Il Piemonte (unito storicamente e geograficamente alla Val d'Aosta) è
la Regione d'Italia con il maggior numero di castelli; ne esistono tutt'ora
oltre cinquecento!
Nel rinnovato interesse verso i castelli piemontesi, alcuni aleggianti di
fantasmi e leggende, ne descriveremo sinteticamente i più importanti
e conosciuti: per evidenti motivi di spazio molti non saranno citati e rimandiamo
quindi l'appassionato alla consultazione delle pubblicazioni esistenti.
I castelli piemontesi, edificati in varie epoche per contrastare gli eserciti
nemici e a difesa dei feudi, godettero quasi sempre di autonomia e quando
lo stato Sabaudo si consolidò con Emanuele Filiberto (1528 -
1580) cinte e roccaforti vennero mantenute per un certo periodo perché
utili alla tutela del nuovo Stato.
Abbiamo suddiviso il nostro piccolo ciclo sui Castelli Piemontesi in 4 sezioni
riguardanti: il Torinese, il Canavese, il Pinerolese e la Valle di Susa
; il Cuneese e le Langhe ; il Monferrato, l'Alessandrino e l'Astigiano
il Biellese, il Novarese e il Vercellese . Quelli dell'area Torinese
qui di seguito trattati sono: Mazzé, Pavone, Bardassano (Gassino),
Montalto Dora, Masino, Ivrea, Macello, Pralormo, Pinerolo, Osasco e Santena;
da ricordare tra i tanti altri: Airasca, Arignano, Azeglio, Buriasco, Candia,
Drosso (Torino), Castelvecchio (Testona), Casalborgone, Castellamonte, Cavoretto,
Chieri, Cinzano, Favria, Frossasco, Giaveno, La Mandria (Venaria), Lanzo,
Vernone (Marentino), Montaldo Torinese, Montestrutto, Ozegna, Pavarolo,
Piossasco, Poirino, Reano, Rivalba, Rivalta Torinese, Rivara, Rivarolo,
Salassa, San Giorgio Canavese, San Sebastiano Po, Susa, Valperga, Villardora
e la fortezza di Verrua Savoia (storicamente molto importante, ma ormai
ridotta a un rudere).
La zona di Torino si ritiene sia stata, già fin dall'antichità,
un'area fortificata perché situata alla confluenza di due fiumi
(la Dora Riparia con il Po) e importante via per le comunicazioni fra la
pianura Padana e le Gallie, l'attuale Francia. Della sua millenaria
storia, si ha notizia già dal 218 a.C., il cartaginese Annibale dopo
avere attraversato le Alpi conquistò e distrusse l'insediamento
dei Taurini.
La sua grande cittadella , cardine della storia fortificata piemontese,
fu fatta costruire ad iniziare dal 1564 da Emanuele Filiberto di Savoia:
era a pianta pentagonale difesa da 5 bastioni oltre ad altri 16 bastioni
e mura che cingevano tutta Torino. Di questa possente struttura rimane solo
il Mastio ora adibito a Museo Nazionale dell'Artiglieria.
Alcuni Castelli dell'area Torinese non verranno qui trattati perché
descritti in precedenti conferenze con relativi fogli monografici. Essi
sono: il Castello Medioevale - Palazzo Madama di Torino, il Castello e la
Rocca del Valentino, il Castello - Reggia della Venaria, il Castello di
Moncalieri e il Castello di Rivoli, il Castello - Palazzina di Caccia di
Stupinigi, il Castello di Aglié, le fortezze alpine piemontesi di
Fenestrelle ed Exilles.
Si trova nel Canavese a 37 km a Nord di Torino; le prime tracce lo indicano
sovrapposto ad un edificio fortificato romano. Fu dei signori locali, Conti
di Valperga, che lo costruirono per la difesa dei loro possedimenti nell'ambito
della contesa con i Marchesi del Monferrato e i Conti di Savoia per il
dominio di tutta la zona. Al castello antico di origine medioevale se ne è successivamente aggiunto un
altro come residenza signorile, senza destinazione militare-difensiva.
I castelli recentemente restaurati, sono stati restituiti all'antico splendore
con tracce di varie epoche e stili: nuovamente leggibili affreschi e volte
medioevali, suggestivi momenti artistici del 1600 / 1700, e i rimaneggiamenti
in stile romanico voluti nel 1850 dal Conte Eugenio Brunetta d'Usseaux.
La visita alle interessanti sale è ricca di suggestioni artistiche
e storiche, in essa si sente l'aleggiare di antiche leggende e misteri.
Informazioni per la visita: Tel. 011.983.52.50
Imponente e pittoresco è situato su un colle dominante l'abitato
a circa 55 km a Nord di Torino vicino ad Ivrea.
