Il Nuovo Servizio Numero Verde della Divisione Ambiente e Verde permette ai cittadini di mettersi in contatto direttamente con i settori di interesse.
Numero verde
di InformAmbiente
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dalle 9,30 alle 12,30
Ultimo aggiornamento 19.09.2007 13:00
I campi elettromagnetici con frequenze comprese tra 100KHz e 300GHz
possono essere ulteriormente suddivisi in campi a RADIOFREQUENZE (RF)e
campi a MICROONDE (MO): i primi aventi frequenze fino a 300 MHz, i secondi
con frequenze da 300MHz a 300GHz.
Gli apparati che generano radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti
a radiofrequenze e microonde possono essere suddivisi in tre grandi
categorie:
* riscaldatori industriali;
* apparati per telecomunicazioni;
* apparecchiature per applicazioni biomedicali.
La presenza di tali tipi di radiazioni nellambiente esterno è
legata soprattutto a sorgenti dedicate a telecomunicazioni, come i ripetitori
radio TV, ed impiegate per la telefonia cellulare, tra cui si devono
considerare sia le stazioni radio base sia i telefoni cellulari.
Gli apparati per telecomunicazione sono sistemi che per svolgere la
loro funzione devono emettere verso lesterno, con la massima efficienza,
lenergia elettromagnetica generata e amplificata da un trasmettitore;
questa emissione avviene attraverso un trasduttore, anche chiamato antenna
trasmittente.Le antenne sono quindi dispositivi aventi la funzione di
trasduttori per operare la trasformazione di un segnale elettrico in
energia elettromagnetica irradiata nello spazio libero (antenne trasmittenti)
oppure effettuare la conversione inversa (antenne riceventi). La trasmissione
può essere di tipo broadcasting oppure di tipo direttivo: nel primo
caso lantenna deve diffondere il segnale su aree abbastanza vaste
per raggiungere il maggior numero di utenti possibile, mentre nel secondo
le antenne costituiscono un ponte radio, cioè un collegamento tra due
punti in vista.
Sono un esempio di impianti broadcasting i ripetitori radiotelevisivi
e gli impianti di telefonia cellulare, che sostanzialmente differiscono
per le potenze impiegate e quindi per le aree di territorio coperte:
i primi hanno spesso potenze superiori al kW e, a seconda della loro
quota di installazione, coprono bacini di utenza che interessano anche
più province, mentre i secondi impiegano potenze di decine di Watt e
di solito interessano aree di qualche chilometro. La copertura del territorio
in molti casi viene ottenuta con combinazioni di singole antenne, i
"sistemi antenna", che permettono un irraggiamento orizzontale
pressoché isotropo (copertura dellorizzonte su 360°). Sul piano
verticale, invece, lantenna emette un fascio di irradiazione con
angolo di apertura che tipicamente varia da qualche grado a qualche
decina di grado: ciò vuol dire che se lantenna è sufficientemente
alta rispetto al terreno, attorno al traliccio si crea una zona dombra
più o meno estesa, in cui il campo elettromagnetico ha valori di entità
limitata.
I ponti radio vengono realizzati con antenne paraboliche che irradiano
lenergia elettromagnetica in fasci molto stretti, sia orizzontalmente
che verticalmente; grazie al loro elevato guadagno inviano il segnale
a grandi distanze impiegando potenze in molti casi inferiori al Watt.
I ponti radio servono quindi per collegare tra loro due punti (antenne)
distanti senza ostacoli interposti, emettendo il segnale in una direzione
precisa e con una frequenza elevata.Questi impianti, spesso di grandi
dimensioni, hanno un notevole impatto ambientale, ma di solito, grazie
alla loro elevata direttività ed alle potenze impiegate, non presentano
problemi di ordine protezionistico.
Da quanto detto, le emittenti radio televisive sono perciò le
più critiche per quanto riguarda lentità dei campi elettromagnetici
e lesposizione della popolazione, anche perché questo settore
risente di una crescita disordinata e soffre dellassenza di una
pianificazione delle frequenze e di un controllo sulle potenze impiegate.
Questa situazione, soprattutto per lemittenza radio in banda FM,
ha portato ad una rincorsa continua allinnalzamento delle potenze
che si è resa necessaria per guadagnare utenza rispetto allemittente
concorrente. In alcuni casi, le potenze elevate, unitamente ad apparati
installati a pochi metri dal suolo, sottopongono la popolazione che
vive nelle vicinanze a rischi non giustificabili. Se leggi precise imponessero
opportune limitazioni, si potrebbe risparmiare energia, limitare le
interferenze tra i vari apparati e ridurre i problemi di ordine sanitario
senza compromettere la capacità commerciale delle emittenti.
Le Stazioni Radio Base (SRB) per telefonia cellulare hanno seguito
uno sviluppo completamente diverso, che ha portato a situazioni più
controllabili, sia per la tipologia degli impianti stessi, sia per il
numero limitato di gestori. Gli impianti di telefonia cellulare coprono
in modo capillare tutto il territorio, assegnando ad ogni stazione installata
unarea o cella, le cui dimensioni dipendono dalla densità degli
utenti: nei centri abitati, ad esempio, le celle sono di qualche centinaio
di metri, mentre nelle aree extraurbane sono decisamente più grandi.
