Comune di Torino

Circoscrizione 2 - Santa Rita, Mirafiori Nord, Mirafiori Sud


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Sei in: Comune > Circoscrizione 2 > Archivio Notizie  >  2013  >  Settembre  >  Santuario di Santa Rita da Cascia Ultimo aggiornamento: 02/10/2013

Santuario di Santa Rita da Cascia Piazza S. Rita da Cascia

La costruzione di questa chiesa fu l'incipit per l'urbanizzazione della vasta area verso Orbassano oltre le caserme, al di fuori dell'allora cinta daziaria. In data 11 aprile 1928 il piazzale all'incrocio di C.so Orbassano con le vie Tripoli e Barletta fu, dal Potestà di Torino, conte Balbo Bertone di Sambuy, intitolato "Piazza Santa Rita da Cascia"Il fondatore fu Mons. Giovanni Baloire, che spese tutta la sua vita per la realizzazione di questo complesso religioso.
Mentre era vice parroco a San Secondo notò che intorno all'altare dedicato a S. Rita ferveva una devozione particolare da parte di devoti alla "Santa dei miracoli" ed ebbe l'idea di costruire proprio in quell'area verso Orbassano, che si andava via via popolando, una chiesa dedicata alla Santa. Nel 1925 il vescovo approvò il progetto dell'arch. salesiano Giulio Valotti, e nel 1927 iniziarono i lavori comprendenti una cappellaprovvisoria e locali abitativi.2) http://www.srita.it/   Giulio Valotti (Quinzano d'Olio 1881 - Piossasco 1953) ha firmato i progetti di circauna cinquantina tra chiese, oratori, istituti  salesiani in tutt'Italia. Il 15 aprile 1928 dalla chiesa di S. Secondo fu portato in essa con una solenne processione il quadro di S. Rita, dipinto dal prof. Giovanni Crida . La chiesa fu anche provvista di ampi cortili per l'oratorio edi una casa per l'Asilo.Già per il 22 maggio, festa di S. Rita, del 1934 lastruttura era ormai costruita e completa di campanile, proprio in quella data furono collocati anche la cancellata in ferro battuto e il portale maggiore in marmo di Zandobbio, arricchito dal bassorilievo con due pavoni, simbolo  dell'immortalità.
Nel 1935 la chiesa si arricchì della grande statua in argento di S. Rita, l'anno successivo furono   inaugurate   le quattro campane e dal 1937 fa bella mostra di sé, ogni Natale, il presepe con statue lignee dell'artista intagliatore Angelo Pescosta di Ortisei. L'anno dopo fu ultimato il pavimento in marmo (prima era in legno), quindi con lo stesso materiale si iniziò il rivestimento dei piastroni della cupola e del presbiterio, sui quali saranno successivamente applicati i mosaici; il transetto fu dedicato interamente alla vita di Gesù, quattro di essi rappresentano i Misteri Gaudiosi, mentre quelli ai lati dell'altare della Madonna rappresentano l'Annunciazione e la visita a S. Elisabetta e quelli che affiancano l'altare di S.Giuseppe (ora sostituito con l'organo nuovo) raffigurano la fuga in Egitto e Gesù nel Tempio con i dottori.
Nel frattempo era già iniziata l'opera del pittore Piero Dalle Ceste ,sono sue infatti tutte le decorazioni dell'abside, della cupola, delle volte delle navate e le pale degli altari di San Giuseppe e della Consolata.
Nella pala di S. Giuseppe l'artista ha voluto ritrarre il protettore dei lavoratori mentre tiene sulle ginocchia e ci mostra il Bambino;ai lati vi sono delle figure tipiche di lavoratori, contadini e operai in preghiera, mentre sullo  sfondo
dei buoi tirano l'aratro e fumano le ciminiere(il passato e il presente di Torino e dell'area su cui sorge la chiesa)