Fu un'antica roccaforte; muro di cinta, mastio e cappella risalgono al X
secolo; torri, muraglie e alcune sale furono costruite fra XI e XV secolo.
Nella sua storia subì invasioni saracene e ungare; dal secolo XI
fu feudo del vescovado di Ivrea. Nel 1885 il castello fu acquistato dall'Arch.
Alfredo d'Andrade, raffinato intellettuale portoghese Sovrintendente
ai Monumenti del Piemonte che lo scelse come sua dimora, lo restaurò
con vari anni di lavoro e lo riportò alle condizioni originarie ricostruendolo
in gran parte. Attualmente è adibito a sale per congressi, ristorante
e hotel.
Per informazioni: Tel. 0125.67.21.11.
Gioiello artistico medioevale della collina perfettamente conservato,
è posto nei pressi di Gassino a 18 km a Nord-Est di Torino.
È di antichissima costruzione (XI sec.); la tradizione vuole vi abbia
svernato l'imperatore Barbarossa dopo la distruzione di Chieri (1156).
Nel corso degli anni subì alcuni restauri; una scala marmorea conduce
al cortiletto interno in stile rinascimentale con un antico pozzo; al pianterreno
esistono alcuni fastosi saloni con soffitti in legno; l'arredamento, le
decorazioni interne e gli eleganti dipinti sono del '600.
Per informazioni: Tel. 011.96.05.822
È posto a 54 km da Torino, poco a Nord di Ivrea. E' una imponente
struttura fortificata situata su un colle che da secoli domina la strada
per la Valle d'Aosta; risale al 1300; nel XVII secolo fu teatro di
scontri con le truppe francesi e poi fra "principisti" (sostenitori
dei principi Maurizio e Tommaso di Savoia) e "madamisti" (partigiani
della Madama Reale torinese Cristina di Francia).
Dopo un lungo periodo di degrado verso al fine del 1800 fu restaurato ad
opera di Alfredo D'Andrade, innamorato delle antiche glorie del Piemonte.
Il castello ebbe poi un ulteriore restauro negli anni 1960-70.
Per informazioni: Tel. 0125.65.00.14 (Municipio).
Il castello si trova a 40 chilometri a Nord-Est di Torino e domina il
bel panorama canavesano dall'alto di una collina morenica quasi di
fronte alla Serra di Ivrea.
Notevole il suo valore storico. Il primo documento che cita il castello
è del 1070. Fu della famiglia Valperga di Masino, orgogliosa discendente
di Arduino di Ivrea; nella sua cappella (dopo memorabili vicende nel primo
medioevo) riposano le spoglie mortali del mitico primo Re d'Italia.
Nel corso della sua storia il castello di Masino subì tre distruzioni,
cui seguirono graduali ricostruzioni e trasformazioni da rocca medioevale
a elegante dimora settecentesca.
Visitando le sale del castello si è partecipi di quasi mille anni
di storia e si ha "una traccia per riconoscere nei suoi muri possenti,
nei suoi affreschi, nei suoi mobili e nelle stoffe preziose, il gusto di
chi lo ha abitato, arredato ed amato; una traccia, ancora, per leggere negli
occhi di decine di ritratti di cavalieri e di dame le espressioni di fierezza
e di dignità di numerosi membri del casato Valperga di Masino, che,
contro i Savoia prima, e con i Savoia in seguito, costruirono una buona
parte della storia del Piemonte. Il castello di Masino è stato negli
anni recenti acquistato e restaurato dal F.A.I. (Fondo per l'Ambiente
Italiano), costituito con la generosità di molti appassionati alla
loro terra. E' ora museo dell'Arredamento Piemontese dal 1600
alla fine del 1800, vanta inoltre una ricca biblioteca posta nella grande
torre centrale.
Per informazioni: Tel. 0125.77.81.00.
E' posto a 55 km a Nord di Torino nel centro storico di Ivrea. L'insediamento
difensivo ha origini antichissime, forse addirittura dall'epoca dei
Salassi (100 a.C.). - Nel corso del medioevo tutta la zona di Ivrea e del
territorio circostante furono sottoposti a varie dominazioni, fra le quali
quelle di Federico Barbarossa e quella dei Marchesi del Monferrato. L'iniziativa
della costruzione o meglio di una sua ricostruzione nella posizione attuale
risulta attribuibile al Conte Verde Amedeo VI di Savoia (XIV sec.). Questa
possente costruzione a base trapezia, ha quattro torri rotonde e porta tuttora
il nome di Castello delle Quattro Torri; la maggiore ospitava una polveriera
che nel 1676 colpita da un fulmine esplose causando gravissimi danni (con
51 morti e 187 case gravemente danneggiate) rimanendo tronca anche ai giorni
nostri.
