L'ambasciatore
del Grissino Torinese, nel mondo, è il Grissino industriale stirato,
unitamente agli altri tipi: rubatà, stampato ed integrale.
Per la sua diffusione è stato necessario ottenere un prodotto industriale
che fosse in grado di realizzare un grissino quanto più possibile
equivalente a quello artigianale, nonchè di mantenere costanti nel
tempo le sue qualità organolettiche, al fine di poterlo presentare
sempre gradevole ed appetibile su ogni tavola e in ogni luogo.
Per ottenere questi risultati è stata di grande aiuto la tecnologia
industriale più avveduta che, ispirandosi alla tradizione tecnica
di produzione artigianale, l'ha saputa imitare e copiare adeguatamente.
E' stato pertanto indispensabile che il costruttore degli impianti di produzione
del grissino fosse, egli stesso, esperto tecnico di panificazione capace
di tradurre il lavoro di stiratura manuale in lavoro meccanico tale e quale.
In altre parole la macchina ha dovuto adattarsi alla pasta da grissino e
non viceversa.
Altro presupposto inderogabile è stata la ricerca, la selezione e
l'analisi costante delle materie prime da utilizzare nell'impasto: dall'acqua
alle farine, dai grassi alimentari agli altri ingredienti necessari.
Infine un contributo risolutivo l'ha apportato la moderna tecnologia con:
Il Grissino Stirato viene impiegato per preparare la Zuppa Valdese (Supa
dj Barbet) ed il così detto Grissino Vestito (di prosciutto);
Il Grissino Rubatà sbriciolato ma non minutamente, in modo da conservare
il suo caratteristico sapore e l'effetto croccante è impiegato anche
per fare la bistecca ingrissinata, detta Grissinopoli.