Il Bilancio Sociale 2004


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Il Bilancio Sociale: un'analisi delle scelte per la città

La premessa

Il Comune è la struttura di base di articolazione della democrazia rappresentativa del nostro Paese, ed è anche il più antico soggetto politico territoriale tra quelli ancora attivi in Italia, con una storia che, nel caso di Torino, è di quasi 1000 anni.
I cittadini conoscono il Comune, e tendono anzi a ritenere che esso abbia più compiti e responsabilità di quanti non gliene attribuisca l’attuale normativa: una tendenza naturale e legittima, tanto che il legislatore costituente ha recentemente introdotto, nella modifica al titolo V della Costituzione, le Città metropolitane (tra le quali ovviamente Torino) come nuovo soggetto istituzionale dell’ordinamento, proprio potenziando le competenze e ampliando il raggio d’azione territoriale dei grandi Comuni.
Questa conoscenza deve essere arricchita di contenuti: dai campi di attività del Comune alle risorse che a ciascuno di questi sono destinate, alle connesse linee d'azione scelte dall'Amministrazione e ai risultati conseguiti in ciascuna di esse.
A questo obiettivo tende il Bilancio Sociale: non un bilancio nuovo o aggiuntivo rispetto a quello approvato dal Consiglio Comunale nel suo consuntivo annuale, ma un bilancio che ha l’ambizione, evitando i tecnicismi e le complessità che caratterizzano il consuntivo vero e proprio, di mettere a fuoco i grandi obiettivi, le risorse aggregate, i risultati conseguiti e la strategia in cui questi si inquadrano. Un bilancio che, in modo leggibile e sintetico, cerca di mostrare ai cittadini dove sono stati spesi i soldi delle loro tasse, nei diversi campi di attività dell’Amministrazione comunale. Così come per la precedente, anche l’edizione del bilancio sociale relativa al consuntivo 2004 contiene alcune informazioni relative alle “analisi di genere”, che considerano l’impatto sulle cittadine e sui cittadini delle politiche e delle azioni del Comune partendo dal presupposto che esse non siano neutre.

Come si articola il Comune

Il Comune è un soggetto politico e amministrativo, che comprende una struttura di guida politica e una struttura Amministrativa che risponde al Direttore Generale nominato dal Sindaco. Il Sindaco fissa, per il mandato quinquennale e per i singoli esercizi, le linee guida dell’intera Amministrazione; la Giunta ne segue la realizzazione per i grandi comparti, realizzazione gestita dal Direttore Generale e dai Direttori di Divisione che a lui fanno capo.
Potremmo dire che il Comune è come un’automobile, alla guida della quale sta il Sindaco, che la conduce verso la meta approvata dagli elettori come programma elettorale; l’automobile ha un motore che è una organizzazione aziendale: una grande azienda, con circa 13.000 dipendenti.

I campi di attività e le spese comunali

I campi di attività del Comune, che in questo Bilancio Sociale troverete descritti in modo più dettagliato, si possono aggregare ai fini di una prima analisi in 5 grandi comparti che sintetizzeremo qui, indicando per ognuno le spese sostenute in parte corrente (incluse quelle relative agli interessi passivi sui finanziamenti degli investimenti) e il personale impiegato con il relativo costo.

