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Form di ricerca

Come iniziare a cercare lavoro

Consigli per evitare errori nella ricerca attiva

Non esiste un modo unico per cercare lavoro.
Ci sono diversi approcci e diverse modalità da adattare di volta in volta alla tua situazione, al tuo percorso formativo, alle tue aspettative.
L’unica cosa certa è che qualsiasi metodo si deve valutare in base al risultato ottenuto.

Ecco qualche esempio.
Hai fatto un curriculum vitae , l’hai inviato a molte aziende senza ricevere una convocazione per un colloquio di lavoro ?
Potresti avere la necessità di rivedere delle cose sul CV oppure potresti aver sbagliato il modo in cui l’hai inviato.

Hai ottenuto la convocazione a un colloquio a cui non è seguito alcun riscontro, né positivo né negativo?
Il tuo approccio al percorso di selezione oppure il tuo modo di presentarti non è adeguato al contesto in cui ti sei candidata.

L’approccio migliore per l’attuale mercato del lavoro è la ricerca attiva .
Il concetto merita una breve spiegazione.
I numerosi cambiamenti del mercato (ristrutturazioni aziendali, maggiore qualificazione del lavoro, eliminazione dei magazzini, diffuso ricorso all'e-commerce, commesse di breve durata e contratti di lavoro a tempo determinato ecc.) hanno cambiato le regole che stanno alla base del mercato del lavoro (incontro tra domanda e offerta di prestazioni lavorative).
Alle persone disoccupate non si suggerisce più di farsi “prendere in carico” dall’ufficio di collocamento o di affidarsi a qualcun altro per trovare un datore di lavoro ma si suggerisce l’esatto contrario.

Nella ricerca attiva nessuno cerca il lavoro al posto tuo e tu puoi diventare protagonista di questa attività.

In ogni caso, attorno a te ci sono dei servizi pubblici e privati che sono in grado di aiutarti nella ricerca e possono supportare le tue attività per trovare un’occupazione.

Sono i Centri per l’Impiego , i consulenti della rete Eures , le agenzie per il lavoro e molti altri sportelli dedicati alla ricerca del lavoro e all'auto-impiego.

In questo percorso imparerai a costruire e utilizzare degli strumenti (il curriculum , la lettera di presentazione , il video curriculum ecc.) e soprattutto dovrai usare internet per questo scopo, perché trovare lavoro online è ormai la regola. Online ci si candida per le posizioni aperte , si fanno colloqui di lavoro su Skype con aziende di altre regioni, in particolare per lavori stagionali nel turismo o lavori all'estero .

Non cercare un lavoro qualsiasi

L' errore più frequente che si fa quando si inizia a cercare lavoro è la ricerca generica di un lavoro “qualsiasi”.
Questo approccio va nella direzione opposta a quella del mercato del lavoro.

Le aziende hanno necessità di personale sempre più qualificato .
Non hanno molto tempo da dedicare alla formazione in azienda, quindi possono assumere a condizione che il personale abbia già le competenze del profilo professionale, ottenute attraverso un apposito percorso di studio o di formazione, possibilmente dopo un periodo di alternanza scuola-lavoro . Queste esperienze vengono realizzate attraverso convenzioni sottoscritte direttamente tra le scuole e le imprese. Per gli anni 2017 e 2018 sono previsti  incentivi per favorire l'assunzione , a condizione che l'azienda stipuli un contratto di lavoro entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio. 

Nella maggior parte degli annunci si trova la richiesta di avere precedenti esperienze .

Cerca di capire le lacune del tuo percorso formativo e del tuo curriculum.
Puoi dimostrare di aver già fatto esperienze analoghe in altri ambiti, per esempio:

  • volontariato
  • Servizio Civile
  • stage e tirocini
  • work & study
  • tirocini all’estero ecc.

In ogni caso è importante ricordare che la candidatura deve essere coerente con la richiesta aziendale.

Per capire quali sono le qualifiche richieste delle aziende è utile leggere gli annunci di lavoro .

Controlla la tua reputazione digitale: il personal branding

Internet è il primo “luogo” in cui andare per trovare lavoro.
La rete offre vari strumenti di comunicazione utili per trovare lavoro (per esempio i colloqui di lavoro si possono realizzare a distanza attraverso Skype) ma anche la possibilità di usare i social network per migliorare la ricerca.

La cosa più utile riguarda la possibilità di promuovere se stessi, attraverso una serie di attività di personal branding .
Il concetto deriva dal marketing in ambito commerciale per definire l’insieme di percezioni che spingono la clientela a scegliere i prodotti.

