Iniziata la sintetica rassegna dei molti castelli del Piemonte con quelli dell'area Torinese continuiamo con un'altra zona ricchissima di castelli e caseforti alcune trasformate in residenze: il Cuneese; in seguito percorreremo in senso antiorario tutto il Piemonte. I castelli del basso Piemonte, Cuneese, Langhe e Roero hanno subito fortemente l'influsso di due culture ossidionali (della costruzione fortificata): quella duecentesca astigiana, legata alla supremazia di questo comune in Piemonte in quell'epoca, e quella lombarda derivata dall'accorpamento di molti di questi territori nelle dote di Valentina Visconti, figlia del Duca di Milano, che alla fine del 1300 li portò al marito Principe Carlo D'Orléans, fratello del Re di Francia; nel Piemonte duecentesco si formarono però anche città e nuclei abitati, con castelli e fortezze in maniera autonoma come accadde per Cherasco che fu fondata alla metà dl XIII secolo.
La città di Cuneo fu fondata nel 1198 dagli abitanti di Caraglio, sul cuneo (donde il suo nome) formato dalla confluenza del fiume Gesso con la Stura di Demonte; fu distrutta e ricostruita più volte per le molte vicissitudini storiche; la città non conserva opere storiche significative in compenso ne è molto ricca la sua provincia. Molti sarebbero i castelli da ricordare, oltre a quelli qui di seguito brevemente descritti, (molti dei quali meriterebbero una specifica trattazione); in particolare sono degni di menzione: Alba (le sue tante torri !), Alto, Bagnolo Piemonte, Barbaresco, Benevagienna, Benevello, Borgomale, Bossolasco, Bra, Busca, Canale, Cardè, Carrù, Casalgrasso, Castelletto Uzzone, Castiglione Falletto, Ciglié, Costigliole Saluzzo, Caranzana, Envie, Faule, Garessio, Genola, Govone, Guarene, Lagnasco, Lesegno, Magliano Alfieri, Mango, Marsaglia, Montà, Montemale di Cuneo, Montezemolo, Monasterolo, Murello, Pamparato, Pezzolo Valle Uzzone, Piasco, Pocapaglia, Polonghera, Prunetto, Revello, Rocca de Baldi, Saliceto, Sanfrè, Santa Vittoria d'Alba, Savigliano, Scarnafigi, Signo, Sommariva Bosco, Verzuolo, Villanova Solaro.
Si
trova a 71 Km a Sud di Torino e a km 16 da Alba nelle Langhe. Il complesso
occupa gran parte della collina su cui sorge il paese. Il primo nucleo del
Castello fu eretto nel X secolo per contrastare le scorribande saracene,
poi nel XIII secolo fu ampliato con la costruzione di un torrione quadrato
e due torrette circolari all'interno delle sue mura. Fu fin dalla sua origine
proprietà dei Marchesi Falletti e venne più volte modificato
e rimaneggiato.
Attualmente è di proprietà comunale, ospita l'Enoteca Regionale
del Barolo "il re dei vini e il vino dei re" e un museo delle
contadinerie. Notevole l'interno del castello, per gli arredi d'epoca, la
Sala degli Stemmi e la Biblioteca Storica, ordinata da Silvio Pellico.
La struttura ospita periodicamente mostre artistiche ed è visitabile.
Il castello è posto a km 62 a sud di Torino e a km 6 da Saluzzo. Si
presenta ottimamente conservato. La sua imponente mole merlata e turrita
domina il paesaggio attorno con un magnifico effetto scenografico. La sua
origine è incerta, esistono però dati da cui risulta che già
dal 1200 apparteneva ai Marchesi di Saluzzo. - Ebbe nel corso dei secoli
vari rimaneggiamenti in seguito ad eventi dinastici e bellici ed infine
riplasmato a metà del XIX secolo.
E' costituito da un muraglione di cinta intervallato da torri quadrate e
cilindriche. Al castello si accede con un ponte levatoio; all'interno sono
notevoli: la Sala del Trono, con frammenti di affreschi risalenti alla fine del
'700 e al primo piano una interessantissima collezione di uniformi e armamenti
leggeri del Regio Esercito italiano. La scuderia e la foresteria ospitano un piccolo
museo etnografico. Il castello è visitabile.
E' posto nelle Langhe a 54 km a sud di Torino e a km 5 da Bra. La fondazione
del castello sarebbe coeva alla fondazione della città, nel XIII
secolo.
