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Domande Frequenti

[aggiornato il 30 Giugno, 2017]

ESERCIZI PUBBLICI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

ESERCIZI PUBBLICI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

1) Tipologia dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande
L’art. 7 della Legge Regionale n. 38/2006  prevede che:
Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono costituiti da un’unica tipologia: esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione.
Gli esercizi somministrano nei limiti previsti dalle norme igienico sanitarie.
La tipologia di attività deve essere conforme alle norme previste per la valutazione dei requisiti igienico sanitari di cui all’art. 2 del DPGR 3 marzo 2008, n. 2/R nonché delle disposizioni stabilite dal vigente Regolamento Edilizio della Città.   
Decreto della Presidente della Giunta Regionale 3 marzo 2008, n. 2/R.
In merito ai requisiti igienico sanitari, si informa che la competenza è dell’ ASL TO 1 – Servizio alimenti e Nutrizione – Via della Consolata n. 10 – Torino, pertanto le informazioni devono essere acquisite presso tale Ente.
2) Validità dell’iscrizione al Registro Esercenti il Commercio (REC) quale requisito professionale per iniziare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande?
In riferimento all’iscrizione nel registro esercenti il commercio per l’attività di somministrazione alimenti e bevande, la Legge 4 agosto 2006, n. 248 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223” ha soppresso l’iscrizione al REC anche per l’attività di somministrazione alimenti e bevande.

Con 
risoluzione n. 61559 – 31 maggio 2010 il Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che:
“può ritenersi valido, ai fini del riconoscimento della qualificazione professionale per ambedue i settori (vendita e somministrazione) anche il possesso dell’iscrizione al Registro Esercenti il Commercio di cui alla legge 11 giugno 1971, n. 426 ottenuta per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettere a), b) e c) dell’art. 12, comma 2 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375.
L’art. 12  comma 2 del DM 375/88 recita: “ (…) le tabelle merceologiche di cui all’allegato 5 del presente decreto vengono distinti nei seguenti gruppi omogenei:
tabelle I, VI, VII
tabelle II, III, IV, V
tabella VIII.”

N.B. l'iscrizione dell'impresa al Registro delle Imprese non è rilevante. .
3) Validità del diploma di scuola secondaria superiore o di laurea quale requisito professionale per iniziare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande
I requisiti professionali sono stabiliti dall’art. 71, c. 6, del D.Lgs. 26/03/2010 n. 59 e smi, in base al quale:
 “ L'esercizio, in qualsiasi forma e limitatamente all'alimentazione umana, di un'attività di commercio al dettaglio relativa al settore merceologico alimentare o di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande e' consentito a chi e' in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;
b) avere, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d'impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale;
c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.
6-bis. Sia per le imprese individuali che in caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali di cui al comma 6 devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale, ovvero, in alternativa, dall'eventuale persona preposta all'attività commerciale.”

Per la validità del diploma posseduto, si può consultare la circolare esplicativa pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico sui titoli validi ai fini dell'avvio di attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande al seguente sito web:
http://www.tuttocamere.it/files/commercio/2011_3642_Circ_MSE.pdf

Nella suddetta circolare n. 3642/C del 15 aprile 2011 prot. 0072741,   il Ministero dello Sviluppo Economico, ha precisato che: la valutazione sulla validità di un titolo è fondata sulla verifica dei programmi di studio prescritti. Su detta base, infatti, va valutata la capacità del corso di garantire la conoscenza del Commercio, degli alimenti e/o della preparazione e manipolazione dei medesimi. Va rilevato infatti, che, in ogni caso, i termini “commercio”, “preparazione” e “somministrazione”  sono sempre da intendersi riferiti agli alimenti .

Al punto 2.1 della già citata circolare, il Ministero non ritiene , ai fini del riconoscimento della validità dei diplomi del secondo ciclo di istruzione, di dover includere i licei, gli istituti tecnici e professionali nei cui piani formativi non siano presenti materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Pertanto qualora
- il corso per l'ottenimento del diploma/laurea risulti almeno triennale e tra le materie di insegnamento frequentate per l’ottenimento del diploma/laurea,  almeno una di esse sia riferita agli alimenti, il titolo di studio posseduto può ritenersi valido per l’avvio dell’attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande, diversamente non può ritenersi valido .
4) Quale requisito professionale specifico occorre per poter aprire un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande avendo conseguito una qualifica professionale in uno Stato comunitario o extracomunitario?
La disciplina per il riconoscimento delle qualifiche professionali, prevista dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, permette di accedere, se in possesso dei requisiti specificamente previsti, alla professione corrispondente per la quale i richiedenti sono qualificati nello Stato membro d’origine e di esercitarla alle stesse condizioni previste dall’ordinamento italiano.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con nota del 9 marzo 2009 ha precisato che:
Con il D.Lgs 9 novembre 2007, n. 206 relativo al riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all’estero, l’Italia ha recepito la Direttiva 2005/36/CE. I destinatari di questa normativa sono tutti i cittadini stranieri – comunitari ed extracomunitari  - che intendono esercitare un’attività professionale in uno Stato diverso da quello in cui è stata conseguita la relativa qualifica. La novità di questa normativa è quella di prendere in considerazione la “qualifica professionale” nel suo complesso – comprensiva dell’esperienza professionale acquisita esercitando materialmente l’attività – e non solo quella attestata da un titolo di studio o di formazione professionale; ciò consente di ottenere il riconoscimento della qualifica anche in assenza di un titolo di studio specifico, ove l’esperienza professionale sia stata maturata per un congruo numero di anni.”

Tutti i cittadini sia appartenenti all’Unione Europea che a Stati extracomunitari che intendono esercitare sul territorio italiano una professione che richieda requisiti professionali possono chiedere il riconoscimento della qualifica professionale certificata da un titolo di formazione, da un attestato di competenza o da un’esperienza professionale, attraverso un percorso concluso di studi o l’acquisizione di esperienza nel settore, acquisita mediante un periodo continuativo di esercizio dell’attività in questione.
Per ottenere questo riconoscimento il cittadino – comunitario o extracomunitario – deve presentare apposita domand a, il modulo (e altri dati utili per la presentazione della domanda) può essere scaricato dal sito Internet del Ministero dello sviluppo economico www.sviluppoeconomico.gov.it .
5) L’impresa individuale che non risulta essere in possesso dei requisiti professionali, può nominare un soggetto in possesso dei requisiti professionali quale delegato/preposto ai fini dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande?
L’art. 71 c. 6 bis del D.vo 59/2010 e smi prevede che:
Sia per le imprese individuali che in caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali di cui al comma 6 devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale, ovvero, in alternativa, dall’eventuale persona preposta all’attività commerciale

Pertanto, anche in caso impresa individuale, se i requisiti professionali non sono posseduti dal titolare, può essere nominato un delegato/preposto in possesso dei requisiti professionali.

Si informa altresì che:
Con risoluzione n. 227860 dell'8 luglio 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che:
un soggetto che svolge la funzione di preposto per una unità locale di somministrazione di alimenti e bevande ubicata in un Comune di una determinata Regione può svolgere altresì la funzione di preposto in un altro Comune di una Regione diversa da quella nella quale già opera, ove tale preposizione alla relativa attività commerciale sia comunque effettiva.

Pertanto uno stesso soggetto può svolgere la funzione di preposto per più esercizi.

Con riguardo alle responsabilità attribuibili alla figura del preposto, si invita a consultare la suddetta risoluzione (sul sito del Ministero) e le note in essa richiamate.
6) Uno stesso soggetto (ditta individuale o delegato di una società) può ricoprire il ruolo di persona in possesso dei requisiti professionali presso più esercizi?
L’ART. 71 C. 6 bis del D.Lgs 59/2010 e smi prevede che:
Sia per le imprese individuali che in caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali di cui al comma 6 devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale , ovvero, in alternativa, dall'eventuale persona preposta all'attività commerciale .

Con risoluzione n. 227860 dell'8 luglio 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che:
un soggetto che svolge la funzione di preposto per una unità locale di somministrazione di alimenti e bevande ubicata in un Comune di una determinata Regione può svolgere altresì la funzione di preposto in un altro Comune di una Regione diversa da quella nella quale già opera, ove tale preposizione alla relativa attività commerciale sia comunque effettiva.

Pertanto uno stesso soggetto può svolgere la funzione di preposto per più esercizi.

Con riguardo alle responsabilità attribuibili alla figura del preposto, si invita a consultare la suddetta risoluzione (sul sito del Ministero) e le note in essa richiamate.
7) Il possesso del diploma di ragioneria è un requisito valido per svolgere la funzione di delegato ai fini dell’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande?
Il Ministero per lo Sviluppo Economico, con nota prot. 0107174 del 6 giugno 2011, ha precisato che qualora il Diploma di Ragioniere sia stato conseguito prima del nuovo ordinamento commerciale, denominato IGEA (indirizzo giuridico Economico Aziendale), entrato in vigore nell’anno scolastico 1996/1997, il possesso di detto diploma è ritenuto valido , ai fini dell’abilitazione per l’avvio dell’attività di commercio  relativa al settore merceologico alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande, in quanto prima di tale riforma, era presente nei corsi di studio degli istituti tecnici commerciali (nei quali era ricompresso il corso che consentiva il conseguimento del diploma di Ragioniere e Perito Commerciale) la materia “Merceologia”, che certamente conteneva all’epoca nozioni di merceologia riferibili ai prodotti alimentari. (cfr. risoluzione n. 52955 del 23 marzo 2011.

