N. 333

CITTA' DI TORINO
SERVIZIO CENTRALE CONSIGLIO COMUNALE

RACCOLTA DEI REGOLAMENTI MUNICIPALI

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL'ATTIVITA' DI VENDITA DI QUOTIDIANI E PERIODICI

Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 8 febbraio 2010 (mecc. 2009 07357/016 ) esecutiva dal 22 febbraio 2010.
Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 18 aprile 2016 (mecc. 2016 00756/016 ) esecutiva dal 2 maggio 2016

 

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INDICE

Articolo 1 - Riferimenti normativi e definizioni

Articolo 2 - Criteri Generali

Articolo 3 - Criteri di programmazione

Articolo 4 - Attivazione di rivendite all'interno di particolari ambiti urbanistici

Articolo 5 - Procedura per il rilascio di nuove autorizzazioni all'esercizio dell'attività

Articolo 6 - Strutture di vendita collocate su area pubblica

Articolo 7 - Commissione rivendite quotidiani e periodici

Articolo 8 - Trasferimenti

Articolo 9 - Ampliamenti

Articolo 10 - Subingressi

Articolo 11 - Orari dell'attività

Articolo 12 - Strutture di vendita di quotidiani e periodici insediate in locali su area privata

Articolo 13 - Sospensione dell'attività

Articolo 14 - Decadenza dell'autorizzazione

Articolo 15 - Parità di trattamento e modalità di vendita

Articolo 16 - Sanzioni

Articolo 17 - Diritti di istruttoria

Articolo 18 - Modifiche dei procedimenti

Articolo 19 - Disposizioni finali


Articolo 1 - Riferimenti normativi e definizioni

1.   Il presente regolamento ha per oggetto le procedure ed i criteri per il rilascio del!e autorizzazioni ai punti vendita di quotidiani e periodici e il relativo piano di programmazione.

2.   Ai fini del presente Regolamento si intendono:
a)   PUNTO VENDITA: un esercizio di vendita di quotidiani e periodici in sede fissa, sia ubicato in un locale - negozio, sia ubicato in chiosco su area pubblica;
b)   PUNTO VENDITA ESCLUSIVO: un esercizio di vendita di quotidiani e periodici;
c)   PUNTI VENDITA NON ESCLUSIVI: gli esercizi previsti dal Decreto Legislativo 170/2001, articolo 2, che in aggiunta ad altre merci, sono autorizzati alla vendita di soli quotidiani, di soli periodici o di entrambe le tlpologie di i prodotti editoriali;
d)   ADDENSAMENTI COMMERCIALI: le zone individuate sulla base dei criteri definiti nella deliberazione del Consiglio Comunale 12 marzo 2007 "Approvazione dei criteri comunali per il riconoscimento delle zone di insediamento commerciale e per il rilascio delle autorizzazioni per l'esercizio del commercio al dettaglio su aree private" (mecc. 2006 10283/122 ), recepiti dagli strumenti urbanistici e aggiornati con determinazione del 2 ottobre 2014 (mecc. 2014 43682 - 332);
e)   STRILLONAGGIO: attività di vendita di quotidiani svolta dagli editori, distributori e rivenditori su suolo pubblico nelle zone indicate all'articolo 2 comma 4 del presente Regolamento.

Articolo 2 - Criteri Generali

1.   L'esercizio dell'attività di vendita di quotidiani e periodici, sotto forma esclusiva o non esclusiva, o il subentro nella titolarità di un punto vendita già autorizzato, o il trasferimento da un luogo ad un altro del punto vendita, deve avvenire nel rispetto della programmazione definita all'articolo 3 del presente Regolamento e della vigente normativa.

2.   L'esercente dell'attività di vendita di quotidiani e periodici deve essere in possesso dei requisiti morali previsti dall'articolo 71 del D.Lgs.59/2010 e s.m.i.. L'esercizio dell'attività deve essere altresì effettuata nel rispetto dei regolamenti locali di polizia urbana, igienico-sanitaria, dei regolamenti edilizi, delle norme urbanistiche nonché di quelle relative alle destinazioni d'uso dei locali sede dell'attività.