Nel 1348 fu conquistato da Ludovico Visconti che demolita l'antica
struttura la ricostruì quasi interamente: di qui il nome di castello
Visconteo. In passato Cherasco era la più importante piazzaforte
del Piemonte sud-occidentale per cui fu più volte centro di lotte
per il suo dominio essendo coinvolta negli scontri fra gli eserciti di Francia
e Spagna per le lotte di supremazia in Italia. I Savoia ottennero il castello
nel 1529 dopo il trattato di Chateau Cambrésis e più volte
lo rafforzarono. Qui trovò accoglienza l'intera famiglia dei
Savoia fuggita da Torino flagellata dalla peste del 1630. La costruzione
interamente in cotto si presenta con torri quadrate agli spigoli e una torre
più piccola a protezione dell'ingresso.
Cherasco è nota nella storia del Piemonte perché sede di due
importanti trattati di pace: nel 1631 e nel 1796; in questa occasione vi
pernottò anche il Generale Napoleone Bonaparte.
All'inizio del 1900 l'Architetto Alfredo d'Andrade lo ristrutturò
come appare ai giorni nostri. Il castello è visitabile.
Si trova a km 71 a sud di Torino e a km 8 da Alba, nelle Langhe.
Il castello è posto sul colle sopra l'abitato e ha origine nel
XII secolo; si presenta in modo imponente con due torri quadrate (una massiccia
e bassa e una più alta e snella) unite ad altre due cilindriche e
pensili. Ebbe diversi proprietari e verso la fine del '700 fu acquistato
dai Cavour. Subì varie modifiche e trasformazioni; fu residenza saltuaria
del Conte Camillo Benso di Cavour che fu anche sindaco operoso di quel comune
dal 1831 al 1849.
E' strutturato in diversi piani nei quali sono ospitati: l'Enoteca Regionale
Piemontese, un Museo tipico, un ristorante che propone esclusivamente piatti e
vini tipici della zona; è sede del "Premio letterario Grinzane Cavour"
e dell'Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio. Il Castello è
visitabile.
Si trova a km 65 a sud di Torino e a km 25 a Nord-Est di Cuneo. L'imponente
costruzione in cotto, sobria e severa, domina la piazza circostante; fu
costruita dai Principi d'Acaja fra il 1324 e il 1332; ha impianto a
base quadrata con cortine merlate e quattro poderose torri quadrate ruotate
di 45° rispetto allo spigolo a cui si addossano snelle torri scalari
d'accesso. Completava la fortificazione un fossato su tre lati, sul
quarto lato la difesa era facilitata da un ripidissimo pendio in fondo al
quale scorre il torrente Stura di Demonte. Nel 1400 subì ad opera
di Carlo I di Savoia sostanziali modifiche che lo trasformarono in residenza
signorile con sale, logge e porticati. Tra il 1500 e il 1660 ebbe il periodo
di massimo splendore soprattutto con il Duca Carlo Emanuele I di Savoia
(1580/1630); qui venne firmato nel 1536 il trattato con il Re di Francia,
passato alla storia come il "Trattato di Fossano". Dopo un periodo
di notevole mondanità la struttura fu adibita a carcere dei valdesi
e sul finire del XIV secolo divenne caserma.
Oltre che notevole opera di architettura, il castello si dimostrò
in varie occasione anche macchina militare, respingendo tutti gli attacchi
che gli vennero portati.
Il Castello ben restaurato tra il 1956 e il 1963 dalla Sovrintendenza ai Monumenti
di Torino, ospita dal 1985 la Biblioteca e l'Archivio Storico Comunale ed
è visitabile.
E' posto a km 60 a sud di Torino e a km 6 da Saluzzo. Le origini del
castello risalgono al XII secolo e vi si arriva percorrendo una suggestiva
salita. Nella parte più antica spicca una torre cilindrica a cui
facevano da sfondo ad ogni angolo solidi muraglioni e torri quadrate attualmente
scomparse.
Nel corso dei secoli subì saccheggi e demolizioni ed ebbe vari proprietari;
nel XIII secolo fu occupato dagli Angioini; dal XIV secolo appartenne al
marchesato di Saluzzo, e successivamente ai Savoia perdendo progressivamente
le caratteristiche di fortezza per trasformarsi in residenza signorile.
Il nome di Manta è particolarmente noto ai cultori d'arte per i dipinti
contenuti nel castello; esso ospita uno dei cicli più significativi e importanti
di tutto il '400 pittorico piemontese dovuto agli affreschi del torinese
Jacopo Jacquerio, essi hanno per tema la sfilata degli eroi e delle eroine del
passato, l'esaltazione della vita, la drammaticità e il pathos della
Crocifissione. Il castello è visitabile.