Di conseguenza NON possono costituire titolo ai fini della qualificazione professionale per l’attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande, i diplomi di Ragioniere Perito Commerciale il cui percorso formativo si inserisce in un orientamento di studi prettamente economico che non include materie attinenti in modo specifico al commercio degli alimenti, alla preparazione e manipolazione dei medesimi.
8) Il corso di formazione professionale per somministrazione di alimenti e bevande svolto in forma on-line è ritenuto valido nella Regione Piemonte?
Il corso di formazione professionale effettuato presso un’altra Regione è ritenuto valido nella Regione Piemonte?
Con nota Prot. 4325 del 10 aprile 2014, la Direzione Attività Produttive della Regione Piemonte ha precisato che:
la Regione Piemonte ha approvato i contenuti e le modalità di svolgimento dei corsi di formazione professionale per l’accesso e l’esercizio delle attività di commercio nel settore alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande con D.G.R. n. 13-2089 del 24.05.2011. Non sono previste modalità di svolgimento del corso diverse da quanto stabilito dalla D.G.R. citata, escludendosi modalità di formazione on line.
Tuttavia, nella sezione II della D.G.R. n. 13-2089/2011 il punto 2.1.4 (riconoscimento delle qualifiche professionali in favore dei soggetti provenienti da fuori Regione) viene riconosciuto il possesso dei requisiti professionali per l’esercizio dell’attività di cui trattasi, nel caso in cui le stesse consentano nella regione di provenienza l’esercizio della medesima attività.
Pertanto, è possibile il riconoscimento della qualifica professionale richiesta dalla legge in Regione Piemonte, se il corso on line - organizzato da un ente di formazione professionale di un’altra Regione - consente l’esercizio dell’attività in questione nell’ambito del territorio regionale di quest’ultima .

In tali casi, nei moduli pubblicati alla pagina: http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
occorre compilare il riquadro, dedicato alla dichiarazione dei requisiti professionali, in caso di corso professionale effettuato in altra Regione .
9) Quale livello di inquadramento occorre avere chi ha prestato la propria opera per almeno due anni, (anche non continuativi, nel quinquennio precedente presso imprese esercenti l’attività di vendita nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande) in qualità di dipendente qualificato ?
In base alla risoluzione  n. 51281 del 28 febbraio 2012 del Ministero dello Sviluppo Economico è stato precisato che “ con riguardo ai due contratti collettivi nazionali maggiormente significativi nell’ambito del settore terziario (c.c.n.l. terziario e turismo e pubblici esercizi), l’inquadramento almeno al quarto livello è stato considerato condizione indispensabile per il riconoscimento del possesso della qualificazione professionale in discorso…..(omissis…) il dipendente qualificato è colui che è in possesso di conoscenze specifiche nonché specialistiche nello svolgimento di compiti operativi ed esecutivi, condizione riscontrabile, ad avviso della scrivente, a partire del quarto livello di entrambi i contratti citati”

Pertanto qualora il livello di inquadramento risultante dal contratto risulti essere:
10) Si può ritenere che un soggetto abbia maturato i requisiti professionali per lo svolgimento dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande nel caso in cui lo stesso abbia svolto attività lavorativa in un’impresa del relativo settore in qualità di associato in partecipazione ?
Per quanto riguarda la qualità di associato in partecipazione: il Ministero dello Sviluppo Economico con risoluzione n. 95101 del 22.7.2010 ha precisato che : stante le caratteristiche del contratto di associazione in partecipazione di cui agli articoli dal 2549 al 2554 del codice civile e le modalità del coinvolgimento dell’associato nella gestione dell’impresa, può ritenersi in possesso della qualificazione professionale prevista per l’avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande il soggetto che per due anni, negli ultimi cinque , ha esercitato, presso un’impresa svolgente la medesima attività di somministrazione, in qualità di associato in partecipazione, con regolare posizione Inps e Inail.

L’esperienza lavorativa deve risultare acquisita con riferimento al quinquennio antecedente la data di presentazione della  segnalazione certificata di inizio attività/domanda. .
11) Ai fini del conteggio dei due anni di attività lavorativa, può ritenersi valida l’attività svolta con contratto di apprendistato?
Con risoluzione n. 5885 del 14.01.2011 il Ministero per lo Sviluppo Economico ha precisato che NON si può considerare valido l’aver prestato la propria collaborazione con un contratto di apprendistato.
12) Vorrei aprire un bar/ristorante/pizzeria in Torino.
Cosa presentare. Come verificare la zona nella quale è ubicato l’esercizio.
Come calcolare il fabbisogno di parcheggi dovuto e l’eventuale importo da versare in caso di monetizzazione dei parcheggi.
Per l’apertura di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande in qualsiasi zona del comune di Torino,  è necessario presentare una segnalazione certificata di inizio attività
I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 301)
Con la presentazione della SCIA, l’interessato può iniziare l’attività. Non segue il rilascio di autorizzazione da parte del Comune. Tra le informazioni:
Sempre all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps sono consultabili le planimetrie delle aree soggette a limitazione.   L’apertura in tali aree è ammessa su superfici di somministrazione non inferiori a mq. 50.
Nelle aree soggette a limitazione è ammessa l’apertura di esercizi pubblici aventi una superficie inferiore a mq. 50 di tipologia sanitaria 1   complementare ad attività artigianali esclusive di pasticceria e/o gelateria . L’apertura di queste ultime è subordinata alla presentazione di apposita istanza.
I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della domanda sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 300)

Si informa altresì che:
In merito ai requisiti igienico sanitari dei locali destinati alla somministrazione di alimenti e bevande (superficie cucina, dotazione di servizi igienici, canna fumaria ecc..) gli stessi sono stabiliti dal:
Sempre in merito ai requisiti igienico sanitari, si informa che la competenza è dell’ ASL TO 1 – Servizio alimenti e Nutrizione – Via della Consolata n. 10 – Torino, pertanto le informazioni devono essere acquisite presso tale Ente.

In merito agli aspetti edilizi
, zona urbanistica, deroghe sull’abbattimento delle barriere architettoniche ecc., le informazioni devono essere acquisite presso il competente Ufficio Tecnico dei LL.PP. – P.zza San Giovanni, 5.

La verifica della zona nella quale è ubicato l’esercizio ed il calcolo di quanto dovuto ai fini della monetizzazione dei parcheggi  viene effettuato da questo Servizio esclusivamente durante l’attività istruttoria delle pratiche presentate .
13) Quali sono le aree soggette a limitazione all’apertura e al trasferimento degli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande?
Le aree soggette a limitazione previste dall’art. 12 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 sono le seguenti:

1) nell’area delimitata dalle seguenti vie su entrambi i fronti via: Via Giolitti, Via delle Rosine, Via Po, Piazza Vittorio Veneto, Via Giulia di Barolo, Via Verdi, Via Roero di Cortanze, Corso San Maurizio, Via Montebello, Largo Montebello, Via Montebello, Corso Regina Margherita (civici dispari), Via Bava, Corso San Maurizio, Lungo Po Cadorna, Lungo Po Diaz, l’apertura dei nuovi insediamenti ed il trasferimento di attività già in esercizio sono ammesse su superfici di somministrazione non inferiori a mq. 50. La riduzione della superficie di somministrazione negli esercizi in attività è ammessa solo nel caso in cui la superficie di somministrazione residuale non risulti inferiore a mq. 50. In caso di trasferimento, fatto salvo quanto previsto dall’art. 3, non è ammesso il trasferimento mediante accorpamento di più autorizzazioni o S.C.I.A..

2) nell’area delimitata dalle seguenti vie: Via Galliari su entrambi i fronti, Via Madama Cristina, Corso Marconi, Via Nizza, l’apertura dei nuovi insediamenti ed il trasferimento di attività già in esercizio sono ammesse su superfici di somministrazione non inferiori a mq. 50. La riduzione della superficie di somministrazione negli esercizi in attività è ammessa solo nel caso in cui la superficie di somministrazione residuale non risulti inferiore a mq. 50. In caso di trasferimento. fatto salvo quanto previsto dall’art. 3, non è ammesso il trasferimento mediante accorpamento di più autorizzazioni o S.C.I.A.
Le vie: Via Madama Cristina, Corso Marconi e Via Nizza, devono intendersi esclusivamente come limite perimetrale e pertanto escluse dalla suddetta area.

2. Al fine di prevenire pericoli all’incolumità pubblica ed alla sicurezza urbana, nelle aree di cui ai punti 1) e 2) è vietato consumare in luogo pubblico bevande in contenitori di vetro ed in lattine all’esterno dei locali/dehors. 