3.   Le attività elencate all'articolo 3 del Decreto Legislativo 170/2001 non sono soggette ai criteri di programmazione indicati all'articolo 3 del presente Regolamento. Tali attività sono:
a)   vendita nelle sedi dei partiti, enti, chiese, comunità religiose, sindacati, associazioni, di pertinenti pubblicazioni specializzate;
b)   vendita ambulante di quotidiani di partito, sindacali e religiosi, che ricorrano all'opera di volontari a scopo di propaganda politlca, sindacale o religiosa;
c)   vendita nelle sedi delle società editrici e delle loro redazioni distaccate, dei giornali da esse editi;
d)   vendita di pubblicazioni specializzate non distribuite nelle edicole;
e)   consegna porta a porta e vendita ambulante da parte degli editori, dei distributori ed edicolanti;
f)   vendita in alberghi e pensioni quando essa costituisca un servizio ai clienti;
g)   vendita effettuata all'interno di strutture che, indipendentemente dal fatto di essere pubbliche o private, sono funzionalmente destinate ad un servizio pubblico ed è rivolta al pubblico che ha accesso a tali strutture.
L'esercente l'attività di cui la lettera g) deve essere in possesso dei requisiti morali previsti dall'articolo 71 del D.Lgs. 59/2010 e s.m.i..

4.   Non è altresì soggetta ai criteri di programmazione indicati all'articolo 3, del presente Regolamento la vendita effettuata da incaricati dell'editore, cosiddetti "strilloni".
Tale forma di vendita, effettuata su spazi pubblici è esercitata nel rispetto dei seguenti criteri:
-     osservanza del Codice della Strada;
-     l'esercizio delle attività deve essere effettuato senza l'utilizzo di banchi, sedie, teli o altre strutture.
5.   Non è altresì soggetto ai criteri di programmazione indicati all'articolo 3 del presente regolamento l'esercizio dell'attività di punto vendita non esclusivo di quotidiani e periodici effettuata negli impianti di distribuzione carburanti, così come previsto dall'articolo 28 comma 8 del Decreto Legge 98/2011 (convertito con modifiche dalla Legge n. 111/2011); tale attività è soggetta al procedimento di S.C.I.A..

Articolo 3 - Criteri di programmazione

1.   La programmazione dei punti vendita, ai sensi della Legge 248/2006, deve favorire un'adeguata distribuzione degli stessi sul territorio per garantire ai cittadini il servizio nel rispetto dei principi di libera concorrenza delle imprese. L'apertura di nuovi punti vendita sul territorio cittadino non è sottoposta a vincoli basati su parametri numerici, distanze o quote predeterminate di mercato.

2.   La programmazione orienta la localizzazione delle attività sul territorio comunale. L'unità di riferimento è l'addensamento commerciale.

3.   Per favorire lo sviluppo commerciale le nuove aperture saranno indirizzate negli addensamenti che presentano una lacuna del servizio e nelle zone del territorio cittadino che si trovano al di fuori degli addensamenti.

4.   Sono identificati come lacunosi gli addensamenti che presentano un valore di presenza dei punti vendita, calcolato in rapporto al numero di attività commerciali presenti, inferiore al valore calcolato sulla base dell'addensamento in cui sono presenti il maggior numero di attività commerciali. Gli addensamenti lacunosi sono individuati con determinazione dirigenziale in seguito alla consultazione della banca-dati delle attività commerciali in dotazione al Servizio.

5.   I valori di presenza saranno aggiornati annualmente, entro il 15 dicembre di ogni anno, dal Settore competente ed approvati con atto dirigenziale.
Conseguentemente verranno individuati gli addensamenti lacunosi per i quali potranno essere presentate le domande di apertura in base alla procedura prevista dall'articolo 5.

6.   L'apertura e il trasferimento al di fuori degli addensamenti commerciali non è soggetta ai criteri di programmazione sino a quando l'area di riferimento non viene ricompresa all'interno di un addensamento commerciale.

