N. 225

CITTA' DI TORINO
SERVIZIO CENTRALE CONSIGLIO COMUNALE

RACCOLTA DEI REGOLAMENTI MUNICIPALI

REGOLAMENTO DI CONTABILITA'

Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 15 luglio 1996 (mecc. 9603241/24) esecutiva dal 12 settembre 1996.

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INDICE

TITOLO I - PRINCIPI GENERALI

CAPO I - FINALITA' E CONTENUTO

Art. 1 - Oggetto e scopo del regolamento

Art. 2 - Gestione finanziaria economica e patrimoniale

CAPO II - SERVIZIO RISORSE FINANZIARIE

Art. 3 - Competenze del servizio

Art. 4 - Responsabile del servizio

Art. 5 - Organizzazione del servizio

Art. 6 - Competenze dei responsabili dei servizi

Art. 7 - Spese del servizio di economato

TITOLO II - GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA

CAPO I - ESERCIZIO FINANZIARIO

Art. 8 - Durata

Art. 9 - Contenuto

CAPO II - BILANCIO DI PREVISIONE

Art. 10 - Bilancio annuale

Art. 11 - Struttura e caratteristiche del bilancio

Art. 12 - Relazione previsionale e programmatica

Art. 13 - Bilancio pluriennale

Art. 14 - Allegati

Art. 15 - Programmazione e bilancio

Art. 16 - Modalità di formazione del progetto di bilancio

Art. 17 - Approvazione del bilancio

Art. 18 - Piano esecutivo di gestione

Art. 19 - Esercizio provvisorio e gestione provvisoria

Art. 20 - Fondo di riserva

Art. 21 - Fondo svalutazione crediti

Art. 22 - Fondo ammortamento di beni

Art. 23 - Variazioni di bilancio

Art. 24 - Variazioni al piano esecutivo di gestione

Art. 25 - Riequilibrio della gestione

Art. 26 - Applicazione al bilancio in corso del risultato dell'esercizio precedente

CAPO III - GESTIONE DEL BILANCIO

Art. 27 - Modalità

CAPO IV - GESTIONE DELLE ENTRATE

Art. 28 - Fasi

Art. 29 - Accertamento

Art. 30 - Riscossione e versamento

Art. 31 - Reversale d'incasso

Art. 32 - Vigilanza sulla gestione delle entrate

Art. 33 - Utilizzo di entrate a specifica destinazione

CAPO V - GESTIONE DELLE SPESE

Art. 34 - Fasi e norme generali

Art. 35 - Impegno di spesa

Art. 36 - Procedura di impegno delle spese

Art. 37 - Attestazione di copertura finanziaria

Art. 38 - Parere di regolarità contabile

Art. 39 - Spese per interventi di somma urgenza

Art. 40 - Liquidazione delle spese

Art. 41 - Ordinazione dei pagamenti

Art. 42 - Pagamento delle spese

CAPO VI - CONTROLLO DI GESTIONE

Art. 43 - Definizione e finalità

Art. 44 - Oggetto del controllo di gestione

Art. 45 - Servizio competente

Art. 46 - Fasi del controllo di gestione

Art. 47 - Referto del controllo di gestione

CAPO VII - RISULTATI DI AMMINISTRAZIONE

Art. 48 - Rendiconto della gestione

Art. 49 - Conto del bilancio

Art. 50 - Conto del tesoriere

Art. 51 - Residui attivi

Art. 52 - Residui passivi

Art. 53 - Conto economico

Art. 54 - Prospetto di conciliazione

Art. 55 - Conto del patrimonio

Art. 56 - Conto degli agenti contabili

Art. 57 - Modalità di formazione del rendiconto

Art. 58 - Approvazione del rendiconto

Art. 59 - Pubblicità

Art. 60 - Trasmissione del rendiconto e della certificazione alla Corte dei Conti

Art. 61 - Debiti fuori bilancio

CAPO VIII - INVESTIMENTI

Art. 62 - Fonti di finanziamento

Art. 63 - Finanziamento delle spese derivanti dagli investimenti

Art. 64 - Ricorso all'indebitamento con contrazione di mutui

Art. 65 - Ricorso all'indebitamento con prestiti obbligazionari

Art. 66 - Piani economico-finanziari

Art. 67 - Garanzie sui mutui e sui prestiti obbligazionari

Art. 68 - Fideiussione

TITOLO III - BENI COMUNALI

CAPO I - PATRIMONIO ED INVENTARIO

Art. 69 - Patrimonio

Art. 70 - Inventari

Art. 71 - Inventario generale

Art. 72 - Classificazione dei beni

Art. 73 - Inventario dei beni immobili

Art. 74 - Inventario dei beni mobili

Art. 75 - Inventario dei crediti

Art. 76 - Inventario dei debiti oneri ed altre passività

Art. 77 - Iscrizioni e cancellazioni dei beni mobili

Art. 78 - Procedure di classificazione dei beni

Art. 79 - Aggiornamento degli inventari

Art. 80 - Valutazione

Art. 81 - Utilizzo proventi da alienazioni

Art. 82 - Consegna

Art. 83 - Compiti dei consegnatari

Art. 84 - Assegnazioni di beni immobili

Art. 85 - Concessioni in uso di beni mobili

Art. 86 - Cambio di consegnatario

Art. 87 - Controlli del servizio risorse finanziarie

Art. 88 - Alienazione e distruzione di beni mobili

Art. 89 - Ammortamento dei beni

TITOLO IV - SERVIZIO DI TESORERIA

Art. 90 - Affidamento e durata

Art. 91 - Convenzione di tesoreria

Art. 92 - Modalità di gestione

Art. 93 - Verifiche di cassa

Art. 94 - Servizio decentrato di cassa

Art. 95 - Gestione titoli e valori

Art. 96 - Resa del conto

Art. 97 - Anticipazioni di tesoreria

Art. 98 - Pignoramenti

Art. 99 - Collegio dei revisori

Art. 100 - Principi informatori

Art. 101 - Decadenza e sostituzione

Art. 102 - Esercizio della revisione

Art. 103 - Funzioni

Art. 104 - Attestazioni e certificazioni

Art. 105 - Pareri su richiesta del Consiglio e dei consiglieri

Art. 106 - Pareri su richiesta della Giunta

Art. 107 - Modalità di richiesta dei pareri

Art. 108 - Irregolarità nella gestione

Art. 109 - Trattamento economico dei revisori

TITOLO VI - NORME TRANSITORIE E FINALI

Art. 110 - Poteri sostitutivi

Art. 111 - Entrata in vigore


TITOLO I - PRINCIPI GENERALI

CAPO I - FINALITA' E CONTENUTO

ART. 1 - OGGETTO E SCOPO DEL REGOLAMENTO

1. Il presente Regolamento disciplina l'ordinamento finanziario e contabile del Comune di Torino nel rispetto dei principi fondamentali della legge 8 giugno 1990, n. 142, dello Statuto ed in conformità ai principi contenuti nel Decreto Legislativo 25 febbraio 1995, n. 77 e nel Decreto Legislativo 11 giugno 1996, n. 336.

2. Oggetto del Regolamento sono le attività di organizzazione degli strumenti di programmazione finanziaria, di gestione del bilancio e del patrimonio, di rendicontazione e revisione.

3. A tal fine la disciplina regolamentare stabilisce le procedure e le modalità che consentano l'analisi, la rappresentazione ed il controllo dei fatti amministrativi e gestionali sotto il duplice profilo economico-finanziario ed amministrativo-patrimoniale.

4. Le norme del Regolamento sono finalizzate a garantire il buon andamento dell'attività amministrativa e ad assicurare il perseguimento dei fini determinati dall'Ente, con criteri di efficienza, efficacia, economicità e pubblicità, e con i tempi e le modalità previsti per i singoli procedimenti.

5. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Regolamento, si rinvia ai contenuti delle vigenti disposizioni di legge e dalle norme statutarie.

ART. 2 - GESTIONE FINANZIARIA ECONOMICA E PATRIMONIALE

1. L'attività del Comune è analizzata ai fini della conoscenza degli aspetti finanziari, economici e patrimoniali dei fatti gestionali.

2. L'aspetto finanziario si evidenzia attraverso i movimenti dell'entrata e della spesa.

3. L'aspetto economico si manifesta nelle diverse combinazioni dei fattori impiegati nei processi di acquisizione, di produzione ed erogazione dei servizi anche al fine di realizzare significativi indicatori dell'attività gestionale.

4. L'aspetto patrimoniale riguarda le attività e passività intese come impieghi e fonti di finanziamento inseriti in cicli gestionali annuali e pluriennali.

CAPO II - SERVIZIO RISORSE FINANZIARIE

ART. 3 - COMPETENZE DEL SERVIZIO

1. Nell'ambito dei principi generali fissati dallo Statuto, la struttura del Comune ricomprende, con il criterio della omogeneità per materia, in un unico Servizio, tutte le Unità Operative rientranti nell'area finanziaria in relazione a quanto stabilito dalla dotazione organica.

2. Dette Unità Operative si estrinsecano nelle funzioni di vigilanza, controllo, coordinamento e gestione di tutta l'attività finanziaria del Comune e costituiscono supporto specialistico per tutta la struttura organizzativa dell'Ente.

3. Al Servizio Risorse Finanziarie compete:
a) la redazione degli elaborati contabili necessari alla Giunta Comunale per la predisposizione degli schemi dei preventivi annuale e pluriennale e della relazione previsionale e programmatica, tenuto conto delle proposte dei competenti Responsabili dei Servizi e dei dati in proprio possesso;
b) l'esame preventivo dei bilanci delle Istituzioni, delle Aziende Speciali e degli altri Organismi a partecipazione comunale, per la verifica della compatibilità dei risultati economico-finanziari con le correlate previsioni dei documenti programmatici del Comune;
c) la verifica di compatibilità delle proposte di variazione al bilancio annuale e pluriennale nelle previsioni di entrata e di spesa, formulate dai competenti Responsabili dei Servizi, nonché la predisposizione di quelle di specifica competenza da sottoporre all'approvazione del Consiglio Comunale;
d) la predisposizione del rendiconto della gestione e della connessa relazione dei dati consuntivi;
e) la verifica della compatibilità finanziaria delle proposte di utilizzo dell'avanzo di amministrazione;
f) la partecipazione all'attività a contenuto economico-finanziario riferita alle politiche d'investimento del Comune;
g) l'analisi gestionale, l'accertamento delle regolarità delle procedure, il rispetto dei principi contabili e delle norme amministrativo-fiscali, nel rispetto, comunque, dell'autonomia gestionale dei Servizi (internal auditing);
h) la tenuta delle contabilità finanziaria, economica, patrimoniale e fiscale, nonché la rilevazione dei ricavi e dei costi di gestione dei Servizi, secondo la struttura e l'articolazione organizzativa del Comune.