3. Nelle aree di cui ai punti 1) e 2) è ammessa l’apertura di esercizi pubblici aventi una superficie di somministrazione anche inferiore a mq. 50 di tipologia sanitaria 1 complementare ad attività artigianali esclusive di pasticceria e/o gelateria.    L’apertura è subordinata alla presentazione di apposita istanza da parte dell’operatore tendente ad ottenere la prevista autorizzazione. Il rilascio del titolo autorizzatorio sarà subordinato alla prescrizione della limitazione della fascia oraria di apertura al pubblico dell’esercizio dalle ore 06.00 alle ore 23.00. L’autorizzazione è soggetta a decadenza in caso di cessazione dell’attività artigianale di pasticceria e/o gelateria.

4. Al fine di favorire la delocalizzazione degli esercizi ubicati nelle aree di cui ai punti 1) e 2) è ammesso il trasferimento nelle restanti aree del territorio urbano. In tal caso il requisito del fabbisogno dei parcheggi si intende soddisfatto per la superficie di somministrazione corrispondente a quella già autorizzata alla vecchia sede. In caso di ampliamento il pagamento ai fini della monetizzazione dei parcheggi è rapportato ad un periodo di sette anni decorrenti dalla data di conclusione del procedimento.

Le planimetrie delle suddette aree sono pubblicate all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps

I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
14) Come è calcolata la superficie di somministrazione e come viene determinato il fabbisogno dei parcheggi?
Il fabbisogno dei parcheggi è determinato sulla base della superficie di somministrazione dell’esercizio .

L’art. 7 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 302 prevede che:

1. La superficie di somministrazione è l’area opportunamente attrezzata destinata alla somministrazione di alimenti e bevande compresa quella occupata da banchi, casse, scaffalature, arredi vari e simili, e la porzione di suolo, variamente delimitata – coperta o scoperta – posta all’esterno degli esercizi di somministrazione, appositamente destinata ed attrezzata al servizio di ristoro dei consumatori e funzionalmente connessa all’esercizio stesso (c.d. dehor).
Non costituisce superficie di somministrazione quella destinata ai magazzini, cucine, depositi, locali di lavorazione appositamente allo scopo dedicati, uffici, servizi igienici, spogliatoi e servizi igienici per il personale.

2. Ai fini del calcolo sul fabbisogno dei parcheggi per superficie di somministrazione s’intende la superficie  utile calpestabile netta (comprese le nicchie, gli sguinci dei serramenti, le aree di passaggio che mettono in comunicazione i locali interni destinati alla somministrazione) occupata da banchi, casse, scaffalature, arredi vari e simili e la porzione di suolo, variamente delimitata – coperta o scoperta, posta all’esterno dell’esercizio, appositamente destinata ed attrezzata al servizio di ristoro dei consumatori e funzionalmente connessa all’esercizio stesso, risultante autorizzata con permesso edilizio a costruire, secondo le modalità di calcolo esemplificate in riferimento all’insediamento, trasferimento di sede e all’ampliamento della superficie di somministrazione.

3. Ai fini del calcolo sul fabbisogno dei parcheggi è altresì esclusa dal calcolo della superficie, l’area dei corridoi/disimpegni fisicamente delimitati a favore dei servizi igienici per un’ampiezza non superiore a mt. 1,20. Tale area non può essere utilizzata per il posizionamento di attrezzature destinate alla somministrazione.

4. Qualora l’esercizio sia disposto su più livelli collegati da scala interna, il computo della superficie esclude la proiezione in pianta della scala per ogni livello.

5. Qualora contestualmente alla presentazione della scia di apertura, trasferimento o ampliamento della superficie di somministrazione vengano installati apparecchi da gioco – nei limiti e prescrizioni previsti dal decreto dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato – la superficie occupata dagli stessi è computata ai fini del fabbisogno dei parcheggi.

L’art. 15 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:

1. Qualora nello stesso locale coesista l’attività di somministrazione di alimenti e bevande con l’attività di vendita al dettaglio e/o artigianale, e/o altra attività fatto salvo il rispetto delle norme igienico-sanitarie, entrambe le attività devono essere intestate alla stessa impresa.

2. Ai fini del computo del fabbisogno dei parcheggi l’area destinata all’attività di somministrazione di alimenti e bevande deve essere chiaramente delimitata su apposita planimetria riportante il layout relativo all’organizzazione degli spazi.

3. La superficie destinata all’attività di vendita può essere ricavata in un unico vano separato dalla restante superficie del locale destinato alla somministrazione di alimenti e bevande. Tale area non può essere utilizzata per il posizionamento di attrezzature destinate alla somministrazione. 

4. Qualora la superficie di vendita non sia nettamente separata  da quella  destinata alla somministrazione, per la determinazione del fabbisogno dei parcheggi, non è computabile la superficie occupata dalle scaffalature destinate alla vendita.

5. Qualora nel locale vengano installate apparecchiature destinate alla refrigerazione degli alimenti e/o bevande ovvero distributori di prodotti preconfezionati (quali bibite, gelati, espositori patatine e simili), ovvero di apparecchiature destinate alla refrigerazione di gelati non prodotti nel luogo di produzione, la superficie occupata dagli stessi è computata ai fini del fabbisogno parcheggi in quanto costituiscono un prolungamento del banco di somministrazione.

6. Qualora il banco destinato alla vendita di prodotti alimentari e/o gastronomici, sia utilizzato anche per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ai fini del computo del fabbisogno dei parcheggi, il calcolo della superficie di somministrazione deve comprendere la metà dell’area occupata dal banco e retrobanco.
15) Come si calcola l'importo dovuto per la monetizzazione dei parcheggi in caso di nuova apertura?
Esempi di calcolo nei casi di NUOVA APERTURA

TABELLA DI CALCOLO PER IL FABBISOGNO DI PARCHEGGI
  1. NEGLI ADDENSAMENTI COMMERCIALI:  A1- A2- A3
  2. NELLE LOCALIZZAZIONI L1 RICONOSCIUTE PER L’INSEDIAMENTO DI ATTIVITA’ COMMERCIALI


SUPERFICIE DI
SOMMINISTRAZIONE
[MQ]


METODO DI CALCOLO DEL NUMERO DI POSTI PARCHEGGIO
(N)


S < 25


esclusivo rispetto delle norme dell’art. 21 della l.r. 56/77 smi


25<S<50


N=1 + 0,08 * (S- 25)


50<S<100


N=3 + 0,1 * (S-50)


S>100


N=8 + 0,12 * (S-100)



Esempio di calcolo
superficie di somministrazione=mq. 85
Dalla tabella di riferimento, per una superficie compresa tra 50 e 100 mq. (50<S<100)
il metodo di calcolo del numero di posti parcheggio (N) è il seguente:
N=3 + 0,1* (S-50)
Pertanto
N=3 + 0,1* (85-50)
N=3 + 0,1* 35=6,5 numero posti parcheggio.
Pertanto il risultato così ottenuto (6,5) corrisponde al fabbisogno di posti parcheggio da monetizzare.
L’importo dovuto a titolo di monetizzazione va calcolato in base al tipo di addensamento/localizzazione in cui ha sede l’esercizio pubblico, come segue:
TABELLA DI CALCOLO PER IL FABBISOGNO DI PARCHEGGI


SUPERFICIE DI
SOMMINISTRAZIONE
[MQ]


METODO DI CALCOLO DEL NUMERO DI POSTI PARCHEGGIO
(N)


S < 35


esclusivo rispetto delle norme dell’art. 21 della l.r. 56/77 smi


35<S<50


 N=1 + 0,08 * (S- 35)


50<S<100 


 N=3 + 0,1 * (S-50)


 S>100


 N=8 + 0,12 * (S-100)



Esempio di calcolo
superficie di somministrazione=mq. 45
Dalla tabella di riferimento, per una superficie compresa tra 35 e 50 mq. (35<S<50)
il metodo di calcolo del numero di posti parcheggio (N) è il seguente:
N=1 + 0,08* (S -35)
Pertanto
N=1 + 0,08* (45-35)
N=1 + 0,08* 10=1,08 numero posti parcheggio.
Pertanto il risultato così ottenuto (1,08) corrisponde al fabbisogno di posti parcheggio da monetizzare.
L’importo dovuto a titolo di monetizzazione va calcolato in base al tipo di addensamento/localizzazione in cui ha sede l’esercizio pubblico, come segue:
- A4 : Euro 3510 * 1,08=Euro 3790,80

- complesso Murazzi del Po e zone interne alla perimetrazione degli abitati di cui all’art. 81 L.R. 56/1977 e smi non comprese in addensamenti o localizzazioni : Euro 2340 * 1,08=  Euro  2527,20

- AREA BORGO DORA : Euro 1170 * 1,08=Euro 1263,60
16) In quanti anni è possibile rateizzare gli importi per la monetizzazione?
L’art. 6.1 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:

1. La superficie dei parcheggi da computare ai fini della monetizzazione è di mq. 26 per ogni singolo parcheggio, ai sensi dell’art. 8 comma 8 della D.G.R. 8 febbraio 2010, n. 85-13268, “allegato A”.