In tempi recenti (1990) questo altare è stato soppresso e la grande tela è stata collocata sulla parete della navata che conduce alla sacrestia, di fianco all'altar maggiore.
Sull'altra pala in origine avrebbe dovuto essere raffigurata la Madonna del Rosario, come risulta dalla scritta incisa sul paliotto dello stesso altare, ma venne poi rappresentata la Vergine Consolata patrona di Torino, circondata da Santi legati alla storia della città: S. Carlo Borromeo, S.Francesco di Sales, i Santi sociali, vale a dire S. Giovanni Bosco, S.Leonardo Murialdo,
S. Giuseppe Cafasso, S.Giuseppe Cottolengo, i beati Michele Rua,  Sebastiano Valfrè, Giuseppe Allamano e il card.Guglielmo Massaia; sullo  sfondo altre tre figure che potrebbero essere del pittore Dalle Ceste che rappresenta il Sacro Cuore circondato daangeli e santi (S. Giovanni Evangelista, Sant'Alfonso Madia de' Liguori, Santa Margherita Maria Alacoque e Santa Maria Maddalena).
Dopo l'ampia parentesi della Seconda Guerra Mondiale i lavori ripresero nell'immediato (1945) e per ringraziare Dio che, per intercessione di S. Rita, li aveva scampati alla morte, i devoti eressero l'altare del Sacro Cuore a
sinistra dell'altar maggiore:il pavimento è a mosaico e le pareti sono ricoperte di marmi intarsiati in cui appaiono i simboli della salvezza (la  croce,  la cerva che si abbevera alla sorgente e l'agnello sacrificale), sull'altare un'altra opera del pittore Dalle Ceste che rapresenta il Sacro Cuore a sinistra dell'altar maggiore:il pavimento
è a mosaico e le pareti sono ricoperte di
marmi intarsiati in cui appaiono i simboli
della salvezza (la croce, la cerva che si abbevera alla sorgente e l'agnello
sacrificale), sull'altare un'altra opera del pittore Dalle Ceste che rappresenta il Sacro Cuore circondato da angeli e santi (S. Giovanni Evangelista, Sant'Alfonso Maria de Liguori, S. Margherita Alacoque e Santa Maria Maddalena).  
 Nel 1948 l'opera continuò con l'istallazione, all'ingresso principale, di due angeli, eseguiti in marmo bianco dalla ditta Arrighi, che porgono l'acqua benedetta ai fedeli e vi fu l'inaugurazione, con un solenne concerto, dell'organo composto da 2300 canne sistemato in fondo su una tribuna scolpita e dorata; nel 1990 tale organo, di cui restano solo le canne anteriori, è stato sostituito con quello attuale, realizzato dalla ditta Zanin di Codroipo (Ud), collocato al posto del già citato altare di S. Giuseppe.
Sempre al 1948 risaliva il pulpito ricco di marmi policromi e di pannelli ad intarsi raffiguranti il volto di Cristo Re ed i simboli dei quattro Evangelisti, ma anche quest'opera è stata smontata nel 1996, seguendo i nuovi dettami della riforma liturgica conciliare; si salvarono solo la base,utilizzata come Mensa dei Doni e i pannelli, collocati sulle pareti vicine al portale maggiore.
Poi, nel 1950, vennero posizionati grandi lampadari in legno dorato;  all'ingresso della navata sinistra il battistero, rivestito in marmo e dipinto dal Dalle Ceste con Angeli e i segni zodiacali, con il Fonte Battesimale di
porfido con i simboli del sacramento che era sorretto da otto colonne di bronzo dorato. Su di esso era posta la statua lignea del Battista, realizzata da G.V. Mussner di Ortisei, come le quattordici Stazioni della Via Crucis
e i bassorilievi dei confessionali che sono stati modificati nel 1997.
Sempre negli anni Novanta sono stati riveduti il fonte battesimale e il presbiterio : è stata realizzata con un blocco di marmo greco la  NuovaMensa (su cui sono rappresentati il Corpo Mistico di Cristo e gli "uomini
