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1864-1870. Una trasformazione faticosa e sofferta

Copertina della pubblicazione Dalla cittą dei servizi alla cittą dell'industria
a cura di Giuseppe Bracco

Due anni fa, in questa collana, è apparso il libro "1859 – 1864. I progetti di una capitale in trasformazione" dedicato ai programmi elaborati dagli amministratori locali per preparare per Torino un futuro confacente al nuovo ruolo che la Città avrebbe dovuto svolgere nel più ampio contesto italiano, dopo la raggiunta Unità nazionale; il presente volume, quindicesimo degli "Atti consiliari. Serie storica", in allora preannunciato, si pone l'obiettivo di completare l'esposizione delle intere vicende che portarono alla trasformazione della Città, non più centro di servizi.

Nel 1864, dopo la Convenzione di settembre, che stabiliva in Firenze la nuova capitale, nell'aula del Consiglio Comunale di Torino fu necessario affrontare l'emergenza, non attesa in tempi così ristretti, ed affinare programmi e progetti, in un clima pesantemente influenzato dai funesti avvenimenti dell'autunno. Se da un lato gli amministratori più illuminati avevano già cercato di predisporre la Città all'evento, ritenuto ineluttabile, ma apparentemente ancora lontano, dall'altro l'opinione pubblica non era completamente preparata. Il timore maggiore era provocato dalla carenza di risorse che si sarebbe verificata, dalla quale sarebbero derivate difficoltà non solo per la realizzazione di tutti i progetti avviati, ma anche per la stessa vita quotidiana dell'intera cittadinanza, a causa di una crisi economica generalizzata.

La tradizione torinese ricorda con orgoglio la capacità dimostrata nella trasformazione, ma quasi nessuno conosce le incertezze ed i sacrifici che si dovettero sopportare e le energie che furono messe in campo. Così, pochi rammentano le numerose difficoltà che accompagnarono la vita dei torinesi di quegli anni, chiamati ad affrontare la grave epidemia di colera ed a contribuire ancora al completamento del Risorgimento con la terza guerra d'indipendenza, attraverso un ulteriore sacrificio di uomini, inviati a migliaia al fronte.

Tre sindaci, Emanuele Luserna di Rorà, Filippo Galvagno e Cesare Valperga di Masino, guidarono in quegli anni l'amministrazione civica e si confrontarono con la trasformazione. Il programma definitivo fu dettato ancora dal primo, affinando quello che aveva già abbozzato sin dal 1862. Industria e commercio, stabilimenti educativi, stabilimenti militari e gradevolezza del soggiorno furono i quattro punti ritenuti fondamentali e che i successori cercarono di realizzare, con una modernità di vedute che conserva ancora una validità di fondo.

Quasi la metà dei consiglieri comunali di Torino di quegli anni si ritrovarono a sedere nelle aule del Parlamento italiano e furono in grado di supportare l'azione amministrativa municipale, fornendo sostegni di vario tipo, non ultimo un sostanzioso contributo finanziario, con la legge firmata sin dal 18 dicembre 1864 dal consigliere comunale Quintino Sella, ministro delle finanze.

Appartiene pure alla tradizione torinese la vicenda della costruzione di canali d'acqua per fornire energia allo sviluppo dell'industria. Fu questo uno dei temi che più occuparono il dibattito nell'aula consiliare e che divisero l'opinione pubblica cittadina. La spesa sarebbe stata grande, se quanto aveva immaginato il Rorà si fosse realizzato, e quasi nessuno era disposto a caricarsi di nuovi oneri fiscali. Alla fine si ripiegò sul più modesto canale della Ceronda, utile innanzitutto ai nuovi stabilimenti militari, i quali appaiono come i maggiori impianti industriali di quegli anni, ma anche come precursori nella creazione di una diffusa classe di lavoratori specializzati in quasi tutti i campi, pronti a rispondere alle richieste di una industria privata che sarebbe giunta in seguito.

Questi i principali argomenti che il Prof. Giuseppe Bracco, autore anche di questo volume, ha sviluppato nelle pagine che seguono, con la consueta precisione e competenza, fornendo non solo un quadro esaustivo di tale periodo, ma indicando suggestivi elementi di riflessione, utili per meglio comprendere l'attuale situazione della nostra Città, che presenta non poche analogie con la Torino in trasformazione del 1864-1870.

Mauro Marino
Presidente del Consiglio Comunale di Torino

Torino, dicembre 2002


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