Contemporary Arts Torino Piemonte è il marchio unico che riunisce la stagione delle arti contemporanee promossa dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino.
Protagoniste della X edizione sono le opere di Mario Airò con Cosmometrie in piazza Castello, Enrica Borghi con Palle di Neve in via Roma, Daniel Buren con Tappeto Volante in piazza Palazzo di Città, Francesco Casorati con Volo su... in via Garibaldi, Nicola De Maria con Regno dei Fiori... in piazza Vittorio, Richi Ferrer con Lucedotto in corso Lecce angolo corso Regina Margherita, Carmelo Giammello con Planetario in via Cernaia e via Pietro Micca, Jeppe Hein con Illuminate Benches in piazza Carignano, Rebecca Horn con Piccoli Spiriti Blu al Monte dei Cappuccini, Joseph Kosuth con Doppio Passaggio ai Murazzi, Luigi Mainolfi con Luì in via Lagrange, Mario Merz con Il volo dei numeri alla Mole Antonelliana, Mario Molinari con Concerto di parole ai Giardini Reali, Mimmo Paladino con Schegge di luce alla Palazzina Fiat di corso Agnelli, Domenico Luca Pannoli con L'amore non fa rumore in via Verdi, Michelangelo Pistoletto con Amare le differenze a Porta Palazzo, Jan Vercruysse con Fontane Luminose in piazzetta Reale e Gilberto Zorio con Luce, fontana, ruota ad Italia '61.
In contemporanea a Torino, molte Luci d'Artista verranno esposte nella città
di Salerno, grazie
ad un gemellaggio tra le nostre città.
Ci saranno le opere di Vasco Are con Vele di Natale,
Luigi Nervo con Vento solare, Giulio Paolini
con Palomar, Luigi Stoisa con Noi e una
nuova opera creata per la città di Enrica Borghi,
Mosaico.
Sono previste tutti i sabati visite guidate in itialiano/inglese o italiano/francese a cura di Turismo Torino.
Per informazioni Numero Verde Torinocultura: 800 015475
Piazza Castello - Portici antistanti al Teatro Regio - mappa
Mario Airò è nato nel 1961 a Pavia. Vive e lavora in Toscana. Il lavoro di Airò nasce da quello che l'artista definisce un "vagabondare", inteso come l'esperienza di qualcuno che si muove e parla attraverso le cose che incontra, evitando qualsiasi tipo di chiusura intellettuale e formale. Le sue opere nascono da un'ampia gamma di riferimenti culturali che includono la letteratura, il cinema, la storia dell'arte ed elementi appartenenti al nostro quotidiano. Quarantadue disegni di Giordano Bruno, tratti dal libro "Articuli 160 adversus mathematicos", sono proiettati sulla pavimentazione dei portici antistanti al Teatro Regio. La produzione grafica di Giordano Bruno è qui ripresa dall'artista per sottolineare il valore conoscitivo delle immagini.
Via Roma - mappa
Enrica Borghi è nata nel 1966 a Premosello Chiovenda (Novara).
Nei suoi primi lavori ironizza sullo stereotipo consumista della bellezza
femminile, utilizzando materiali come bigodini, unghie finte, piume,
bottoni, per costruire ironiche sculture neo-kitsch.
Nella sua produzione
più recente utilizza scarti di plastica, soprattutto bottiglie, per
assemblare installazioni concettualmente e ideologicamente ecologiste:
anche i più banali avanzi della nostra società del benessere possono
così diventare elementi costitutivi di un'opera d'arte, esteticamente
bella e seducente. Hanno l'aspetto di gigantesche palle di neve e,
di notte, sembrano sfavillanti cristalli di ghiaccio.
Osservando con
attenzione ci si accorge che le candide sfere sono in realtà costituite
da tante bottiglie di plastica, tagliate a metà, con il collo infilato
in una palla di polistirolo e il corpo sfrangiato a caldo con le forbici
in modo da formare una rosa di petali trasparenti. Dentro a ognuna
di queste corolle è inserita una lampadina, così, uno accostato all'altro,
i fiori artificiali diventano cristalli luminescenti di un gigantesco
fiocco di neve.