4. I rapporti con le Aziende Speciali e gli altri Organismi a partecipazione comunale ed il controllo di gestione vengono affidati al Servizio Centrale Pianificazione e Controllo.

ART. 4 - RESPONSABILE DEL SERVIZIO

1. La Direzione del Servizio Risorse Finanziarie del Comune di Torino è affidata al Dirigente preposto al Servizio Centrale delle Risorse Finanziarie, che assume la denominazione di Direttore Finanziario.

2. Il Direttore Finanziario è nominato e revocato dal Sindaco, sentito il Segretario Generale, secondo quanto previsto dalle disposizioni legislative, statutarie e regolamentari vigenti. In considerazione delle particolari responsabilità che allo stesso derivano dal nuovo Ordinamento finanziario e contabile degli Enti Locali, in caso di revoca il Sindaco ne dà motivata comunicazione scritta al Presidente del Consiglio Comunale e ai Capigruppo consiliari.

3. Il Direttore Finanziario sovraintende alle articolazioni organizzative del Servizio, ha il coordinamento e la gestione dell'attività finanziaria del Comune e assolve, altresì, a tutte le funzioni che l'Ordinamento attribuisce a qualifiche analoghe ancorché diversamente denominate.

4. In particolare il Direttore Finanziario, oltre alle competenze espressamente attribuite dalla legge, dallo Statuto e dal Regolamento di Contabilità:
a) verifica la veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa, proposte dai Responsabili dei Servizi, da iscrivere nel bilancio annuale e pluriennale e verifica periodicamente lo stato di accertamento dell'entrate e di impegno delle spese;
b) coordina l'attività dei Responsabili dei Servizi per la formazione e l'attuazione del programma degli investimenti e cura gli aspetti contabili, finanziari e le correlazioni patrimoniali dello stesso;
c) sottoscrive, congiuntamente al Segretario Generale, previa verifica e riscontro delle risultanze contabili, i rendiconti predisposti dai Responsabili dei Servizi relativamente all'utilizzo, per le attività di loro competenza, dei contributi straordinari assegnati da Amministrazioni pubbliche;
d) sovraintende alla regolare tenuta della contabilità finanziaria, economica, patrimoniale e fiscale.

5. Al Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie compete l'attestazione di copertura finanziaria sulle proposte di impegno di spesa tenuto conto dell'andamento complessivo della gestione del Comune.

6. Il Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie rilascia altresì il parere di regolarità contabile sulle proposte di deliberazione e sulle determinazioni dei Responsabili dei Servizi.

7. L'attestazione ed il parere previsti nei precedenti commi sono apposti in calce alla proposta di provvedimento nei termini previsti dai successivi artt. 37 e 38.

8. Ove si rilevi che la gestione delle entrate e delle spese correnti evidenzi il costituirsi di situazioni, non compensabili da maggiori entrate o minori spese, tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio, spetta al Direttore Finanziario la segnalazione scritta al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, al Segretario Generale ed al Collegio dei Revisori dei fatti generatori dello squilibrio, insieme con le proprie valutazioni e proposte atte alla ricostituzione degli equilibri. In presenza di tali segnalazioni il Presidente del Consiglio Comunale convoca il Consiglio per l'adozione delle misure necessarie a ripristinare gli equilibri; tali misure devono essere adottate entro trenta giorni dalla segnalazione e comunque entro il 30 settembre, come previsto dal successivo art. 25.

9. Il Direttore Finanziario segnala obbligatoriamente al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, al Segretario Generale ed al Collegio dei Revisori fatti, atti e comportamenti di cui venuto a conoscenza nell'esercizio delle sue funzioni, che possono a suo giudizio comportare gravi irregolarità di gestione o provocare danni patrimoniali al Comune.

10. Qualora i fatti segnalati o le valutazioni espresse risultino di particolare gravità agli effetti della copertura finanziaria delle spese, il Direttore Finanziario può contestualmente comunicare ai soggetti di cui ai commi precedenti la sospensione, con effetto immediato, del rilascio delle attestazioni di copertura di cui all'art. 55, comma 5, della legge n. 142/90.

11. La decisione di sospendere il rilascio delle attestazioni di copertura finanziaria deve essere motivata con l'indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione medesima.

12. La sospensione del rilascio dell'attestazione di copertura finanziaria opera, in ogni caso, qualora trascorsi trenta giorni dalle segnalazioni di cui ai commi precedenti, gli Organi competenti non abbiano adottato i provvedimenti necessari al fine di ricostituire gli equilibri di bilancio.

13. La sospensione di cui ai commi precedenti non può essere protratta per un periodo superiore ai sette giorni, trascorso il quale, in mancanza dei provvedimenti degli Organi competenti, il Direttore Finanziario comunica al Collegio dei Revisori la grave irregolarità di gestione riscontrata per il referto al Consiglio Comunale di cui all'art. 57, comma 7, della legge n. 142/90.

ART. 5 - ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

1. Per l'esercizio delle funzioni di coordinamento e di gestione dell'attività finanziaria di cui al precedente art. 3, il Servizio Risorse Finanziarie è articolato in modo da assicurare lo svolgimento dei compiti e delle funzioni previste dalle vigenti disposizioni legislative, statutarie, regolamentari e successive eventuali integrazioni e/o modificazioni.

2. L'organizzazione del Servizio e le sue eventuali modificazioni sono di competenza del Direttore Finanziario, secondo le modalità previste dal Regolamento di Organizzazione.

3. Ad ogni articolazione operativa è preposto un Responsabile che gestisce la specifica struttura assegnata, rispondendo dei risultati, della correttezza tecnica e amministrativa dei processi e degli atti di competenza.

4. I Responsabili di cui al precedente comma, in conformità alle disposizioni contenute nel Regolamento di Organizzazione, sono individuati dal Direttore Finanziario il quale provvede anche ad individuare un Responsabile che svolge le funzioni vicarie in caso di sua assenza o impedimento ed i Responsabili con funzioni di coordinamento di un insieme di Unità Operative in cui si articola il Servizio.

5. Il Direttore Finanziario può individuare i soggetti con responsabilità di strutture temporanee di progetto per il raggiungimento di obiettivi specifici e determinati all'interno della struttura permanente del Servizio, e con attività di durata limitata nel tempo.

6. Il Direttore Finanziario, previe opportune verifiche con il Responsabile del Servizio interessato, istituisce degli Uffici Decentrati presso le Divisioni ed i Servizi Centrali in ragione della dimensione delle risorse finanziarie gestite, del numero e della complessità delle procedure di spesa svolte, delle risorse umane e strumentali disponibili.

7. Il Responsabile delle Unità Operative decentrate, di grado non inferiore a Funzionario, adempie alle funzioni attribuite al Servizio Risorse Finanziarie, nel campo della gestione finanziaria, dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti comunali, operando, nell'esercizio di tali incombenze, alle dirette dipendenze del Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie al fine di garantire la piena autonomia e responsabilità nelle determinazioni da assumere.

ART. 6 - COMPETENZE DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI

1. Il Servizio, definito dall'art. 7, commi 8 e 9, del D. Lgs. n. 77/95, è semplice quando è costituito da unica struttura per l'esercizio di una funzione, o di una parte di questa, di competenza del Comune.

2. Il Servizio è complesso quando è costituito da una struttura che si suddivide in sottordinate partizioni organizzative interne.

3. Con deliberazione della Giunta Comunale, modificabile ove necessario, vengono individuati, quali Responsabili dei Servizi, i Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali ed i Responsabili dei Progetti Speciali di cui all'art. 11 del Regolamento di Organizzazione, salvo quanto previsto dall'art. 51, comma 5, della legge n. 142/90.

4. Ai Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali, spetta la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse e di controllo. Sono responsabili della gestione e dei relativi risultati.

5. Per le finalità di cui al precedente comma 4 al Responsabile delle Divisioni e dei Servizi Centrali sono affidati:
a) un complesso di mezzi finanziari, specificati negli interventi assegnati;
b) le risorse di entrata, determinate e specifiche, collegate all'attività svolta dal Servizio;
c) gli elementi attivi e passivi del patrimonio inerenti all'attività svolta dal Servizio.

6. I Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali sono responsabili, nell'adempimento delle loro funzioni, sulla corretta gestione delle risorse finanziarie ad essi attribuite dalla Giunta Comunale, sulla corretta tenuta e conservazione delle relative documentazioni e registrazioni, sulla corretta tenuta e conservazione dei beni comunali ad essi affidati. In particolare vigilano, anche a mezzo dei Dirigenti/Funzionari ad essi sottoposti, sulla corretta gestione dei servizi di cassa, ove istituiti, e sul comportamento dei dipendenti che vi operano.

7. I Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali possono delegare i propri poteri di spesa ai Dirigenti assegnati al Settore, individuando i relativi stanziamenti di bilancio o la quota parte degli stessi.

8. I Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali, ove all'articolazione organizzativa preposta non siano attribuiti altri Dirigenti, delegano le proprie potestà di spesa, da esercitarsi in caso di assenza o di impedimento, ad altri dipendenti comunali di grado non inferiore a Funzionario.

9. Copia della disposizione dirigenziale di delega deve essere inviata al Segretario Generale ed al Direttore Finanziario.

10. In particolare, ai Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali compete:
a) la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, compresa l'adozione di tutti gli atti che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno, delle attività del Servizio, mediante l'utilizzo delle dotazioni assegnate con il Piano Esecutivo di Gestione;
b) il raggiungimento degli obiettivi di gestione determinati per il Servizio dal Piano Esecutivo di Gestione.

11. I Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali, entro il 28 febbraio di ogni anno, devono attestare e documentare le ragioni del mantenimento in tutto o in parte dei residui attivi e passivi relativi alle risorse ed agli interventi attribuiti ai Servizi di cui sono responsabili.

12. I Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali, o loro delegati, sottoscrivono le determinazioni di impegno di spesa sui capitoli di spesa univocamente assegnati con il Piano Esecutivo di Gestione.

13. I Responsabili delle Divisioni e dei Servizi Centrali sono tenuti a dare immediata comunicazione, con le modalità previste al successivo art. 25, comma 2, di fatti rilevati nella gestione delle entrate tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio.

ART. 7 - SPESE DEL SERVIZIO DI ECONOMATO

1. Le disposizioni relative all'esecuzione, liquidazione e pagamento della spesa, nonché a quant'altro è necessario per la completa disciplina del Servizio di Economato, sono disciplinate da apposito Regolamento approvato dal Consiglio Comunale in data 3 aprile 1995, in vigore dal 1 giugno 1995 e successive eventuali integrazioni e/o modificazioni.

TITOLO II - GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA

CAPO I - ESERCIZIO FINANZIARIO

ART. 8 - DURATA

1. L'esercizio finanziario annuale inizia il 1 gennaio e termina il 31 dicembre dello stesso anno. Dopo tale termine non si possono più effettuare impegni di spesa, né operazioni di cassa, relative all'esercizio stesso.