Il personal brand è quindi la promozione di noi stessi che possiamo fare per farci scegliere da un datore di lavoro, una specie di “marchio” che dà la possibilità di differenziare la tua candidatura da tutte le altre.

La strategia da utilizzare prevede varie pratiche per:

  • definire i tuoi punti di forza
  • comunicare in maniera efficace cosa sai fare e come lo sai fare
  • far capire quale contributo potresti portare all’azienda
  • mettere in evidenza perché dovrebbero scegliere proprio te

Prima di tutto occorre fare attenzione alla tua reputazione digitale , che in qualche modo ti precede, perché arriva prima del colloquio di lavoro.

L’obiettivo non è fornire una falsa immagine di sé ma di avere un'identità digitale coerente con quella che emerge dalla candidatura.
Essere sui social network, in particolare su Facebook, può essere utile, perché si tratta di pagine molto indicizzate .
Questo significa che saranno utilizzati per trovarti facilmente e per controllare la tua reputazione digitale.
D'altra parte questo ha un aspetto positivo: con altrettanta facilità puoi usare i social non solo per farti trovare ma anche per valorizzare le tue abilità e le tue competenze.
In particolare puoi mettere in evidenza le tue passioni in funzione del lavoro che stai cercando, le tue capacità di innovazione, la risposta pronta (possibilmente non banale) ai commenti, il tuo approccio alla risoluzione dei problemi… si tratta di soft skills che possono emergere dalle attività online che difficilmente emergono da un CV .
Sono caratteristiche che, a parità di requisiti, potrebbero fare la differenza tra diverse persone candidate.

Chi cura le selezioni utilizza abitualmente la rete per controllare i profili delle persone da convocare ai colloqui.
Per questo motivo, è importante controllare il materiale che hai postato (messaggi, commenti, foto, video, mi piace ecc.).
L'attenzione alla reputazione digitale non è fine a se stessa.
L'obiettivo è infatti sempre quello di ottenere la convocazione a un colloquio di lavoro , durante il quale riuscire a dimostrare competenze, attitudini, qualità ed esperienze.
 

Linkedin: il social network dedicato al lavoro

Linkedin è il social network dedicato al lavoro.
Ti permette di creare una rete di contatti professionali molto utili per promuovere la tua candidatura.
Ti offre inoltre la possibilità di partecipare ai dialoghi di settore.
In pratica gli interventi, effettuati delle persone iscritte al social, vengono seguiti da parte delle persone addette alle selezioni di settore.
Sulla base delle richieste aziendali, al monitoraggio dei dialoghi seguono delle convocazioni rivolte alle persone più interessanti.

Il tuo profilo su Linkedin può essere inserito all'interno del CV , nello stesso modo in cui si può linkare una video candidatura o un video curriculum.

Non farti condizionare dai luoghi comuni

  • Anche se la disoccupazione giovanile è molto elevata, non è vero che tutti i giovani non lavorano.
    È vero però che molti giovani sono così demotivati di fronte alle difficoltà che hanno smesso di cercare lavoro, non studiano e non frequentano corsi di formazione.
    Sono i cosiddetti “NEET” acronimo di "Not in Education, Employment or Training"
    Fonte: Istat
  • Anche se negli ultimi anni le occasioni di lavoro in Italia si sono ridotte, non è vero che tutti i giovani per lavorare sono costretti a trasferirsi all’estero.
    È vero però che le esperienze di studio e di lavoro all’estero rivestono una grande importanza (sono un valore aggiunto che non tutti hanno, generalmente dimostrano autonomia e capacità di adattamento).
    Fonte: Istat 
  • Anche se capita di trovare un lavoro diverso da quello per cui si è studiato, non è vero che studiare non serve: le statistiche dicono che chi studia di più ha maggiori occasioni di trovare lavoro, soprattutto nei periodi di crisi e nelle fasi di ripresa economica, perché avere maggiori strumenti culturali significa poter affrontare con risultati migliori le situazioni critiche.
    È vero però che esistono delle professioni manuali che nonostante la crisi offrono valide occasioni di lavoro.
    Fonte: Almalaurea
  • Anche se in periodi di crisi molte aziende non assumomo, non è vero che tutte le aziende non hanno necessità di personale: esiste un mismatch tra la domanda e l’offerta di lavoro, per cui le aziende non riescono a trovare giovani competenti con la formazione utile alle esigenze del mondo del lavoro.
    È vero però che è molto importante scegliere gli studi attraverso un buon percorso di orientamento scolastico .
    Fonte: Ilsole24ore
Data aggiornamento:  24 Luglio 2017
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