Archivio storico della Città di Torino



Conferenze

 

Le Sale conferenze, in grado di ospitare una settantina di persone, sono sede di appuntamenti culturali, incontri, dibattiti, proiezioni, concerti.

Per tutti gli incontri organizzati dall'Archivio Storico l'ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti a sedere. L'utilizzo delle Sale conferenze può essere concesso anche ad Enti, organismi, gruppi o associazioni che ne facciano richiesta, secondo le modalità previste dallo specifico regolamento.

 

 
Conversazioni in archivio
2010 - 2012
in collaborazione con Passepartout 2011
Informazioni:
Archivio Storico tel. 011 4431811
passepartout2011@tiscali.it

VI CICLO DI CONFERENZE: settembre - novembre 2012

 

Mercoledì 26 settembre ore 17
Giuseppe Pomba e la nascita della Biblioteca civica di Torino
Nel corso degli anni compresi tra il 1855 e il 1869 la città di Torino conobbe alterne vicende: dapprima in febbrile attesa di divenire capitale di un nuovo e più vasto Stato, poi prima capitale d’Italia, infine non più capitale e vittima di una grave involuzione demografica ed economica. Nel medesimo lasso di tempo l’editore Giuseppe Pomba, dal 1848 consigliere comunale, condusse un’estenuante battaglia personale, affinché la sua proposta di istituzione di una biblioteca civica divenisse realtà.
Intervento di Davide Monge

Mercoledì 10 ottobre ore 17
Tre storie torinesi per un antropologo
Forse non c’è sempre bisogno di andare in Egitto o in Messico per fare grandi scoperte, né occorre procedere a uno scavo preparato meticolosamente a tavolino secondo i crismi dell’archeologia. A volte, per fortunate coincidenze, si possono fare ritrovamenti sorprendenti per così dire sotto casa. È il caso di tre importanti personaggi della storia di Torino: padre Cherubino Fournier, di cui si erano da secoli perse le tracce, Filippo d’Agliè, di cui si credeva di sapere quasi tutto e un corpo ancora da identificare trovato sulla scala di Pietro Micca. Un racconto avvincente riporta alla luce le tre storie.
Intervento di Renato Grilletto

Mercoledì 24 ottobre ore 17
Margherita d’Austria e Luisa di Savoia, due cognate nella politica europea del Cinquecento
Luisa di Savoia e Margherita d’Austria, due donne la cui storia si intreccia e si discosta con ritmo simile: bambine alla corte di Francia; giovinette, rimandata l’una al padre imperatore, data in matrimonio a uno sposo riluttante l’altra; poi maestre colte, attente e affettuose di due principi famosi: Luisa del figlio Francesco, Margherita del nipote Carlo; quindi donne di potere, reggenti una la Francia durante le campagne militari in Italia del sovrano e l’altra governatrice dei Paesi Bassi in nome dell’imperatore. Infine protagoniste della cosiddetta Pace delle Dame.
Intervento di Carla Quarello

Mercoledì 7 novembre ore 17
La difesa della costa mediterranea degli Stati sabaudi: Villefranche-sur-Mer
Verso la metà del Cinquecento, anche su sollecitazione dell'alleato, l'imperatore Carlo V, Carlo II di Savoia avvia il progetto di difesa costiera della contea di Nizza. L'unico affaccio sul Mediterraneo degli Stati sabaudi viene protetto da una catena di fortificazioni «alla moderna» sotto Emanuele Filiberto. Particolare importanza contro Turchi e Barbareschi assume l'insieme di Villafranca: forte di S. Elmo e porto militare. Oggi il forte, ben conservato, protegge il porto settecentesco, completamente e regalmente restaurato da Vittorio Amedeo II, divenuto re di Sicilia.
Intervento di Mara De Candido

 

V CICLO DI CONFERENZE: gennaio-maggio 2012

 