2. Il pagamento degli stessi, su richiesta dell’interessato, se superiore all’importo di euro 1.000,00 (mille/00) può essere rateizzato in un periodo massimo di cinque anni . Nel caso in cui il richiedente l’autorizzazione/segnalante sia risultato inadempiente ad un piano di monetizzazione dei parcheggi per altro esercizio, la richiesta di monetizzazione non è accolta se non previo pagamento dell’importo dovuto per il piano per cui è risultato inadempiente.

3. Se l’importo rateizzato supera il valore di Euro 35.000 (trentacinquemila/00) deve essere presentata apposita fideiussione bancaria o polizza fidejussoria rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie, a ciò autorizzati dal Ministero dell'economia e delle finanze.

4. Qualora l’importo dovuto per il fabbisogno parcheggi superi l’importo di Euro 35.000,00 (trentacinquemila/00), e venga richiesta la rateizzazione: è data facoltà al richiedente di versare in un’unica soluzione la somma eccedente tale importo contestualmente al pagamento della 1^ rata.

5. Gli importi dovuti devono essere corrisposti mediante bonifico bancario con l’indicazione della causale riportante la sede dell’esercizio pubblico. 

6.  In riferimento agli importi rateizzati dovuti per la monetizzazione dei parcheggi sono applicati gli interessi legali. L’anno di riferimento corrisponde all’anno di presentazione dell’istanza/segnalazione certificata di inizio attività.

7. L’importo di ciascuna rata è definito sulla base della divisione dell’importo dovuto per il numero di rate.

8. In caso di rateizzazione, per un periodo massimo di anni cinque, dell’importo dovuto per la monetizzazione dei parcheggi, ogni singola rata non potrà avere cadenza superiore a quella annuale.

9. Il mancato pagamento di quanto dovuto ai fini della monetizzazione costituisce causa di sospensione dell’autorizzazione ovvero dell’efficacia della segnalazione certificata di inizio attività.

10. Nell’ipotesi di cessazione dell’attività, o di revoca dell’autorizzazione/SCIA, decadono gli effetti dell’autorizzazione/SCIA e l’importo dovuto per la monetizzazione del fabbisogno dei parcheggi è calcolato in proporzione agli importi da corrispondere fino alla data di ricevimento o conoscenza da parte dell’amministrazione dellacomunicazione della cessazione o dalla data in cui maturano gli effetti della decadenza.

11. Nell’ipotesi di sospensione dell’attività, sono da corrispondere gli importi  dovuti. 

12. Nei casi di riduzione della superficie di somministrazione durante il periodo di pagamento dell’importo dovuto per la monetizzazione dei parcheggi, il computo del fabbisogno parcheggi è ridefinito sulla base della nuova superficie.
Le rimanenti rate saranno parametrate alla nuova superficie ed il pagamento delle stesse decorrerà dalla rata successiva alla data di presentazione della scia di riduzione

L’art. 11 BIS del Documento Tecnico del Regolamento n. 329 prevede che:

1. Il pagamento ai fini della monetizzazione dei parcheggi è rapportato ad un periodo di sette anni decorrenti dalla data di conclusione del procedimento per gli esercizi che rispettano i seguenti standard di qualità :
  1. orario minimo di apertura giornaliero dell’esercizio di ore sei  e garanzia di apertura, nelle aree di interesse turistico come definite con deliberazione della Giunta Comunale durante le festività e nelle due settimane centrali del mese di agosto;
  2. servizi di WI FI gratuito segnalato;
  3. locali conformi al rispetto della normativa relativa al superamento delle barriere architettoniche “intesa come accessibilità per la tipologia 1 e visitabilità per le tipologie 2, 3 e 4”, senza alcuna deroga;
  4. servizio di baby friendly i cui requisiti minimi sono costituiti da: presenza di fasciatoio per neonati e seggioloni;
  5. posizionamento in luogo ben visibile di cartelli  - formato minimo A3 - volti a far conoscere agli avventori gli effetti negativi dell’alcool;
  6. distribuzione di materiale informativo sulle iniziative e programmi turistici della Città e di altri enti pubblici;
  7. impegno a non installare all’interno dell’esercizio apparecchi da gioco di cui all’art. 110 commi 6 e 7 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza;
  8. servizi igienici ubicati con ingresso all’interno dell’esercizio senza alcuna deroga;
  9. offerta gratuita dell’acqua pubblica.
2. Per ogni altro aspetto procedurale si applicano le disposizioni di cui al suddetto art. 6.1.

3. Nel caso di trasferimento della sede dell’esercizio le condizioni indicate al comma 1 devono sussistere anche nei locali della nuova sede.

L’art. 12 comma 4 del Documento Tecnico del Regolamento n. 329 prevede che :

nelle aree soggette a limitazione  (vedi FAQ n. 13)

Al fine di favorire la delocalizzazione degli esercizi ubicati nelle aree soggette a limitazione, è ammesso il trasferimento nelle restanti aree del territorio urbano. In tal caso il requisito del fabbisogno dei parcheggi si intende soddisfatto per la superficie di somministrazione corrispondente a quella già autorizzata alla vecchia sede. In caso di ampliamento il pagamento ai fini della monetizzazione dei parcheggi è rapportato ad un periodo di sette anni decorrenti dalla data di conclusione del procedimento .
17) I posti parcheggio reperiti in area privata, da chi possono essere utilizzati?
L’art. 5 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:

comma 3. Il fabbisogno di parcheggi deve essere soddisfatto mediante il reperimento o la realizzazione su area privata di parcheggi accessibili e fruibili al pubblico .

comma 4. Nel caso in cui il fabbisogno venga soddisfatto mediante il reperimento o la realizzazione dei parcheggi su area privata, gli stessi devono essere conformi alle disposizioni del vigente Piano Regolatore Generale e delle Norme Urbanistico Edilizie di Attuazione.

comma 5. I posti auto devono essere reperiti o realizzati in luoghi liberamente accessibili al pubblico nell’orario di apertura dell’esercizio di somministrazione e devono essere appositamente segnalati. Tali condizioni devono essere comprovate mediante apposita relazione scritta.

comma 6. La quota di posti parcheggio deve essere reperita nell’area in cui è ubicato l’esercizio di somministrazione o nell’area ad esso limitrofa la cui distanza non sia superiore a 150 metri pedonali dall’ingresso dell’esercizio (principale o secondario).

comma 7. L’esercente deve adeguatamente pubblicizzare la possibilità di usufruire dei suddetti parcheggi.

Pertanto i parcheggi non sono riservati al titolare e/o agli avventori dell’esercizio, ma devono essere accessibili e fruibili dal pubblico indifferenziato.
18) Il titolare di una pasticceria artigiana,vorrebbe aggiungere la degustazione del caffè usando le macchinette espresso e le capsule confezionate servendoli in bicchierini e utilizzando cucchiaini usa e getta. In pratica, vorrebbe mettere una macchinetta del caffè (tipo quelle che si utilizzano a casa). Deve chiedere un permesso?
E se il cliente prende direttamente dal banco la cialda e si fa lui il caffè?
E' possibile mettere sempre all'interno del locale una spillatrice di coca cola o di birra al posto del frigo?
In tutti e tre i casi, l'attività si configura come apertura di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande e pertanto soggetta alle vigenti disposizioni in materia.

Per l’apertura di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande - vedi RISPOSTA ALLA FAQ: 12
Vorrei aprire un bar/ristorante/pizzeria in Torino.
Cosa presentare. Come verificare la zona nella quale è ubicato l’esercizio.
Come calcolare il fabbisogno di parcheggi dovuto e l’eventuale importo da versare in caso di monetizzazione dei parcheggi.
19) Quali sono i casi di riduzione degli importi per la monetizzazione?
L’art. 6.2 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:

1. Gli importi della monetizzazione, come stabiliti al punto 6, sono ridotti come di seguito specificato:
- riduzione del 20% qualora per i locali in cui si intende insediare o trasferire l’attività di somministrazione, ovvero si intende ampliare la superficie di somministrazione, vengano effettuate opere edilizie finalizzate a rendere il/i locale/i conforme/i al rispetto della normativa relativa al superamento delle barriere architettoniche senza alcuna deroga, “inteso come accessibilità per la tipologia 1 e visitabilità per le tipologie 2, 3 e 4”ed i servizi igienici risultino con ingresso all’interno dell’esercizio.

2. Il rispetto delle condizioni di cui al precedente comma deve essere comprovato mediante asseverazione tecnica riportante gli estremi della ricevuta di presentazione della correlativa pratica edilizia presentata, e documentazione fotografica. La pratica edilizia deve essere  riferita ai locali da utilizzare per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e deve risultare presentata in data non anteriore ad un anno dalla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività per la somministrazione di alimenti e bevande.

3. Nel caso di trasferimento della sede dell’esercizio le condizioni indicate al comma 1 devono sussistere anche nei locali della nuova sede, in caso contrario, fatto salvo il rispetto della normativa igienico sanitaria ed urbanistico edilizia, dovrà essere corrisposto l’importo corrispondente alla riduzione della monetizzazione del fabbisogno dei parcheggi applicato per la precedente sede dell’attività.