nuovi" che sorgono dall'Eucarestia e fra essi vi è la "donna nuova", cioè Santa Rita) ed è stato posizionato l'ambone, sempre in marmo, che reca scolpite le lettere alfa e omega (simboleggianti Gesù, principio e fine di tutte le cose).
Infine nel 2003, la cappella del Sacro Cuore è stata rivitalizzata con l'applicazione di un mosaico dove, su sfondo dorato, appare la scritta "Padre ti prego perché tutti siano una cosa sola come noi", ed è stata  posta la nuova porta d'ingresso centrale, in bronzo, a ricordo dell'anno giubilare 2000; le nuove opere sono state progettate e realizzate dall'artista Ave Cerquetti del Centro AVE di Loppiano (Fi). La galleria dietro l'altare maggiore, con gli anni, si è arricchita di quadri votivi, testimonianze di devozione e storia popolare.dall'artista Ave Cerquetti del Centro AVE di Loppiano (Fi). La galleria dietro l'altare maggiore,con gli anni, si è arricchita di quadri votivi, testimonianze di devozione e storia popolare.
Un discorso a parte meritano le splendide vetrate, progettate dal Valotti del Centro AVE di Loppiano (Fi). La galleria dietro l'altare maggiore,con gli anni, si è arricchita di quadri votivi, testimonianze di devozione e storia popolare.
Un discorso a parte meritano le splendide vetrate, progettate dal Valotti già nel 1931 e la cui esecuzione doveva essere affidata alla ditta Zettler di Monaco di Baviera ma, alla vigilia del contratto, sopravvenne il divieto delle autorità in nome delle regole autarchiche imposte dal Fascismo; dopo ventidue anni le vetrate, la cui esecuzione era stata sospesa, vennero realizzate dalla ditta tedesca Glasmarei (ex Zettler), cioè dalla stessa ditta che era stata prescelta all'epoca del progetto.
Nel 1953 furono quindi ri-commissionate le vetrate con la vita della Santa e le due più grandi del transetto, raffiguranti la Natività di Cristo e la Sacra Famiglia; ad esse vennero aggiunte quelle per le tre finestre dell'altare del Sacro Cuore, creando così uniformità di stile e di colori.
La vita di Santa Rita è rappresentata in ordine a partire dalla navata destra del transetto, proseguendo verso il portale e risalendo poi quella sinistra nuovamente fino al transetto.
1° vetrata: La nascita;
2° vetrata: La carità di Rita fanciulla;
3° vetrata:Rita promessa sposa;
4° vetrata: Rita sposa e madre;
5° vetrata: Rita trasportata dai Santi in convento;
6° vetrata: Conforto ed aiuto ai poveri;
7° vetrata: Ubbidienza e sacrifici;
8° vetrata: La devozione al crocifisso;
9° vetrata: La rosa fiorita tra la neve.

 

La solenne consacrazione del Santuario avvenne l'11 maggio 1957; ma già negli anni precedenti si era sentita la necessità, essendo il territorio molto esteso e dato il frenetico ampliamento edilizio della zona con il conseguente aumento della popolazione, di erigere sette nuove chiese e ampliarne tre preesistenti:


Gesù Redentore

il 16 ottobre 1955;
SS. Nome di Maria

il 5 luglio 1956;
S. Giovanni Bosco

il 20 novembre 1957;
Maria Madre di Misericordia
(stralciata da S.Rita);

il 15 luglio 1962
Natale del Signore
(scorporato il territorio di S.Rita e Gesù Redentore);

il 1° gennaio 1967
Ascensione di N.S. Gesù Cristo
(suddivisione da SS.Nome di Maria);

il 1° ottobre 1970
Maria Madre della Chiesa

il 1° ottobre 1971;
La Pentecoste
(suddivisione da SS.Nome di Maria);

il 25 novembre 1972
S. Ignazio di Loyola
(succursale di SS.Nome di Maria).

il 16 luglio 1986

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