Articolo 4 - Attivazione di rivendite all'interno di particolari ambiti urbanistici
[soppresso - vedi articolo 3 comma 6]

Articolo 5 - Procedura per il rilascio di nuove autorizzazioni all'esercizio dell'attività

1.   Con determinazione dirigenziale, con la quale sono individuati gli addensamenti lacunosi è altresì stabilita la procedura per la presentazione delle istanze.
Le domande di nuova apertura potranno essere presentate, previa pubblicazione di apposito bando nei seguenti periodi di ogni anno:
-    dal 1 aprile al 30 aprile;
-    dal 1 ottobre al 31 ottobre.

2.   Nel bando pubblico per il rilascio di nuove autorizzazioni per l'attività di rivendita di quotidiani e periodici, sono indicati tre addensamenti che presentano la maggior carenza di servizio; dovrà comunque essere osservata una rotazione degli addensamenti lacunosi che consenta di assoggettarli tutti alle procedure dei bandi che si susseguiranno.

3.   L'esercizio deve essere attivato entro mesi sei dalla data di rilascio dell'autorizzazione, salvo proroga in caso di comprovata necessità per cause oggettive non imputabili all'interessato. La richiesta di proroga deve essere presentata prima della scadenza dei termini.

Articolo 6 - Strutture di vendita collocate su area pubblica

1.   Nel caso in cui la domanda venga avanzata per l'apertura di un punto vendita collocato su area pubblica, l'Amministrazione si riserva di valutare l'opportunìtà di concedere il suolo in ragione di criteri di tipo ambientale, paesaggistico e di decoro urbano.

2.   La concessione sarà comunque subordinata ad una procedura di evidenza pubblica.

3.   E' data facoltà ai titolari di rivendite di quotidiani e periodici, di porre in vendita i seguenti prodotti quali caramelle, confetti, cioccolatini, pastigliaggi, preincartati, bevande analcoliche pre-confezionate e simili, esclusi il latte e i suoi derivati, anche in assenza del requisito professionale previsto dall'articolo 71 comma 6 del Decreto Legislativo n. 59/2010. Resta salvo il rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie.

4.   E' data facoltà ai titolari di rivendite esclusive di quotidiani e periodici di effettuare la vendita, in modo non prevalente sino ad un massimo del 30% della superficie di vendita, delle seguenti tipologie di prodotti complementari al prodotto editoriale: gadget sportivi e religiosi, giocattoli e souvenir, fornire servizi quali: punto di consegna per pacchi o raccomandate inviate tramite posta, pubblicizzazione di prodotti. La modifica o l'implemento dell'elenco dei prodotti complementari è approvata con deliberazione della Giunta Comunale, previo parere consultivo della Commissione di cui all'articolo 7 del presente regolamento.

5.   Nell'ambito dei prodotti di cui al comm precedente, in via sperimentale, possono essere ricompresi anche i fiori purché l'esposizione di tali prodotti sia effettuata esclusivamente all'interno della struttura ed a condizione che nel raggio non inferiore a 500 metri non siano presenti altri esercizi di vendita di fiori. Con successiva deliberazione della Giunta Comunale, sentite le associazioni di Categoria, sono stabilite le disposizioni applicative e la durata della sperimentazione.

Articolo 7 - Commissione rivendite quotidiani e periodici

1.   E' istituita la Commissione Rivendite quotidiani e periodici composta da:
-   Presidente - Assessore o suo delegato;
-   Dirigente del Settore Attività Economiche e di Servizio;
-   Comandante del Corpo di Polizia Municipale o suo delegato;
-   Rappresentanti delle Organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative dei rivenditori, degli editori e dei distributori;
-   Rappresentanti delle categorie interessate al rilascio delle autorizzazione delle rivendite non esclusive ai sensi del Decreto Legislativo 170/2001;
-   Rappresentanti delle Associazioni dei consumatori.

2.   La Commissione è competente ad esaminare le problematiche relative all'applicazione della normativa vigente in materia e del presente Regolamento ed inoltre esprime parere consultivo, come previsto dall' articolo 3 del presente Regolamento, nel procedimento dì individuazione annuale degli addensamenti nei quali il servizio è lacunoso.