4. Nel caso di cambio di tipologia sanitaria dell’attività devono sussistere le condizioni indicate al comma 1, in caso contrario , fatto salvo il rispetto della normativa igienico sanitaria ed urbanistico edilizia, dovrà essere corrisposto l’importo corrispondente alla riduzione della monetizzazione del fabbisogno dei parcheggi.
20) Per trasferire la sede di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande ubicato in Torino.
Per trasferire  un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande nel comune di Torino, è necessario presentare apposita segnalazione certificata di inizio attività.
I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 305)

Tra le informazioni:

- come procedere per effettuare la verifica dell’addensamento commerciale/localizzazione nella quale è ubicato l’esercizio

- le modalità di invio della segnalazione.La verifica della zona nella quale è ubicato l’esercizio ed il calcolo di quanto dovuto ai fini della monetizzazione dei parcheggi  viene effettuato da questo Servizio esclusivamente durante l’attività istruttoria delle pratiche presentate .

L’art. 3 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede:

1. Il trasferimento di sede dell’attività di somministrazione deve avvenire nel rispetto dei requisiti previsti dalla vigente normativa applicabile in materia.

2. I contenuti delle dichiarazioni e dell’eventuale documentazione a corredo della SCIA  sono indicati nella modulistica in uso. Il requisito del fabbisogno dei parcheggi è calcolato sulla base della superficie di somministrazione secondo i parametri delle tabelle di cui all’allegato B.

3. In caso di trasferimento nell’ambito di addensamenti o localizzazioni non omogenei , il fabbisogno dei parcheggi e l’importo della monetizzazione è stabilito sull’intera superficie di somministrazione fatto salvo quanto previsto al successivo punto 12 comma 4.

4. In caso di trasferimento da addensamenti o localizzazioni alle zone interne alla perimetrazione degli abitati di cui all’art. 81 L.R. 56/1977 e s.m.i. o viceversa , l’importo della monetizzazione è stabilito sull’intera superficie di somministrazione fatto salvo quanto previsto al successivo punto 12 comma 4.

5. Nel caso di trasferimento nell’ambito di addensamenti o localizzazioni omogenei il fabbisogno di parcheggi non è computato sino ai limiti della superficie corrispondente a quella già autorizzata alla vecchia sede. In tal caso è ammesso il trasferimento anche mediante accorpamento di più autorizzazioni o SCIA. L’accorpamento delle autorizzazioni o SCIA determina una sola attività e gli originali atti autorizzativi o di SCIA non sono successivamente scindibili.

6. Nel caso di trasferimento nell’ambito delle zone interne alla perimetrazione degli abitati di cui all’art. 81 L.R. 56/1977 e s.m.i ., il fabbisogno di parcheggi non è computato sino ai limiti della superficie corrispondente a quella già autorizzata alla vecchia sede. In tal caso è ammesso il trasferimento anche mediante accorpamento di più autorizzazioni o SCIA. L’accorpamento delle autorizzazioni o SCIA determina una sola attività e gli originali atti autorizzativi o di SCIA non sono successivamente scindibili.

7. Per le attività autorizzate prima dell’entrata in vigore della D.G.R. 8 febbraio 2010, n. 85-13269, “Allegato A” e s.m.i. o per quelle per il cui insediamento è stato corrisposto il fabbisogno dei parcheggi in quanto la superficie di somministrazione risulta superiore ai limiti di esenzione , è ammesso il trasferimento anche mediante accorpamento di più autorizzazioni o SCIA. L’accorpamento delle autorizzazioni o SCIA determina una sola attività e gli originali atti autorizzativi o di SCIA non sono successivamente scindibili.

8. Nel caso di trasferimento di sede di un esercizio il cui fabbisogno dei parcheggi sia stato soddisfatto mediante il reperimento degli stessi su aree private , tale requisito deve sussistere anche alla nuova sede, diversamente il fabbisogno deve essere monetizzato

9. La superficie di somministrazione della precedente sede dell’esercizio è quella che risulta agli atti d’ufficio.
Qualora il computo della superficie, effettuato sulla base degli indirizzi generali e criteri regionali approvati con DGR 8 febbraio 2010, n. 85-13269, “allegato A” e smi, comporti una quantificazione diversa rispetto a quella risultante dall’archivio informatico comunale si procederà alla rettifica della stessa previa comprovata precisazione da parte dell’interessato.
La medesima procedura è seguita nel caso in cui sia comprovato dall’interessato che la modifica della superficie è avvenuta in epoca anteriore alla emanazione degli indirizzi generali e criteri regionali approvati con DGR 8 febbraio 2010, n. 85-13269, “allegato A” e smi.

10. Fatti salvi i casi di interesse pubblico o di ordine pubblico, il trasferimento delle autorizzazioni/SCIA per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuate all’interno di chioschi da realizzare su suolo pubblico deve avvenire sulla base di un piano di programmazione che sarà definito con apposita deliberazione.

11. Il trasferimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande insediate nell’area Borgo Dora e nel Complesso Murazzi del Po , come delimitate al successivo punto 11 può essere effettuato negli addensamenti con tipologia omogenea a quella in cui ha sede l’attività. Qualora per l’insediamento dell’attività, il fabbisogno dei parcheggi sia stato computato in base alla programmazione approvata dalla Città sulla base dell’emanazione degli indirizzi regionali, il fabbisogno dei parcheggi sarà ricalcolato detraendo l’importo già versato per l’insediamento dell’attività alla sede originaria.

12. Nei casi di trasferimento dell’esercizio durante il periodo di gerenza dell’attività , il gerente può presentare segnalazione certificata di inizio attività per trasferimento. In tali casi alla segnalazione devono essere allegate: 1) dichiarazione attestante il consenso al trasferimento da parte del proprietario/a dell’azienda e 2) dichiarazione sul fabbisogno di parcheggi pubblici sottoscritta da parte del proprietario/a e dal/la gerente dell’azienda. L’eventuale piano di pagamento dell’importo dovuto per la monetizzazione dei parcheggi è a carico del proprietario. Il gerente è responsabile in solido per il pagamento della monetizzazione

Si rammenta che l’art. 12 del Documento Tecnico del Regolamento prevede che nelle aree soggette a limitazione e precisamente:

1) nell’area delimitata dalle seguenti vie su entrambi i fronti via: Via Giolitti, Via delle Rosine, Via Po, Piazza Vittorio Veneto, Via Giulia di Barolo, Via Verdi, Via Roero di Cortanze, Corso San Maurizio, Via Montebello, Largo Montebello, Via Montebello, Corso Regina Margherita (civici dispari), Via Bava, Corso San Maurizio, Lungo Po Cadorna, Lungo Po Diaz,  In caso di trasferimento, non è ammesso il trasferimento mediante accorpamento di più autorizzazioni o S.C.I.A..

2) nell’area delimitata dalle seguenti vie: Via Galliari su entrambi i fronti, Via Madama Cristina, Corso Marconi, Via Nizza,  In caso di trasferimento, non è ammesso il trasferimento mediante accorpamento di più autorizzazioni o S.C.I.A.
Le vie: Via Madama Cristina, Corso Marconi e Via Nizza, devono intendersi esclusivamente come limite perimetrale e pertanto escluse dalla suddetta area.

4. Al fine di favorire la delocalizzazione degli esercizi ubicati nelle aree di cui ai punti 1) e 2) è ammesso il trasferimento nelle restanti aree del territorio urbano. In tal caso il requisito del fabbisogno dei parcheggi si intende soddisfatto per la superficie di somministrazione corrispondente a quella già autorizzata alla vecchia sede. In caso di ampliamento il pagamento ai fini della monetizzazione dei parcheggi è rapportato ad un periodo di sette anni decorrenti dalla data di conclusione del procedimento.

Le planimetrie delle suddette aree sono pubblicate all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
21) Cosa è necessario fare per comunicare l’ampliamento della superficie di somministrazione di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande ubicato in Torino.
Per comunicare l’ampliamento della superficie di somministrazione di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande in qualsiasi zona del comune di Torino,  è necessario presentare una segnalazione certificata di inizio attività 
I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 330)

Con la presentazione della SCIA, l’interessato può iniziare l’attività. Non segue il rilascio di autorizzazione da parte del Comune.

Qualora l’ampliamento è effettuato in seguito alla realizzazione di padiglione :  prima della messa in esercizio dell’attività nella superficie ampliata, occorre presentare apposita segnalazione certificata di inizio attività di ampliamento (mod. 333) scaricabile all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
completa delle dichiarazioni e degli allegati richiesti.

L’art. 4 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:

1. L’ampliamento della superficie di somministrazione deve avvenire nel rispetto dei requisiti previsti dalla vigente normativa applicabile in materia.