Posto a km 110 a sud di Torino e a km 22 da Cortemilia nelle Langhe, lungo
il corso del fiume Bormida.
Il complesso corona la collina di Monesiglio ed è a pianta rettangolare
dominato dalla torre quadrata merlata. Il castello fu una buona struttura
difensiva fatta costruire dalla famiglia Caldera nel XIII secolo di cui
ne fu quasi sempre proprietaria per vari secoli, salvo un breve periodo
in cui fu proprietà dei Carretto; poi nel 1736 passò ai Saluzzo
di Valgrana, poi nel 1785 agli Aglié e trasformato in residenza signorile.
Nel 1940 un restauratore torinese portò alla luce, all'interno
della cappella del castello affreschi di gusto raffinato con figure del
XVI secolo, opere attribuite ad Antonio Occello da Ceva. Il castello è
noto anche per la prestigiosa Sala degli Stemmi.
Dal 1945 è proprietà del Beneficio Parrocchiale. Il castello è
periodicamente visitabile.
E' situato 60 km a sud di Torino e km 10 da Alba nel Roero. Il castello ha
origine nell'XI secolo e fu costruito sulla sommità di una collina
(che era detta "monte" da cui deriva la sua denominazione). Si
presenta con un aspetto imponente ed è uno dei castelli medioevali
del Piemonte meglio conservati. E' a pianta quadrata, la facciata ha
due torri alle estremità, (una quadrata con lati ruotati di 45°
rispetto allo spigolo ed una rotonda) e un'altra ottagonale è
posta all'altro spigolo.
Il passo di ronda con apparato a sporgere su tutti i lati, sottolinea l'originario
carattere militare del castello. Subì vari rifacimenti e modifiche: nel
1785 fu eliminato il ponte levatoio con il fossato e fu poi arricchito di uno
splendido giardino all'Italiana. Leggende e fantasmi aleggiano in questo
castello. L'interno a cui si accede da un austero scalone propone grandi
e artistiche sale: la Sala d'Armi, il Salone degli Stemmi e la Sala del Biliardo,
tutte arredate con splendidi mobili d'epoca. Il castello ora adibito a signorile
abitazione appartiene ai conti Roero dal 1372 ed è visitabile periodicamente.
E' posto a km 68 a sud di Torino e a km 6 da Alba nelle Langhe. Partendo
dalla graziosa piazzetta del centro abitato, si accede al castello che si
presenta come un massiccio parallelepipedo coronato da apparato a sporgere
con due torri cilindriche; la sua costruzione risale all'XI secolo, poi
rimaneggiato nel XV secolo. Anticamente era protetto da un giro di mura
con fossato e ponte levatoio ora scomparsi. Per secoli fu possesso dei feudatari
locali, vassalli dei Vescovi di Alba e dei Marchesi di Saluzzo.
E' ora di proprietà demaniale ed è visitabile periodicamente.
E' posto a km 56 a sud di Torino, la costruzione detta "la Castiglia" si presenta in modo massiccio nella zona alta di Saluzzo; è certamente poca cosa quanto vi rimane, per una città che in tempi antichi fu sede di un importante marchesato. Il castello fu edificato sui ruderi di quello dei Marchesi di Saluzzo, ha origine nel XIII secolo e fu successivamente ampliato nel XIV secolo con l'aggiunta di torri, di una cinta e di un torrione cilindrico difeso da caditoie. Nel corso dei secoli subì demolizioni e modifiche, venne poi abbandonato come struttura difensiva e adibito prima a caserma, poi ad ospizio. All'inizio del XIX secolo, dopo una parziale demolizione e ricostruzione fu destinato a carcere ora chiuso. Attualmente è in ristrutturazione ed è prevista la sua utilizzazione a carattere museale.
E' posto in splendida posizione a 75 km a sud di Torino e a km 16 da
Alba, nelle Langhe. Edificato dai Falletti nel XIV secolo sul luogo dove
già vi era una torre fortificata; oggi ci appare come una slanciata
costruzione di grande effetto scenografico costituita da un blocco parallelepipedo
con torri, una quadrata più alta, una cilindrica, ed una più
piccola pensile, che dominano il borgo collinare disposto attorno in cerchi
concentrici.
All'esterno si notano alcune bifore unite a tracce di merli e fasce
di archetti pensili.
Tutto l'insieme è ben conservato; le vaste sale con alcuni pregevoli
e monumentali camini antichi furono restaurate dalla sovrintendenza torinese nel
1950 di cui ora è proprietaria. E' aperto al pubblico.