Articolo 8 - Trasferimenti

1.   Il trasferimento di sede di punti vendita già autorizzati non è soggetto alle procedure di cui all' articolo 5 ed è consentito:
-   senza alcun limite nell'ambito dello stesso addensamento commerciale o in zone non ricomprese in alcun addensamento;
-   in un altro addensamento nel caso in cui quest'ultimo, in base ai criteri di programmazione, risulti lacunoso.

2.   L'autorizzazione alla vendita non esclusiva di quotidiani e/o periodici non è trasferibile se non congiuntamente all'autorizzazione per la vendita delle altre
merci in associazione alla quale è stata rilasciata e nel rispetto dei criteri di cui al comma 1.

Articolo 9 - Ampliamenti

1.   L'ampliamento fino a 250 metri quadrati della superficie del punto vendita è soggetto a S.C.I.A. nel rispetto dei disposti dell'articolo 7 del Decreto Legislativo 114/1998 così come modificato dal D.Lgs. 59/2010. In tutti gli altri casi è soggetta ad autorizzazione.

2.   L'effettuazione dell'ampliamento è comunque subordinata al rispetto delle norme urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie, di prevenzione incendi, di polizia urbana e di ogni altra disposizione vigente in materia.

3.   L'ampliamento della superficie dei punti vendita ubicati in chioschi esistenti su suolo pubblico è subordinato alla preventiva concessione delle autorizzazioni edilizie necessarie, oltre che al rispetto dei requisiti di cui al comma 2.

Articolo 10 - Subingressi

1.   Il subentrante nella gestione o nella proprietà di un'attività di rivendita di quotidiani e/o periodici ha diritto a continuare l'attività del dante causa a condizione che presenti la S.C.I.A. di subingresso prevista dall'articolo 26 del Decreto Legislativo 114/1998, che sia in possesso dei requisiti soggettivi cui è subordinato l'esercizio dell'attività commerciale previsti dall'articolo 71 Decreto Legislativo 59/2010 e che vi sia stato l'effettivo trasferimento di titolarità o della gestione dell'azienda esercente l'attività.

2. Il subingresso nella gestione o nella proprietà di un punto vendita non esclusivo di quotidiani e/o periodici comporta il contestuale subentro nell'attività principale cui è legata l'autorizzazione della rivendita non esclusiva.

Articolo 11 - Orari dell'attività

1.   Gli esercenti dei punti vendita esclusivi devono rendere noto ai consumatori gli orari, mediante affissione di cartelli ben visibili all'esterno della rivendita.

Articolo 12 - Strutture di vendita di quotidiani e periodici insediate in locali su area privata

1.   Nell'ambito degli stessi locali è ammesso l'esercizio congiunto dell'attività di vendita esclusiva di quotidiani e periodici con quella di altri prodotti o con la somministrazione di alimenti e bevande. Nel caso di coesistenza dell'attività di vendita di quotidiani e periodici con la somministrazione di alimenti e bevande, le due attività devono essere intestate allo stesso titolare.

2.    La coesistenza delle attività non deve contrastare con disposizioni di polizia urbana, igienico-sanitaria, i regolamenti edilizi, le norme urbanistiche nonché quelle relative alle destinazioni d'uso della sede da utilizzare.

3.    In caso di punto vendita non esclusivo, qualora intestato ad un medesimo soggetto, la cessazione, l'annullamento, la decadenza o la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività principale abbinata comporta l'automatica cessazione, annullamento, decadenza, ovvero la revoca, dell'attività di vendita non esclusiva di quotidiani elo periodici.

4.    E' data facoltà ai titolari di rivendite di quotidiani e periodici, di porre in vendita i seguenti prodotti quali caramelle, confetti, cioccolatini, pastigliaggi, preincartati, bevande analcoliche pre-confezionate e simili, esclusi il latte e i suoi derivati, anche in assenza del requisito professionale previsto dall'articolo 71 comma 6 del Decreto Legislativo n. 59/2010. Resta salvo il rispetto delle prescrizioni igienico sanitarie.

5.    Fatto salvo quanto previsto dai commi 4, la vendita di prodotti alimentari / non alimentari abbinata all'attività di rivendita esclusiva di quotidiani e periodici è subordinata a preventiva comunicazione di apertura di esercizio commerciale ai sensi e per gli effetti dell'articolo 7 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, e inoltre data facoltà di fornire servizi quali: punto di consegna per pacchi o raccomandate inviate tramite posta, pubblicizzazione di prodotti.

