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Salute e persona: un e-book sul lavoro, la formazione e il welfare

Il volume curato da ADAPT tratta con un approccio trasversale e interdisciplinare la complessa questione della tutela della salute sul luogo di lavoro

Jobs Act, collocamento mirato, attuazione e riforma della legge 68/1999, contrattazione collettiva, nuove tecnologie. Sono tanti i temi affrontati dall’e-book di ADAPT “Salute e persona: nella formazione, nel lavoro e nel welfare” curato da Silvia Bruzzone, tutti riconducibili al binomio salute e lavoro.

Salute e lavoro

La tutela della salute sul luogo di lavoro è un tema sempre più approfondito e discusso da diversi punti di vista: giuridico, economico, medico, psicologico. In tempi recenti, da un approccio negativo alla questione – tradottosi nell’astensione da comportamenti o situazioni rischiose volta a prevenire infortuni e malattie professionali, o nella generica collocazione lavorativa di persone con disabilità senza particolari investimenti- si è passati ad un approccio positivo.

Attualmente si parla infatti di tutela della salute in termini positivi, ossia concependo la salute come il frutto di un percorso determinato da numerose variabili, non uno stato immodificabile. Già nel 1948 l’OMS aveva adottato la definizione di “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”. Non è più sufficiente quindi definire i rischi di un luogo di lavoro o risarcire chi subisce una perdita di salute a causa dei medesimi ma mettere in atto comportamenti positivi di prevenzione e promozione. Ugualmente non è sufficiente garantire un posto di lavoro ad una persona con disabilità bensì è necessario favorire un effettivo inserimento sul posto di lavoro perché la persona possa vedere valorizzate le proprie competenze, se necessario attraverso l’adozione di ausili tecnologici.

Una visione poliedrica del binomio salute/lavoro

Per la curatrice del volume la chiave per affrontare questa grande sfida della salute nel lavoro è l’innovazione sociale. Ma quali sono i principali spazi d’innovazione nella promozione della salute nel lavoro?

In primo luogo le nuove possibilità offerte dal quadro normativo, in particolare dalla legge 68/1999 così come riformata dal Jobs Act, che sono approfondite nella prima parte dell’e-book. Tra queste particolare attenzione meritano le disposizioni sul collocamento mirato, relativamente al quale Lidia Prato ha approfondito la storica esperienza genovese, mentre Claudio Messori il progetto R.O.A.D.

Un altro tema significativo è la contrattazione collettiva (trattata da Silvia Stefanovichj all’interno della seconda parte) che, se ben gestita dalle parti sociali, può introdurre nella vita aziendale misure utili a favorire l’inserimento di persone con disabilità o a supportare i loro care-giver, divenendo così uno strumento di conciliazione vita-lavoro. Varie sono infatti le misure attuabili da un’impresa, come l’istituzione di un osservatorio aziendale o della figura del disability manager a cui è dedicata l’intera terza parte.

Il disability manager è il “responsabile dell’inserimento lavorativo”, la figura che all’interno di un’azienda si occupa di tutti i processi inerenti l’inserimento del lavoratore con disabilità al fine di valorizzarne il potenziale. La terza parte tratta le diverse sfaccettature del disability management portando alcune esperienze concrete e contestualizzandolo all’interno del più ampio diversity management.

Diritti, innovazione sociale, multidisciplinarietà

Tanti sono i temi toccati nella pubblicazione; non possono essere tralasciati gli approfondimenti in materia di diritto del lavoro ampliamente trattati tra la prima e la seconda parte. A giudizio di chi scrive è però opportuno mettere in evidenza alcuni aspetti che caratterizzano trasversalmente l’intera opera.

Il primo aspetto è l’approccio ai diritti inteso come orientamento a promuovere attivamente i diritti della persona con disabilità attraverso tutti gli strumenti disponibili. Non è sufficiente che un diritto, ad esempio il diritto ad accedere al mercato del lavoro, sia sancito da una legge, bensì è necessario che sia attuato nelle concrete situazioni di vita, ad esempio mediante i contratti collettivi di lavoro e nei processi produttivi di una impresa.

Nello specifico caso della disabilità possono incidere anche gli strumenti di analisi e valutazione; è segnalata infatti come problematica l’incompleta implementazione dell’I.C.F. (International Classification of Functioning, Disability and Health) nella nostra rete dei servizi. È ben diverso adottare un modello esclusivamente medico o un modello bio-psico-sociale; il secondo infatti basandosi su una visione complessiva della persona umana consente di strutturare la valutazione non sulla patologia o la menomazione, bensì sul funzionamento della persona superando così discriminazioni tra le disabilità gravi o gravissime, ritenute spesso prive di fondamento, almeno dal punto di vista operativo.

Per attuare concretamente i diritti è necessario che vengano implementati processi di innovazione sociale che consentano di rispondere meglio, in forma più completa ed efficace, ai bisogni delle persone, senza però perdere di vista le esigenze di flessibilità della società odierna, in particolar modo del mercato del lavoro. L’innovazione sociale, in sé un concetto lato, può passare attraverso l’implementazione del diversity e disability management, dall’utilizzo delle nuove tecnologie e dalla valorizzazione della contrattazione collettiva e aziendale.

Non vi può però essere innovazione sociale se manca l’interdisciplinarietà. Lo stesso modello bio-psico-sociale si basa su una visione globale della persona e richiede l’apporto di competenze diverse, mediche, pedagogiche, psicologiche, giuridiche, finanziarie. Le stesse pratiche di disability management, che sono uno degli sviluppi più interessanti e peculiari delle trasformazioni in corso, richiedono l’incrocio di competenze e conoscenze diverse, dalle scienze dell’organizzazione alla psicologia del lavoro, dal management aziendale, al diritto del lavoro. L’e-book curato da Bruzzone offre un utile contributo ad approfondire queste tematiche con un approccio trasversale e concreto, prezioso per tutti coloro che a vario titolo operano nel settore.

Fonte:   secondowelfare

(c.a.)

 

  1. v.

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 13 aprile 2018 Stampa la pagina

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