Gli apparati fissi di telefonia cellulare si compongono di antenne che
trasmettono il segnale al telefono cellulare ed antenne che ricevono
il segnale trasmesso da questultimo. Gli apparati irradianti sono
installati su tralicci o su edifici elevati, in modo da inviare il segnale,
senza troppe interferenze, nella rispettiva cella di territorio; la
copertura della porzione di territorio viene garantita da tre gruppi
di antenne (tre celle) collocate in direzioni diverse, tali da garantire
la quasi isotropicità del sistema.
Le potenze installate per ogni direzione variano da 72 Watt per un sistema
TACS, a 25 Watt per un sistema GSM. Laltezza delle installazioni,
le potenze impiegate, la tipologia delle antenne impiegate concorrono
nel complesso a limitare notevolmente i valori del campo elettromagnetico
nelle aree circostanti limpianto, tanto che nella totalità dei
casi esaminati finora i valori misurati sono risultati ampiamente al
di sotto dei limiti di riferimento
Alla base della
telefonia cellulare vi è la copertura di tutto il territorio interessato
dal servizio attraverso una rete di antenne ricetrasmittenti fisse (Stazioni
Radio Base) ciascuna delle quali serve una porzione di territorio indicata
come "cella".
Le SRB ricevono i segnali dai cellulari, li inoltrano attraverso antenne
direttive e, agendo alloccorrenza attraverso più stazioni, allutente
destinatario della comunicazione.
I sistemi radiomobili diffusi in Italia sono di due tipi: il sistema
analogico E-TACS ed il sistema digitale GSM. I sistemi analogici trasmettono
il segnale vocale direttamente, mentre quelli digitali trasformano dapprima
il segnale in valori numerici per inoltrarlo in una fase successiva.
Rispetto al sistema analogico, il sistema di telefonia mobile digitale
presenta notevoli vantaggi:
* I dati digitali non sono sensibili ai disturbi, come i dati su un
CD musicale. Gli errori di trasmissione possono essere corretti e la
qualità della ricezione è migliore.
* GSM è uno standard internazionale, per cui i cellulari GSM possono
essere impiegati in diversi paesi di tutto il mondo.
* I cellulari GSM possono essere collegati al computer. In tal modo
è possibile, ad esempio, trasmettere e ricevere fax o e-mail.
I telefoni cellulari operano alla frequenza di circa 900 MHz (oggi
anche 1800 MHz) che, secondo la suddivisione dello spettro elettromagnetico
correntemente adottata, rientra tra le microonde. Le radiazioni di questa
lunghezza donda vengono efficacemente assorbite dai tessuti biologici,
in particolare da quelli ad alto contenuto dacqua, dando luogo
ad un loro riscaldamento. Il conseguente aumento della temperatura corporea
può indurre effetti di varia natura e costituire quindi un fattore di
rischio per la salute.
Grazie ai numerosi studi sperimentali e teorici sinora svolti, le modalità
di assorbimento dellenergia elettromagnetica da parte del corpo
umano sono oggi ben note. Alle frequenze tipiche della telefonia cellulare,
tale assorbimento viene usualmente caratterizzato tramite il SAR (Specific
Absorption Rate). Questa grandezza viene definita come la potenza elettromagnetica
assorbita nel corpo per unità di massa, e si misura in Watt/ chilogrammo.
Secondo uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori tedeschi dellIstituto
per le Comunicazioni Mobili e Satellitari, il SAR localizzato sul capo
legato a 25 tra i più diffusi modelli di telefonini si colloca in media
tra 1 e 1,6 W/Kg. Solo in un caso si evidenzia un superamento del limite
di base per il SAR per campi compresi tra 10 MHz e 10 GHz, che è fissato
in una Raccomandazione del Consiglio Europeo del 12 luglio 1999 a 2
W/Kg.
Negli ultimi anni sono stati inoltre sviluppati tutta una serie di esperimenti
a livello europeo integrati in un progetto coordinato in ambito COST
(Cooperazione Scientifica e Tecnica dellUnione Europea). I risultati
indicano in modo coerente che lentità dellassorbimento non
dà luogo ad aumenti di temperatura significativi: le affermazioni riportate
porterebbero quindi ad escludere qualunque tipo di effetto dannoso causato
dal riscaldamento dei tessuti cerebrali.
Accanto a questi effetti di tipo termico (effetti acuti), è stato ipotizzato
che, in conseguenza allesposizione cronica a campi elettromagnetici,
si possano verificare a lungo termine alcune forme di tumori. Queste
affermazioni sono ancora prive di fondamento scientifico e sono spesso
generate solo dalle informazioni amplificate dai mezzi di comunicazione.
In ogni caso diverse organizzazioni hanno ritenuto opportuno promuovere
studi di carattere biologico ed epidemiologico sullargomento.
* Non conservare il cellulare acceso sul torace, in prossimità del
cuore.
* Durante l'uso estrarre l'antenna dal corpo del cellulare o munirsi
dell'apposita auricolare per allontanare il centro di emissione dalla
testa.
* Evitare lunghi colloqui ed alternare spesso l'orecchio durante le
conversazioni.
* Non tenere il cellulare acceso accanto a sè nelle ore di riposo.
* Non tenere il cellulare acceso in ambienti ospedalieri o in cui siano
presenti apparecchiature elettromedicali, sugli aerei ed in presenza
di persone con dispositivi attivi quali pacemaker o apparecchi acustici.
* I portatori di pacemaker o protesi elettroniche dovrebbero mantenere
una distanza di sicurezza di almeno 30 cm dall'apparecchio.