ART. 9 - CONTENUTO

1. L'esercizio finanziario comprende tutte le operazioni effettuate nell'anno; la relativa contabilità distingue le operazioni che riguardano la gestione del bilancio da quelle che si riferiscono alle variazioni nella consistenza e nella specie del patrimonio, nonché i componenti economici positivi e negativi dell'attività del Comune.

CAPO II - BILANCIO DI PREVISIONE

ART. 10 - BILANCIO ANNUALE

1. Il bilancio di previsione è il documento di programmazione del Comune che indica le scelte per la gestione dei servizi ed i relativi mezzi di finanziamento.

2. Il bilancio di previsione annuale, composto da due parti, relative rispettivamente all'entrata ed alla spesa, è redatto in termini di competenza, secondo lo schema previsto dalle vigenti disposizioni normative, ed è informato ai principi di unità, annualità, universalità, integrità, veridicità, attendibilità, pubblicità, pareggio finanziario ed equilibrio economico.

3. Le previsioni di competenza iscritte in ciascun stanziamento indicano l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare e delle spese che si prevede di impegnare nell'anno al quale il bilancio si riferisce.

4. Il bilancio assume carattere di preventivo finanziario di competenza mista potendo essere modificato sulla base del risultato di amministrazione dell'esercizio finanziario precedente.

5. Il bilancio di previsione è deliberato in pareggio finanziario complessivo. Le previsioni di competenza relative alle spese correnti sommate alle previsioni di competenza relative alle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari non possono essere complessivamente superiori alle previsioni di competenza dei primi tre titoli dell'entrata e non possono avere altra forma di finanziamento, salvo le eccezioni previste per legge. La situazione economica non può presentare un disavanzo.

6. Il Comune assicura ai cittadini ed agli organismi di partecipazione la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici del bilancio e dei suoi allegati, con le modalità definite in apposito Regolamento.

7. Una sintesi dei dati previsionali è pubblicata su tre quotidiani, di cui almeno uno a tiratura nazionale e su un periodico a carattere giuridico e/o economico.

8. Il bilancio di previsione annuale ha carattere autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di spesa, fatta eccezione per i servizi per conto di terzi.

9. In sede di predisposizione del bilancio di previsione annuale il Consiglio Comunale assicura idoneo finanziamento agli impegni pluriennali assunti nel corso degli esercizi precedenti.

ART. 11 - STRUTTURA E CARATTERISTICHE DEL BILANCIO

1. Nel bilancio le entrate, in relazione alla fonte di provenienza, sono ripartite nei seguenti titoli:
Titolo I - Entrate tributarie;
Titolo II - Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della Regione e di altri enti pubblici anche in rapporto all'esercizio di funzioni delegate dalla Regione;
Titolo III - Entrate extratributarie;
Titolo IV - Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossione di crediti;
Titolo V - Entrate derivanti da accensione di prestiti;
Titolo VI - Entrate da servizi per conto di terzi.

2. Nell'ambito di ciascun titolo le entrate sono ripartite in categorie secondo la loro natura ed in risorse secondo la specifica individuazione dell'oggetto dell'entrata.

3. Nel bilancio, le spese, in relazione ai principali aggregati economici, sono ripartite nei seguenti titoli:
Titolo I - Spese correnti;
Titolo II - Spese in conto capitale;
Titolo III - Spese per rimborso di prestiti;
Titolo IV - Spese per servizi per conto di terzi.

4. Nell'ambito di ciascun titolo le spese sono ripartite in funzioni secondo l'analisi funzionale, in servizi in relazione ai singoli uffici che gestiscono un complesso di attività ed in interventi secondo la natura economica dei fattori produttivi nell'ambito di ciascun Servizio. La parte spesa è leggibile anche per programmi dei quali fatta analitica illustrazione in apposito quadro di sintesi del bilancio e nella relazione previsionale e programmatica.

5. Le spese in conto capitale comprendono le partite che attengono agli investimenti diretti ed indiretti, alle partecipazioni azionarie e ai conferimenti, nonché ad operazioni per concessioni di crediti. Le spese per rimborso di prestiti comprendono le quote capitale delle rate di ammortamento dei mutui e le somme dovute per capitale a fronte di ogni altra operazione di prestito. Le spese correnti comprendono le altre spese, esclusi i servizi per conto di terzi.

6. Nel titolo VI delle entrate e nel titolo IV delle spese trovano esposizione, ordinati esclusivamente per capitolo, i servizi per conto di terzi che comprendono le entrate e le spese che costituiscono al tempo stesso un debito e un credito per il Comune. Sono altresì compresi, tra i servizi per conto di terzi, i depositi cauzionali presso terzi ed i relativi rimborsi, nonché le somme destinate alla gestione economale. Le previsioni e gli accertamenti di entrata conservano l'equivalenza con le previsioni e gli impegni di spesa.

7. Fra le entrate e le spese relative ai servizi per conto di terzi non possono essere previste quelle per le funzioni delegate dalla Regione Piemonte.

8. L'unità elementare del bilancio per l'entrata è la risorsa e per la spesa è l'intervento per ciascun Servizio. Nei servizi per conto di terzi, sia nell'entrata che nella spesa, l'unità elementare è il capitolo, che indica l'oggetto.

9. Le risorse di entrata e gli interventi di spesa relativi a "servizi rilevanti ai fini dell'I.V.A." debbono portare tale indicazione.

ART. 12 - RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA

1. Al bilancio annuale di previsione è allegata una relazione previsionale e programmatica, predisposta dalla Giunta Comunale, che copre il periodo considerato nel bilancio pluriennale, secondo le modalità e i contenuti previsti dall'art. 12 del D.Lgs. n. 77/95.

2. La relazione previsionale e programmatica è strumento di programmazione delle attività e dei necessari supporti organizzativi del Comune ed illustra le linee che guidano l'attività prevista nel bilancio pluriennale.

3. La relazione previsionale e programmatica è aggiornata annualmente tenendo conto dello stato di avanzamento dei programmi, delle variazioni che si verificano nella consistenza delle risorse disponibili, dell'adeguamento agli indirizzi programmatici nazionali e regionali e dei mutamenti che si verificano nella realtà del Comune.

4. La relazione previsionale e programmatica deve essere coerente nelle previsioni annuale e pluriennale con gli strumenti urbanistici e relativi piani attuativi, con i piani economico-finanziari degli investimenti e con altri piani di settore già elaborati dell'Amministrazione comunale.

5. I valori monetari contenuti nella relazione previsionale e programmatica sono espressi con riferimento ai periodi ai quali si riferiscono, tenendo conto del tasso di inflazione programmato.

ART. 13 - BILANCIO PLURIENNALE

1. Il bilancio pluriennale guida e programma l'azione politico-amministrativa del Comune nel periodo di riferimento e ha una durata corrispondente a quella del bilancio pluriennale della Regione Piemonte e comunque non inferiore a tre anni.

2. Il bilancio pluriennale, redatto in termini di competenza, comprende il quadro dei mezzi finanziari che si prevede di destinare per ciascuno degli anni considerati sia alla copertura di spese correnti che al finanziamento delle spese di investimento, con indicazione, per queste ultime, della capacità di ricorso alle fonti di finanziamento; viene aggiornato ogni anno in occasione dell'approvazione dei documenti previsionali.

3. Gli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale, che per il primo anno coincidono con quelli del bilancio annuale di competenza, hanno carattere autorizzatorio, in quanto costituiscono limite agli impegni pluriennali di spesa, consentendo l'attestazione di copertura finanziaria di tali spese.

4. Il bilancio pluriennale per la parte di spesa è redatto per programmi, titoli, servizi ed interventi, ed indica per ciascuno l'ammontare delle spese correnti di gestione consolidate e di sviluppo, anche derivanti dall'attuazione degli investimenti, nonché le spese di investimento per ognuno degli anni considerati.

5. I valori monetari delle previsioni di spesa corrente consolidate contenute nel bilancio pluriennale possono essere espressi con riferimento ai periodi ai quali si riferiscono, tenendo conto del tasso d'inflazione programmato.

6. Le spese derivanti dall'attuazione degli investimenti, sia per la rata d'ammortamento di eventuali mutui sia per le maggiori spese di gestione, sono classificate tra quelle di sviluppo per la durata della realizzazione dell'investimento e per il primo anno successivo alla sua attivazione.

ART. 14 - ALLEGATI

1. Il bilancio di previsione è corredato:
a) dagli allegati previsti dalle leggi e dallo Statuto;
b) dal bilancio pluriennale;
c) dalla relazione previsionale e programmatica;
d) dal rendiconto del penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, con allegato il provvedimento deliberativo eventualmente adottato per il riequilibrio della gestione;
e) dalle risultanze dei rendiconti o conti consolidati delle Aziende Speciali, Consorzi, Istituzioni, Società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il bilancio si riferisce;
f) della deliberazione, da adottarsi annualmente prima dell'approvazione del bilancio, con la quale il Comune verifica la quantità e la qualità di aree e fabbricati da destinarsi alle residenze, alle attività produttive e terziarie che potranno essere ceduti in proprietà o in diritto di superficie, ai sensi delle leggi nn. 167/62, 865/71 e 457/78 e stabilisce il prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato;
g) del programma triennale dei lavori pubblici di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109;
h) della relazione dei Revisori dei Conti;
i) delle deliberazioni con le quali sono determinati, per l'esercizio successivo, le tariffe, le aliquote d'imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi locali, nonché, per i servizi a domanda individuale, i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi;
l) dei programmi annuali dell'Amministrazione e delle Opere Pubbliche, di cui all'art. 36, comma 1, dello Statuto della Città di Torino.

ART. 15 - PROGRAMMAZIONE E BILANCIO

1. La programmazione è una attività volta a coordinare i mezzi per conseguire i fini e gli obiettivi stabiliti nella precedente fase di pianificazione; perciò occorre che vi sia una chiara definizione degli obiettivi che sono fissati dagli Organi di indirizzo politico, naturalmente sulla base di un piano proiettato su un arco temporale almeno triennale.

2. Il processo di pianificazione-programmazione per essere efficace deve consentire l'instaurarsi di un rapporto corretto e produttivo tra gli Organi di indirizzo politico e la Dirigenza finalizzato alla formulazione di un programma compatibile con gli obiettivi prefissati.

3. Tale programma deve enucleare, attraverso scelte di priorità e valutazioni economico-sociali, i singoli progetti riferiti ai vari Servizi e predisposti sulla base di valutazioni delle attività compatibili con le risorse potenziali. I programmi devono essere in grado di valutare i riflessi degli investimenti sugli equilibri economici di bilancio oltre a valutazioni sulle spese consolidate e di sviluppo nell'ambito dello stesso equilibrio.