2. I contenuti delle dichiarazioni e dell’eventuale documentazione a corredo della SCIA  sono indicati nella modulistica in uso. Il requisito del fabbisogno dei parcheggi è calcolato come di seguito specificato:
   a) Attività autorizzate con i criteri di cui alla D.G.R. 8 febbraio 2010, n. 85-13269, “allegato A” e smi, .
   1) Per le attività per il cui insediamento non è stato corrisposto il fabbisogno dei parcheggi, il fabbisogno dei parcheggi è stabilito sull’intera superficie.
   2) Per le attività per il cui insediamento è stato corrisposto il fabbisogno dei parcheggi, il fabbisogno dei parcheggi è definito sulla base della proporzione fra il fabbisogno dovuto per l’intera superficie di somministrazione e quello dovuto per la sola superficie ampliata rispetto alla superficie originaria secondo il seguente esempio di modalità di calcolo:

Esempio di calcolo
superficie originaria esistente=mq. 70
superficie ampliata=mq. 15
superficie totale=70 + 15= mq. 85 (S)
Dalla tabella di riferimento, per una superficie totale
(mq. 85) compresa tra 50 e 100 mq. (50<S<100) il metodo di calcolo del numero di posti parcheggio (N) è il seguente:
N=3 + 0,1* (S-50)
Pertanto
N=3 + 0,1* (85-50)
N=3 + 0,1* 35=6,5 numero posti parcheggio.
Al fine di calcolare il numero dei posti parcheggio relativi alla sola superficie ampliata occorre effettuare la seguente proporzione:
6,5 : 85=X : 15
per cui X=6,5 * 15 / 85=1,147 da arrotondare a 1,15
Pertanto il risultato così ottenuto (1,15) corrisponde al fabbisogno di posti parcheggio da monetizzare.
L’importo dovuto a titolo di monetizzazione è corrisposto secondo quanto indicato ai successivi punti 6 e 6.1
b) Attività autorizzate con il regime giuridico previgente alla D.G.R 8 febbraio 2010, n. 85-13269, “allegato A” e smi , il fabbisogno dei parcheggi è definito sulla base della sola superficie ampliata mediante l’applicazione della tabella di cui all’allegato B; tale procedura si applica per un solo ampliamento. Per i successivi ampliamenti si applica il procedimento di cui alla lettera a)

3. La superficie di somministrazione esistente è quella che risulta agli atti d’ufficio.
Qualora il computo della superficie, effettuato sulla base degli indirizzi generali e criteri regionali approvati con DGR 8 febbraio 2010, n. 85-13269, “allegato A” e smi, comporti una quantificazione diversa rispetto a quella risultante dall’archivio informatico comunale si procederà alla rettifica della stessa  previa comprovata precisazione da parte dell’interessato.
La medesima procedura è seguita nel caso in cui sia comprovato dall’interessato che la modifica della superficie è avvenuta in epoca anteriore alla emanazione degli indirizzi generali e criteri regionali approvati con DGR 8 febbraio 2010, n. 85-13269, “allegato A” e smi.

4. Nelle ipotesi di ampliamento della superficie di somministrazione tramite realizzazione di padiglione, il rilascio del permesso edilizio a titolo precario è subordinato;
   - al soddisfacimento del requisito relativo al fabbisogno di parcheggi;
   - alla presentazione dello studio di impatto sulla viabilità qualora la superficie totale di somministrazione sia superiore a mq. 250. Lo studio non necessita qualora l’esercizio risulti ubicato negli addensamenti commerciali A1 e A2.

Dopo la realizzazione del padiglione e prima della messa in esercizio dell’attività nella superficie ampliata, occorre presentare apposita segnalazione certificata di inizio attività di ampliamento.

5. Nei casi di ampliamento dell’esercizio durante il periodo di gerenza dell’attività, il gerente può presentare segnalazione certificata di inizio attività per ampliamento della superficie di somministrazione. In tali casi alla segnalazione devono essere allegate: 1) dichiarazione attestante il consenso alla modifica segnalata da parte del proprietario/a dell’azienda e 2) dichiarazione sul fabbisogno di parcheggi pubblici sottoscritta da parte del proprietario/a e dal/la gerente dell’azienda. L’eventuale piano di pagamento dell’importo dovuto per la monetizzazione dei parcheggi è a carico del proprietario. Il gerente è responsabile in solido per il pagamento della monetizzazione
22) Cosa è necessario fare per comunicare la riduzione della superficie di somministrazione di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande ubicato in Torino.
Per comunicare la riduzione della superficie di somministrazione di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande in qualsiasi zona del comune di Torino,  è necessario presentare una segnalazione certificata di inizio attività – mod. 331 – scaricabile all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
completa delle dichiarazioni e degli allegati richiesti.
Con la presentazione della SCIA, l’interessato può iniziare l’attività. Non segue il rilascio di autorizzazione da parte del Comune.

Qualora l’esercizio risulti ubicato nelle aree soggette a limitazione La riduzione della superficie di somministrazione negli esercizi in attività è ammessa solo nel caso in cui la superficie di somministrazione residuale non risulti inferiore a mq. 50.

Il comma 12 dell’art. 6.1 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:
Nei casi di riduzione della superficie di somministrazione durante il periodo di pagamento dell’importo dovuto per la monetizzazione dei parcheggi, il computo del fabbisogno parcheggi è ridefinito sulla base della nuova superficie.
Le rimanenti rate saranno parametrate alla nuova superficie ed il pagamento delle stesse decorrerà dalla rata successiva alla data di presentazione della scia di riduzione.
23) In caso di acquisto o affitto d’azienda, cosa è necessario presentare per poter esercitare l’attività?
In caso di subingresso (nella titolarità o nella gestione) di un’azienda di somministrazione (ubicata in Torino), l’esercizio dell’attività è subordinato alla presentazione di una comunicazione/segnalazione certificata di inizio attività.

I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 302)

IN CASO DI CONTESTUALE COMUNICAZIONE DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’
Contestualmente alla presentazione della suddetta comunicazione di subingresso Occorre presentare apposita comunicazione di sospensione temporanea dell’attività.
Il modulo unificato e standardizzato da utilizzare è scaricabile all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 341)
(Se la comunicazione è presentata contestualmente basta una sola scheda anagrafica )

IN CASO DI ACQUISTO DELL’AZIENDA CON PROSECUZIONE DELL’ATTIVITÀ DA PARTE DEL GERENTE (vedi risposta alla FAQ. N° 24)
Dalla data dell’atto notarile il nuovo proprietario dell’azienda (ovvero l’affittuario) ha dodici mesi di tempo per presentare la scia. Il nuovo proprietario può esercitare l’attività, solo dopo aver presentato la suddetta scia.

L’art. 13 c. 1 della legge regionale 38/2006, prevede che il trasferimento della gestione o della titolarità di un esercizio di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande per atto tra vivi o a causa di morte comporta il trasferimento dell’autorizzazione all’avente causa e la decadenza della medesima in capo al cedente, a condizione che sia provato l’effettivo trasferimento dell’attività e che il subentrante sia in possesso dei requisiti morali e professionali;

L'art. 2556 c. 1 del Codice Civile prevede " I contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda devono essere provati per iscritto ", ed il c. 2 prevede: " I contratti di cui al primo comma , in forma pubblica o per scrittura privata autenticata , devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante." ;

Pertanto l’atto di gestione dell’azienda  deve essere redatto nelle forme previste dall'art. 2556 cc. 1 e 2 del Codice Civile. Conseguentemente la mera registrazione all’Ufficio delle Entrate non è sufficiente.

Inoltre si informa che qualora risulti in corso un piano di pagamento per la monetizzazione dei parcheggi.
 
L’art. 10 del Documento Tecnico del Regolamento Comunale n. 329 prevede che: 1. Nel caso di subingresso nella titolarità dell’autorizzazione/SCIA a seguito di cessione o altra forma di trasferimento dell’azienda ovvero nel caso di affitto d’azienda, il trasferimento della titolarità dell’autorizzazione/SCIA all’avente causa è subordinato all’estinzione dell’obbligazione del pagamento dell’importo dovuto per la monetizzazione dei parcheggi.

2. Nel caso di subingresso in un’attività per la quale è in corso il procedimento di apertura, trasferimento o ampliamento della superficie di somministrazione, i termini di conclusione del procedimento di subingresso decorrono dalla data di conclusione del procedimento amministrativo relativo all’attività del dante causa oggetto del subingresso.

3. Qualora il procedimento del dante causa sia concluso con esito negativo il procedimento di subingresso è concluso con l’adozione di un provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività.

INFINE: Per quanto riguarda la titolarità dell’autorizzazione si suggerisce di confrontare anche la risposta alla FAQ n° 27 Al termine della gestione di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande cosa occorre presentare per ottenere la reintestazione dell’autorizzazione?
24) Attualmente un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande è gestito da un soggetto che risulta affittuario dell’azienda.
L’azienda è stata venduta ad un nuovo soggetto in seguito ad atto fatto dal notaio (in pratica è cambiato il proprietario dell’azienda), ma continua ad essere gestita dall’attuale gestore sempre in qualità di affittuario.
Il nuovo proprietario deve comunicare l’avvenuto cambio di proprietà?
Il nuovo proprietario deve presentare una comunicazione di subingresso.

I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 302)

Nel riquadro subingresso (pag. 2 del modulo) indicare:
Altre cause: compravendita con prosecuzione del gerente (e nome gerente Sig__Società__)…..

