vai ai contenuti vai al menu

Cittą di Torino - ITER

Città di Torino

ITER

Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile


torna su


home > profilo > metodo

Metodo

Tempi e spazi per le esperienze

L'urgenza che fuori dalla scuola esista un ambiente di apprendimento altro, che dialoghi con la scuola, entrando in relazione e progettando nel rispetto delle singole autonomie, è confermata anche dai recenti studi sull'apprendimento visto come capacità di superare e rivoluzionare le strutture mentali acquisite.

La vita è fatta di continui apprendimenti che rinnovano le nostre esperienze sulla base di una società non più statica ma in continua trasformazione. Sappiamo che non bastano più le conoscenze apprese a scuola, dobbiamo essere in grado di guardare all'apprendimento in modo dinamico, padroneggiare le informazioni per arrivare alle competenze, nella convinzione che non esiste un unico stile di pensiero, un unico modo di ragionare, ma diversi modi di imparare, diversi punti di vista.

L'azione educativa svolta, ad esempio, nei Centri di Cultura consente di fornire interventi di ricerca e attività espressive-creative che si collegano al lavoro fatto a scuola senza ripetizioni e obbligatorie continuità.
Attraverso il pensiero divergente si collegano le esperienze in una mappa mentale che aiuta a migliorare i comportamenti e quindi favorisce l'apprendimento. Si costruisce un pensiero che non è uguale agli altri, ma è attento ai propri talenti , in una parola dà sicurezza e consente di controllare le emozioni.

Per raggiungere questi obiettivi occorre considerare alcuni fattori collegati con gli stili di pensiero, primo fra tutti l'attenzione . Oggi un bambino di scuola elementare incomincia a distrarsi dopo 15 minuti, l'attenzione sale fino a 30-45 minuti nella scuola superiore. Un intervento che voglia favorire l'apprendimento deve considerare questi tempi e pertanto strutturare esperienze intense e di senso compiuto, possibilmente con un durata che non sia di ossessiva ripetitività.

L'apprendimento è collegato alla motivazione, è quindi necessario che l'ambiente in cui si struttura l'esperienza sia diverso da quello dell'aula scolastica e sia in grado di stupire, di interessare, di accogliere il bambino e portarlo a familiarizzare con esso.

La metodologia di intervento privilegia la relazione, sia con adulti sia con coetanei, con un'attenzione particolare all'esplorazione di tutto ciò che ci circonda, alla capacità di porsi e farsi domande, di incuriosirsi e fare ricerca. L'idea metodologica del laboratorio prevede il lavoro di gruppo,
l'esplorazione, il gioco e si richiama all'eterogenea corrente di pensiero che nell'attivismo si riconosce e che vede nella continuità reale e praticata fra attività all'interno dell'aula scolastica e esperienza in atelier il contesto formativo adeguato per rispondere agli interessi concreti dell'infanzia.

A questa funzione i Centri di Cultura affiancano un servizio ricreativo per il tempo libero che li connota come luoghi in cui i bambini si incontrano per giocare e stare insieme, senza dover compiere un percorso che prevede un determinato rendimento o necessariamente un prodotto finale.
Significa usare il luogo per esercitare il diritto/bisogno dei bambini al gioco, esperienza ormai a rischio di estinzione per le note limitazioni di spazi, omologazioni a esigenze di mercato e sviluppo di competitività che richiama la nostra società.


ITER è prodotto dalla Città di Torino e aggiornato dalla Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile ,
in collaborazione con il Servizio Telematico Pubblico .
Copyright 2007 Città di Torino. Supplemento a STP, aut. Trib. di Torino n. 5059 del 19.09.97, dir. resp.: Franco Carcillo.
Condizioni d'uso, privacy e cookie

crediti


torna su