Piemontesi nell’epopea canadese

Poco si è studiato delle vicende delle truppe piemontesi che hanno combattuto sotto altre bandiere, anche se dal medioevo in poi il mestiere del soldato ha spesso portato gli abitanti della regione in terre lontane. Un caso noto, perché più recente e più documentato, è quello del reggimento del principe di Carignano: il Carignan-Salière al servizio della Francia. L’interesse per questo reparto è legato, da una parte, al fatto che partecipò alla conquista francese del Canada, dall’altra all’attenzione che la storia dei suoi soldati ha suscitato in quel paese dando vita a un nuovo modello di acquisizione della coscienza storica.
Mercoledì 8 febbraio 2012 ore 17
Intervento di Paolo Edoardo Fiora di Centocroci

 

La Torino dei Bamboccianti. Memorie di strada e di Palazzo

C’è da rimanere stupiti dalla fioritura delle Bambocciate che, in una tavolozza di colori e di soggetti, prospettano curiose testimonianze di vita. È una vita semplice quella raccontata dai Bamboccianti, in cui assume rilevanza la quotidianità, il lavoro, i giochi dei ragazzi, gli animali. Una testimonianza preziosa che parla anche di giustizia, di pene inflitte davanti alla gente con effetto di ammonizione. In questo senso i Bamboccianti possono dirsi cronisti intenti a documentare con i colori ciò che sfilava sotto i loro occhi.
Mercoledì 22 febbraio 2012 ore 17
Intervento di Anna Cremonte Pastorello di Cornour

 

Come «in un lucido specchio»: la peste a Torino e in Piemonte nel 1630-1631

Una riscoperta del servizio prestato dai frati Cappuccini durante la grande peste. Oltre la prima testimonianza del protomedico Fiocchetto nel suo Trattato della peste o sia contagio di Torino dell'anno 1630 emergono spunti inediti dallo sconosciuto epistolario integrale dei frati raccolto da fra Michelangelo San Martino d'Agliè. Il dramma, la commozione e il terrore, uomini messi alla prova e risposte di carità.
Mercoledì 7 marzo 2012 ore 17
Intervento di Fra Luca Isella

 

L’Uomo e l’Arco

Da cinquantamila anni uomo e arco operano in una simbiosi indissolubile. Già nell’arte preistorica l’uomo è raffigurato con l’arco considerato non solo un’arma ma un attrezzo idoneo agli impieghi più diversi. Si parla di arco a Torino perché nella cintura torinese è sorto nel XV secolo il campo di tiro con finalità sportive più antico del mondo; vi operò una confraternita di arcieri con finalità non militari; l’Archivio di Stato possiede copia di un manoscritto di tecnica arcieristica del XV secolo; si dice che il duca Tommaso di Savoia abbia istituito l’unica guardia del corpo costituita da arcieri a cavallo.
Mercoledì 21 marzo 2012 ore 17
Intervento di Franco Carminati

 

La musica nelle funzioni religiose in presenza della corte
Teatri a parte, nel Settecento la vita musicale torinese ruotava principalmente attorno a due istituzioni: la Cappella Metropolitana e la Regia Cappella. Sebbene facessero capo l’una all’autorità ecclesiastica e l’altra alla casa regnante e fossero dunque indipendenti dal punto di vista amministrativo, si trattò di istituzioni contraddistinte da una spiccata contiguità e permeabilità. Sulla scorta dei documenti d’archivio, dei cerimoniali di corte, delle testimonianze coeve e delle fonti musicali, la relazione illustrerà organici, repertorio e modalità esecutive del corredo musicale prescritto per le funzioni religiose in presenza della corte, cerimonie alla cui solennizzazione contribuivano – in Duomo come a Palazzo Reale – i musicisti stipendiati dal sovrano (per dirla con Rousseau, la «meilleure symphonie de l’Europe».
Mercoledì 4 aprile 2012 ore 17
Intervento di Annarita Colturato

 

Due millenni di attenzione ai malati

Dagli inizi della storia della Chiesa vescovadi, conventi e semplici cristiani si sono occupati di malati e poveri; nei primi decenni del secondo millennio si organizzarono a questo fine gruppi stabili di persone che diedero origine a ordini religiosi e ospedalieri. Tra questi in primo luogo gli Antoniani con i loro numerosi insediamenti in Piemonte.
mercoledì 16 maggio 2012 ore 17
Intervento di monsignor Italo Ruffino

