Il Bilancio Sociale 2004


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Parte II - Il rendiconto, la produzione e la distribuzione del valore aggiunto

Gestione delle risorse finanziarie per l'anno 2004: le scelte qualificanti

La legge Finanziaria 2004, oltre a confermare la riduzione del complesso dei trasferimenti erariali nella misura del 3% per il 2004, ha riformulato – senza alcuna concertazione o condivisione con gli Enti Locali – il Patto di Stabilità con nuovi limiti, controlli e sanzioni.
La legge stabilisce, infatti, che il disavanzo finanziario di competenza e di cassa non può superare quello programmatico per l'anno 2003, incrementato del tasso di inflazione programmato per l'anno 2004, risultante dal D.P.E.F. 2004-2007 pari al 1,7%. Sono state confermate la programmazione trimestrale dei flussi finanziari, le informazioni da inviare alla Ragioneria Generale dello Stato, nonché le pesantissime sanzioni per il mancato rispetto dei vincoli previsti dal Patto di Stabilità (blocco totale delle assunzioni, divieto di assumere nuovi mutui per finanziare le opere pubbliche, obbligo di riduzione del 10% delle spese per beni e servizi rispetto al 2001).
Il peso dei trasferimenti statali (calcolato sul totale delle entrate correnti esclusi il contributo regionale a GTT Spa e l'avanzo di amministrazione) è passato dal 32% del 2001 al 16% del 2004; e l'indice di autonomia finanziaria (rapporto tra le entrate proprie e totale delle entrate) dal 53% del 2001 al 77% del 2004. Questo non ha impedito, oltre che di rifiutare qualunque ipotesi di condono, di migliorare accesso, quantità e qualità dei servizi e ridurre le risorse impiegate in attività non rivolte ai cittadini.
E questo, paradossalmente, avviene nel momento in cui, con l'abrogazione dell'articolo 130 della Costituzione, si sancisce il riconoscimento della piena potestà per il Comune a disciplinare e organizzare un sistema di garanzie interne e la conseguente fine di ogni controllo esterno.

Sulla base di questo complesso e articolato scenario finanziario, è stata impostata la manovra complessiva per l'esercizio 2004 tenendo conto oltre che del triplice vincolo della crescente rigidità delle sue componenti di spesa, della difficoltà di espansione delle risorse e della scelta di sviluppo dei servizi, anche dei minori trasferimenti statali, della ricaduta sui bilanci degli oneri del Contratto Nazionale per i dipendenti degli enti locali e del solo parziale rimborso dell'IVA pagata sui servizi affidati all'esterno.
Considerato che il bilancio di un Ente Locale deve garantire equilibrio tra il rigore dei numeri e i bisogni dei cittadini, tra la necessità del raggiungimento del pareggio e la programmazione di politiche di sviluppo e di investimento, si è riusciti a mantenere un elevato livello quantitativo e qualitativo dei servizi proseguendo nell'opera di razionalizzazione delle spese attraverso l'individuazione di inefficienze e diseconomie (a cui ha sicuramente contribuito il nuovo sistema di contabilità e in particolare il Piano Esecutivo di Gestione (P.E.G.) che rappresenta un valido strumento di responsabilizzazione dei dirigenti), nel contenimento dei costi e nel taglio di quelli non strategici al fine di destinare le risorse così risparmiate alle attività tipiche.

Anche al fine di avvalersi della favorevole contingenza del mercato finanziario, l'amministrazione comunale ha attivato diverse modalità di gestione attiva del proprio indebitamento, con l'intento di ridefinire le condizioni complessive delle operazioni in essere per ridurre i costi e ridefinire i tassi delle operazioni osservando comunque sempre criteri di corretta amministrazione, liberando risorse da destinare ai servizi e quindi ai cittadini.
Non si può oggi prescindere da queste operazioni se si vogliono realizzare investimenti, finanziare opere pubbliche, creare infrastrutture, garantire e creare stabili condizioni di sviluppo.
Accanto a queste operazioni è proseguito l'impegno nel recupero dell'evasione fiscale, nella politica di dismissioni patrimoniali e nell'adozione di tutti quegli strumenti che la legislazione mette a disposizione degli enti locali come, ad esempio, la procedura del formale impegno che permette di ottenere la copertura finanziaria degli investimenti programmati posticipando l'accensione dei mutui al momento del pagamento dei fornitori. I principali obiettivi raggiunti sono il mantenimento dei servizi, forniti sia direttamente sia attraverso le Aziende partecipate, e un importante piano di investimenti che contribuisce e contribuirà a trasformare la nostra città. Da non dimenticare, poi, il pieno raggiungimento degli obiettivi posti dal Patto di Stabilità sia per la gestione di competenza che per quella di cassa.
Anche qualche scelta difficile si è resa necessaria, come l'aumento della tassa per la raccolta dei rifiuti (Tarsu) imposto dalla cosiddetta Legge Ronchi per raggiungere la copertura dei costi, entro il 2006, attraverso il passaggio a tariffa.

Un'amministrazione efficiente deve fornire risposte ai cittadini, sostenere gli investimenti, contribuire alla crescita economica del territorio. Per farlo, Torino ha scelto la strada della modernizzazione. Ciò significa contenere le spese, liberando risorse per i servizi. Un percorso premiato dalla positiva valutazione dell'agenzia di rating Standard & Poor's ("AA-", prospettive stabili) specializzata nella valutazione gestionale e finanziaria delle amministrazioni pubbliche.
Questo riconoscimento, che premia l'amministrazione comunale non solo per la solidità finanziaria e patrimoniale, ma anche per la gestione della spesa corrente, oltre a rappresentare una garanzia per gli investitori, ha permesso e permetterà all'Amministrazione di ottenere le migliori condizioni sul mercato finanziario e quindi il finanziamento degli investimenti a costi inferiori rispetto a quelli del mercato creditizio.
Questa politica di bilancio continuerà con ancor maggiore determinazione perché solo con un sempre più rigoroso contenimento dei costi e un'azione di dismissione dei beni non strategici, mirata alla riduzione dello stock del debito, si potrà sostenere una politica di sviluppo, ancor più necessaria proprio nei momenti di difficoltà economica come quello attuale.


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