport e Studio Zoppini , il Palavela reinterpretato da Gae Aulenti e Arnaldo De Bernardi.  E poi, ancora, il mercato coperto di Massimiliano Fuksas in piazza della Repubblica, il Polo Universitario per le Facoltà Umanistiche di Norman Foster , la nuova Stazione di Porta Susa del Gruppo Arep , la Chiesa del Santo Volto di Mario Botta. Questi e altri edifici, che nascono dai progetti di riconversione di edifici storici o industriali dismessi non sono che esempi di come la città si stia trasformando grazie alle grandi firme dell’architettura. 

 

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