Piazza Palazzo di Città - mappa
Daniel Buren è nato nel 1938 nei pressi di Parigi, a Boulogne-Billancourt. Oggi, lui dice che "Vive dove lavora".
Tra i fondatori del gruppo artistico francese BMPT (Buren, Mosset, Parmentier, Toroni), ha realizzato una ricerca di carattere minimalista e concettuale attraverso la ripetizione seriale di bande alternate, bianche e colorate, di larghezza costante, confrontandosi con supporti e contesti diversi. Dalle prime sperimentazioni su stoffa, è passato agli interventi abusivi sui tabelloni per affissioni nelle vie di Parigi e nelle stazioni della metropolitana, fino alle installazioni in situ nelle gallerie e nei musei, in cui la pittura si estende su pannelli lignei e pareti suggerendo una nuova percezione dello spazio.
L'opera, un singolare "gazebo" che sorregge una fitta rete di cavi d'acciaio ai quali sono appesi tanti cubetti rossi e banchi, o blu e bianchi, di notte, accesa, ci appare come un tappeto volante, sospeso a mezz'aria.
Via Garibaldi - mappa
Francesco Casorati è nato nel 1934 a Torino, dove vive e lavora.
Nei suoi dipinti prevale una figurazione metafisica e fiabesca, con elementi neosimbolisti di riferimento spesso autobiografico. In questa dimensione magica l'artista ci introduce in uno "spazio" mitico e, come tale, poetico.
In Volo su… uno stormo di uccelli si libra in volo sopra la via. Raffigurati ad ali spiegate in forme stilizzate, i volatili sorreggono con il becco un lungo filo rosso fluorescente, un sottile tubo al neon che, dipanandosi, segna da un capo all'altro il tragitto.
Piazza Vittorio Veneto - mappa
Nicola De Maria è nato a Foglianise (BN) nel 1954, vive e lavora a Torino.
Dalla metà degli anni Settanta inventa un originale linguaggio pittorico lirico. La sua pittura invade di vivo ed intenso colore gli spazi ridefinendoli nella direzione dell'incanto e della leggenda. "Dal cielo le piazze di Torino sono meravigliose, di notte sono i diademi della città in cui vivo (…). Non ci si rende mai conto di quanto si voglia bene a un luogo, non si capisce mai abbastanza quanto esso sia ricco: riflettendo sull'opera di luce ho capito il mio amore per Torino. Io vedevo le cornucopie della piazza diventare fiori magici del cielo, lasciati sulla terra per consolare e rallegrare le donne e gli uomini che vivono in questa città. E immaginavo questi fiori, attraversati dal movimento della luce, diventare il nido cosmico di tutte le anime che vivono nell'universo e nel nostro cuore. Questi fiori magici sono le stelle della città." (Nicola De Maria)
Per tre edizioni l'opera è stata allestita in Piazza Carlo Emanuele II (detta Piazza Carlina) da quest'anno viene collocata nella monumentale Piazza Vittorio Veneto, lunga 360 metri e larga 111. L'opera sarà di grande impatto scenografico, poichè interesserà i 106 lampioni e le 16 cornucopie della piazza.
Corso Lecce / Corso Regina Margherita - mappa
Richi Ferrero è nato a Torino nel 1951, dove vive e lavora.
Artista nel senso più ampio del termine, ha sempre rivolto la sua ricerca ad un'idea di arte "totale", che coinvolge musica, teatro e multimedialità.
Collocata su una grande aiuola spartitraffico, l'enorme gru, dal 2000 è opera permanente di Luci d'Artista. Al gancio della gru è appesa, con il vertice rivolto verso il basso, una piramide a base triangolare. Il solido a tre facce, sollecitato dalla luce collocata al suo interno, al calar della sera s'illumina cambiando colore a seconda delle indicazioni ricevute da un barometro posto sulla gru. "In questo modo il grande pendolo, quasi magicamente, comunicherà alla città, la sera prima, come sarà il tempo all'indomani. La colorazione rossa del solido anticiperà una giornata di bel tempo, mentre in caso di mal tempo si colorerà di blu/azzurro. Una colorazione melange ci comunicherà il tempo incerto. Resta intatta la definizione Lucedotto intesa, nel gioco di parole, come "luce dotta", intelligente nella sua capacità di prevedere e comunicare il tempo meteorologico". (Richi Ferrero)
Via Cernia / Via Pietro Micca - mappa
Carmelo Giammello è nato a Bronte, in provincia di Catania, nel 1954; vive e lavora a Torino, dove cura allestimenti espositivi e scenografici teatrali. Già direttore degli allestimenti del Teatro Stabile di Torino, ha vinto vari premi come migliore scenografo (premi UBU e Gassman).