Il castello fu adibito a carcere fino al 1970. E' stato immortalato
nell'ode "Piemonte" da Giosuè Carducci ("...
con le sue rosse torri si specchia nella cerulea Dora ..."). La
storia di Ivrea e del suo castello sono da tempo immemorabile connesse a
quella del suo famoso Carnevale.
Per informazioni: Tel. 0125.41.01 (Municipio).
E' posto a circa 36 km da Torino in direzione Sud-Ovest sulla strada
per Pinerolo. Il suo nome deriverebbe da quello italianizzato, un po'
arbitrariamente, di una delle ultime famiglie feudatarie proprietarie, Masell
di Caresano. Attualmente è di proprietà dei Conti Rogeri di
Villanova.
Le origini della costruzione risalgono alla fine del XIV secolo: sulla storia
di questo castello non esistono notizie di particolari fatti d'armi,
se si esclude il saccheggio del 1798 durante gli sconvolgimenti dell'epoca
napoleonica.
Per informazioni: Tel. 0121.34.03.01 (Municipio).
Quanto rimane di questo castello medioevale, ora palazzo, si trova in posizione
dominante sull'abitato di Pinerolo; posto a 35 km a Sud-Ovest di Torino,
il primo nucleo del castello fu eretto sulla collina già nel X secolo.
Nel 1244 divenne residenza del Conte Tommaso II di Savoia da cui fu cinto
con mura munite di sei torri e trasformato in una importante cittadella
difensiva, fu poi dei Principi Savoia d'Acaia e nel 1536 fu ulteriormente
ampliato dal Re di Francia Francesco I, riconquistato dai Savoia venne poi
espugnato dalle armate francesi del Cardinale Richelieu; nel 1696 il complesso
fortificato fu quasi completamente demolito per ordine dello stesso Cardinale.
Il castello fu destinato nel XVII secolo per molto tempo a prigione di Stato
dei Re di Francia; ad esso è legato il ricordo della prigionia della
leggendaria "Maschera di Ferro" nella quale si vollero identificare
vari personaggi, fra i quali: Il Conte di Vermantois figlio di Luigi XIV
Re di Francia e il Conte Ercole Mattioli segretario del Duca di Mantova.
Una lapide posta su una casa nei pressi di un piccolo monumento alla "Maschera
di Ferro", eretto nella zona della distrutta cittadella in viale Gabotto
(vicino al piazzale della Chiesa di San Maurizio), ricorda la storia di
quei lontani eventi. Nelle parti restanti del castello è notevole
il porticato interno originario del XII secolo ed il grande salone.
Per informazioni: Tel. 0121.32.28.02 (Municipio).
Castello
di Pralormo Si trova 33 km a Sud di Torino sulla strada per Alba; la sua origine risale
al XII secolo. Si presenta con torri rotonde, conserva una vaga struttura
militare di epoca trecentesca; si tratta ovviamente di una semplice apparenza
perché ora la costruzione ha chiaramente carattere residenziale.
Appartiene dal 1830 ai Conti Beraudo di Pralormo.
Per informazioni: Tel. 011.94.81.103 (Municipio) oppure 011.88.48.70 - 011.81.40.981 - 011.88.70.40 (Segreteria Castello di Pralormo) o via email al seguente indirizzo pralormo.design@libero.it.
Il
castello è posto a 41 km a Sud-Ovest di Torino e si erge con le sue
4 torri angolari tonde risalenti al sec. XIII. Alla fine del 1600 fu sopraelevato
di un piano e contemporaneamente furono abbassate le torri. E' di proprietà
dei Conti Cacherano di Osasco, famiglia che annovera insigni personaggi
della storia piemontese. Parecchi furono gli assedi che il castello ebbe
a subire; curioso è sapere quanto avvenne in quello dei francesi
del 1704: la guarnigione del castello (assente il Conte Cacherano) trovate
le cantine ripiene di buoni vini, si ubriacò a tal punto da non essere
più in grado di provvedere alla difesa, fu la governante dei figli
del Conte a dover trattare coi francesi una resa "onorevole" dei
soldati ubriachi.
Per informazioni: Tel. 0121.54.11.92
Il castello si trova nell'abitato a circa 20 km a Sud di Torino, costruito
nel 1709 è detto anche "castellazzo"; sorge in un parco che
divenne poi proprietà dei Benso di Cavour e Santena; fu la casa preferita
del grande statista piemontese; all'interno di essa è sistemato un interessante
museo gestito dalla fondazione Camillo Benso Conte di Cavour.
Per informazioni: Tel. 011.94.92.578