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Rifiuto indifferenziato (non recuperabile)

Ultimo aggiornamento 01.02.2017, 10:38

Cosa si raccoglie?

Cosa mettere nei cassonetti dell’indifferenziato:

  • giocattoli rotti
  • CD/DVD
  • oggetti in gomma
  • spugne sintetiche
  • pannolini ed assorbenti
  • piatti e posate in plastica
  • lettiere ed escrementi di animali
  • mozziconi di sigarette e cenere
  • polvere
  • rifiuti composti da più materiali diversi (es. spazzole e spazzolini da denti, lamette da barba)
  • imballaggi e rifiuti sporchi di residui alimentari
  • biro, pennarelli
  • in genere tutto quello che non può andare nei contenitori della raccolta differenziata
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Come?

Negli appositi cassonetti utilizzati per la raccolta stradale o nei contenitori utilizzati per la raccolta “porta a porta”.

Dove finisce l’indifferenziato raccolto?

I rifiuti non recuperabili raccolti nella Città di Torino vengono smaltiti presso l'impianto di Cassagna, frazione di Pianezza. Presso la discarica di Basse di Stura prosegue comunque la produzione di biogas, derivante dalla decomposizione  e maturazione dei rifiuti. Il gas, composto in massima percentuale da metano, viene trasformato in energia elettrica per soddisfare il fabbisogno energetico di ben 58.000 famiglie torinesi.

Consigli utili per la raccolta dell’indifferenziato

E’ buona regola riporre i rifiuti in sacchetti ben chiusi prima di conferirli nei cassonetti.

Se si hanno dei dubbi rispetto alle caratteristiche di un rifiuto, dopo aver contattato il numero verde AMIAT o consultato il rifiutologo (pdf 465 Kb), è preferibile conferire il rifiuto nell’indifferenziato piuttosto che fare un errore nel differenziare il materiale.

Lo sapevate che?

Quando ci fermiamo e decidiamo di gettare il contenuto del posacenere della nostra auto sul ciglio della strada dovremmo pensare a questo semplice dato: una sigaretta senza filtro ci mette tre mesi a decomporsi, con il filtro due anni. Dovremmo pensarci anche quando siamo in spiaggia: si parla di 12 milioni di mozziconi sulle spiagge italiane.

L'uso sempre più frequente delle lavanderie ha fatto sì che le nostre case siano invase da sottili attaccapanni di metallo. Oltre al riutilizzo casalingo, l'attaccapanni può essere riconsegnato a molte lavanderie di provenienza o consegnato alle stazioni ecologiche nel cassone dei metalli.

Fra i rifiuti moderni l’assorbente igienico è, con i pannolini per neonati o quelli per i più grandi, uno dei più diffusi. Se è vero che una donna nella propria vita ne consuma dai dodici ai tredicimila è molto semplice calcolarne l'impatto sull'ambiente. In Europa occidentale ogni giorno se ne producono 24 miliardi per circa 90 milioni di donne.
Non è un rifiuto ad oggi riciclabile, deve essere gettato nei sacchetti per la raccolta indifferenziata.

Solo la Bic vende ogni giorno in 160 paesi 22 milioni di "prodotti da scrittura" (biro, pennarelli). Comodi, ma "usa e getta".

In Italia si consumano 1.300.000 cartoni per la pizza ogni giorno. Gettateli nel contenitore della carta e, quando sono sporchi, nell'indifferenziato.

Il piatto rotto non si ricicla, ma soprattutto non si getta nel contenitore del vetro. La ceramica ha infatti un punto di fusione superiore a quello del vetro e può dare grossi problemi alle vetrerie. Basta una piccola quantità di ceramica per rovinare un'intera partita di vetro riciclato.

La cialda in plastica per il caffè è una delle ultime arrivate tra i rifiuti non riciclabili.

La gomma da masticare non è un rifiuto riciclabile, ma non è nemmeno un rifiuto da prendere alla leggera. Gettarlo per terra o in un prato significa regalare all'ambiente un rifiuto che impiega almeno cinque anni a sparire.

Per maggiori informazioni

www.amiat.it
telefona al Numero Verde Amiat 800-017277


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