Comune di Torino

Circoscrizione 2 - Santa Rita, Mirafiori Nord, Mirafiori Sud


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Sei in: Comune > Circoscrizione 2 > Archivio Notizie  >  2013  >  Settembre  >  SS. NOME DI MARIA (via G. Reni 96/140) Ultimo aggiornamento: 02/10/2013

s.s.nome di Maria (Via.Guido Reni 96/140)

Un primo nucleo, consistente in un salone e casa parrocchiale, sorse nel 1956, ma con la legge 167 sull'edilizia popolare si costruirono velocemente villette e condomini che resero insufficienti gli spazi, perciò nel 1968 si iniziò la costruzione di una nuova chiesa, che fu inaugurata e benedetta il 10 novembre 1972.  Il progetto degli ingegneri Marco Ghiotti e Piero Contini prevede un edificio a forma di tenda, con una navata unica molto capiente di forma rettangolare, in cemento e mattoni a vista, inclinata verso il presbiterio, affacciatesi su un ampio sagrato.
Le pareti esterne sono in mattoni a vista e la copertura a due falde con solette in cemento armato è ricoperta     di laminato.L'ingresso alla chiesa è garantito da due porte a doppio battente. Quella di destra rappresenta la Liturgia della parola: "Dio parla al suo popolo per comunicargli il suo amore".
Il battente di destra vuole rappresentare il Primo Testamento ed illustra l'espressione del Profeta: la Parola di Dio è come la pioggia che scende dal cielo e irrigando la terra la rende feconda e procura il cibo a tutti gli esseri viventi. Nella parte in alto, infatti, quella che delimita la zona divina mediante il triangolo, ci sono due nuvole dalle quali partono tre rivoli di pioggia che percorrono tutto lo spazio fino in fondo per indicare l'abbondanza della grazia, e penetrando nei solchi in basso fanno germogliare un grande albero che si eleva fino a Dio e che rappresenta ognuno di noi. La parte centrale è dominata dalla figura del fonte battesimale dove vanno a dissetarsi due uccellini: è evidente il richiamo al battesimo e all'anima che viene vivificata dalla grazia santificante.
tutto è chiuso in un arcobaleno che ricorda l'Alleanza di Dio con il suo popolo. La grande A (alfa) oltre che indicare l'alfabeto, per cui la Parola raffigura Gesù, che è l'alfa, il principio di tutto. Il secondo battente della porta a destra "la porta della Liturgia della Parola" vuole significare il Nuovo testamento, la Parola ultima e definitiva che Dio ha detto agli uomini: questo il senso del libro aperto sul Leggio in cui si leggono le due lettere greche Alfa e Omega, con le quali l'Apocalisse definisce Gesù Cristo. Il leggio è collocato su un monte ai piedi del quale c'è una moltitudine: è evidente il richiamo al discorso delle beatitudini "Gesù sulla montagna..."; la fiammella che arde davanti al libro ricorda che la Parola di Dio è lampada ai nostri passi e luce nel nostro cammino.
 La porta di sinistra è quella dell'Eucarestia ed è di più facile lettura poiché utilizza simboli molto noti: nel battente di destra l'ostia con le iniziali JHS che vuol dire Gesù salvatore degli uomini, il cestino con il pane significa che l'Eucarestia sazia ogni nostra fame, le spighe sono segno di vita, il candelabro ebraico sottolinea che Gesù ha istituito questo sacramento nel contesto della cena ebraica ed infine, in alto, si libra lo Spirito Santo. L'altro battente ha come centro il calice con i grappoli d'uva e i segni della Passione: la Croce posta sul monte, le tenaglie, ilmartello, i chiodi e la spugna posta sulla canna richiamano non solo la crocifissione, ma anche la fatica del vivere di ogni giorno e, mentre in alto il sole si oscura, l'occhio vigile del Padre stende uno sguardo di benevolenza su tutta la terra e la vita". La facciata è ravvivata da una bellissima e colorata vetrata: al centro suLa facciata è ravvivata da una bellissima e colorata vetrata: al centro su un sole vivificante, possente si libra la candida colomba dello Spirito Santo verso la terra lontana e piccolissima, eppure immersa nello  spazio divino. L'interno è reso accogliente dalla vetrata di Costantino Ruggeri ed ed artistico per le diverse opere d'arte, tutte realizzate dal "prete artista", nonché parroco, don Benito Rugolino. La vetrata è assai ricca di colori: "rossa di sangue e di amore splende gloriosa e dolorante sull'universo la Croce di Cristo sui blu degli spazi infiniti palpitanti di astri e di pianeti,sui gialli sfolgoranti della luce separata dalle tenebre, sui verdi dell'erba, degli alberi e delle limpide acque, sui viola e marroni della feconda e generosa madre terra". 
La pala dell'altare, che rappresenta il cap. IV dell'Apocalisse, è resa
invece senza la policromia dei colori ma solo splendente di "una luce paradisiaca che avvolge l'Agnello Crocifisso e sotto le grandi ali iquattro esseri viventi dell'Apocalisse vibrano di esultanza e di lode, mentre gli uomini si dispongono in processione adorante" Completa l'arredamento dell'abside il Tabernacolo, cuore pulsante della chiesa che, con il suo brillio, attira lo sguardo e soggioga l'anima.Nella chiesa vi è poi un altro crocifisso, anch'esso ideato e realizzato
dal parroco, e rappresenta in modo molto originale la passione di Gesù,infatti, mentre il braccio sinisto saldamente inchiodato alla croce, il braccio destro è libero e proteso verso l'alto per indicare la resurrezione. "Malgrado la presenza del sepolcro ai piedi della croce, ilgesto del braccio di Gesù mette in risalto la vittoria sulla morte, la gioia del giorno di Pasqua che si prefigura già dal dramma del Venerdì Santo".
Ridotto all'essenziale, ma di grande effetto, è l'Ostensorio grande: Gesù Eucaristia ne è il centro e il fondamento da cui si diparte un tondino di ferro dipinto che con i raggi verticali segna il punto di convergenza tra l'infinito e il finito e con quelli orizzontali si apre all'abbraccio dell'interaumanità.  Il Fonte Battesimale, sempre progettato da don Rugolino, con le sue forme morbide, senza fine e senza inizio, è simbolo di accoglienza e abbraccio divino e dalla piccola conca travasa "la linfa vitale e sacramentale nella grande vasca dell'umanità" posta appena sotto. La Madonna avvolta in un ricco peplo è raffigurata in una bellissima statua in gesso della fine del '700. Particolari sono poi le 15 Stazioni della Via Crucis, realizzate in materiale povero: legno, carta, gesso, stracci che attualizzano simbolicamente le scene tradizionali (es: Gesù denudato è posto su di un palcoscenico e ripreso dai media e la sua morte è evidenziata da un campo di concentramento). All'esterno, dà risalto alla costruzione l'ampio sagrato, dove vi sono due fontane: sul lato sinistro La Fonte della Vita, anch'essa opera di don Rugolino, simboleggia "il cuore di Gesù", sorgente di acqua che scende goccia a goccia per donare la vita eterna, a destra la nuova fontana rappresenta "Cristo vivificante", luogo dove "dissetarsi e ritrovare la freschezza perenne del Battesimo"

 

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