4. Il programma deve comprendere i budget dei vari esercizi e gli investimenti con la relativa copertura finanziaria.

ART. 16 - MODALITA' DI FORMAZIONE DEL PROGETTO DI BILANCIO

1. Ai fini della formazione del bilancio di previsione e dei documenti di programmazione allegati, entro il 30 giugno di ogni anno, i Responsabili dei Servizi formulano, in attuazione degli obiettivi e delle finalità previamente fissati dal Sindaco, o suo delegato, le relative proposte di bilancio, comunicandole, entro la medesima data, al Servizio Risorse Finanziarie. Le proposte devono essere compatibili con le indicazioni di carattere finanziario fornite dal Sindaco, o suo delegato, di concerto con il Direttore Finanziario.

2. Entro lo stesso termine le Istituzioni, le Aziende Speciali, i Consorzi e le Società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici, trasmettono il proprio bilancio preventivo di massima per il periodo relativo al bilancio annuale e pluriennale, con evidenziato il trasferimento di fondi eventualmente richiesto, accompagnato da relazione illustrativa.

3. Qualsiasi proposta di variazione in aumento delle spese ed in diminuzione per le entrate, rispetto a quelle contenute nel bilancio pluriennale preventivo dell'esercizio in corso, deve essere accompagnata dall'indicazione degli elementi obiettivi che la giustificano e dalle motivazioni che illustrano lo stanziamento richiesto e gli obiettivi che si intendono perseguire con lo stesso.

4. Il Servizio Risorse Finanziarie espleta le prime operazioni di coordinamento delle proposte e di verifica di compatibilità con l'insieme delle risorse ipotizzabili. Qualora gli interventi richiesti siano superiori alle risorse disponibili, il Direttore Finanziario, di concerto con il Sindaco, o suo delegato, fornisce ai Responsabili dei Servizi indicazioni al fine di un adeguamento delle proposte formulate. Le nuove elaborazioni dovranno essere presentate al Servizio Risorse Finanziarie, entro il 10 agosto, per la verifica della compatibilità delle nuove proposte.

5. Il Servizio Risorse Finanziarie, entro il successivo 15 settembre, predispone il progetto del bilancio di previsione, previa verifica della veridicità delle previsioni di entrata, attestata dai Responsabili dei Servizi, e della compatibilità delle previsioni di spesa.

6. Il progetto di bilancio annuale è accompagnato dalla relazione previsionale e programmatica predisposta, per le attività dei Servizi dai rispettivi Responsabili, con il coordinamento del Servizio Risorse Finanziarie, con illustrazione analitica dei programmi.

7. Contestualmente al progetto di bilancio, il Servizio Risorse Finanziarie, sulla scorta delle richieste pervenute dai Responsabili dei Servizi, predispone anche il bilancio pluriennale interessante la competenza degli stessi anni presi a base per la relazione previsionale e programmatica.

8. Il Direttore Finanziario, ai sensi dello Statuto della Città di Torino, trasmette gli schemi di bilancio annuale e gli allegati documenti di programmazione al Presidente del Collegio dei Revisori per acquisirne il parere che dovrà essere reso entro i successivi dieci giorni.

9. La Giunta Comunale approva gli schemi di bilancio annuale e gli allegati documenti di programmazione e la proposta di deliberazione consiliare entro il 30 settembre.

ART. 17 - APPROVAZIONE DEL BILANCIO

1. Gli schemi di bilancio preventivo, annuale e pluriennale, vengono trasmessi ai Presidenti delle Circoscrizioni, a cura del Responsabile del Servizio Decentramento, per l'acquisizione del parere dei Consigli Circoscrizionali nel rispetto del termine previsto dal Regolamento del Decentramento. I pareri dei Consigli di Circoscrizione sono immediatamente inviati alla Presidenza del Consiglio Comunale che ne trasmette copia ai Capigruppo consiliari.

2. Il bilancio annuale di previsione, corredato della relazione previsionale e programmatica, del bilancio pluriennale, dei documenti previsti dallo Statuto ed accompagnato dalla relazione del Collegio dei Revisori, è approvato dal Consiglio Comunale entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello cui si riferisce.

3. La presentazione al Consiglio Comunale dei documenti di cui al comma precedente, deve avvenire, salvo impedimenti di legge, almeno ventuno giorni prima dell'approvazione.

4. I Consiglieri Comunali possono presentare proposte di emendamento agli schemi del bilancio annuale e pluriennale, alla relazione previsionale e programmatica e ai programmi annuali dell'Amministrazione e delle Opere Pubbliche previsti dall'art. 36, comma 1 dello Statuto entro sedici giorni dalla data della loro trasmissione al Consiglio Comunale. Le proposte di emendamento devono essere depositate al Servizio Affari Istituzionali, che le trasmette immediatamente alla Presidenza del Consiglio Comunale, per l'informazione ai Capigruppo consiliari, al Sindaco ed al Collegio dei Revisori dei Conti. Il Servizio Affari Istituzionali provvede inoltre ad acquisire i previsti pareri, che sono trasmessi alla Presidenza del Consiglio Comunale prima della discussione. Qualora il Servizio Risorse Finanziarie riscontri la difformità degli emendamenti proposti da quanto stabilito al successivo comma 5, il Presidente li dichiara inammissibili. Il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale, in via eccezionale, possono presentare proposte di emendamento in deroga ai suddetti termini ma comunque almeno quarantotto ore prima della seduta in cui il bilancio di previsione viene approvato.

5. Le proposte di emendamento devono, singolarmente, essere formulate in modo da garantire il pareggio finanziario e l'equilibrio economico dei bilanci annuale e pluriennale.

6. Le proposte di emendamento al Piano delle Opere Pubbliche di cui all'art. 36, comma 1 dello Statuto, ove abbiano conseguenze finanziarie, devono essere accompagnate dalle relative proposte di emendamento del bilancio, formulate come stabilito al precedente comma 5.

7. La Giunta Comunale esamina le proposte di emendamento al fine di poter esprimere, ove lo ritenga, il proprio parere in occasione del dibattito consiliare.

8. Il Presidente del Consiglio Comunale sottopone gli emendamenti alla discussione ed alla votazione del Consiglio Comunale nel rispetto di quanto stabilito dal Regolamento del Consiglio. Il Presidente può sottoporre al Consiglio una mozione procedurale che, qualora sia approvata con il voto favorevole della maggioranza dei componenti del Consiglio, lo autorizza a sottoporre alla discussione e al voto del Consiglio stesso le proposte di emendamento al bilancio ed ai suoi allegati effettuando gli opportuni accorpamenti. Per quanto riguarda il bilancio di previsione e la relazione previsionale e programmatica, tali accorpamenti non possono comunque comprendere proposte di emendamento relative a più d'uno dei servizi in cui esso si articola.

9. Il Consiglio Comunale, con la maggioranza semplice dei votanti, delibera contestualmente il bilancio annuale di previsione, il bilancio pluriennale e la relazione previsionale e programmatica. Nella stessa sessione il Consiglio Comunale delibera anche il bilancio annuale e pluriennale delle Istituzioni, ove esistenti.

10. La deliberazione di approvazione del bilancio e i documenti ad essa allegati, sono trasmessi, unitamente al bilancio pluriennale ed alla relazione previsionale e programmatica, all'Organo Regionale di Controllo a cura del Segretario Generale.

11. Copia del bilancio di previsione è inviata a cura del Direttore Finanziario al Tesoriere del Comune dopo l'approvazione dell'Organo Regionale di Controllo.

12. Qualora norme di legge dilazionino i termini di deliberazione del bilancio, le scadenze di cui ai commi precedenti sono prorogate di pari durata.

ART. 18 - PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE

1. Nel Piano Esecutivo di Gestione, contenente le sole dotazioni di competenza, sono determinati gli obiettivi di gestione che la Giunta Comunale affida, unitamente alle dotazioni necessarie, ai Responsabili dei Servizi.

2. Il Piano Esecutivo di Gestione contiene una ulteriore graduazione delle risorse dell'entrata in capitoli, dei servizi in centri di costo e degli interventi in capitoli e provvede ad assegnare gli stessi ai Responsabili dei Servizi determinando gli obiettivi di gestione dei Servizi di loro appartenenza da conseguire nell'arco dell'esercizio, nonché ad individuare gli atti necessari e le risorse finanziarie, umane e tecnologiche assegnate ai Responsabili dei Servizi per il raggiungimento degli obiettivi programmati.

3. La proposta di piano è formulata, per ciascuna categoria o risorsa e per ciascun Servizio, dai rispettivi Responsabili nei termini e con le modalità di cui al precedente art. 16.

4. La Giunta Comunale, dopo l'approvazione del bilancio di previsione da parte del Consiglio Comunale, definisce, sulla base dello stesso, il Piano Esecutivo di Gestione.

5. Il Piano Esecutivo di Gestione è deliberato dalla Giunta Comunale almeno quindici giorni prima dell'inizio dell'esercizio e, comunque, entro quarantacinque giorni dall'approvazione del bilancio annuale di previsione.

6. Il provvedimento di approvazione del Piano Esecutivo di Gestione dà atto del processo di definizione e verifica di fattibilità tra Organo esecutivo ed Organi di gestione dei budget di Servizio (obiettivi/risorse).

ART. 19 - ESERCIZIO PROVVISORIO E GESTIONE PROVVISORIA

1. L'esercizio provvisorio è attivabile nel caso in cui il bilancio di previsione, deliberato dal Consiglio Comunale, non risulti approvato dall'Organo Regionale di Controllo entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui il bilancio medesimo si riferisce.

2. Il ricorso all'esercizio provvisorio è autorizzato dal Consiglio Comunale, con deliberazione da adottarsi entro il 31 dicembre con effetto per l'anno successivo, per un periodo non superiore a due mesi.

3. Nel corso dell'esercizio provvisorio possono essere effettuate, per ciascun intervento, spese in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme previste nel bilancio deliberato dal Consiglio Comunale. Non soggiacciono a tale limite le spese tassativamente regolate dalla legge (retribuzione al personale dipendente e relativi oneri accessori, rate di ammortamento dei mutui ed interessi di preammortamento, spese dovute in base a sentenze, contratti, convenzioni o disposizioni di legge), quelle il cui pagamento non sia suscettibile di frazionamento in dodicesimi ovvero debba effettuarsi a scadenze determinate ai sensi di legge, per contratto o convenzione, nonché le spese necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi al Comune.

4. Ove non sia stato deliberato il bilancio di previsione dal Consiglio Comunale alla data di inizio dell'esercizio finanziario, è consentita esclusivamente una gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell'ultimo bilancio definitivamente approvato, ove esistenti.

5. La gestione provvisoria è limitata all'assolvimento delle obbligazioni gi assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, e, in generale, limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi al Comune.

6. La sussistenza del requisito del danno patrimoniale deve essere attestata nel parere tecnico-amministrativo dal Responsabile del Servizio proponente e risultare specificatamente nel relativo provvedimento.