Una rete invisibile sovrasta le due vie, sorreggendo tante diverse costellazioni: l'Orsa Maggiore, l'Orsa Minore, Orion … In questo insolito firmamento metropolitano, altre luci più piccole rappresentano le migliaia di astri che affollano il nostro Universo, qui raffigurato a portata di mano.
Piazza Carignano - mappa
Jeppe Hein nato a Copenhagen in Danimarca nel 1974, vive e lavora a Berlino.
I suoi lavori sospendono le leggi di causa ed effetto e creano situazioni in cui gli oggetti sembrano prendere vita e reagire alla presenza dei passanti. Le panche che si illuminano diventano parte integrante di un sistema modulare scultoreo e architettonico attraverso il quale Hein articola un dialogo con il pubblico.
Le sue opere esistono e si attivano solo in relazione allo spettatore, suscitando contemporaneamente un rapporto di gioco e di disturbo, di dialogo e di fastidio. L'intervento dell'artista si sviluppa quindi dei segni scultorei in grado di mettere in discussione la normale percezione del luogo.
Illuminate Benches instaura un rapporto diretto con le strutture preesistenti e trasforma i movimenti del pubblico creando uno spazio per attivare delle nuove interazioni sociali.
Monte dei Cappuccini - mappa
Rebecca Horn è nata nel 1944 a Michelstadt in Germania, vive e lavora tra Berlino, New York e Parigi.
Dalla fine degli anni Sessanta Rebecca Horn si è impegnata in una forma d'arte che travalica i limiti definiti dagli specifici linguaggi tradizionali e che tende ad un coinvolgimento diretto dell'artista e dello spettatore nell'atto creativo. Le sue performance, sculture, installazioni hanno come tema centrale la riflessione sul corpo in tutti i suoi aspetti. Dagli anni '80 ricorre a macchine e congegni meccanici che, con il loro movimento, portano in vita oggetti inanimati.
Nella notte la Chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini si staglia sulla cima del colle che sovrasta il Po, proprio di fronte ai Murazzi, come fosse sospesa a mezz'aria. Illuminata da potenti fari blu, la chiesa perde il consueto aspetto di edificio conventuale e si trasforma in una presenza surreale, quasi un'astronave in volo. Tutt'intorno alla chiesa del Monte dei Cappuccini, sono collocati dei tubi al neon, cerchi di luce che da lontano, complici le nuvole basse e le nebbie che d'inverno salgono dal Po, diventano piccoli spiriti blu.
Murazzi del Po - mappa
Joseph Kosuth è nato a Toledo, Ohio, nel 1945.
È uno degli esponenti pi&ùgrave; rappresentativi dell'Arte Concettuale. La sua ricerca, sin dalla prima metà degli anni Sessanta, si è indirizzata al confronto fra arte visiva e filosofia del linguaggio. La opere di Kosuth, intenzionalmente distanti da tutto ciò che ha a che fare con emozionalità o intenti autobiografici, indagano sulla natura delle proposizioni artistiche (immagini, segni iconici o verbali, oggetti) analizzandole sotto il profilo linguistico.
L'artista ha scelto per la sua installazione due scritte al neon che riproducono frasi di Italo Calvino e di Friedrich Nietzsche, tratte rispettivamente da "Le città invisibili" e "Così parlò Zarathustra". Nelle frasi, i due scrittori, che amarono Torino e che s'identificarono con la città, fanno considerazioni filosofiche attraverso metafore sul ponte.
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (via Modane) - mappa
Qingyun Ma è nato nel 1965 nella regione dello Xi'an in Cina. Nel 1999 ha fondato MADA s.p.a.m., uno studio di giovani designer e architetti provenienti da tutto il mondo, con base a Shangai.