In tale caso non è necessario allegare alla comunicazione :
   - notifica sanitaria
   - dichiarazione ai fini TARI
25) L’attuale gestore di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande (che gestisce l’azienda a titolo di affittuario) è diventato proprietario dell’azienda in seguito ad atto fatto dal notaio.
Cosa deve presentare?
Occorre presentare una comunicazione di subingresso.

I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 302)

In questo caso, poiché l’autorizzazione risulta intestata all’interessato , NON È NECESSARIO PRESENTARE :
   - la SCIA DI REINTESTAZIONE dell’autorizzazione da parte del dante causa;
   - la NOTIFICA RELATIVA ALLE ATTIVITA’ REGISTRATE ai sensi art. 6 Reg. CE 852/2004
   - la DICHIARAZIONE PER L’APPLICAZIONE DEL TRIBUTO SUI RIFIUTI (TARI)
26) La legge consente all’erede di un’azienda di somministrazione di alimenti e bevande di proseguire l’attività anche se non risulta essere in possesso dei requisiti professionali?
Ed in caso di più eredi?
Quanto tempo è dato agli eredi per mettersi in regola?
In base all’art. 15 del Regolamento Comunale n. 329

Comma 6
Ai sensi dell’art. 13 c. 2 della L.R. 38/2006, in caso di subingresso per causa di morte del titolare di un esercizio di somministrazione, gli eredi, anche in mancanza dei requisiti professionali di cui all’art. 71 comma 6 del D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59  e s.m.i. , a titolo provvisorio e previa presentazione di apposita dichiarazione al Comune, possono continuare l’attività del de cuius per mesi diciotto dalla morte del titolare, salvo proroga in comprovati casi di forza maggiore.
Decorso il suddetto termine, per poter legittimamente esercitare l’attività, gli eredi devono perfezionare la segnalazione di cui al comma 1 dimostrando il possesso dei requisiti.

Comma 7
In caso di subingresso per causa di morte del titolare di un esercizio di somministrazione, gli eredi che non intendano proseguire l’attività del de cuius devono comunicare la sospensione dell’attività e devono cedere l’azienda a terzi entro mesi diciotto dalla data di morte del titolare, salvo proroga in caso di comprovata necessità.

Il Regolamento Comunale n. 329 è pubblicato alla pagina:
http://www.comune.torino.it/regolamenti/

In caso di subingresso l’esercizio dell’attività è subordinato alla presentazione di una segnalazione certificata di inizio.
I moduli unificati e standardizzati nonché l’elenco delle informazioni, dei dati e delle attestazioni richieste a corredo della segnalazione sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
(ex mod. 302)

Si precisa che la legge prevede la possibilità per i soli eredi di proseguire l’attività a titolo provvisorio anche in caso di mancanza dei requisiti professionali.
Pertanto, qualora gli eredi intendano dare in affitto a terzi l’azienda , occorrerà preventivamente procedere alla presentazione del modulo a titolo definitivo e non provvisorio ; di conseguenza occorrerà che gli eredi (se più di uno) abbiano provveduto a costituire apposita società (nelle forme previste dal Codice Civile) e che sussista il possesso dei requisiti professionali.

Se diversamente, gli eredi intendono proseguire l’attività a titolo provvisorio in attesa del conseguimento del requisito professionale , il suddetto modulo dovrà essere presentato da ciascuno di essi oppure, in alternativa, da uno solo degli eredi il quale risulta delegato dai restanti eredi a presentare il modulo stesso.
La delega che deve essere sottoscritta da ciascuno degli eredi deve essere allegata al modulo.
In caso di presenza di un minore è altresì necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare.
Ciascuno degli eredi che ha sottoscritto la delega deve comunque presentare la dichiarazione attestante il possesso dei requisiti morali allegando fotocopia di un documento di identità in corso di validità.(pag. 9 del modulo).
Entro 18 mesi  dalla morte del titolare (salvo proroga in caso di comprovata necessità) qualora gli eredi intendano proseguire essi stessi  l’attività dovranno provvedere a presentare il modulo di subingresso (scia unica) a titolo definitivo (come sopra indicato) .
Durante il periodo di esercizio dell’attività a titolo provvisorio da parte degli eredi, l’attività può essere ceduta a terzi. La cessione dovrà comunque essere effettuata entro 18 mesi.
27) Al termine della gestione di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande cosa occorre presentare per ottenere la reintestazione dell’autorizzazione?
L’Articolo 16  del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:
  1. Al termine del rapporto contrattuale di gestione ovvero in caso di risoluzione di contratto di compravendita di un esercizio il precedente titolare è tenuto alla presentazione di segnalazione certificata di inizio attività per la reintestazione dell’autorizzazione comprovando, nei modi previsti dalla legge, l’effettivo rientro nel possesso materiale dell’azienda e dei locali nei quali l’attività viene esercitata e che risulti in possesso dei requisiti morali e professionali di cui  all’art. 4 del presente regolamento.
  2. Qualora la Segnalazione sia carente dei requisiti morali e/o professionali richiesti dalla normativa vigente, o non comprovi l’effettivo rientro nel possesso materiale dell’azienda e dei locali nei quali l’attività viene esercitata è adottato un provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività.
  3. Qualora l’interessato non presenti la segnalazione di cui al precedente comma 1 ovvero non inizi l’attività entro il termine di cui all’art. 16 della L.R. 38/2006 decorrente dalla data di cessazione della gestione, decade dal diritto di reintestarsi l’autorizzazione.
  4. Nel caso di scioglimento consensuale anticipato del contratto di vendita o di affitto d’azienda con contestuale vendita/affidamento ad un terzo soggetto, l’autorizzazione sarà direttamente intestata a quest’ultimo, fatto salvo il possesso dei requisiti morali e professionali di cui all’art. 4 del presente regolamento.
  5. In caso di contenzioso tra venditore ed acquirente ovvero tra titolare ed affittuario dell’azienda, la pubblica amministrazione non può entrare nel merito della controversia, e le determinazioni amministrative seguono le decisioni della competente Autorità Giudiziaria adìta.
L’esercizio dell’attività è subordinato alla presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività modello 310 pubblicato alla pagina: http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
completa delle dichiarazioni e allegati richiesti. Non è necessario allegare altri documenti non indicati nel modulo.

In caso di cessazione del contratto di affitto d’azienda, il proprietario deve sempre presentare scia di reintestazione mod. 310 (completa delle dichiarazioni e degli allegati richiesti), sia nel caso in cui venga nuovamente data in affitto , sia nel caso in cui venga venduta a terzi.

L’inizio dell’attività da parte del nuovo affittuario (o del nuovo acquirente) è subordinata alla presentazione di scia di subingresso mod. 302 (completa delle dichiarazioni e degli allegati richiesti).

La presentazione del mod. 310 e del mod. 302 può avvenire anche contemporaneamente.
Se non viene preventivamente presentato il mod. 310, non si può procedere alla presentazione del mod. 302.

Nel modulo 310 l’interessato può tranquillamente comunicare la sospensione dell’attività, che verrà automaticamente riattivata quando sarà presentato il modulo 302.
In tal modo (relativamente al modulo 310) non sarà necessario allegare la notifica sanitaria e il modulo di dichiarazione per l’applicazione del tributo  sui rifiuti (TARI).
Al modulo 302 dovranno invece essere allegati tanto la notifica sanitaria quanto il modulo (TARI).

La reintestazione da parte del proprietario dell’azienda non necessita SOLO NEL CASO IN CUI l’attuale affittuario diventi egli stesso il nuovo proprietario dell’azienda in quanto l’autorizzazione risulta già intestata allo stesso.
28) Cosa è necessario presentare per poter comunicare la modifica di una società che esercita l’attività di somministrazione di alimenti e bevande?
Cosa è necessario presentare per poter comunicare la sola modifica del soggetto delegato?
Per comunicare le modifiche societarie di aziende che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande è necessario presentare una comunicazione – mod. 307 – scaricabile all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
completa delle dichiarazioni e degli allegati richiesti.
Il modulo 307 prevede la possibilità di comunicare contestualmente anche l’eventuale cambio del delegato.
 
Qualora si intenda comunicare il SOLO CAMBIO DEL DELEGATO è necessario presentare comunicazione – mod. 308 – scaricabile all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
completa delle dichiarazioni e degli allegati richiesti.
29) Il titolare di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande intende aggiungere l’attività di vendita di generi alimentari/non alimentari.
Cosa deve presentare?
Per quanto riguarda l’attività di vendita al dettaglio di generi alimentari/non alimentari si invita a consultare il sito alla pagina: http://www.comune.torino.it/commercio/amministrative/careapriv/index.shtml

Per quanto riguarda l’attività di somministrazione di alimenti e bevande:
In caso di riduzione della superficie di somministrazione di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande nel comune di Torino, è necessario presentare una segnalazione certificata di inizio attività – mod. 331 – scaricabile all’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
completa delle dichiarazioni e degli allegati richiesti.
In calce al modulo sono riportate le informazioni utili per la presentazione della SCIA.