 

L'Egizio e i Savoia

Torino possiede un museo Egizio, primogenito nel mondo, formato dai Savoia in singolare consonanza con i progressisti, futuri liberali della Città. Visitato già alla sua nascita da J. F. Champollion, fornì allo studioso francese materia per fondare la nuova scienza dell'Egittologia. Emulato di poi da altri, il museo si presenta tuttora come secondo al mondo dopo il Cairo, e ancora sempre grazie al mecenatismo dei Savoia.
mercoledì 30 maggio 2012 ore 17
Intervento di Silvio Curto

 

 

IV CICLO DI CONFERENZE: settembre-novembre 2011

Mercoledì 21 settembre ore 17
Marsine e merletti. Viaggio diplomatico a Plombière
Intervento di Vittorio Cardinali
Il 21 luglio 1858, nella cittadina dei Vosgi, Napoleone III e Cavour si incontrarono nel più assoluto segreto per stringere l’accordo che avrebbe dato il via alla guerra contro l’Austria. Momento determinante della storia del Risorgimento, l’incontro rappresentò una vera e propria svolta tanto per i risultati immediati, ovvero la guerra che ne scaturì, quanto perché significò l’inserimento dell’Italia nei complessi giochi politico-diplomatici internazionali.

Mercoledì 5 ottobre ore 17
Gli artisti piemontesi e il Risorgimento
Intervento di Gian Giorgio Massara
Pittori, scultori, incisori, caricaturisti hanno immortalato, dall’Ottocento a oggi, i momenti e i personaggi più significativi del movimento di unificazione nazionale: uno sguardo prospettico da Massimo d’Azeglio, che partecipa al Risorgimento non meno con il pennello che con l’azione, fino a Ezio Gribaudo che nell’anno di Italia 150 dona al Presidente della Repubblica un dipinto di essenziale simbologia, attraverso artisti come Bossoli e van Elven, Marocchetti e Dupré, senza dimenticare il contributo delle arti decorative.

Mercoledì 19 ottobre ore 17
Testimonianze risorgimentali da un archivio privato: il fondo Flechia
Intervento di Franca Porticelli
Giovanni Flechia, in gioventù segretario presso i Balbo, insegnò sanscrito presso l’Ateneo torinese, ne divenne preside della facoltà di Lettere e Filosofia e nel 1891 fu nominato senatore. Insieme al nipote Giuseppe costituì un cospicuo archivio, oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, ricco fra l’altro di documentazione risorgimentale relativa a figure di spicco quali Silvio Pellico, Giuseppe Garibaldi, Terenzio Mamiani, Filiberto Avogadro, Domenico Carutti.

Mercoledì 2 novembre ore 17
Ricordi di famiglia: l'Esposizione del 1911
Intervento di Giulia Molli Boffa
Stefano Molli, insieme a Pietro Fenoglio e Giacomo Salvadori di Wiesenhof, fu uno degli architetti incaricati di progettare l’Esposizione internazionale di Torino in occasione del cinquantenario dell’Unità. Del clima pieno di entusiasmo dell'epoca sono rimaste in famiglia preziose testimonianze: fotografie, ritagli di giornali, documenti personali e soprattutto le targhe e onorificenze che ricevette da stati stranieri documentano la risonanza internazionale dell'evento.

Mercoledì 16 novembre ore 17
Dalla Restaurazione all’Unità: correnti politiche nel Risorgimento
Intervento di Cristina Vernizzi
Il dibattito politico dell’Ottocento italiano presenta un panorama alquanto complesso e articolato, a partire dagli ambienti vicini al «Conciliatore Lombardo» e dai moti piemontesi e meridionali, attraverso il pensiero di Giuseppe Mazzini e dei democratici, le tesi neoguelfe di Vincenzo Gioberti e Le speranze d’Italia di Cesare Balbo per giungere alla soluzione liberale moderata di Cavour, senza dimenticare il fenomeno del garibaldinismo postunitario.

