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Cenni Storici

Come tutte le grandi capitali europee, Torino nasce dalla stratificazione di culture, popoli, civiltà ( video /prima parte - video /seconda parte ). La città è disseminata di testimonianze del passato che raccontano una storia che comincia più di duemila anni fa: i documenti più antichi parlano di un piccolo villaggio ai piedi delle Alpi chiamato Taurasia ,  un piccolo insediamento, popolato dalle tribù “taurine” , che discendono dall’unione di Galli e Celtoliguri che venne distrutto da Annibale nel 218 avanti Cristo. In età romana diventa una cittadella militare che sotto Augusto, nel 28 a.C., prende il nome di Augusta Taurinorum . Si tratta di una colonia con la pianta a scacchiera, costruita secondo vie parallele e perpendicolari. Quest’impianto caratterizzerà l’assetto urbanistico della città anche nei secoli successivi, quando Torino sarà prima dominio di Franchi e Longobardi, quindi sede vescovile e, in seguito, comune cittadino. 

Nel 1280 la dinastia dei Savoia conquista Torino. Sotto il loro regno, la città vivrà una delle più importanti trasformazioni della sua storia. Nel 1563 i Savoia trasferiscono qui la loro capitale da Chambéry e faranno giungere i migliori architetti del tempo: da Ascanio Vitozzi ad Amedeo e Carlo di Castellamonte , da Guarino Guarini a Filippo Juvarra . Grazie al loro estro e al loro genio creativo la città si trasforma in una delle maggiori capitali del barocco . Torino acquista uno stile, un fascino e un’eleganza particolari che da secoli rappresentano uno dei suoi tratti distintivi. Centro economico, di produzione e di scambi, qui nascono le prime industrie manifatturiere e si sviluppa in particolare l’arte della lavorazione del cioccolato , fiore all’occhiello della tradizione torinese, in Italia e nel mondo. Torino assume importanza anche dal punto di vista religioso, in particolare dal 1578, anno in cui il duca Emanuele Filiberto trasferisce definitivamente da Chambéry la Sindone : il lenzuolo che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù Cristo. La Torino dei Savoia è inoltre un centro culturale ricco di fermenti. L’ Università , fondata nel 1404, attira le intelligenze da tutta Europa: qui si laurea uno dei geni dell’umanesimo rinascimentale, Erasmo da Rotterdam. Torino è anche il luogo amato da Montesquieu e che il politico e intellettuale francese Charles de Brosses definisce “la città più graziosa d’Italia e, per quel che credo, d’Europa.”

 

Il dominio dei Savoia si interrompe nel 1798, quando le truppe di Napoleone occupano la città e costringono Carlo Emanuele IV ad abdicare e a trasferirsi in Sardegna. Il Piemonte è annesso alla Francia e Torino vede cadere le sue mura difensive che fino a quel tempo erano state uno dei tratti distintivi del suo assetto urbanistico. Il Congresso di Vienna del 1814 restituisce Torino ai Savoia. Dopo la concessione dello Statuto Albertino a opera del re Carlo Alberto , è con l’ascesa al trono di Vittorio Emanuele II e con il lavoro di Camillo Benso Conte di Cavour che la città diventa protagonista della storia nazionale, guidando il processo che porterà all’Unità d’Italia. Nel 1861 Torino è la prima Capitale del Regno d’Italia , e il primo Parlamento viene insediato a Palazzo Carignano .

 

Negli anni che seguono l’Unità, anche all’indomani del trasferimento della capitale a Firenze, la città definisce in modo sempre più nitido la componente industriale della sua identità. Questo processo culmina nel 1899 con la fondazione della Fiat – Fabbrica Italiana Automobili Torino – per opera, tra gli altri, del Senatore Giovanni Agnelli , nonno dell’Avvocato. Quest’ultimo giunge alla guida dell’azienda nel 1966 e la conduce ai vertici internazionali. Un successo, questo, condiviso da un altro marchio storico dell’industria automobilistica torinese: la Lancia .

 

Fin dai primi del Novecento la Torino dell’industria attira dalle campagne del Piemonte e dal resto d’Italia uomini e donne in cerca di lavoro. Con l’emergere della cosiddetta “questione sociale” la città si deve misurare con nuovi problemi di integrazione, di sviluppo, di assistenza. Torino afferma la sua vocazione di città solidale, per opera soprattutto delle istituzioni religiose come la Piccola Casa della Divina Provvidenza , meglio conosciuta come il Cottolengo . La solidarietà è un aspetto che segnerà tutta la storia del secolo scorso, e oggi è portata avanti da istituzioni come il Gruppo Abele e il Sermig .

 

Torino è anche l’alveo di una fervente attività culturale . Qui insegna Luigi Einaudi , studiano Antonio Gramsci e Piero Gobetti . Al Liceo Classico d’Azeglio , intorno al professor Augusto Monti , si forma una generazione di studenti destinati a incidere sull’attività intellettuale dagli anni Trenta ai nostri giorni: da scrittori come Cesare Pavese e Primo Levi al musicologo Massimo Mila , al filosofo Norberto Bobbio . Del gruppo fa anche parte Giulio Einaudi , fondatore dell’omonima casa editrice: uno dei punti di riferimento della cultura antifascista italiana.

 

Qui nasce e si sviluppa il cinema italiano. Nel 1914 il regista Giovanni Pastrone gira Cabiria , dal soggetto di Gabriele D’Annunzio : sarà il primo il lungometraggio a distribuzione mondiale. A Torino nascono importanti stabilimenti cinematografici: Ambrosio, Aquila, Itala Film. Gli studi Fert – oggi sede del parco tecnologico Virtual Reality & Multi Media Park – sono tra i più attivi e meglio attrezzati studi cinematografici soprattutto nei primi anni del secolo e negli anni dal ’40 al ’55. La storia della radio e della televisione parte anche da Torino, dove ha avuto la sua prima sede l’ Eiar , progenitrice della Rai . A Torino nascono personaggi come Paulista e il Caballero Misterioso . Chi sono? Sono alcuni tra i personaggi televisivi che hanno animato molti spot pubblicitari di Carosello , la fortunata trasmissione tv, in onda dal 1957 al 1977. Il loro papà? Armando Testa , figura storica della pubblicità italiana. Alle campagne pubblicitarie dell’agenzia Testa sono legate le fortune di due storici marchi torinesi: Martini & Rossi e Lavazza .

 

 

I video

Torino. La storia della città - Prima parte

Torino. La storia della città - Seconda parte

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