Il Bilancio Sociale 2004


Sei qui: Comune > Bilancio > Il Bilancio Sociale 2004



Parte I: L'identità del Comune di Torino

Torino, storia di una capitale

28 A.C.- La città romana

I romani fondano Augusta Taurinorum, lungo la via per le Gallie. I due assi principali corrono lungo le attuali via Garibaldi e via San Tommaso, gli abitanti – circa 5.000 – vivevano tra alte mura, delle quali resta la Porta Palatina.

La città medievale

Dopo la caduta dell’impero romano, Torino è conquistata prima dai Longobardi, poi dai Franchi, infine guidata dai Vescovi. Qui si fermano i mercanti diretti nelle Fiandre.

Il Ducato dei Savoia

Alla fine del Duecento, i Savoia conquistano la città, pur mantenendo la corte a Chambéry. Torino è allora un centro rurale di 20.000 abitanti. Nel Quattrocento, inizia il rinnovamento: si costruiscono giardini e palazzi e si fonda l’Università.

La città del Principe

E’ Emanuele Filiberto detto ‘Testa di Ferro’ a fare di Torino, nel 1563, la capitale dei Savoia. La città cresce anche col figlio, Carlo Emanuele, e col nipote Amedeo che ingaggia architetti come Vitozzi e Castellamonte. Nascono così la Contrada Nuova – lungo l’attuale via Roma – piazza San Carlo, via Po, il Palazzo Reale, residenza dei Savoia fino all’Ottocento.

Da Ducato a Regno: la città reale

Nel 1706 Torino resiste a 117 giorni di assedio francese. Con la pace di Utrecht, Vittorio Amedeo II diventa Re di Sardegna e chiama l’architetto Filippo Juvarra per ridisegnare la città. Torino è ormai una vera capitale europea, con nuovi borghi fuori le mura e 90.000 abitanti.

L’Ottocento: la città borghese

E’ un secolo importante per Torino, che, nonostante l’occupazione napoleonica, ripensa se stessa e si colloca al centro del disegno di unificazione dell’Italia, con Vittorio Emanuele II e Cavour.
Il continuo affluire di esuli da tutta Italia crea un clima di fermento e di scambio di idee; si costruiscono due stazioni ferroviarie e importanti collegamenti, nasce il traforo del Frejus, la popolazione arriva a 250.000 abitanti.
Cambia anche il volto della città, con la costruzione di piazza Vittorio Veneto, della Gran Madre, del Museo Egizio e della Mole Antonelliana, dei grandi viali e del Valentino.

La città dell’industria e del sindacato

Nel 1864, la capitale viene trasferita prima a Firenze poi a Roma. Ma Torino sa reagire alla crisi, grazie anche al sindaco dell’epoca, Emanuele Luserna di Rorà, che si rivolge agli industriali italiani e stranieri lanciando loro un appello ad investire sulla città. A sua volta, il Comune si impegna in un ingente piano di opere pubbliche e di riduzione dei dazi. Nel 1899 e nel 1909 nascono la Fiat e la Lancia; arrivano il cinema, l’Art Nouveau, l’Esposizione Universale del 1911, alla quale seguiranno – nel corso del secolo - la radio, la televisione, la telefonia e l’informatica.
Nel 1911, Torino ha 430.000 abitanti.
Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, è ancora Torino a tenere a battesimo i primi conflitti tra capitale e lavoro, con protagonisti come Piero Gobetti e Antonio Gramsci. Qui nasceranno prima il Lingotto poi Mirafiori; qui si registreranno i primi grandi scioperi e, nel 1920, l’occupazione delle fabbriche.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza (per la quale Torino ha ricevuto la Medaglia d’oro), la ricostruzione è rapida e prelude alla grande immigrazione dal Sud, indispensabile ad una città all’avanguardia in tutti i settori produttivi. Torino diventa città industriale per eccellenza; i suoi ritmi e il suo disegno urbano si adattano a questo primato.
Negli anni Sessanta, la città raggiunge il milione di abitanti e continua a rinnovare il proprio aspetto, con architetti come Nervi e Mollino.
Negli anni Ottanta, la città registra la sua prima grave crisi industriale.

I giorni nostri: la capitale del cambiamento.

All’inizio degli anni Novanta, la città si interroga sulla propria identità. E sceglie la strada del cambiamento, adottando da un lato politiche di sostegno allo sviluppo industriale e produttivo e all’innovazione tecnologica, irrinunciabili per la città, dall’altra esplorando nuove strade che – anche attraverso la scelta di Torino per i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006 – ne fanno una nuova capitale della cultura e del turismo. Per governare la trasformazione, Torino si dota di un piano strategico.


Vai al menu del sito