Mercoledì 30 novembre ore 17
Il mezzo secolo del museo Pietro Micca
Intervento di Sebastiano Ponso
Dopo la demolizione della Cittadella solo il maschio e le gallerie di contromina furono risparmiate e per circa un secolo custodirono, quasi ignorate, un patrimonio d’architettura militare testimonianza dei valorosi eventi che salvarono la città e il ducato dalla sottomissione alla Francia. Il generale Guido Amoretti, riportando alla luce la scala di Pietro Micca, fece riscoprire queste strutture: il museo da cinquant’anni difende quanto ne rimane, ne diffonde la conoscenza e ne promuove la valorizzazione.

 

III CICLO DI CONFERENZE: febbraio - marzo 2011

mercoledì 2 marzo 2011 ore 17
Il Proclama di Moncalieri e l'Unità d'Italia
Il 20 novembre 1849 il re Vittorio Emanuele II firmava nel Castello reale di Moncalieri il famoso Proclama, dopo aver decretato lo scioglimento della Camera dei Deputati ponendo così termine alla terza legislatura. I giudizi storici e politici su questi fatti furono allora molto diversi: viene tuttavia riconosciuto dai più che il Proclama abbia salvato lo Statuto, mentre alcuni sostengono che abbia addirittura salvato l'unità d'Italia. Certamente quell'atto conteneva gli elementi attorno a cui si stava delineando la politica che portò nel 1861 all'unificazione del nostro Paese.
Intervento di Domenico Giacotto

mercoledì 16 febbraio 2011 ore 17
I Piemontesi nel Risorgimento: un ruolo negato, una memoria dimenticata?
Il ruolo dei Piemontesi nel Risorgimento, oggi facilmente negato, se non denigrato, è stato uno dei fattori fondamentali del lungo processo che ha portato all’Unità d’Italia, a partire dai moti liberali del 1821, per giungere alla creazione delle istituzioni del nuovo Stato, passando attraverso le guerre d’indipendenza e l’azione diplomatica. Le memorie e le testimonianze di coloro che hanno vagheggiato un ideale, poi hanno combattuto per realizzarlo e infine lo hanno conseguito si trovano spesso nelle Dimore Storiche del Piemonte: lì si trovano gli oggetti e lo spirito per difenderne la memoria.
Intervento di Tomaso Ricardi di Netro

mercoledì 2 febbraio 2011 ore 17
La corte dei Savoia dalla Restaurazione all'Unità  
Grazie alla sua antichità e alla crescente importanza politica della dinastia, fra Sette e Ottocento la corte dei Savoia era reputata la più importante della Penisola, ruolo che mantenne anche nei plumbei anni della Restaurazione. Con Carlo Alberto si ebbe una corte agile, di carattere prevalentemente militare, priva delle cariche che caratterizzavano le altre. Quella di Vittorio Emanuele II si trovò, quindi, a esser una sorta di unicum fra le grandi monarchie europee. Il sovrano ne mantenne inalterata la struttura anche dopo la proclamazione del Regno d'Italia: nel secondo Ottocento fu una delle più moderne e "borghesi" d'Europa, caratteristica che ben spiega il ruolo propulsivo avuto durante il regno di Umberto I e Margherita, quando la corona ne seppe fare uno straordinario strumento di organizzazione del consenso.
Intervento di Andrea Merlotti 

II CICLO DI CONFERENZE: novembre 2010 - gennaio 2011

Martedì 9 novembre 2010 ore 17
Le fortificazioni di Torino dall’accampamento romano
alla Cittadella di Emanuele Filiberto

Intervento di Franco Carminati
Un rapido percorso sulla storia delle difese militari di Torino
dalla sua nascita quale accampamento romano alla città forti-
ficata dei Savoia attraverso l’analisi delle loro trasformazioni
in rapporto con gli eventi storici e l’evoluzione delle armi.

