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Vaccini, decreto più leggero. Dieci obbligatori e meno sanzioni

Vaccinazioni obbligatorie che scendono da 12 a 10, lasciando come semplicemente «consigliate», se pure gratuite, quelle contro le meningiti di ceppo B e C, insieme a pneumococco e rotarivirus. Sanzioni pecuniarie drasticamente ridotte e nessun obbligo di segnalare al Tribunale dei minori i genitori che non vaccinano i propri figli, che avrebbero altrimenti rischiato di perdere la patria potestà. Dopo un lungo tira e molla, la maggioranza trova l’accordo su una versione più leggera del «Decreto vaccini», che il Senato ha iniziato a modificare in nottata e che probabilmente la Camera non potrà più ritoccare, pena la decorrenza dei termini per la conversione in legge del provvedimento.

 

Sulle modifiche, riformulate dalla relatrice pd Patrizia Manassero, il Governo tace, ma al posto della titolare della Salute, Beatrice Lorenzin, parla e dà il placet l’Istituto superiore di sanità, l’organismo al quale lo stesso ministro aveva detto volersi uniformare su temi che restano di natura scientifica. E la riformulazione dell’articolo 1 è stata giudicata, dal parere dell’Iss trasmesso alla Commissione sanità di Palazzo Madama, «pienamente rispondente ad affrontare le problematiche epidemiologiche del Paese, così come rappresentate dall’Istituto superiore di sanità negli ultimi tre anni».

 

Così per iscrivere i propri figli a materne ed asilo ed evitare multe per i ragazzi che frequentano elementari, medie e primi due anni delle superiori, restano ora obbligatori i vaccini contro: poliomelite, tetano, difterite, epatite B, hemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Diventano solo «consigliati» ma totalmente gratuiti quelli contro meningococco B e C, oltre a quelli contro pneumococco e rotarivirus, che prima non figuravano nel decreto. «Una soluzione equa, concordata anche con i gruppi della Camera», assicura il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, preannunciando così che dietrofront non ce ne saranno. Il perché dell’alleggerimento della lista degli obbligatori lo spiegano i dati epidemiologici, che rispetto al meningococco B non consentono di parlare di epidemia, mentre i casi del ceppo C sono concentrati in Toscana dove è già in atto una campagna di vaccinazione di massa gratuita.

 

La lista degli obbligatori potrà comunque allungarsi o restringersi a tre anni dalla legge di conversione del decreto, in funzione dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, monitorati da una commissione ad hoc istituita dal Ministero. Quindi i 10 vaccini obbligatori potranno diventare anche meno se supereranno la soglia del 95% di immunizzati, sopra la quale scatta l’effetto gregge che impedisce ai virus di trasmettersi. O di nuovi potrebbero entrare nel recinto dell’obbligatorietà in caso di focolai epidemici.

 

Per i vaccini «consigliati», contro le meningiti di ceppo B e C, il pneumococco e il rotarivirus, il nuovo emendamento prevede invece che le regioni ne assicurino «l’offerta attiva e sicura per i minori di età compresa tra zero e sedici anni».

 

Multa più soft per i genitori che non vaccinano i figli iscritti a elementari, medie e primi due anni delle superiori. Con l’assenso del governo, un altro emendamento riduce infatti la sanzione massima da 7.500 a 2.500 euro. Si va anche verso la soppressione della disposizione che obbligava la segnalazione dei genitori inadempienti alla Procura dei minori per gli adempimenti di competenza. Che in casi estremi avrebbero comportato la revoca della potestà genitoriale. Una misura giudicata eccessiva anche da diversi pro-vax.

 

Fonte: La Stampa online

Redazione: Polo cittadino della salute