Un grande spazio dedicato alle curiositą, una panoramica soprattutto storica dei simboli della nostra cittą, dalla Mole Antonelliana (con il museo nazionale del cinema) alla Gastronomia alla Storia, ai Caffč storici, ai castelli, al verde che ci circonda.
Si ringrazia l'"Associazione Amici di Torino e del Piemonte" per le informazioni contenute in queste pagine.
Lo stemma della città, tutti lo sanno, è il Toro rampante
d'oro, con le corna d'argento, su campo azzurro e con la corona comitale
a nove perle. Questo simbolo venne però adottato ufficialmente solo
il 16 giugno 1687.
Per giustificare il nome Torino si sottolineava che Cecrope, (primo re di
Atene) detto Difie, iniziò ad immolare tori a Giove, dopo che questi
si era unito a Jo, la quale dopo la morte sarebbe stata adorata col nome
di Iside. Iside e Jo erano già state assimilate dagli autori antichi
come Ovidio, Tibullo, Properzio e Giovenale, anche nell'iseo di Pompei vi
sono raffigurazioni con questa identificazione. Pingone narra che allora
l'Italia si chiamasse Apenninia con riferimento al toro Api e quindi che
la prima città al di là dei monti volesse avere la divinità
dei tori e fu detta Taurina.
Altri sostengono che ciò derivi dall'espressione celtica thor = monte,
che abbia poi mutuato per analogia il simbolo del toro.
Uno degli elementi più caratteristici di Torino sono le fontane a forma
di testa di toro che si trovano sparse in tutta la città.
Il cosiddetto "toro verde", a causa del suo colore, o "toret",
in dialetto piemontese, ha una origine che risale ai primi anni del secolo,
quando queste fontanelle iniziarono a sostituirne delle altre di uguale
foggia, ma in pietra. Alcune di queste, per altro, esistono ancora e sono
visibili sotto i portici a Porta Palazzo, verso via Milano.
In origine l'acqua che sgorgava veniva direttamente dai mille metri del
Pian della Mussa, in Valle di Lanzo ed era considerata la migliore acqua
disponibile in città.