Martedì 23 novembre 2010 ore 17
I custodi della città.
Torino dal sec XVI al XIX

Intervento di Paolo Edoardo Fiora
Il ruolo degli amministratori di giustizia torinesi, dei loro
sottoposti e delle qualifiche ad essi legate, dall’Ancien Régime
alla dominazione francese. Nel corso della Restaurazione
l'assolutismo sabaudo svuota progressivamente i contenuti
della giustizia comunale, fino ad impiegare veterani invalidi,
in un’ultima parvenza di tradizione di indipendenza della città:
le guardie civiche.

Martedì 14 dicembre 2010 ore 17

Le porte della città
(secoli XVII - XVIII)
Intervento di Carla Amoretti
Nei secoli XVII e XVIII la città di Torino gradualmente si
espande e si trasforma ad opera di famosi esperti chiamati
ad abbellire la Capitale di un Ducato che si sta, come una
crisalide, trasformando in Regno. Le poderose mura si
adattano all’espansione urbanistica sino ad essere troppo
strette per poter ancora esistere. L’analisi della ricca
iconografia fissa la sua attenzione alle porte di Torino nel
periodo prescelto ed esse costituiscono il bandolo per leggere
la vita in evoluzione che attraverso esse fluiva.

Martedì 11 gennaio 2011 ore 17
La demolizione della Cittadella di Torino e la riscoperta
della casamatta detta “Pastiss”

Intervento di Piergiuseppe Menietti
A metà Ottocento, il forte incremento demografico e la
fondata speranza di vedere Torino capitale d’Italia costi-
tuiscono le premesse di una nuova crescita urbana. Il
fervore costruttivo si abbatte pesantemente sulla Cittadel-
la, dando vita a una storia crudele per le radici storiche
della città. Quando la demolizione della Cittadella rag-
giunge la zona dell’attuale corso Matteotti, coinvolge
pesantemente il cosiddetto “Pastiss”, eretto dal duca
Emanuele Filiberto di Savoia tra il 1572 ed il 1574.

 

I ciclo di conferenze - primavera 2010:

Martedì 13 aprile ore 18

Il conte Filippo d’Agliè e il Monte di Torino.
Il Monte di Torino è insieme castello, chiesa, convento. Qui nel 1989 fu ritrovata la sepoltura del conte Filippo d’Agliè (1604-1667), protagonista eccellente del Seicento, il «secolo di ferro». Dal suo corredo funebre emerge un codice allegorico che lo collega da un lato a Cristina di Francia e al cardinale Richelieu, ma anche alle immagini del balletto Il Tabacco, di cui Filippo, poeta, strumentista e compositore oltre che uomo d’armi e diplomatico, fu autore e coreografo.
Intervento di fra Luca Pier Giorgio Isella

Martedì 20 aprile ore 18

Potere della musica, musica del potere: le feste teatrali a Torino nel Settecento.
A Torino come altrove era consuetudine, in occasione del matrimonio di un membro della casa reale o della visita di personalità illustri, allestire uno spettacolo musicale presso il teatro di corte, aperto eccezionalmente al di fuori della tradizionale stagione di Carnevale. Contraddistinta com’era da finalità scopertamente encomiastiche, da soggetti perlopiù mitologico-allegorici, dall’attenzione agli aspetti spettacolari e dall’importanza del ruolo affidato agli interventi corali e coreografici, la festa teatrale per musica fu spesso il genere prediletto in queste circostanze.
Sulla scorta della ricca documentazione conservata presso l’Archivio Storico della Città, saranno illustrate le modalità dell’allestimento di alcune feste teatrali che andarono in scena al Teatro Regio nel Settecento, con particolare attenzione al contesto storico-politico.
Intervento di Annarita Colturato

Martedì 4 maggio ore 18

Dalla Compagnia dei Comici del Re a Gustavo Modena.
Un quadro del teatro del primo Ottocento: la vita scenica, gli attori, la Compagnia Reale Sarda, la figura di Gustavo Modena.
Intervento di Armando Petrini

 


Vincenzo Castella: Portfolio Torino 2000/02Portfolio Torino 2000-2002: 10 fotografie di Vincenzo Castella nella Torino in mutazione, dono del collezionista Massimo Prelz Oltramonti. Le opere sono conservate in Archivio.
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