Si informa altresì che:
All’indirizzo:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
sono pubblicate le planimetrie delle aree soggette a limitazione. In tali aree la riduzione della superficie di somministrazione negli esercizi in attività è ammessa solo nel caso in cui la superficie di somministrazione residuale non risulti inferiore a 50 mq.
30) In caso di sospensione dell’attività autorizzata, cosa è necessario presentare?
L’Articolo 23 del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:
  1. Il titolare dell’esercizio deve comunicare la chiusura dell’esercizio solo se la sospensione è superiore a giorni trenta.  Se la sospensione supera 30 giorni il modulo da utilizzare è il n° 341 pubblicato alla pagina: http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
  2. La sospensione può avere una durata massima di 12 mesi, alla scadenza il titolare è tenuto a comunicare la ripresa dell’attività, salvo presentazione di domanda di proroga in caso di comprovata necessità. Lo stato di malattia costituisce motivo di proroga della sospensione dell’attività per un periodo non superiore a sei mesi, decorso il quale, anche in caso di ditta individuale, l’attività dovrà essere riattivata senza possibilità di ulteriore proroga. (Pertanto se la sospensione è superiore a 12 mesi – prima della scadenza - occorre presentare una richiesta di proroga; il modulo da utilizzare è il n° 342 pubblicato alla pagina: http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps
Si rammenta che possono comunicare la sospensione dell’attività (ovvero chiedere la proroga alla ulteriore sospensione dell’attività) solo le imprese che risultano titolari di autorizzazione (ovvero risulta abbiano presentato regolare denuncia di inizio attività/segnalazione certificata di inizio attività).

N.B. al termine della gestione di un esercizio da parte del gerente, il proprietario dell’azienda – qualora intenda comunicare la sospensione dell’attività – deve provvedere prima a reintestarsi l’autorizzazione e contestualmente può comunicare la sospensione dell’attività.
31) Intendo comunicare la cessazione definitiva dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Cosa devo presentare?
Per comunicare la cessazione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, non esiste un modello .
Il legale rappresentante della società (ovvero il titolare – ditta individuale ovvero il presidente dell’Associazione), può inviare uno scritto in cui specifica:
ed allega:
Le pratiche possono essere inviate:
32) Quale orario può effettuare un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande? Occorre presentare comunicazione al Comune dell’orario effettuato?
Durante il periodo estivo è prevista l’apertura obbligatoria dell’esercizio?
L’Articolo 21 del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:
  1. L’orario di apertura e chiusura al pubblico degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono rimessi alla libera determinazione dell’esercente nel rispetto dei limiti stabiliti dal successivo punto 2.
  2. Il Sindaco può limitare gli orari di apertura per le esigenze di tutela previste dal D.L. 20 febbraio 2017, n. 14, previa segnalazione degli organi o degli enti preposti alla tutela dei suddetti interessi.
  3. L’obbligo, previsto dall’art. 17 comma 5 della L.R. 38/2006 e smi, di comunicare al Comune l’orario prescelto dall’esercente è assolto mediante l’apposizione di appositi cartelli ben visibili sia all’interno che all’esterno dell’esercizio. L’apertura dell’esercizio in una fascia oraria diversa da quella indicata nei cartelli costituisce violazione dell’obbligo di comunicazione.
  4. Gli esercenti nei confronti dei quali sono stati adottati e risultano ancora efficaci provvedimenti restrittivi dell’orario da parte della Città e/o degli organi competenti in materia, devono indicare gli orari di apertura ordinati con le modalità di cui al precedente comma 3.
  5. La programmazione degli orari di apertura obbligatoria durante il periodo estivo è stabilita con deliberazione della Giunta Municipale. L’individuazione degli esercenti è effettuata, in via prioritaria, sulla base delle adesioni volontarie degli stessi da effettuarsi, anche tramite le Associazioni di Categoria. Durante il periodo di apertura obbligatoria non è consentito osservare più di una giornata di riposo settimanale e l’orario minimo di apertura non deve essere inferiore a ore 6 (sei) ed è comunque fatto salvo il riposo nelle giornate festive. La delibera della Giunta Municipale viene pubblicata ogni anno sul sito internet all’indirizzo: http://www.comune.torino.it/commercio/
L’art. 24 del Regolamento Comunale n. 329 prevede che:
Qualora venga insediata un’attività di somministrazione di alimenti e bevande con requisiti conformi agli standard di qualità stabiliti, il mancato rispetto degli standard di qualità costituisce causa di sospensione dell’attività. L’attività potrà essere ripresa solo dopo il ripristino dei requisiti mancanti.
A tale riguardo si precisa che tra i requisiti di qualità previsti dall’art. 11 bis del Documento Tecnico del Regolamento citato è compreso il rispetto dell’orario minimo di apertura giornaliero di sei ore e la garanzia di apertura, nelle aree di interesse turistico (come definite con deliberazione della G.C.) durante le festività e nelle due settimane centrali del mese di agosto di ogni anno.

Si precisa che l’orario di apertura degli esercizi autorizzati ai sensi dell’art. 12 del Documento Tecnico del Regolamento (nelle aree soggette a limitazione) di tipologia sanitaria 1 complementare ad attività artigianali esclusive di pasticceria e/o gelateria devono osservare l’orario di apertura dell’esercizio dalle ore 06.00 alle ore 23.00.

Si informa che ulteriori restrizioni dell’orario di apertura degli esercizi possono essere adottate con apposite ordinanze emanate dagli organi competenti (Prefettura-Sindaco ecc.) Per quanto riguarda i provvedimenti emanati dal Comune consultare il sito www.comune.torino.it
33) Cosa è necessario presentare per poter esercitare l’attività di Banqueting/catering/somministrazione al domicilio del consumatore?
L’attività di Banqueting (che si riferisce all’attività di preparazione di cibi e bevande nell’organizzazione di banchetti) è indissolubilmente legata all’attività di catering che si occupa di tutte le operazioni di approvvigionamento di alimenti.
Il catering prevede in pratica un'attività di  vendita o somministrazione del cibo in un luogo diverso da quello in cui esso viene prodotto.
Per iniziare l’attività di catering/banqueting è prevista la presentazione di una SCIA (mod. 311) scaricabile dal sito alla pagina: http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps

In merito ai requisiti igienico sanitari, si informa che la competenza è dell’ ASL TO 1 – Servizio alimenti e Nutrizione – Via della Consolata n. 10 – Torino, pertanto le informazioni devono essere acquisite presso tale Ente.
34) Per poter svolgere l’attività di somministrazione in un Circolo Privato/Associazione, quale modulo occorre presentare? Quali sono i requisiti igienico-sanitari dei locali?
Qualora si intenda esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande riservata ai soli soci dell’associazione e l’Associazione sia aderente ad un Ente a carattere nazionale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno , il modulo da utilizzare è il n° 320.
L’attività di somministrazione è rivolta esclusivamente ai soci.

Qualora l’associazione intenda esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico indifferenziato, il modulo da utilizzare è il n° 301.
L’attività di somministrazione è rivolta al pubblico indifferenziato. L’associazione deve essere iscritta al Registro delle Imprese.

Lo stesso modulo 301 deve essere utilizzato anche in caso di somministrazione riservata ai soci di un’associazione non aderente ad alcun ente, con alcune varianti, ovvero:
L’attività di somministrazione è rivolta esclusivamente ai soci.


Per informazioni in merito ai requisiti igienico sanitari, occorre consultare la competente ASL TO 1 – Servizio alimenti e Nutrizione – Via della Consolata n. 10 – Torino.
I requisiti igienico sanitari dei locali destinati alla somministrazione di alimenti e bevande sono stabiliti dal:

Sul sito alla pagina:
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/#eps   è possibile scaricare la modulistica.
Nel modulo sono indicate tutte le dichiarazioni e allegati da presentare.
Informazioni in merito all’apertura degli esercizi pubblici, possono anche essere apprese consultando le risposte alle domande frequenti pubblicate alla pagina:
http://www.comune.torino.it/commercio/faq/faq_esepubbsommalibev.shtml?idRispostaAperta1=61
In calce ad ogni modulo sono riportate informazioni utili per la presentazione delle pratiche.
Il modulo deve essere compilato dal legale rappresentante ( Presidente dell’associazione)
35) Chi è soggetto alla presentazione della comunicazione alla Questura per la somministrazione di bevande alcoliche?
A che ora deve cessare l’attività di vendita e somministrazione di bevande alcoliche o superalcoliche nei circoli privati?
La comunicazione per la Questura è necessaria nel caso in cui vengano somministrate bevande alcoliche presso enti collettivi o circoli privati di qualunque specie, anche se la vendita o il consumo siano limitati ai soli soci.
Nel modulo è riportata la normativa applicabile in materia: (art. 2 bis D.L. 79/2012 convertito con Legge131/2012 Disposizioni in materia di enti e circoli privati – e art. 54 L.120/2010 Modifiche alla disciplina della somministrazione e vendita di alcool nelle ore notturne )
http://www.comune.torino.it/commercio/moduli/pdf/20120928/
comunicazione_questura.pdf

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