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Malattie sessualmente trasmissibili: indispensabile riaccendere attenzione sui rischi

Il rischio di contrarre malattie trasmesse sessualmente è sottovalutato dai giovani e giovanissimi, che ancora confondono contraccezione con prevenzione. I dati mostrano scarsissima consapevolezza di quali siano comportamenti corretti in materia di salute tanto che un teenager su due non utilizza il profilattico, neppure nei rapporti occasionali.

Anche di questo si è discusso nel corso della nona edizione di ICAR Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, la manifestazione più importante in Italia dedicata all’AIDS e all’Epatite che si è svolta a Siena con oltre 1000 delegati presenti dall’Italia e dall’estero, organizzata sotto l’egida della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e con il patrocinio di tutte le maggiori società scientifiche di area virologica ed epatologica.

 

NON SOLO HIV
Il preservativo è invece fondamentale per proteggersi dai contagi, che sono in crescita: oltre all’HIV, i centri infettivologici italiani negli ultimi 3-4 anni hanno notato un incremento paria più del doppio dei casi di sifilide. «A queste si aggiungono – spiega il professor Andrea De Luca, Direttore Malattie Infettive Università di Siena – altre infezioni, anche meno gravi, come quelle da Clamidia, ma non prive di conseguenze, tra cui l’infertilità femminile.

L’infezione più diffusa è quella da papilloma virus, per la quale è fondamentale la vaccinazione gratuita per le adolescenti e che verrà ora introdotta anche per i maschi. Essa è la causa del cancro della cervice uterina e dell’ano e delle condilomatosi genitali e anali. Nei contagi, per l’HIV e per le altre malattie, anche se il rischio di un singolo rapporto è basso, se si gioca alla roulette russa prima o poi il proiettile arriva e per questo bisogna proteggersi sempre».

 

VIAGGI: MASSIMA ATTENZIONE ALLE INFEZIONI
Ogni anno, durante l’estate, si contano gli spostamenti di un miliardo di persone, tra turisti e professionisti. Con un elevato rischio di infezioni di ogni tipo. «Normalmente, durante i viaggi e le vacanze, la possibilità di avere degli incontri sessuali occasionali aumenta – spiega il Prof. Massimo Andreoni, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e past president Simit – Non è un caso che, nel periodo successivo a quello estivo, si registri il picco assoluto annuale di pazienti in fatto di infezioni e malattie sessualmente trasmissibili.

Un altro rischio che corriamo sono le infezioni dell’apparato gastroenterico, come diarree e gastroenteriti, legate al consumo di bevande e alimenti non controllati. In alcuni casi si tratta di infezioni pericolose, quindi si consiglia di portare sempre sali minerali e di assimilare molti liquidi».

 

AIDS: RISCHIO SOTTOVALUTATO DAI GIOVANI
Secondo l’UNICEF, nel 2015, nel mondo quasi 2 milioni di adolescenti di età compresa tra i 10 e i 19 anni vivevano con l’HIV. La percezione del rischio di contrarre non solo l’HIV ma anche altre malattie attraverso rapporti non protetti è così bassi che il Ministero della Salute ha deciso di avviare una campagna formativa. «Abbiamo messo a punto una campagna di sensibilizzazione sui social media, rivolta in particolare ai giovanissimi, che invieremo alla Presidenza del Consiglio per una valutazione» ha annunciato il ministro Beatrice Lorenzin in occasione di una conferenza stampa sui 30 anni di attività del Telefono Verde Aids e Ist.

Negli ultimi anni, ha precisato Lorenzin, «c’è stato un abbandono dell’uso del preservativo e le persone non hanno fatto ricorso ai test che consentono di sapere se si è stati infettati». Nel corso della conferenza stampa il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, Gianni Rezza, ha affermato: «Si evidenzia una percezione del rischio notevolmente abbassata nonostante resti rilevante il numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv segnalate dal Sistema di Sorveglianza COA/ISS, che risultano essere nel 2015 pari a 3.444 nuovi casi, con l’incidenza più alta osservata tra le persone di 25-29 anni che rappresentano anche la fascia di età in cui è più alta la disinformazione tra gli utenti del Telefono Verde».

 

Fonte: La Stampa online

Redazione: Polo cittadino della salute