Città di Torino

Generazione Z: pessimisti e solidali

Il mondo dei prossimi decenni lo costruiranno, lo guideranno loro. Sono i ragazzi della generazione Z, adolescenti che oggi hanno tra i 15 e i 18 anni.

Cosa sperano e temono, in cosa credono, e cosa vogliono per il loro futuro? Li racconta tra sogni e paure, ideali e valori, proteste e programmi di vita una grande ricerca di Populus, per la Varkey Foundation.

Ventimila teenagers sono stati intervistati dall’Australia al Brasile, dal Canada allla Cina passando per Francia, Germania, India, Indonesia, Israele. Tutti hanno risposto alle stesse domande di vita pubblica e privata, su chi li ha influenzati nei valori e cosa vogliano per sé, cosa pensino dei rifugiati e dei loro governi dall’Italia al Giappone, dalla Nuova Zelanda alla Nigeria, Russia, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. Migliaia di quesiti per provare a raccontare la terra di domani

Ne è emerso un quadro complesso e sfaccettato. Perché i leader del futuro, i cittadini del duemila sono pessimisti sul futuro ma generosi, convinti che bisogna darsi da fare per gli altri e non pensare solo a se stessi, carriera o famiglia.

Credono in maggioranza nei diritti civili , nella parità tra uomo e donna, dicono si matrimoni gay e all’aborto, ma temono più guerra e terrorismo del disastro ecologico. Sono per l’integrazione la tolleranza,  ma hanno qualche dubbio sulla libertà di espressione quando si arriva a parlare di religione.

Tra aspirazioni e valori, trasmessi più da famiglia e docenti che dalla politica, sono lontani dal luogo comune che li vede in cerca di soldi e fama. Sembrano raccontare una terra, almeno nella loro generazione, più connessa e solidale, di quello che si potrebbe immaginare. Ma vediamo nel dettaglio.

Ottimisti e pessimisti
I paesi con la più elevata percentuale di giovani (53%) che ritengono che il mondo stia peggiorando sono la Francia, l’Italia e la Turchia. Più ottimismo invece fra i coetanei dei paesi dalle economie emergenti Cina (53%) ed India (49%), che ritengono che il mondo stia diventando migliore.

Fonte:  repubblica.it

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