Qingyun Ma ha realizzato Neongraphy, un'installazione collocata sul portone d'ingresso della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. È una grande insegna al neon giocata sul rosso, il blu e il verde, i colori primari del digitale. Di giorno, quando i neon sono spenti, sono visibili le sagome degli ideogrammi che significano ming, cioè luce. Col buio, si accendono i caratteri che rappresentano gli ideogrammi cinesi delle parole Cina, Giappone e Corea. Qingyun Ma ha lavorato sul design dei diversi ideogrammi interpolandoli, fino a far raggiungere un insieme armonioso di forme di colori che, metaforicamente, riconduce al titolo della mostra "Alllooksame/Tutttuguale?" allestita nel 2006 negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con opere di artisti cinesi, giapponesi e coreani.
Via Lagrange - mappa
Luigi Mainolfi è nato a Rotondi, in provincia di Avellino, nel 1948; vive e lavora a Torino.
Impostosi nel panorama artistico torinese all'inizio degli anni '70, Mainolfi, è tra i più significativi rappresentanti della scultura contemporanea post-concettuale. Fin dagli esordi ha realizzato sculture in materiali naturali (terracotta, gesso, legno, pietra lavica) e fusioni in bronzo in cui la cultura popolare e le tradizioni della Campania, da cui proviene, si dilatano a rappresentare i sedimenti arcaici della cultura contemporanea.
"Luì era matto e questa storia racconta come Luì il Matto riuscì a ritrovare i Bambini perduti nel Bosco Silenzioso." Con questa frase inizia la fiaba scritta dal novelliere Guido Quarzo e che viene scandita lettera per lettera, in una serie di scritte colorate che si dipanano lungo tutta la via.
Mole Antonelliana - mappa
Mario Merz (Milano 1925 - Torino 2003), si dedica alla pittura da autodidatta dopo aver abbandonato gli studi. Esordisce nel 1953 con un lavoro di segno espressionista per evolvere poi verso un trattamento informale del dipinto. Dal 1967 partecipa all'attività del gruppo di artisti definito Arte Povera. Il suo lavoro si rivolge alla sperimentazione con materiali non artistici, spesso naturali, e con oggetti comuni attraversati da sbarre di luce al neon, con cui allestisce installazioni che coinvolgono spesso l'ambiente.
Sulla Mole Antonelliana, di notte, si vede da lontano una lunga sequenza di numeri (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89…) la cosiddetta serie di Fibonacci, dal nome del suo ideatore, un matematico pisano vissuto tra il 1170 e il 1250. L'artista utilizza quella progressione numerica, in cui ogni cifra è la somma delle due precedenti, per costruire installazioni concettuali che alludono agli esplosivi, apparentemente caotici, processi organici di crescita esistenti in natura.
Giardini Reali (Viale dei Partigiani) - mappa
Mario Molinari (Coazze 1930 - Torino 2000). Il materiale inizialmente a lui più congeniale fu il rame, cui a partire dagli anni Settanta si aggiunsero l'alluminio, il legno, e i materiali plastici, segnando una svolta in senso ironicamente tecnologico, in seguito alla quale le superfici si fecero polite e vivacemente colorate. Dagli anni Ottanta si dedicò soprattutto a far sì che l'arte fosse fruibile da tutti, portando la scultura in spazi pubblici in mezzo alla gente. Nel suo percorso sia artistico che privato il colore è stato l'elemento prioritario della sua filosofia di vita.
Gigantesche sculture astratte, realizzate in polistirolo espanso, verniciate a vivaci colori e illuminate da potenti fari, sembrano voler irrompere nel buio della notte. Massicce d'aspetto, ma in realtà leggere, sono composte da cilindri, parallelepipedi e altre figure solide.
Palazzina FIAT (Corso Agnelli) - mappa
Mimmo Paladino è nato nel 1948 a Paduli, nei pressi di Benevento, dove vive e lavora.
Frammenti di luce, tratti luminosi, disegnano una struttura geometrica rigorosa e precisa, rivolta verso la città. Il lavoro dell'uomo prende vita, restituito e proiettato in una prospettiva di luce bianca, ed emerge come grande fondale alla fine di un lungo viale. Di notte la fabbrica si ferma, si spegne, una pioggia di luce la riaccende e nel buio si concede come riferimento ai movimenti della città.