Governo del territorio

Il Comune programma e realizza le grandi opere, applicando il Piano Regolatore Generale e approvando le varianti che si rendono di volta in volta necessarie e predisponendo tutti gli strumenti urbanistici e normativi necessari. Di questo comparto fanno quindi parte la pianificazione urbanistica, le opere pubbliche, la rigenerazione delle periferie.
Per queste attività la spesa corrente per il 2004 è stata pari a 72,8 milioni, mentre quella per il personale è stata di 32 milioni, con 833 persone impegnate.
Non è facile paragonare questa spesa con quella degli altri segmenti, in quanto essa si riferisce prevalentemente ad investimenti gestiti in conto capitale e si riflette sui grandi aggregati di spesa corrente come spesa per interessi sui finanziamenti ricevuti.
Anche i trasporti, la viabilità e le connesse attività di gestione del suolo, un settore strategico e delicato in questo periodo di grandi cantieri, appartengono al governo del territorio. In questo campo sono stati spesi 58,7 milioni di euro, a cui si aggiungono 9,2 milioni per il personale, con l’impegno di 278 addetti. In questo caso, occorre tener conto del ruolo ricoperto da GTT, l’azienda di trasporto pubblico torinese.
Ambiente, ciclo dei rifiuti e verde pubblico completano il comparto, e vedono da un lato un grande e tradizionale patrimonio cittadino, le aree verdi, e dall’altro l’impegno della Città nella progettazione e nella costruzione del nuovo impianto di termovalorizzazione. In questo campo sono stati spesi 151 milioni di euro e impiegati 222 addetti, il costo dei quali è stato di 11,9 milioni.
Aziende come AMIAT e TRM si collocano in questo contesto, con i relativi costi, difficili da diminuire senza ricorrere ad aumenti delle tariffe pagate dai cittadini.
Fanno parte di quest’area anche le attività del Corpo di Polizia Municipale e quelle per la protezione civile: il Comune tutela la sicurezza stradale, la sorveglianza del traffico, il monitoraggio dei mercati, e assicura un sostanziale contributo alla sicurezza urbana. Gli addetti sono 1989 per un costo di 62,2 milioni di euro cui si aggiungono ulteriori 17,9 milioni di spesa corrente.

Welfare e servizi ai cittadini

Comprende i servizi socio-assistenziali (anziani, minori, adulti in difficoltà, stranieri e nomadi…), i servizi educativi (nidi, materne, ristorazione scolastica), la casa (edilizia residenziale pubblica), ma anche le politiche rivolte ai giovani e altri servizi fondamentali per i cittadini.
Nel corso del 2004 i servizi socio assistenziali hanno assorbito risorse per 106,4 milioni di euro a cui si aggiunge la spesa per 2083 addetti pari a 54,2 milioni.
I servizi educativi a loro volta hanno comportato una spesa corrente pari a 101,6 milioni di euro a cui si aggiunge la spesa per 3579 addetti pari a 116,4 milioni.
Le altre spese per la casa, le politiche per i giovani e la gestione dei servizi demografici e cimiteriali ammontano a 34 milioni di euro con un’ulteriore spesa di 20,4 milioni di euro per il personale, pari a complessive 679 unità.
Complessivamente quindi l’onere totale per il welfare e i servizi ai cittadini è risultato essere pari a 242 milioni di euro, a cui si aggiungono 191 milioni per il personale pari a complessive 6341 unità.
E’ evidente che queste cifre, cresciute sensibilmente negli ultimi anni, costituiscono uno zoccolo, di fatto incomprimibile, che esprime la vocazione naturalmente solidaristica dell’istituzione comunale, per definizione la più vicina ai deboli, agli esclusi, e particolarmente attenta alla crescita educativa e culturale delle giovani generazioni.

Torino è ormai da molti anni ‘città solidale’ e continua ad investire sulla qualità e sul rinnovamento dei servizi rivolti ai bambini e alle famiglie, ai giovani e alle fasce deboli, nella convinzione che proprio questo investimento rappresenti un indicatore importante per la qualità della vita di tutti i suoi cittadini e non soltanto di quelli direttamente coinvolti da queste attività.

Promuovere Torino olimpica, città d'arte, di cultura e di sport

In un contesto nazionale e internazionale in cui le aree metropolitane competono fra loro per attrarre investimenti produttivi, grandi centri universitari, flussi turistici, in una parola nuove fonti di reddito e di benessere per i cittadini e di crescita della comunità, ha senso accorpare sotto una dizione di questo tipo le spese destinate alla cultura, allo sport e tempo libero, al turismo.
Nell’insieme, si tratta di una spesa di 53,6 milioni di euro, con 980 persone impegnate per un costo di 30,3 milioni.
Questa tipologia di spesa non può essere contenuta al di sotto di questo limite, sebbene il tasso di crescita sia meno sostenuto che per la voce precedente, pena l’abdicazione ad un ruolo di sviluppo della nostra Città.

Sviluppo economico e lavoro

Fanno parte di quest’area tutte le politiche di sostegno e di sviluppo che la Città promuove in favore dell’imprenditorialità e del commercio, le regole e le iniziative promozionali a favore di questi settori, le politiche di sostegno e di riqualificazione ai cittadini con difficoltà lavorative, ma anche la partecipazione ai grandi progetti europei di formazione e riqualificazione per i giovani, per le fasce deboli e per alcune categorie di lavoratori.
In questo campo, sono stati spesi 18,8 milioni di euro, utilizzando 268 persone per un costo di 7,9 milioni.