7. Ove la scadenza del termine per la deliberazione del bilancio di previsione sia stata fissata da norme statali in un periodo successivo all'inizio dell'esercizio finanziario di riferimento, si applica la disciplina dell'esercizio provvisorio, intendendosi come riferimento l'ultimo bilancio definitivamente approvato.

ART. 20 - FONDO DI RISERVA

1. Nel bilancio di previsione si iscrive un fondo di riserva non inferiore allo 0,30 e non superiore al 2 per cento del totale delle spese correnti inizialmente previste in bilancio.

2. Il fondo di riserva è utilizzabile nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rivelino insufficienti.

3. I prelievi dal fondo di riserva non sono soggetti al controllo preventivo di legittimità e possono essere disposti sino al termine dell'esercizio con deliberazione della Giunta Comunale da trasmettere al Presidente del Consiglio Comunale, con cadenza trimestrale, a cura del Servizio Affari Istituzionali per la successiva comunicazione al Consiglio stesso.

4. Al fondo di riserva non possono in ogni caso essere imputati impegni o pagamenti di spesa.

ART. 21 - FONDO SVALUTAZIONE CREDITI

1. Nel bilancio di previsione è possibile stanziare ad apposito intervento un fondo per svalutazione crediti.

2. La somma stanziata al termine dell'esercizio costituisce economia che confluisce nel risultato di amministrazione quale fondo vincolato da utilizzare a fronte dell'eliminazione di crediti di dubbia o certa inesigibilità.

ART. 22 - FONDO AMMORTAMENTO DI BENI

1. Nel bilancio di previsione è iscritto, per ciascun servizio delle spese correnti, l'apposito intervento "ammortamenti di esercizio" dei beni di riferimento, per una quota non inferiore al trenta per cento dell'importo calcolato con i coefficienti e sui valori determinati rispettivamente dagli artt. 71, comma 7 e 72, comma 4, del D. LGS. n. 77/95.

2. Gli ammortamenti economici sono determinati applicando i coefficienti di cui all'art. 71, comma 7, del D. LGS. n. 77/95.

3. Le somme accantonate per gli ammortamenti d'esercizio sono evidenziate quali componenti dell'avanzo di amministrazione e possono essere utilizzate nell'esercizio successivo per reinvestimenti mediante l'applicazione dell'avanzo stesso.

4. Gli accantonamenti delle quote annuali di ammortamento sono effettuati con la gradualità e le modalità previste dall'art. 117 del D. LGS. n. 77/95 e successive eventuali integrazioni e/o modificazioni.

ART. 23 - VARIAZIONI DI BILANCIO

1. Il bilancio di previsione può subire variazioni nel corso dell'esercizio di competenza sia nella parte prima, relativa alle entrate, che nella parte seconda, relativa alle spese.

2. Le procedure modificative del bilancio, oltre al prelievo dal fondo di riserva di cui al precedente art. 20, possono riguardare:
a) lo storno di fondi dagli stanziamenti di spesa che evidenziano reali disponibilità in rapporto al fabbisogno dell'intero esercizio di competenza per integrare stanziamenti che risultino insufficienti in relazione al fabbisogno di spesa per l'intero esercizio di competenza o per l'istituzione di nuovi stanziamenti relativi a spese necessarie e non prorogabili;
b) le variazioni di bilancio derivanti dall'accertamento di nuove o maggiori entrate da destinare, in via prioritaria, alla copertura di minori entrate nonché al finanziamento di nuove o maggiori spese;
c) le variazioni di bilancio a seguito dell'accertamento, in sede di approvazione del conto consuntivo dell'esercizio antecedente, di un avanzo di amministrazione accertato e disponibile o di un disavanzo di amministrazione, nei termini e con le modalità indicati nel successivo art. 26.

3. Le variazioni di cui al comma 2 sono deliberate, non oltre il 30 novembre di ciascun anno, dal Consiglio Comunale.

4. Per motivi d'urgenza, la Giunta Comunale può disporre variazioni al bilancio, ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge n. 142/90, salvo ratifica, a pena di decadenza, del Consiglio Comunale nei sessanta giorni successivi e comunque entro il 31 dicembre dell'anno in corso, se a tale data non sia scaduto il predetto termine.

5. In caso di mancata o parziale ratifica del provvedimento di variazione adottato dalla Giunta Comunale, il Consiglio Comunale è tenuto ad adottare, nei successivi trenta giorni e comunque sempre entro il 31 dicembre dell'esercizio in corso, i provvedimenti ritenuti necessari nei riguardi dei rapporti eventualmente sorti sulla base della deliberazione non ratificata.

6. Non sono effettuabili prelievi dagli stanziamenti relativi a spese finanziate con mezzi straordinari per integrare quelli concernenti spese finanziate con mezzi correnti. Non sono altresì effettuabili gli spostamenti tra i residui di esercizi finanziari precedenti e quelli tra i residui e fondi della competenza. Sono, infine, vietati gli spostamenti di dotazioni dai capitoli iscritti nei servizi per conto di terzi in favore di altre parti del bilancio.

7. Mediante la variazione di assestamento generale, deliberata dal Consiglio Comunale entro il 30 novembre di ciascun anno, si attua la verifica generale di tutte le voci di entrata e di spesa, compreso il fondo di riserva, al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio.

8. Comma annullato dal Co.Re.Co. (Ordinanza 12 settembre 1996 n. 13220/96 bis)

9. Le richieste di storno e di variazione del bilancio di previsione devono essere trasmesse dai Responsabili dei Servizi al Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie per il controllo della loro compatibilità e devono essere debitamente motivate al fine di consentire non solo una valutazione delle ragioni concrete che inducono la Giunta Comunale ad operare le suddette variazioni ma di conoscere anche in modo dettagliato i caratteri specifici dell'attività che si vorrebbe finanziare mediante il provvedimento di variazione al bilancio.

10. Le richieste relative alla variazione di assestamento generale di cui al precedente comma 7, devono pervenire al Servizio Risorse Finanziarie, da parte dei Responsabili dei Servizi, entro quindici giorni dalla richiesta da parte dello stesso Servizio e comunque non oltre il 5 novembre.

11. Ai fini della valutazione dell'accoglibilità delle variazioni, la Giunta Comunale analizza anche gli effetti indotti della richiesta di variazione sugli esercizi futuri, secondo quanto esplicitato dal Responsabile del Servizio.

12. L'individuazione di un maggior onere a carico del bilancio pluriennale al quale sia impossibile far fronte in relazione alle risorse disponibili, o alla redistribuzione delle stesse, costituisce motivo di non accoglimento.

ART. 24 - VARIAZIONI AL PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE

1. Le variazioni al Piano Esecutivo di Gestione comportano una modifica della dotazione assegnata quando determinano una diversa combinazione dei fattori produttivi a disposizione del Responsabile del Servizio.

2. Se a seguito di idonea valutazione il Responsabile del Servizio ritiene necessaria una modifica della dotazione assegnata (budget), propone la modifica. Le modalità attraverso cui porre la proposta di modifica devono evidenziare:
a) impossibilità di raggiungere l'obiettivo a seguito di fatti non dipendenti dall'organizzazione del Servizio (fattori estranei non prevedibili);
b) impossibilità di raggiungimento dell'obiettivo con ipotesi alternative (operando all'interno del budget).

3. La proposta di variazione è trasmessa dal Responsabile del Servizio al Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie ed è formalizzata con deliberazione della Giunta Comunale, con cadenza mensile. La richiesta valuta, in modo circostanziato, gli effetti indotti sugli obiettivi assegnati, nonché eventuali effetti indotti sugli esercizi futuri.

4. La Giunta Comunale, qualora non accolga la richiesta di variazione, fornisce adeguata motivazione del diniego al Responsabile del Servizio proponente.

5. Le variazioni al Piano Esecutivo di Gestione possono essere adottate entro il 15 dicembre di ciascun anno.

6. Le variazioni al Piano Esecutivo di Gestione possono investire più risorse o più interventi; ove tali modifiche comportino una variazione delle previsioni del bilancio annuale, la Giunta Comunale propone preventivamente i necessari provvedimenti al Consiglio Comunale.

ART. 25 - RIEQUILIBRIO DELLA GESTIONE

1. Durante la gestione e nelle variazioni di bilancio devono essere rispettati il pareggio finanziario e tutti gli equilibri stabiliti in bilancio per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti.

2. Al fine di verificare gli equilibri di cui al comma precedente, i Responsabili dei Servizi devono comunicare, con cadenza trimestrale, le situazioni anomale o gli scostamenti significativi di entrata rispetto alle previsioni di bilancio; i Responsabili dei Servizi devono comunque comunicare, entro e non oltre il 5 settembre di ciascun anno, l'ammontare presunto degli accertamenti di entrata di loro competenza al termine dell'esercizio. Con tali comunicazioni riferiscono altresì al Direttore Finanziario ed alla Giunta Comunale sulle motivazioni che hanno portato e portano ad eventuali significativi scostamenti rispetto alle previsioni, sulle iniziative assunte e sui provvedimenti che si propone siano adottati per rimuoverne le cause ed in ogni caso per migliorare le risultanze finanziarie della gestione.

3. Entro il 30 settembre di ciascun anno, il Consiglio Comunale provvede con apposito provvedimento deliberativo ad effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi. In tale sede il Consiglio Comunale dà atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento negativo, adotta contestualmente i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio, per il ripiano dell'eventuale disavanzo di amministrazione risultante dal rendiconto approvato e, qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di amministrazione o di gestione, per squilibrio della gestione di competenza ovvero della gestione dei residui, adotta le misure necessarie a ripristinare il pareggio.

4. Per la copertura del disavanzo di amministrazione e/o per il finanziamento di debiti fuori bilancio, possono essere utilizzate, per l'anno in corso e inderogabilmente per i due successivi, tutte le entrate, ad eccezione di quelle provenienti dall'assunzione di prestiti e di quelle aventi specifica destinazione per legge, nonché i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili, ovvero riduzioni di spesa.

5. Il provvedimento deliberativo è sottoposto al controllo di legittimità dell'Organo Regionale di Controllo ed è allegato al rendiconto dell'esercizio relativo.

6. La mancata adozione del provvedimento di riequilibrio è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio di previsione di cui all'art. 39, comma 1, lettera c, della legge n. 142/90.

ART. 26 - APPLICAZIONE AL BILANCIO IN CORSO DEL RISULTATO DELL'ESERCIZIO PRECEDENTE

1. Il risultato contabile di amministrazione è accertato con l'approvazione del rendiconto dell'ultimo esercizio chiuso da parte del Consiglio Comunale ed è pari al fondo di cassa aumentato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi.

2. L'avanzo di amministrazione è distinto in fondi non vincolati, fondi vincolati, fondi per finanziamento spese in conto capitale e fondi di ammortamento.

3. Le quote di avanzo di amministrazione a fronte di fondi vincolati a spese correnti ed a spese in conto capitale e dei fondi di ammortamento, possono essere utilizzate esclusivamente per le finalità cui sono destinati a finanziamenti correlati.