Ragione e immaginazione sono le due anime dell'opera. "Come se la FIAT - dice il maestro Paladino - racchiudesse in sè l'idea della proporzione e della tecnologia, ma al contempo anche elementi di fantasia e creatività. Forma e contenuto, design e tecnologia sono in fondo le due anime dell'automobile".
via Verdi (zona cinema Massimo) - mappa
Domenico Luca Pannoli è nato a Torino nel 1967.
Si è laureato nel '92 alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Nel '94 ha fondato lo studio di Ondesign occupandosi di progettazione e ricerca nel campo dell'architettura, del design e della comunicazione.
Tutta l'abituale segnaletica urbana viene modificata dall'intervento dell'artista che sospende nell'aria le sue insegne vivacemente neo-pop che inneggiano all'amore e alla solidarietà. Così l'insegna di un "Tabacchi. Valori bollati." Diventa l'insegna della "Tolleranza. Valore universale."
Porta Palazzo - Antica Tettoia dell'Orologio - mappa
Michelangelo Pistoletto è nato a Biella nel 1933.
Tra i più significativi rappresentanti dell'Arte Povera, dopo i primi dipinti su fondo neutro ha utilizzato superfici specchianti e plexiglas con l'effetto di coinvolgere lo spettatore in situazioni enigmatiche e stranianti; in seguito ha creato opere e installazioni con oggetti quotidiani e stracci. Nel 1994 ha creato il Progetto Arte, che viene attuato all'interno della Fondazione Pistoletto di Cittadellarte a Biella. Quest'opera, dal dichiarato contenuto sociale, è parte del progetto Love Difference - Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea che Pistoletto realizza con Cittadellarte. Il concetto di fondo di questo progetto è portare amore là dove si producono le tensioni dovute alle diversità.
Le parole Amare le differenze sono ripetute in 39 lingue diverse che rispecchiano la pluralità delle componenti sociali presenti nella città. Porta Palazzo, contesto urbano in cui maggiormente si concentrano e si incontrano le diverse etnie, religioni e culture, rappresenta il luogo più idoneo per rendere efficace il messaggio di quest'opera.
Piazzetta Reale - mappa
Jan Vercruysse nato nel 1948, che vive e lavora in Europa, proviene da esperienze di poesia e si è dedicato alle arti visive dalla metà degli anni Settanta. Le sue prime opere sono costituite da sequenze fotografiche in bianco e nero, spesso recanti l'autoritratto dell'artista, e pensate come frasi di un discorso interamente espresso facendo ricorso all'immagine. Nel 1983 inizia la serie delle Chambres (Camere), grandi strutture in legno pregiato che costituiscono ambienti in cui il visitatore è invitato a entrare. Dal 1985 è la volta delle Atopies, insiemi di elementi diversi quali cornici, lastre di vetro, specchi, piani di legno.
L'installazione è formata da cinque vasche (due di dimensione di 48 m, due di 42 m e una di 9 m) che contengono acqua corrente: da esse si innalza una nebbia rossa prodotta da speciali macchine teatrali. Le vasche sono posizionate su file parallele in modo da permettere alle persone di camminare in mezzo a questa sorta di foschia, in un'atmosfera suggestiva.
Laghetto di Italia '61 (Corso Unità d'Italia) - mappa
Gilberto Zorio è nato ad Adorno Micca (VC) nel 1944, vive e lavora a Torino.
Le sue opere sono campi inesauribili di energia fisica e mentale. Tra i protagonisti del gruppo torinese dell'Arte Povera, Zorio ha inizialmente indirizzato la propria ricerca in direzione di una processualità che rende continuamente mutevole ciascuna opera, predisponendo reazioni chimiche o fisiche. Tipiche di Zorio sono infatti le installazioni - stelle, canoe, alambicchi, giavellotti, crogioli - costituite da metalli, acidi, solfato di rame, cloruro di sodio, metafore concettuali dei processi chimico-alchemici insiti nella realtà.
Una grande stella a cinque punte è collocata al centro del Laghetto di Italia '61. Ogni punta della stella è una pala specchiante che ruota lentamente nella corrente e solleva spruzzi scintillanti nella notte, colpiti dalla luce di due potenti fotocellule. L'opera assume così l'aspetto di un gigantesco mulino ad acqua.
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