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La storia

Pubblicato il 26-07-2016

 

http://www.comune.torino.it/politichedigenere/bm~pix/logtor~s400x400.jpg   La nascita del Coordinamento cittadino  

Con deliberazione del 27 aprile 2000 la Giunta Comunale, su sollecitazione delle associazioni di donne e dell’Azienda Ospedaliera S. Anna, ha istituito il Coordinamento Cittadino Contro la Violenza alle Donne - CCCVD - un gruppo di lavoro interistituzionale permanente aperto alla partecipazione di enti, associazioni ed organizzazioni non aventi fini di lucro. Il Coordinamento nasce con lo scopo di informare e denunciare la violenza contro le donne con ogni strumento idoneo per portare all’attenzione della collettività il grave problema, ancora sommerso nonché incrementare i collegamenti fra strutture pubbliche e private al fine di poter offrire sostegno e dare risposte concrete alle donne che hanno subito violenza (reperimento alloggi, inserimento lavorativo, sostegno per minori ecc.).

Con la citata deliberazione del 27 aprile 2000 la Giunta Comunale ha anche approvato il testo del primo Protocollo di Intesa del Coordinamento che definiva e regolava gli intenti e gli impegni degli aderenti.

In seguito ad un seminario di studio e formazione rivolto a tutte le Componenti del Coordinamento, svoltosi nel novembre 2002, sono state ridefinite le linee progettuali e la struttura organizzativa del Coordinamento, prevedendone quali organi l’Assemblea [1] , il Comitato Organizzativo (attualmente denominato Comitato di Raccordo) [2] e i Gruppi di lavoro.

In particolare, i gruppi di lavoro sono stati individuati con lo scopo di consentire la progettazione e la realizzazione di azioni che rispondessero alle esigenze del territorio e sono stati così definiti:

- gruppo Informazione, Comunicazione e Formazione à volto ad attivare iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza e percorsi di prevenzione e formazione;

- gruppo Emergenza abitativa e nuovi luoghi di accoglienza à finalizzato a risolvere il problema dell’accoglienza (in emergenza e non) delle donne maltrattate e vittime di abusi e a individuare luoghi fisici capaci di “accompagnare le donne” nel loro percorso di uscita dalla violenza;

- gruppo Osservatorio legale e sociale à finalizzato ad attivare modalità di osservazione sull’incidenza dell’applicazione delle norme esistenti in tema di violenza sessuale, definendo nuovi livelli di collaborazione tra i diversi organismi istituzionali, associazioni delle donne e le relative peculiari competenze.

Con deliberazione della Giunta Comunale dell’11 maggio 2004, è stato approvato il nuovo Protocollo d’intesa che acquisisce tale riorganizzazione del Coordinamento.

  La costituzione della Rete provinciale

La Provincia di Torino, accertata la corrispondenza delle finalità e delle attività del Coordinamento con le proprie politiche e i propri interventi e progetti in tema di pari opportunità tra donne e uomini, con deliberazione di Giunta Provinciale del 7 dicembre 2004 ha aderito al Coordinamento.

Nel 2010 la Città di Torino, con deliberazione della Giunta del 29 giugno, e la Provincia di Torino, con deliberazione di Giunta del 20 luglio, recependo le indicazioni della Legge Regionale n. 16 del 2009 (Istituzione di Centri antiviolenza con case rifugio) che assegna competenze in materia alle amministrazioni provinciali, hanno approvato un nuovo Protocollo di Intesa, di durata quadriennale, che prevedeva l’ampliamento del Coordinamento alla Rete provinciale al fine di predisporre una dimensione di intervento coerente con le risorse disponibili sul territorio. È stata quindi variata la denominazione “Coordinamento Cittadino Contro la Violenza sulle Donne” in "Coordinamento Cittadino e Provinciale Contro la Violenza sulle Donne”, senza però modificare l’acronimo CCCVD.

Nel 2013, al fine di rendere operativo l’ampliamento territoriale del Coordinamento, il Protocollo di Intesa 2010 è stato modificato e integrato, cambiando, tra l’altro, l’acronimo CCCVD in CCPCVD, senza però variare la scadenza naturale del Protocollo stesso.

 

L'Attuale protocollo di Intesa

Con deliberazione del 15 luglio 2014 la Giunta Comunale ha approvato il nuovo Protocollo di Intesa del CCPCVD , il cui testo è stato elaborato dal Comitato di Raccordo, congiuntamente alla Città e alla Città metropolitana; è pertanto frutto dell’esperienza acquisita sul campo.

