Città di Torino

Comitato per le Pari Opportunità e la tutela dal Mobbing

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CODICE DI COMPORTAMENTO PER LA TUTELA DELLA DIGNITÀ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL COMUNE DI TORINO

Il problema delle molestie sessuali e delle discriminazioni nei luoghi di lavoro costituisce materia di studio e di elaborazione in Europa da oltre trent’anni. E’, infatti, del 1976 la prima Raccomandazione, la  76/207/CEE, con cui il Consiglio Europeo invita  gli stati membri a rimuovere nei luoghi di lavoro le discriminazioni basate sul sesso.

Nel novembre 1991 la Commissione della Comunità europea approva la Raccomandazione  92/131/CEE sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini nel mondo del lavoro, la quale con l’affermazione “Ogni comportamento a connotazione sessuale, compreso quello di colleghi/e e superiori costituisce un’intollerabile violazione della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”, inoltre “costituisce violazione del principio di parità di trattamento”, sottolinea, ancora una volta, come gli interventi in tema di molestie sessuali  si collochino in un quadro di misure tese alla tutela dei diritti individuali e collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori.

Tale Risoluzione sollecita gli Stati membri ad elaborare un codice di condotta o di comportamento   da adottare nella lotta contro le molestie sessuali . Il codice ha lo scopo di prevenire e contrastare il verificarsi di casi di molestie sessuali e, ove questi si verifichino, di  garantire la tempestiva attivazione di procedure che consentano di affrontare il caso e di evitarne la ripetizione.

Con il passare degli anni i Codici di Comportamento si sono adeguati alla normativa antidiscriminatoria prevedendo forme di tutela, oltre che per le molestie sessuali, anche per le discriminazioni e per il mobbing sul posto di lavoro.
Il Codice di comportamento per la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Torino   è stato redatto dal Comitato nel 1998 e recepito formalmente dall’Ente con apposito provvedimento comunale.

Nel 2000 sono state apportate modifiche ed aggiunte, integrando la definizione di molestie sessuali con quella di molestie morali e psicologiche e specificandone le tipologie.

Nel 2010 il Comitato pari opportunità dell’Ente e la Consulente di Fiducia hanno provveduto a rivedere ed aggiornare il Codice di comportamento alla normativa antidiscriminatoria più recente ampliandone gli ambiti di competenza prevedendo, quindi, anche la tutela da ogni forma di discriminazione ai sensi del Decreto Legislativo 9 luglio 2003 n. 215 - Attuazione della Direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, e del Decreto Legislativo 9 luglio 2003 n. 216 - Attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro.

Un altro importante impulso legislativo viene promosso con la Direttiva 73/2002 del Parlamento e del Consiglio europeo con la quale si dà attuazione ai principi di parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione, alla promozione professionale e alle condizioni di lavoro.

La Direttiva 73/2002, che modifica la Direttiva 207 del 1976, assume particolare rilevanza quando si pronuncia sulle molestie sessuali, che qui vengono equiparate a discriminazioni per sesso, sottolineando che esse  si producono non solo nel lavoro ma anche nella fase di accesso e durante la formazione.

La Direttiva 73/2002,  recepita dall’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo 145/2005, prevede all’art. 3 un’importantissima novità: l’estensione del divieto di discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro non solo più in forma subordinata, ma anche in forma autonoma e in qualsiasi altra forma contrattuale.

Comitato per le Pari Opportunità e la tutela dal Mobbing :
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