4. L'avanzo di amministrazione per fondi di ammortamento è da utilizzare per il reinvestimento delle quote accantonate per ammortamento, provvedendo, ove l'avanzo non sia sufficiente, ad applicare nella parte passiva del bilancio un importo pari alla differenza.

5. L'avanzo di amministrazione per fondi vincolati è relativo alle quote di avanzo derivanti dal mancato utilizzo di entrate con vincolo di destinazione.

6. L'avanzo di amministrazione, che non è relativo al fondo di ammortamento ed al fondo vincolato, può essere utilizzato:
a) per la copertura dei debiti fuori bilancio, di cui al successivo art. 61;
b) per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui al precedente art. 25 ove non possa provvedersi con mezzi ordinari;
c) per il finanziamento di spese correnti in sede di assestamento;
d) per il finanziamento di spese di investimento.

7. L'avanzo di amministrazione, applicato al bilancio di previsione, è utilizzabile ad avvenuto accertamento dello stesso con l'approvazione dell'ultimo rendiconto.

8. Nel corso dell'esercizio al bilancio di previsione può essere applicato, con deliberazione di variazione, l'avanzo di amministrazione presunto derivante dall'esercizio immediatamente precedente e può essere finalizzato per il reinvestimento delle quote accantonate per ammortamento, per la copertura dei debiti fuori bilancio, per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio e per il finanziamento delle spese correnti in sede di assestamento. Per tali fondi l'attivazione delle spese può avvenire solo dopo l'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente, con eccezione dei fondi, contenuti nell'avanzo, aventi specifica destinazione e derivanti da accantonamenti effettuati con l'ultimo rendiconto approvato, i quali possono essere immediatamente attivati.

9. L'eventuale disavanzo di amministrazione deve essere applicato obbligatoriamente al bilancio di previsione dell'esercizio in corso in occasione della verifica di salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui al precedente art. 25, fermo restando l'obbligo di ricostituzione delle quote di ammortamento accantonate e non disponibili nel risultato contabile di amministrazione. A tal fine, il disavanzo è applicato per l'importo pari alla somma del saldo contabile di amministrazione, aumentato dell'importo corrispondente alle suddette quote di ammortamento.

CAPO III - GESTIONE DEL BILANCIO

ART. 27 - MODALITA'

1. La gestione finanziaria del Comune si svolge in base al bilancio di previsione annuale e comprende gli atti e le operazioni contabili che si verificano nel corso dell'anno per l'accertamento e la riscossione delle entrate e per l'impegno ed il pagamento delle spese.

CAPO IV - GESTIONE DELLE ENTRATE

ART. 28 - FASI

1. Le entrate previste nel bilancio sono acquisite attraverso le fasi dell'accertamento, della riscossione e del versamento. Queste tre fasi, per talune entrate, possono essere simultanee.

ART. 29 - ACCERTAMENTO

1. L'accertamento dell'entrata consiste nel procedimento amministrativo con cui viene verificata, sulla base di idonea documentazione acquisita dal Responsabile del Servizio, la ragione del credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico, individuato il debitore, quantificata la somma da incassare nonché fissata la relativa scadenza e la risorsa di bilancio a cui riferirla.

2. Le entrate concernente i tributi propri sono accertate:
a) a seguito dei ruoli esecutivi dati in carico al Concessionario della riscossione, ivi comprese le rate non scadenti entro il termine dell'esercizio;
b) in relazione alle dichiarazioni/denunce e versamenti dei contribuenti per i tributi non riscossi mediante ruolo.

3. Le entrate provenienti da assegnazioni dello Stato, della Regione o di Enti pubblici sono accertate sulla base dei provvedimenti di assegnazione.

4. Le entrate di natura patrimoniale sono accertate sulla base di atti amministrativi e/o di contratti che individuano il soggetto debitore, l'importo da incassare e la sua scadenza, nonché mediante acquisizione diretta od emissione di liste di carico.

5. Le entrate provenienti da alienazione e concessione di beni patrimoniali sono accertate a seguito del provvedimento specifico di alienazione o concessione.

6. Le entrate per trasferimenti di capitale sono accertate in relazione ai provvedimenti amministrativi di assegnazione dello Stato o di altri Enti Pubblici ed alle comunicazioni di altri soggetti privati.

7. Le entrate provenienti dalla gestione di servizi sono accertate a seguito di acquisizione diretta oppure di emissione di liste di carico o di ruoli.

8. Le entrate derivanti da mutui o prestiti sono accertate a seguito del contratto stipulato con Istituti di Credito ovvero della concessione definitiva per i mutui affidati dalla Cassa Depositi e Prestiti o dagli Istituti di Previdenza; per i prestiti obbligazionari dopo il loro collocamento.

9. Le entrate concernenti poste compensative delle spese sono accertate in corrispondenza dell'assunzione dell'impegno di spesa.

10. Le entrate di natura eventuale o variabile sono accertate sulla base di atti amministrativi specifici, contratti, provvedimenti giudiziari o altra causa che comporti per il Comune un diritto a riscuotere.

11. In ogni altro caso, in mancanza di idonea documentazione concernente il credito, l'accertamento viene effettuato contestualmente alla riscossione del medesimo.

12. L'accertamento comporta che le entrate vengano annotate nel conto del bilancio, in corrispondenza della risorsa a cui esse risultano riferite.

13. Il Responsabile del Servizio o del procedimento che ha acquisito la documentazione idonea a supporto, deve trasmettere la documentazione medesima, entro quindici giorni dall'acquisizione o contestualmente alla trasmissione del provvedimento deliberativo per il parere di regolarità contabile, al Servizio Risorse Finanziarie per la registrazione contabile; la trasmissione deve comunque avvenire entro il 31 dicembre di ciascun anno per gli accertamenti disposti a fine esercizio.

14. Il Servizio Risorse Finanziarie provvede all'annotazione dell'accertamento nelle scritture contabili, previo riscontro dello stesso con riguardo alla sussistenza degli elementi di cui ai precedenti commi.

15. Al termine dell'esercizio i Responsabili dei Servizi verificano l'esatto ammontare degli accertamenti maturati in corso d'anno e determinano l'esatto importo dei crediti certi ed esigibili da iscrivere tra i residui di competenza.

ART. 30 - RISCOSSIONE E VERSAMENTO

1. La riscossione dell'entrata consiste nell'esazione delle somme dovute al Comune a mezzo di incaricati interni od esterni. Gli incaricati interni sono l'Economo e gli addetti alla riscossione di particolari entrate, dipendenti del Comune di Torino all'uopo designati con apposita determinazione dirigenziale. Gli incaricati esterni sono il Concessionario del servizio riscossione dei tributi, il Tesoriere del Comune ed i Concessionari di particolari servizi in appalto, ove esistenti.

2. Il Comune, con apposita convenzione, può affidare la riscossione volontaria e coattiva delle entrate patrimoniali ed assimilate al Concessionario del servizio di riscossione dei tributi.

3. La riscossione delle entrate si effettua in base a ruoli resi esecutori, a contratti e ad ordinativi di incasso, fatti pervenire al Tesoriere nelle forme e nei tempi previsti dalla Convenzione di Tesoreria.

4. Le somme riscosse a qualsiasi titolo dai relativi incaricati debbono essere integralmente versate nella Tesoreria del Comune nei termini e nei modi prescritti dalla legge, dai Regolamenti, da eventuali accordi convenzionali o da provvedimento deliberativo apposito.

5. Le disponibilità dei conti correnti postali, intestati al Tesoriere del Comune, riguardanti i proventi di servizi e attività comunali, devono essere versati in Tesoreria con una cadenza temporale non superiore a quindici giorni, fermo restando che, per rilevanti giacenze, il suddetto periodo viene ridotto a cinque giorni.

6. Il Servizio Risorse Finanziarie effettua il riscontro tra contabilità periodiche e versamenti effettuati dagli agenti alla riscossione e procede a controlli tutte le volte che lo ritenga opportuno o ne riceva l'ordine dal Sindaco o dal Segretario Generale.

7. Il Tesoriere non può ricusare la riscossione delle somme versate in favore del Comune e le tiene in deposito fino alla conferma di accettazione da parte del Comune stesso. Per ogni somma riscossa il Tesoriere rilascia al debitore una quietanza in originale, contrassegnata da un numero d'ordine provvisorio.

8. Tali riscossioni saranno tempestivamente segnalate al Servizio Risorse Finanziarie, al quale il Tesoriere richiederà l'emissione della reversale d'incasso entro trenta giorni dalla segnalazione stessa.

9. Le somme riscosse vengono versate alla Tesoreria Provinciale dello Stato con le modalità previste dalle disposizioni riguardanti il sistema di Tesoreria Unica per gli Enti del Settore Pubblico e successive eventuali integrazioni e/o modificazioni.

ART. 31 - REVERSALE D'INCASSO

1. Ogni entrata che compete al Comune è riscossa dal Tesoriere in base ad una reversale d'incasso, la quale costituisce il documento con cui lo stesso viene autorizzato a riscuotere una determinata somma o con cui l'Amministrazione Comunale regolarizza una riscossione già avvenuta.

2. Le reversali d'incasso, numerate in ordine progressivo per ciascun esercizio finanziario, recano le seguenti indicazioni:
a) esercizio finanziario e data di emissione;
b) risorsa o capitolo di bilancio, distintamente per residui o competenza;
c) anno di provenienza per i residui;
d) codifica;
e) nome e cognome o ragione sociale nonché, ove richiesto, codice fiscale o partita I.V.A. del debitore;
f) causale della riscossione;
g) ammontare del credito in cifre e lettere;
h) numero di accertamento;
i) eventuali vincoli di destinazione;
l) eventuale scadenza entro la quale la riscossione deve essere effettuata.

3. Le reversali d'incasso sono trasmesse al Tesoriere a cura del Servizio Risorse Finanziarie, con un registro che deve essere restituito firmato per ricevuta.

4. Le reversali d'incasso sono firmate dal Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie.

5. Le reversali d'incasso rimaste insolute alla fine dell'esercizio sono restituite dal Tesoriere al Servizio Risorse Finanziarie per l'annullamento o la riduzione e le relative somme sono iscritte nel conto dei residui attivi; le reversali annullate vengono riemesse nell'esercizio finanziario successivo.

6. Il Servizio Risorse Finanziarie comunica, con cadenza trimestrale, ai Responsabili dei Servizi le reversali non riscosse ai fini dell'instaurazione delle necessarie procedure per il recupero del credito.

ART. 32 - VIGILANZA SULLA GESTIONE DELLE ENTRATE

1. I Responsabili dei Servizi sono tenuti a curare che le entrate trovino puntuale, tempestivo e integrale riscontro nella gestione e operano, quindi, affinché le previsioni di entrata si traducano in disponibilità finanziarie certe ed esigibili e si realizzano con tempestività procedurale e gestionale.