Articolo 13 - Sospensione dell'attività

1.   Il titolare dell'autorizzazione per la vendita di quotidiani e periodici che intenda sospendere l'attività del punto vendita per un periodo superiore ad un mese, deve dame preventiva comunicazione al Comune.

2.   Qualora intenda sospendere l'attività per un periodo superiore a sei mesi, occorre la preventiva autorizzazione comunale il cui rilascio è subordinato alla presenza di gravi documentati motivi non imputabili·all'interessato.

3.   La comunicazione o la richiesta di autorizzazione alla sospensione dell'attività devono contenere l'indicazione del periodo di chiusura dell'esercizio e i motivi della sospensione.

4.   Al termine della sospensione dell'attività dovrà essere presentata comunicazione di ripresa dell'attività.

Articolo 14 - Decadenza dell'autorizzazione

1.   L'autorizzazione per la vendita di quotidiani e periodici è soggetta a decadenza nei seguenti casi:
a)   mancata attivazione del punto vendita entro i termini previsti dall' articolo 5 comma 2;
b)   sospensione dell'attìvità per un periodo superiore ai mesi sei senza preventiva autorizzazione;
c)   perdita dei requisiti di cui all'articolo 71 del Decreto Legislativo 59/2010 da parte del titolare.

2.   L'autorizzazione alla vendita non esclusiva di quotidiani e/o periodici è inoltre soggetta a decadenza qualora sia cessata per qualsiasi causa o dichiarata decaduta l'attività principale cui il punto vendita è abbinato.

Articolo 15 - Parità di trattamento e modalità di vendita

1.   Nella vendita di quotidiani e periodici i punti vendita esclusivi assicurano parità di trattamento alle diverse testate.

2.   I punti vendita non esclusivi assicurano parità di trattamento nell'ambito della tipologia di quotidiani e periodici dagli stessi prescelta per la vendita.

3.   La vendita della stampa quotidiana e periodica è effettuata nel rispetto delle seguenti modalità:
a)   il prezzo di vendita della stampa quotidiana e periodica stabilito dal produttore non può subire variazioni in relazione ai punti di vendita, esclusivi e non esclusivi, che effettuano la rivendita;
b)   le condizioni economiche e le modalità commerciali di cessione delle pubblicazioni, comprensive di ogni forma di compenso riconosciuta ai rivenditori, devono essere identiche per le diverse tipologie di esercizi, esclusivi e non esclusivi, che effettuano la vendita;
c)   i punti di vendita, esclusivi e non esclusivi, devono prevedere un adeguato spazio espositivo per le testate poste in vendita;
d)   è comunque vietata l'esposizione al pubblico di giornali, riviste e materiale pornografico.

Articolo 16 - Sanzioni

1.   L'esercizio dell'attività senza prescritta autorizzazione comporta l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 22 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114 .

Articolo 17 - Diritti di istruttoria

1.   I procedimenti amministrativi, delineati nel presente Regolamento per l'attivazione, il trasferimento, il subingresso ed ogni altra comunicazione/S.C.I.A./istanza prevista dalla normativa vigente, sono assoggettati alle procedure dello Sportello Unico e conseguentemente ai diritti di istruttoria stabiliti in base all'articolo 12 del Regolamento di Organizzazione dello Sportello Unico per le Attività Produttive, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 9 giugno 2008 (mecc. 2008 01094/016) e successivamente adeguati con atto deliberativo.

Articolo 18 - Modifiche dei procedimenti

1.   La modifica dei procedimenti ovvero il recepimento di aspetti tecnici relativi alla disciplina del commercio ed alla normativa di settore nonché alle disposizioni igienico-sanitarie, urbanistiche, dettati da modifiche normative, sono approvati con deliberazione della Giunta Municipale.

Articolo 19 - Norme transitorie

1.   Il presente regolamento modifica quello approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 8 febbraio 2010 (mecc. 2009 07357/016) esecutiva dal 22 febbraio 2010.