Informazione di copyright: Si ringrazia Giuditta Dembech per avere cortesemente acconsentito all'uso dei materiali impiegati per la realizzazione di questa pagina, tratti dai suoi libri "Torino città magica", volumi 1 e 2, edizioni Ariete Multimedia - Torino.
Parlare dei misteri di Torino, come città magica, è affascinante
ma non semplice perché se da una parte esistono molte ricerche e
pubblicazioni che evidenziano alcune sue particolari origini storiche e
leggendarie, che a dire degli studiosi esoterici sono indubbi segni soprannaturali,
dall'altra parte invece, in contrasto, vi è il positivismo torinese
che limita o nega i fatti.
Ci sono fattori non casuali, non fisici, che operano in natura, di cui l'uomo
non comprende la vera essenza.
Dalle grandi metropoli ai più sperduti villaggi la magia viene esercitata
seppure con diversi criteri.
Torino è considerata in tutto il mondo città magica in virtù
di vari fattori tra cui molte sculture simboliche (rosoni, draghi, mascheroni,
cani, leoni) collocate in vari punti della città che avrebbero valenza
duplice per la magia bianca o benefica (con Lione e Praga) e magia nera
o satanica (con Londra e San Francisco) due anime che si combattono aspramente
per affermare se stesse, nonché dal trovarsi all'incrocio di due
fiumi, il Po e la Dora Riparia, che rappresenterebbero il Sole e la Luna,
ma soprattutto sarebbe punto d'incontro di diverse linee sincroniche (ovvero
del reticolo molto irregolare di linee o canali energetici percepiti dagli
esoteristi che algerebbero il pianeta di cui la scienza non sa dare spiegazioni
ma che già anticamente i cinesi chiamavano "schiena del drago")
che trova in Torino un luogo geografico come pochi altri simili al mondo.
Poiché queste leggende sostanzialmente convergono, ci soffermeremo
principalmente su quella del principe egizio Eridano.
Secondo Filiberto Pingone, storico e professore all'Università di
Torino nel suo trattato "Augusta Taurinorum" del 1675, si attribuisce
a Torino una ascendenza egizia rafforzata al ritrovamento nel corso dei
lavori di sterro per la costruzione della cittadella fortificata di una
lapide con iscrizione dedicata alla Dea Egizia Iside. Anche Emanuele Thesauro
(1594 - 1675) storico di corte durante la reggenza di Madama Cristina in
Torino, pubblica un libro "Historia della città di Torino"
in cui ricordando i miti di Fetonte e del Principe egizio Eridano (considerato
questo un semidio fratello di Osiride) già narrati anticamente da
Aristotele, Plutarco, Eusebio, Ovidio e altri) sostiene che questo principe
egizio dopo aver lasciato la terra di origine per motivi di intolleranza
religiosa con la casta sacerdotale avrebbe bordeggiato la Grecia e poi l'Italia
costeggiando il Tirreno; sarebbe poi sbarcato con i suoi seguaci in una
zona a nord conquistandola e dando a questa il nome di Liguria da quello
di suo figlio Ligurio. Successivamente proseguiva verso l'interno e varcati
gli Appennini trovava un'ampia pianura in fondo alla quale (presumibilmente
su un insediamento celtico esistente) in prossimità del fiume Po
che gli ricordava il Nilo, fondava Torino; era il secolo XV a.C. per cui
la città sarebbe stata fondata molti secoli prima di Roma! - Torino
cominciò quindi ad esistere sotto il simbolo del Dio Api e il Toro
venerato a Menfi fu anche il primo Toro di Torino!
L'antico nome Eridano dato al fiume Po sarebbe derivato da quello di una
stirpe di Re egizi, gli Eridanei, poi sopraffatti dall'invasione etrusca.
Con l'arrivo dei Romani nel II sec. a. C. l'agglomerato urbano acquisì
caratteristiche di città sacra agli Dei mantenendo sempre particolarmente
l'impronta di campo militare; in questo periodo inevitabilmente furono occultati
tutti i "segreti esoterici" poiché i nuovi arrivati coprivano
e distruggevano tutto quanto era possibile relativamente a cultura e memoria
dei precedenti abitanti per sovrapporre la propria.
Risulta che il cartaginese Annibale nel 218 A.C. varcate le Alpi fu fermato
(malgrado il suo possente esercito di 37 elefanti, 60.000 cavalieri e 20.000
uomini) per tre giorni dai Taurini; la città però fu completamente
distrutta. Ai Romani (Augusta Taurinorum) seguirono i Goti, Longobardi,
Carolingi, ecc., e poi molto più tardi i Saraceni.
Nel corso dei secoli la città ebbe inevitabilmente grandissime trasformazioni,
ma la sua caratteristica magica rimase.
Nelle Torri Palatine di Torino avrebbero soggiornato sulla
strada dell'esilio Ovidio e Ponzio Pilato; sempre a Torino soggiornarono:
Paracelso, Cagliostro, Casanova, e molti altri. Anche Michel Nostradamus
(1503 - 1566) medico e astrologo francese vi soggiornò e nelle sue
profezie predisse il trasferimento della Sindone a Torino, ritenuta dagli
esoterici anche un simbolo magico.