2. I Responsabili dei Servizi comunicano al Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie ogni aspetto o elemento da cui possa derivare una entrata e relazionano su eventi atti a produrre minori entrate e comunque tali da pregiudicare il positivo conseguimento dei risultati di gestione.

3. Per quanto riguarda i residui attivi, il Responsabile del Servizio deve mettere in atto tutte le azioni necessarie per la riscossione dei crediti sino a giungere a intraprendere la riscossione coattiva degli stessi al fine di non incorrere nelle responsabilità, previste dalla legge, che possono cadere in capo agli operatori pubblici nel caso in cui, per la mancata o ritardata riscossione del credito, si determini un danno patrimoniale per il Comune.

ART. 33 - UTILIZZO DI ENTRATE A SPECIFICA DESTINAZIONE

1. Le entrate aventi specifica destinazione, anche provenienti dall'assunzione di mutui con Istituti diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti, possono essere utilizzate, in termini di cassa, per il finanziamento di spese correnti.

2. L'utilizzo è ammesso per un importo contenuto entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate, relativamente ai primi tre titoli, nel penultimo anno precedente.

3. L'utilizzo è deliberato dalla Giunta Comunale in termini generali all'inizio di ciascun esercizio ed è attivato dal Tesoriere su specifiche richieste del Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie.

4. Il ricorso all'utilizzo delle entrate a specifica destinazione vincola una quota corrispondente all'anticipazione di Tesoreria. Con i primi introiti non soggetti a vincolo di destinazione viene ricostituita la consistenza delle somme vincolate che sono state utilizzate per il pagamento di spese correnti.

5. Nel caso in cui le entrate derivanti dalla alienazione di beni patrimoniali sono destinate alla copertura del disavanzo di amministrazione e/o al finanziamento di debiti fuori bilancio, è consentito, nelle more del perfezionamento degli atti conseguenti alla deliberazione di alienazione del patrimonio disponibile, utilizzare in termini di cassa le somme a specifica destinazione, con esclusione delle entrate provenienti dai trasferimenti di Enti del settore pubblico allargato e dalla assunzione di mutui o prestiti. E' fatto obbligo di reintegrare le somme vincolate con il ricavato delle alienazioni.

CAPO V - GESTIONE DELLE SPESE

ART. 34 - FASI E NORME GENERALI

1. Le spese previste in bilancio vengono erogate attraverso le fasi dell'impegno, della liquidazione, dell'ordinazione e del pagamento.

2. Salvo le eccezioni di legge, l'effettuazione di qualsiasi spesa è comunque subordinata alla sussistenza:
a) della deliberazione/determinazione che l'autorizza, assunta nelle forme previste dalla legge e divenuta o dichiarata esecutiva;
b) dell'impegno contabile registrato sul competente intervento o capitolo del bilancio di previsione; la sussistenza dell'impegno contabile deve essere comunicata al terzo interessato, contestualmente alla ordinazione della fornitura o della prestazione;
c) dell'attestazione di copertura finanziaria di cui all'art. 55, comma 5, della legge n. 142/90.

3. Qualora l'ultimo rendiconto deliberato presenti un disavanzo di amministrazione ovvero indichi debiti fuori bilancio per i quali non sono stati validamente adottati i provvedimenti di cui al precedente art. 25, è fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge. Sono fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni già assunti nei precedenti esercizi.

4. La sussistenza del requisito di spesa per servizi espressamente previsti per legge deve essere attestata nel parere tecnico-amministrativo dal Responsabile del Servizio proponente e risultare specificatamente nel relativo provvedimento.

ART. 35 - IMPEGNO DI SPESA

1. E' assunto impegno a valere su di un intervento o capitolo di bilancio quando, a seguito di obbligazione giuridicamente perfezionata, è determinato l'ammontare del debito, indicata la ragione delle somme da pagare, individuato il creditore e l'eventuale scadenza del pagamento.

2. L'obbligazione giuridica in particolare si perfeziona:
a) per le spese correnti relative ad interventi per acquisti di beni di consumo e/o materie prime, per prestazioni di servizi, per utilizzo di beni di terzi a seguito di rapporto contrattuale definito (contratto, lettera contratto, etc.) con il terzo contraente;
b) per le spese correnti per trasferimenti con l'adozione del provvedimento deliberativo o della determinazione che individua l'avente titolo al trasferimento, cui entro il termine dell'esercizio va comunicata la volontà dell'Amministrazione.

3. Costituiscono impegno, senza richiedere l'adozione di ulteriori atti formali, sugli stanziamenti debitamente approvati del bilancio di previsione annuale e successive variazioni, le spese dovute per:
a) il trattamento economico tabellare attribuito al personale dipendente, compresi i relativi oneri riflessi;
b) le rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti, compresi gli interessi di preammortamento ed i relativi oneri accessori;
c) ogni altra spesa dovuta in base a contratti o disposizioni di legge.

4. Le spese in conto capitale si considerano impegnate ove sono finanziate nei seguenti modi:
a) con l'assunzione di mutui a specifica destinazione si considerano impegnate in corrispondenza e per l'ammontare del mutuo, contratto o già concesso, e del relativo prefinanziamento accertato in entrata;
b) con l'emissione di prestiti obbligazionari si considerano impegnate in corrispondenza e per l'ammontare del prestito sottoscritto;
c) con quota dell'avanzo di amministrazione si considerano impegnate in corrispondenza e per l'ammontare dell'avanzo di amministrazione accertato;
d) con entrate proprie si considerano impegnate in corrispondenza e per l'ammontare delle entrate accertate.

5. Si considerano impegnati gli stanziamenti per spese correnti e per spese di investimento correlati ad accertamenti di entrate aventi destinazione vincolata per legge.

6. Le spese sostenute in violazione degli obblighi suddetti non generano oneri a carico del bilancio comunale; in tal caso, ai fini della controprestazione e per ogni altro effetto di legge, il rapporto obbligatorio intercorre tra il soggetto creditore e l'Amministratore o Responsabile del Servizio o dipendente che hanno consentito la fornitura o la prestazione. Tale effetto si estende a coloro che hanno reso possibile le singole forniture o prestazioni, nel caso di esecuzioni reiterate o continuative, fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 39.

7. E' consentita, nel corso dell'esercizio, la "prenotazione" di impegno relativo a spese in corso di formazione o di ammontare non esattamente definito. Tali impegni, ove alla chiusura dell'esercizio finanziario non siano divenuti certi e definitivi con l'insorgenza dell'obbligazione giuridica al pagamento della relativa spesa, non producono effetti e sono annullati d'ufficio dal Servizio Risorse Finanziarie. Quando la prenotazione dell'impegno è riferita a procedure di gara bandite prima della fine dell'esercizio e non concluse entro tale termine, la prenotazione si tramuta in impegno e conservano validità gli atti ed i provvedimenti relativi alla gara già adottati.

8. Possono essere assunti impegni di spesa sugli esercizi compresi nel bilancio pluriennale, nei limiti degli stanziamenti iscritti nello stesso.

9. La proposta di impegno deve indicare l'ammontare complessivo della somma dovuta, la quota di competenza dell'esercizio in corso, nonché le quote di pertinenza dei singoli esercizi successivi.

10. Le spese di cui al comma precedente, che per la loro natura hanno durata maggiore a quella del bilancio pluriennale, costituiscono impegno per il periodo residuale da considerare nella formazione dei successivi bilanci.

ART. 36 - PROCEDURA DI IMPEGNO DELLE SPESE

1. L'effettuazione di qualsiasi spesa è subordinata a deliberazione del Consiglio Comunale o della Giunta Comunale o a determinazione dei Responsabili dei Servizi, secondo la specifica competenza, con assunzione di impegno sugli interventi o capitoli del bilancio di previsione annuale e pluriennale, nel limite degli importi stanziati.

2. Le proposte di deliberazione da adottarsi dal Consiglio Comunale e dalla Giunta Comunale e le determinazioni dei Responsabili dei Servizi che comportano impegno di spesa sono trasmesse al Servizio Affari Istituzionali per la relativa istruttoria ed il successivo inoltro al Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie, per il parere di regolarità contabile e l'attestazione di copertura finanziaria, a cura del Responsabile del Servizio proponente, con l'indicazione dell'intervento o capitolo cui la spesa va imputata e completo di tutte le informazioni che permettano di identificare il beneficiario oppure, ove già esistente, il codice meccanografico del creditore.

3. Entro quindici giorni dal ricevimento delle proposte di deliberazione e delle determinazioni, con un termine minimo di almeno tre giorni lavorativi, salvo casi di particolare urgenza, il Servizio Risorse Finanziarie provvede alla regolarizzazione dell'impegno, ove sia riscontrata ed attestata la copertura finanziaria della spesa e la sua regolarità contabile.

4. Il Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie può interrompere il termine suddetto per una sola volta per la richiesta di chiarimenti o elementi integrativi di valutazione al Responsabile del Servizio proponente. Tale termine riprende a decorrere dal giorno non festivo successivo a quello del ricevimento della risposta.

5. E' fatto obbligo al Responsabile del Servizio che ha espletato il procedimento di spesa conclusosi con il perfezionamento dell'obbligazione verso terzi di dare comunicazione al Servizio Risorse Finanziarie, non oltre i quindici giorni successivi, del titolo giuridico, del soggetto creditore e della somma dovuta. Per le obbligazioni perfezionate dopo il 22 dicembre, la comunicazione deve essere resa entro il 5 gennaio dell'esercizio successivo.

6. Le proposte di deliberazioni e le determinazioni d'impegno dei Responsabili dei Servizi sono sottoposte, in via preventiva, ai pareri di cui all'art. 53, comma 1 ed all'art. 55, comma 5, della legge n. 142/90.

7. Le determinazioni di impegno, nell'ambito delle dotazioni assegnate, sono di competenza dei Responsabili dei Servizi. I Responsabili dei Servizi provvedono a numerare ed ordinare cronologicamente le determinazioni di impegno trasmettendole, in duplice originale, al Servizio Affari Istituzionali entro tre giorni lavorativi dalla loro sottoscrizione. Il Servizio Affari Istituzionali, entro dieci giorni, procede alla pubblicazione delle predette determinazioni, provvedendo, alla scadenza a restituire un originale delle stesse al Servizio di provenienza munito degli estremi della intervenuta pubblicazione. Elenco delle citate determinazioni trasmesso dal Servizio Affari Istituzionali quindicinalmente al Sindaco, agli Assessori, al Presidente del Consiglio Comunale, ai Capigruppo consiliari ed al Collegio dei Revisori dei Conti.

ART. 37 - ATTESTAZIONE DI COPERTURA FINANZIARIA

1. Qualsiasi proposta di deliberazione/determinazione che comporti spese a carico del Comune è nulla di diritto se priva dell'attestazione della relativa copertura finanziaria, da parte del Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie.