La revisione del Protocollo 2013 è stata attuata per perseguire, tra l’altro, l’obiettivo di rendere la partecipazione al Coordinamento più mirata. Tra i requisiti necessari per aderire al Coordinamento da parte dei soggetti privati, è stato pertanto inserito l’obbligo di avere, tra gli scopi previsti nell’atto costitutivo e/o nello Statuto, il contrasto alla violenza sulle donne e la promozione di una cultura di parità di genere.

Far parte del Coordinamento significa partecipare attivamente e contribuire alle attività del Coordinamento. I soggetti sottoscrittori si devono pertanto assumer l’impegno di aderire a uno o più Gruppi di Lavoro e per i soggetti che offrono servizi di accoglienza/supporto/ascolto rivolti alle donne vittime di violenza, è stato inserito l’obbligo a collaborare al monitoraggio del fenomeno al fine di ottenere una rilevazione sempre più rappresentativa.

Elemento innovativo rispetto ai precedenti Protocolli di Intesa è anche l’aver inserito, tra gli obiettivi che la Rete intende perseguire, la creazione di specifici programmi per il trattamento degli autori di violenza, sia perché ritenuta importante azione di prevenzione alla violenza sulle donne, sia in considerazione del lavoro realizzato dalla Provincia di Torino e proseguito dalla Città metropolitana nell’ambito del “Tavolo per progetti a tutela delle donne vittime di violenza tramite programmi di cambiamento dei maltrattanti” che ha visto la partecipazione sia della Città sia di enti e associazioni del Coordinamento.

 

I gruppi di lavoro

Il Protocollo di Intesa non individua i gruppi di lavoro tematici, ma delega l’Assemblea del Coordinamento a definirli.

Negli anni, valutate le esigenze del territorio, l’Assemblea ha più volte ridefinito i gruppi di lavoro. Attualmente sono operativi quattro gruppi di lavoro:

- lo studio e l’organizzazione di percorsi di formazione rivolti ad operatrici/operatori a più stretto contatto con la violenza (forze dell’ordine, servizi sociali, ecc.)

- lo studio e l’organizzazione di percorsi informativi e di sensibilizzazione ad allieve/i e docenti di Istituti scolastici

- lo studio e l’organizzazione di Campagne di diffusione della cultura di parità e della nonviolenza

- lo studio e l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione della cittadinanza

- l’individuazione di strategie di contrasto a pubblicità offensive

 

Ogni gruppo di lavoro è coordinato da una/un rappresentante del Servizio competente in materia di Pari Opportunità del Comune di Torino e da una/un rappresentante del Servizio competente in materia di Pari Opportunità della Città metropolitana di Torino.

Inoltre ogni gruppo di lavoro ha individuato al suo interno due rappresentanti, scelte/i tra le/gli aderenti al gruppo stesso, quali Componenti il Comitato di Raccordo.

 

Il ruolo del Comune di Torino nella Rete

Il Servizio Pari Opportunità:

il Servizio Pari Opportunità della Città si è assunto specifici impegni nei confronti della Rete del CCPCVD: collaborare, condividere, contribuire a costruire iniziative e progetti, anche coinvolgendo altri Servizi comunali, in un’ottica di smart governance fondata sulla compartecipazione di tutti gli attori nell'ambito del processo decisionale e di sviluppo delle azioni.

 

I Servizi Sociali:

per la prima volta il testo del Protocollo di Intesa è stato concertato anche con i Servizi Sociali della Città che, da sempre, collaborano con il Servizio Pari Opportunità sul contrasto alla violenza di genere, ma che non avevano mai formalizzato la loro collaborazione.

La Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie offre alla Rete un fondamentale supporto, non solo nella progettazione e realizzazione di azioni e iniziative, ma anche e soprattutto nel garantire, attraverso i suoi servizi, accoglienza alle donne che hanno subito violenza e percorsi di uscita dal maltrattamento, resi anche con l’apporto e la collaborazione delle associazioni e degli enti presenti sul territorio.



[1] L’Assemblea è l’organo decisionale del Coordinamento, costituita dalle/dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, dagli Enti e dalle Organizzazioni firmatarie Tra i suoi compiti: nomina della/del Presidente e della/del Vice-presidente del Coordinamento; individuazione delle linee di intervento; definizione dei gruppi di lavoro; approvazione del Protocollo d’intesa e di eventuali modifiche.

[2] Il Comitato Organizzativo (oggi denominato Comitato di Raccordo) è l’organo esecutivo del Coordinamento. Ha un ruolo di verifica e di condivisione delle attività dei gruppi di lavoro e ne garantisce la trasversalità.

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