Nel mondo del soprannaturale non si può dimenticare il Dott. Gustavo
Rol (1903 - 1994), l'incredibile e riservato personaggio torinese conosciuto
in tutto il mondo per le sue straordinarie doti extrasensoriali.
Alcuni punti considerati magici in Torino: - Vicino al fiume Po - Eridano,
sui ruderi di un tempio ritenuto dedicato alla Dea Egizia Iside fu costruita
nel 1818 sullo stile del Pantheon la chiesa dedicata, si noti, non alla
Madonna ma alla Gran Madre di Dio. Questo è considerato punto di
massimo interesse esoterico positivo della città ovvero di magia
bianca; degno di notevole interesse esoterico sono le due statue collocate
a lato della grande scalinata che rappresentano rispettivamente la Fede
e la Religione: quella di sinistra in particolare, la Fede, tiene in mano
un calice e con lo sguardo pare indichi la direzione dove il mitico e immateriale
Graal dovrebbe essere custodito in Torino. - Inoltre secondo Carlo Promis
(1808 - 1862) architetto, archeologo e docente alla scuola di ingegneria
di Torino nella sua "Storia dell'antica Torino" sostiene che vi
furono anticamente nella città templi ed edicole sacre od almeno
statue dedicate alle divinità di Giove, Pallade, Apollo, Diana, Mercurio,
Iside ed Ercole, ipotizzate sotto le fondamenta di alcune chiese.
Altro punto di massima positività sarebbe la zona di Piazza Castello
- Piazza e Giardini Reali con la fontana dei Tritoni e delle Nereidi.
Le due statue poste all'ingresso della Piazza Reale rappresentano due divinità
greche a cavallo: i Dioscuri Castore e Polluce, gli eroi mitologici greci
fratelli gemelli, figli di Zeus (Dio Giove) questi simbolicamente rappresenterebbero
la luce e le tenebre, i poli opposti che permetterebbero al mondo di esistere
e che fanno sì che ci sia la vita perché c'è la morte.
Invece la Piazza Statuto con al centro il monumento ai caduti per
il traforo del Frejus e un piccolo obelisco dedicato a G. B. Beccaria (autore
nel 1774 dell'opera geodeta "Gradus Taurinensis") con alla sommità
l'astrolabio, sarebbe punto di massima negatività dovuto anche al
fatto che qui anticamente era la Val Occisorum, cioè il luogo delle
esecuzioni capitali, e infatti in questa zona durante lo scavo per la costruzione
della ferrovia venne ritrovata una antica necropoli.
Non si può poi dimenticare che in alcuni palazzi storici del centro
città, aleggerebbero tuttora secondo la fantasia popolare fantasmi
di celebri personaggi, particolarmente in Palazzo Reale, Palazzo Barolo
e al Museo Egizio.
Forse
per le energie positive e negative che le si attribuiscono? Gli esoteristi
dicono che già nel nome può trovarsi il presagio, il destino,
e che tutto sta nel tormentato rapporto tra l'ignoranza dell'uomo e le ignote
forze del cosmo. In proposito secondo gli esoteristi, molti eventi di Torino
avrebbero una componente esoterica.
Torino oltre che prima capitale d'Italia è sempre stata una fucina
di idee per l'anticipazione del futuro. La prima automobile in assoluto
fu la trasformazione di una carrozza di corte effettuata dal Capitano Virgilio
Bordino che fece il giro di prova in Piazza Castello il 7 maggio 1854 dotata
di una caldaia a vapore funzionante a carbone; l'industria dolciaria ha
qui radici antichissime, raccontate addirittura da Plinio (primo sec. d.
C.). La prima linea aerea italiana con l'idrovolante fu la Torino - Venezia
- Trieste. L'Eiar - Rai tv, l'industria cinematografica, quella telefonica,
la moda e tante altre attività nate e sviluppate a Torino sono state
poi purtroppo trasferite quasi completamente altrove, quasi avessero esaurito
il loro compito nella città guida e laboratorio; è pure sede
dell'importantissimo Museo Egizio, ma Torino è anche famosa per i
suoi martiri e i grandi Santi Sociali, per il miracolo dell'Ostia del Corpus
Domini e per la presenza della S. Sindone. Il Papa Giovanni Paolo II durante
una sua visita ebbe a dire: "Torino è una città di Santi
e di Luce, quindi dove c'è la luce occhieggia anche il demonio".
Nel 1975 nasce in un circolo esoterico di Torino, l'idea di realizzare una
città-comunità esoterica e nel 1976 in Val Chiusella, (zona
ritenuta punto d'incontro di linee sincroniche) nel comune di Baldissero
C.se a 40 km a nord di Torino viene dato l'avvio alla realizzazione di Damanhur
(Città della Luce); qui vicino è stata pure realizzata in
20 anni di lavoro volontario dei damanhuriani una grande e spirituale opera
d'arte sotterranea chiamata "Tempio dell'Uomo".
Abbiamo cercato di dare, seppur brevemente, qualche cenno sull'assieme delle
peculiarità, concomitanze e fenomeni, relativi alla nomea di Torino
città magica, ai più sconosciuti e difficilmente dimostrabili
se non con le percezioni di molti sensitivi; prima di esprimere qualsiasi
giudizio si deve quindi prendere atto della infinita limitatezza della nostra
conoscenza umana non normalmente preparata a percepire i misteri di carattere
soprannaturale.