2. Qualora l'atto comporti spese in tutto o in parte a carico di esercizi successivi, l'attestazione di copertura viene resa con riferimento ai corrispondenti stanziamenti del bilancio pluriennale e dei bilanci annuali seguenti.

3. L'attestazione di copertura finanziaria presuppone l'effettiva disponibilità dello stanziamento di bilancio in relazione all'andamento complessivo della gestione del Comune.

4. Per le spese finanziate con entrate aventi destinazione vincolata, l'attestazione di copertura finanziaria può essere resa nei limiti del correlato accertamento di entrata.

5. Qualora si verifichino situazioni gestionali di notevole gravità tali da pregiudicare gli equilibri di bilancio, il Direttore Finanziario può sospendere il rilascio delle attestazioni di copertura finanziaria con le modalità previste al precedente art. 4, commi 10-11-12-13.

ART. 38 - PARERE DI REGOLARITA' CONTABILE

1. Su ogni proposta di deliberazione/determinazione che comporti entrate o spese, il Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie esprime il parere di regolarità contabile, previa verifica:
a) della regolarità della documentazione;
b) della corretta imputazione dell'entrata e della spesa;
c) dell'esistenza del presupposto dal quale sorge il diritto dell'obbligazione;
d) dell'esistenza dell'impegno di spesa regolarmente assunto;
e) della conformità alle norme fiscali;
f) del rispetto dell'Ordinamento Contabile degli Enti Locali e delle norme del presente Regolamento.

2. Il parere di cui al comma precedente deve essere reso non oltre quindici giorni dalla data di ricezione della proposta, con un termine minimo di almeno tre giorni lavorativi, salvo casi di particolare urgenza.

3. L'organo deputato ad adottare l'atto, in presenza di parere negativo, può ugualmente assumere il provvedimento, con apposita motivazione, circa le ragioni che inducono a disattendere il parere stesso. Copia del provvedimento deve essere trasmessa da parte del Responsabile del Servizio al Direttore Finanziario e al Presidente del Collegio dei Revisori.

ART. 39 - SPESE PER INTERVENTI DI SOMMA URGENZA

1. Nel caso di lavori pubblici ordinati a seguito di eventi eccezionali o imprevedibili, allorquando ricorrono circostanze riconducibili alla somma urgenza e nei limiti di quanto necessario a ripristinare condizioni di sicurezza, il relativo impegno di spesa deve essere formalizzato con provvedimento da assumere a carico del bilancio dell'esercizio in corso non oltre il trentesimo giorno successivo all'ordinazione della prestazione fatta a terzi.

2. Le spese di cui al primo comma eseguite nel mese di dicembre sono regolarizzate entro e non oltre il termine finale del 31 dicembre.

3. In caso di mancata formalizzazione non può darsi corso all'emissione del mandato di pagamento.

ART. 40 - LIQUIDAZIONE DELLE SPESE

1. La liquidazione consiste nell'identificazione del creditore, della causale e del preciso ammontare delle somme da pagare nei limiti dell'ammontare dell'impegno definitivo assunto, sulla scorta dei documenti e dei titoli comprovanti il diritto acquisito del creditore.

2. La liquidazione è disposta, con determinazione, dal Responsabile del Servizio a cui compete l'esecuzione del provvedimento di spesa. Riscontrata l'osservanza delle procedure stabilite nel provvedimento deliberativo o determinazione, la regolarità delle forniture o delle prestazioni, la rispondenza al prezzo convenuto, il rispetto della normativa fiscale, la presenza dei requisiti quantitativi e qualitativi concordati, nonché il rispetto delle condizioni e dei termini pattuiti, il Responsabile del Servizio, sotto la propria responsabilità, attesta la regolarità dei riscontri effettuati dandone atto sui documenti di spesa.

3. La liquidazione può essere disposta a fronte dell'avvenuta esecuzione e/o fornitura anche parziale, qualora contrattualmente previsto.

4. La determinazione adottata dal Responsabile del Servizio, con la quale viene liquidata la spesa, è trasmessa a sua firma, al Servizio Risorse Finanziarie, corredandola con la deliberazione/determinazione d'impegno della spesa e con i documenti giustificativi, le fatture o le parcelle complete dell'attestazione di cui sopra.

5. Il Servizio Risorse Finanziarie, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta di liquidazione, esegue il controllo sulla regolarità, l'esattezza e la completezza della documentazione trasmessa ed il controllo fiscale, riscontrando che la somma da pagare rientri nei limiti dell'impegno e che ne risulti effettuata la giusta imputazione al bilancio.

6. Quando si tratti di spese fisse derivanti da leggi o da impegni permanenti che hanno scadenza determinata, la liquidazione coincide con la fase di ordinazione di cui al successivo art. 41.

ART. 41 - ORDINAZIONE DEI PAGAMENTI

1. L'ordinazione è la fase con la quale viene impartito l'ordine di pagare al creditore quanto dovuto, mediante l'emissione del mandato di pagamento numerato in ordine progressivo per ciascun esercizio finanziario tratto sul Tesoriere, contenente i seguenti elementi:
a) esercizio finanziario e data di emissione;
b) intervento o capitolo di bilancio, distintamente per residui o competenza;
c) somma stanziata in bilancio, pagamenti già disposti e relativa disponibilità;
d) anno di provenienza per i residui;
e) codifica;
f) creditore e, se si tratta di persona diversa, del soggetto tenuto a rilasciare quietanza, nonché, ove richiesto, codice fiscale o partita I.V.A.;
g) causale del pagamento ed estremi dell'atto esecutivo che legittima l'erogazione della spesa;
h) somma lorda da pagare in cifre e in lettere con l'evidenziazione dell'importo netto e delle ritenute operate;
i) numero di impegno;
l) eventuale scadenza entro la quale il pagamento deve essere eseguito, qualora sia prevista dalla legge o sia stata concordata con il creditore;
m) eventuali modalità agevolative di pagamento se richieste dal creditore;
n) eventuali vincoli di destinazione.

2. Possono essere ammessi mandati di pagamento collettivi imputati sullo stesso intervento o capitolo, che dispongono pagamenti ad una pluralità di creditori ed i relativi titoli da cui sorge l'obbligo a pagare e i diversi importi da corrispondere.

3. I pagamenti devono essere disposti nei limiti dei rispettivi stanziamenti di bilancio oppure trovare riscontro nell'elenco dei residui passivi di cui al successivo art. 52. Prima di emettere un mandato di pagamento devono essere verificati da parte del Servizio Risorse Finanziarie i documenti giustificativi di ogni provvedimento autorizzativo di liquidazione; inoltre deve essere verificato che la somma da pagare trovi capienza nel limite dell'impegno assunto con il provvedimento autorizzativo della spesa liquidata.

4. Dopo il 15 dicembre non possono essere ammessi mandati di pagamento, ad esclusione di quelli riguardanti il pagamento delle retribuzioni, dei contributi previdenziali e assistenziali, delle rate di ammortamento dei mutui o pagamenti aventi scadenza perentoria successiva a tale data.

5. Il Tesoriere estingue i mandati e provvede alla loro restituzione al Servizio Risorse Finanziarie anche in conformità a quanto stabilito con la Convenzione di Tesoreria.

6. Le dichiarazioni, a margine ai mandati, attestanti che la spesa è finanziata con mutui erogabili ai sensi dell'art. 19 della legge 31 gennaio 1978, n. 1, sono firmate dal Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie.

7. Il mandato di pagamento, entro i successivi cinque giorni dall'emissione, è controllato dal Funzionario del Servizio Risorse Finanziarie, il quale ne attesta, con visto, la regolarità e provvede altresì alla trasmissione al Tesoriere e a darne avviso al creditore; l'inoltro al Tesoriere avviene a mezzo di registro, numerato e datato, che deve essere restituito firmato per ricevuta.

8. I mandati di pagamento sono firmati dal Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie.

ART. 42 - PAGAMENTO DELLE SPESE

1. Il pagamento è eseguito dal Tesoriere del Comune, con l'erogazione al beneficiario della somma dovuta e con l'estinzione del relativo mandato.

2. Sotto la sua più stretta responsabilità, il Tesoriere non eroga alcuna somma se i mandati di pagamento non sono conformi alle disposizioni di legge e se non fanno menzione del provvedimento deliberativo/determinazione o comunque del titolo in base al quale il pagamento è disposto.

3. Il Tesoriere effettua i pagamenti derivanti da obblighi tributari, da somme iscritte a ruolo e da delegazioni di pagamento, anche in assenza della preventiva emissione del relativo mandato di pagamento. Il Tesoriere deve darne immediata comunicazione al Servizio Risorse Finanziarie per consentirne la regolarizzazione entro i successivi quindici giorni e, comunque, entro il termine del mese in corso.

4. Dopo che il mandato è stato quietanzato, il Tesoriere vi deve apportare il timbro "Pagato".

5. Il Comune può disporre, su richiesta scritta dei creditori e con espressa annotazione sul titolo, che i mandati di pagamento siano estinti dal Tesoriere con una delle seguenti modalità:
a) accreditamento in conto corrente bancario o postale, intestato al creditore;
b) commutazione in assegno circolare non trasferibile a favore del creditore, da spedire al richiedente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento e con spese a carico del destinatario; gli avvisi di ricevimento vanno allegati al mandato di pagamento;
c) commutazione in vaglia postale ordinario o telegrafico, o in assegno postale localizzato, con tassa e spese a carico del richiedente;
d) commutazione con altri mezzi equipollenti offerti dal sistema bancario.

6. I mandati di pagamento, individuali o collettivi, rimasti interamente o parzialmente inestinti alla data del 31 dicembre, sono commutati d'ufficio dal Tesoriere in assegni postali localizzati o con altri mezzi equipollenti offerti dal sistema bancario.

7. Le dichiarazioni di accreditamento o di commutazione, che sostituiscono la quietanza del creditore, devono risultare sul mandato di pagamento da annotazione recante gli estremi dell'operazione ed il timbro del Tesoriere oppure su documentazione meccanografica da consegnare al Servizio Risorse Finanziarie unitamente ai mandati pagati.

8. Nel procedere ai pagamenti il Tesoriere è tenuto ad osservare le modalità stabilite dalle disposizioni di legge relative alle operazioni effettuate dal sistema bancario e, su richiesta del Comune, a fornire gli estremi di qualsiasi operazione di pagamento, nonché la relativa prova.

9. In caso di situazione di carenza di fondi, il Direttore Finanziario o suo delegato del Servizio Risorse Finanziarie tiene conto delle seguenti priorità:
a) stipendi del personale e oneri riflessi;
b) imposte e tasse;
c) rate di ammortamento dei mutui;
d) obbligazioni contrattuali o di legge il cui mancato pagamento comporti penalità pecuniarie;
e) altre spese correnti, su segnalazione scritta del Responsabile del Servizio, secondo l'intensità dell'interesse pubblico al mantenimento della fornitura o comunque all'acquisizione del bene.

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