Ai grandi filoni d’intervento esaminati fin qui si aggiungono altre voci che è necessario considerare.

Costo della “macchina” comunale

Le spese connesse alla gestione della macchina comunale nel suo complesso e che comprendono tutte le spese necessarie alla gestione delle risorse umane, della finanza, del sistema informativo, dell’apparato di supporto agli organi democratici (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale, Consigli circoscrizionali) ammontano a 261,5 milioni di euro, di cui 87,1 milioni relativi a rimborsi di quote capitale dei mutui accesi (per tutti i comparti) e 69 milioni per il personale pari a 2142 unità.
La spesa totale include il costo di funzionamento della struttura amministrativa che fa capo al decentramento comunale nelle 10 Circoscrizioni, dotate di propri organismi politici con specifici poteri delegati, e che costituiscono lo sforzo più organico del Comune per avvicinare l’Amministrazione ai cittadini.

Le entrate comunali

Nelle casse comunali entrano, per far fronte ai 1.220,8 milioni di uscite:

Questa struttura di entrate continua a preoccupare, in quanto i trasferimenti da Stato sono oggetto di erosione progressiva a causa delle strette di finanza pubblica, e le entrate tributarie e extratributarie sono di difficile aumento per l’impossibilità di incrementare in misura consistente sia le tariffe pubbliche sia la pressione fiscale.

Riepilogo delle entrate e delle uscite correnti 2004 (milioni di euro)

Entrate correnti milioni € Uscite correnti milioni €
Tributarie 616,1 Governo del territorio 415,7
Trasferimenti 270,7 Welfare e servizi ai cittadini 433,0
Extratributarie 332,9 Promuovere Torino olimpica,
cittą d'arte, cultura e sport
83,9
    Sviluppo economico e lavoro 26,7
    Costo della "macchina" comunale 261,5
Subtotale 1.219,7 Subtotale 1.220,8
Avanzo applicato 24,5 Avanzo d'esercizio 23,4
Totale 1.244,2 Totale 1.244,2

La strategia del Comune di Torino

La strategia delineata nella precedente edizione ha avuto nel 2004 significative conferme, anche in negativo.
La crisi del Toroc, finanziaria e di "scollamento" dal sistema territoriale a tutti i livelli (dal Governo alla Regione alla Provincia al Comune) ha potuto essere superata proprio con la cucitura di questo 'strappo' e la ricostruzione dei corrispondenti equilibri economici e gestionali; a dimostrare che le Olimpiadi sono coessenziali al progetto della Citta' e della Regione, ma anche che senza la Città non si farebbero le Olimpiadi.
Sempre nel 2004 e' emerso con evidenza che lo stesso rilancio industriale, a partire dal comparto automobilistico e dal suo centro simbolico, lo stabilimento di Mirafiori, non puo' prescindere, per trovare sbocchi, propri e di diversificazione mirata, dall'apporto progettuale e finanziario della comunità cittadina.
Poichè nello stesso 2004 le politiche sociali hanno ricevuto nuovo slancio, cosi' come quelle educative (con la nascita della Istituzione dei Centri di Cultura), e la promozione culturale ha vissuto momenti altissimi (culminati con la mostra “Gli Impressionisti e la neve” e i significativi cartelloni del Teatro Regio del Teatro Stabile ) e' ovvio che impellente si fa il bisogno di nuove leve finanziarie.
Fortunatamente proprio nel 2004 si e' profilata una rilevante operazione di politica finanziaria e industriale della Citta', con la prospettata integrazione societaria fra AEM Spa e AMGA Spa di Genova: un'operazione che, oltre a costituire un soggetto strategicamente fortissimo nel settore delle cd "multiutilities", dota la Città di una riserva patrimoniale e di cassa rilevantissima, indispensabile per affrontare con fiducia una fase di grandi investimenti, di turbolenza socioeconomica e, contestualmente, di imprescindibile raccolta delle sfide imposte dalla "legacy" postolimpica: dal riutilizzo degli impianti e delle professionalità formate all'effettivo sfruttamento turistico della rinnovata notorieta' internazionale.